Ittero nel neonato e nell'adulto: cos'è, cause e cura

Ittero nel neonato e nell'adulto: cos'è, cause e cura

Indice


Domande e risposte


Nell’ittero, alcuni tessuti appaiono gialli a causa di un alto livello di bilirubina, un pigmento prodotto dal nostro organismo. Può essere un indizio di diversi problemi, ad esempio al fegato. È più comune in donne e uomini adulti, ma l’ittero può comparire anche nel neonato.

Cos’è l’ittero

L’ittero è una condizione che si manifesta con l’ingiallimento della pelle e della sclera (la parte bianca dell’occhio), a causa di un accumulo di bilirubina nel corpo. La bilirubina è un pigmento giallo-arancione che si produce quando i globuli rossi, raggiunti i 3 mesi di vita, vengono distrutti dalla milza.

Quando compare l'ittero? Normalmente, la bilirubina si accumula nella bile, un fluido prodotto dal fegato, che finisce nell’intestino, dove ha una funzione di aiuto alla digestione e all’assorbimento dei grassi. Quindi, normalmente la bilirubina viene espulsa con le feci (e in minima parte nelle urine).
I livelli di bilirubina aumentano quando vi sono problemi che alterano questo ciclo, portando:
  • Una maggiore produzione di bilirubina, che quindi richiede più tempo del normale per essere assorbita;
  • Alterazioni nella produzione della bile;
  • Ostruzione dei dotti biliari, che impedisce alla bile di essere espulsa dal corpo.
In questi casi, l’eccesso di bilirubina si deposita nella pelle.

 
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Bilirubina coniugata e non coniugata

Nell’organismo, la bilirubina si può trovare in due forme. 
  • La bilirubina diretta, o coniugata, è la bilirubina che, a livello del fegato, viene associata a una proteina che la rende idrosolubile. Così diviene trasportabile nel sangue, per cui può essere aggiunta alla bile e finire nell’intestino; viene espulsa con le urine.
  • La bilirubina indiretta, o non coniugata, è quella che non è stata ancora processata dal fegato, per cui è insolubile: non può viaggiare nel sangue o essere escreta con l’urina.

Bilirubina coniugata e non coniugata vengono misurate tramite test di laboratorio (bilirubinemia): in base alla loro quantità, aiutano a individuare la possibile causa di ittero. Infatti, la bilirubina non coniugata indica un accumulo di bilirubina prima del fegato, per cui può indicare disfunzioni del fegato. Ad esempio, la bilirubina non coniugata può indicare un ittero da emolisi o da farmaci. 

Un accumulo di bilirubina coniugata indica che il processo di escrezione della bile si è arrestato dopo il fegato. Ad esempio, in questo caso si potrebbe avere un ittero da sindrome di Dubin-Johnson.

Quando preoccuparsi se la bilirubina è alta? I valori normali di bilirubina diretta sono circa 0,0-0,4 mg/dl, mentre i valori di riferimento della bilirubina indiretta sono tra 0,1 e 1,0 mg/dl. Valori superiori sono indici di disturbi, da indagare con un medico.

immagine che rappresenta occhio con sclera gialla

Cause dell’ittero

Sono molteplici le cause di ittero. Principalmente, sono dovute a fattori che compromettono la funzionalità del fegato. Infatti, i disturbi più frequenti che causano l’ittero in adulti, adolescenti e anziani sono:
  • Epatite (che può essere causata da infezioni o parassitosi, lesioni, sostanze tossiche oppure essere autoimmune);
  • Epatopatia alcolica, un processo di degenerazione del fegato causato da un’assunzione eccessiva di alcolici;
  • Ostruzione biliare, ovvero dei dotti che raccolgono la bile dal fegato.

Altre cause dell’ittero sono:
  • Aumentata distruzione di globuli rossi, dovute ad esempio a grandi ematomi, anemie emolitiche, anemia falciforme, anemia perniciosa, carenza dell’enzima G6DP;
  • Cirrosi epatica (presenza di molto tessuto cicatriziale, non funzionale, nel fegato, a causa di danni ripetuti come da uso eccessivo di alcolici);
  • Infiammazioni o tumori al pancreas;
  • Infiammazione, cancro o calcoli alla cistifellea;
  • Colangiti (infiammazioni dei dotti biliari, che possono essere di diverso tipo e gravità);
  • Malattie genetiche, come sindrome di Gilbert (malattia con decorso benigno in cui la formazione di bile è più lenta) e sindrome di Crigler-Najjar (raro disturbo in cui è assente un enzima necessario a eliminare la bilirubina). Più rare, la sindrome di Dubin Johnson e la sindrome di Rotor (entrambe benigne);
  • Insufficienza cardiaca;
  • Ipertiroidismo;
  • Droghe;
  • Alcuni alimenti (come quelli ricchi di fosforo o quelli contenenti tossine) e farmaci;
  • Patologie infiltrative, in cui si hanno ammassi di cellule o proteine negli organi (amiloidosi, sarcoidosi, tubercolosi, linfoma);
  • La gravidanza può determinare un aumento di bilirubina nel corpo della madre (ittero gravidico).

Le cause di ittero nei cani e in altri animali da compagnia sono simili: includono infiammazione o intossicazione del fegato, cirrosi epatica, colestasi, infiammazione del pancreas e cancro al fegato, alla colecisti o al pancreas.

Ittero ed epatite

L’epatite è uno stato di infiammazione del fegato che può essere scatenato da:
  • Infezioni, generalmente virali (da HIV, citomegalovirus, virus dell’epatite A, B, C, D, E e virus di Epstein-Barr, noto per scatenare la malattia del bacio o mononucleosi), ma anche batteriche (tubercolosi, brucellosi, tifo addominale) e da parassiti (leptospirosi e schistosomiasi);
  • Sostanze tossiche, inclusi alcol, alcuni farmaci, solventi e tossine presenti in vegetali o funghi (come Amanita phalloides);
  • Un’attività anomala del sistema immunitario, che attacca il fegato come se fosse un organo estraneo (epatite autoimmune);
  • Steatoepatite non alcolica (NASH), un accumulo di grassi che porta infiammazione, cicatrizzazione e necrosi (morte) dei tessuti.
In Italia, le epatiti più comuni sono l’epatite alcolica e le epatiti A, B e C. 

Farmaci e ittero

Farmaci che possono causare l’ittero includono:
  • Farmaci che provocano l’emolisi, come sulfamidici e nitrofurantoina, che aumentano la produzione di bilirubina, che quindi diviene più difficile da smaltire;
  • Cloramfenicolo, rifampicina, probenecid ed etinil estradiolo, che riducono la captazione o la coniugazione epatica (la capacità del fegato di catturare la bilirubina libera o associarla alla molecola che ne consente lo smaltimento);
  • Farmaci che possono ridurre la funzionalità delle cellule del fegato, come paracetamolo in alte dosi, FANS, amiodarone, isoniazide, statine;
  • Farmaci che talvolta limitano o bloccano il flusso della bile (colestasi): steroidi anabolizzanti o estrogenici, antibiotici come amoxicillina, penicillina e acido clavulanico, clorpromazina, alcaloidi pirrolizidinici (tra cui preparazioni a base di piante), contraccettivi orali e fenotiazine.

Fattori di rischio

Generalmente, sono più colpiti dall’ittero:
  • Uomini e donne di mezza età;
  • Persone con epatite;
  • Coloro che bevono molti alcolici;
  • Persone che assumono paracetamolo in grandi quantità;
  • Chi ha altri casi di ittero in famiglia;
  • Persone con la pelle scura, in cui è più difficile notare l’ingiallimento dei tessuti.

Sintomi dell’ittero

immagine che rappresenta donna che prova dolore addominaleL’ittero può essere più o meno evidente (quando è poco apprezzabile si parla di subittero). I sintomi variano in base alle cause dell’ittero: in base alla condizione che lo scatena, l’ittero può apparire lentamente o improvvisamente e può passare inosservato oppure essere molto evidente e presentarsi insieme ad altri sintomi importanti. Quanto più i livelli di bilirubina sono alti, tanto più pelle e occhi della persona risultano gialli e si può avere prurito.

In adulti e adolescenti, l’ittero a breve termine in genere deriva da un’infezione e si presenta insieme a:
Altri sintomi che si associano frequentemente all’ittero, che possono essere indici di diverse condizioni, sono:
  • Dolori addominali;
  • Dolori articolari;
  • Prurito;
  • Perdita di peso non giustificata da diete o aumento di attività fisica;
  • Diarrea;
  • Spossatezza o cambiamento dello stato mentale (astetixis);
  • Presenza di sangue nelle feci (evidente oppure occulta, da rilevare con apposito esame);
  • Ingrossamento della milza (splenomegalia).

Negli anziani, i sintomi possono risultare attenuati (come il dolore addominale) o essere scambiati con altre condizioni (come l’alterazione dello stato mentale), per cui occorre porre particolare attenzione alle manifestazioni della malattia.

Quando consultare il medico

Quando preoccuparsi per l'ittero? Sintomi associati all’ittero che devono spingere a rivolgersi a un medico sono:
  • Forti dolori addominali;
  • Flaccidità addominale (che può indicare ascite, ovvero accumulo di liquidi nella cavità addominale);
  • Emorragie gastrointestinali (da riscontrarsi nelle deiezioni, in forma di tracce di sangue visibili od occulte, e quindi da individuare con apposito esame delle feci);
  • Alterazione dello stato mentale (reattività e consapevolezza diverse dal solito, eccessiva sonnolenza);
  • Nausea o vomito;
  • Perdita di peso ingiustificata da diete o aumento di attività fisica;
  • Facile formazione di emorragie cutanee (che si manifestano come ecchimosi, ovvero lividi) o presenza di altre macchie sulla pelle (porpora, petecchie).

Conseguenze 

Le complicazioni dell’ittero dipendono dalla causa. Normalmente, negli adulti ha un decorso benigno anche senza intervenire. Tuttavia, se indica gravi disfunzioni epatiche, può portare allo sviluppo di coagulopatie, encefalopatie o ipertensioni portali (che possono portare a emorragie). Inoltre, si potrebbe avere una colangite ascendente oppure potrebbe segnalare un tumore, per il quale potrebbe essere necessario intervenire il prima possibile.

Diagnosi

Per comprendere la causa e l’eventuale necessità di trattamento dell’ittero, il medico chiede una serie di informazioni relative all’esordio dell’ittero, a cambiamenti di peso della persona, a operazioni chirurgiche alle vie biliari, al colore delle urine e all’esposizione a fattori di rischio (come sostanze o microrganismi) che possono comportare malattie che causano ittero. Potrà anche indagare un’eventuale assenza di mestruazioni.
Quindi, passerà a un esame obiettivo per individuare altri sintomi, indagando la presenza di febbre, dolore e altre anomalie a livello addominale, gonfiori, anomalie della pelle, difformità del fegato o della milza e anomalie neurologiche.

Esami di accertamento prescritti spesso per confermare le diagnosi delle cause di ittero sono:
  • Esame delle urine per bilirubina (che rileva bilirubina coniugata);
  • Esami del sangue (bilirubina, transaminasi e fosfatasi alcalina, profilo di coagulazione, emocromo, emocoltura, esami per epatite virale e autoimmune);
  • Esami delle feci (per individuare sangue);
  • Diagnostica per immagini, spesso all’addome (generalmente ecografia, ma anche risonanza magnetica e tomografia computerizzata);
  • Visione di uno o più organi presenti nell’addome tramite laparoscopia (o peritoneoscopia, in cui una videocamera viene introdotta nell’addome attraverso un piccolo buco) e molto raramente laparotomia (piccola incisione dell’addome per esaminare gli organi interni);
  • A volte, biopsie (il prelievo di un piccolo campione di tessuto).

Terapia

Di per sé, generalmente l’ittero non richiede trattamento negli adulti, ma solo, in alcuni casi, nei neonati. La fototerapia, che può curare l’ittero neonatale, non è efficace negli adulti.
Può essere necessario curare i sintomi, come il prurito (per il quale il medico, ad esempio, può prescrivere colestiramina), le complicazioni e le cause. Ad esempio, se l’ittero è dovuto a un dotto biliare ostruito, il medico può indicare una colangiopancreatografia retrograda endoscopica, procedura che serve a sbloccare il canale biliare.
Alcuni effetti collaterali dei trattamenti legati all’ittero possono essere:
  • Costipazione;
  • Dolore addominale;
  • Gonfiore e flatulenza;
  • Vomito o diarrea.

Per aiutare la guarigione da ittero, può essere utile evitare alcolici, bere molta acqua (circa 2 litri al giorno) e mangiare in modo sano ed equilibrato, riducendo gli alimenti raffinati, fritti e grassi e incrementando l’assunzione di verdure, frutta e alimenti ricchi di omega 3 e 6 (in particolare, pesce grasso, semi e frutta secca).

Prevenzione

È difficile individuare una modalità di prevenzione per l’ittero, perché può essere causato da molti fattori diversi. Tuttavia, è sempre utile prendersi cura del proprio fegato per evitare problemi epatici:
  • Limitare l’assunzione di alcol e di alimenti grassi;
  • Mantenere un peso sano;
  • Tenere sotto controllo il colesterolo;
  • Evitare infezioni:
    • Vaccinandosi per epatite A e B; 
    • Cuocendo bene gli alimenti (in particolare i molluschi bivalvi, come le ostriche e le cozze) e Lavando bene le verdure prima di ingerirle;
    • Usando le protezioni durante i rapporti sessuali;
    • Evitando lo scambio di oggetti che possono mettere in contatto con il sangue di altre persone (spazzolini, rasoi, aghi, strumenti per tatuaggi); 
    • Evitando scambio di bicchieri e altri oggetti con cui ci si può scambiare saliva.

Ittero neonatale

L’ittero si può osservare in circa 1 neonato su 6, e in particolare in 8 su 10 nati prematuri, dalle 24 ore di vita in poi. Infatti, i neonati hanno molti globuli rossi, che sono distrutti e rimpiazzati spesso, producendo molta bilirubina. Generalmente, l’ittero neonatale è una condizione innocua che scompare autonomamente entro le 2 settimane d’età, ma in alcuni casi è importante intervenire, perché sono indici di condizioni sottostanti da curare. 

I medici monitorano la situazione per le prime 48 ore ed è bene porre attenzione anche nei successivi 5 giorni perché è il periodo in cui il bambino presenta i maggiori livelli di bilirubina. I medici valuteranno se eseguire un esame del sangue e pondereranno i fattori di rischio per capire se è necessario un trattamento.
Il modo migliore per prevenire l’ittero neonatale è nutrire abbondantemente il bambino, con 8-12 poppate o 30-60 millilitri di latte in polvere al giorno per i primi giorni di vita.

immagine che rappresenta neonato con ittero curato con fototerapia

Cause e fattori di rischio

In genere, l’ittero neonatale si ha nei bambini prematuri, perché durante la gravidanza è il fegato della madre a rimuovere la bilirubina dal sangue del bebè, ma al momento della nascita è il fegato del piccolo a dover svolgere questo ruolo. Nei bambini in cui il fegato non è ancora sviluppato a sufficienza, quindi, la bilirubina si accumula, dando un colorito giallastro alla pelle e agli occhi del bimbo. In questo caso si parla di ittero fisiologico. Altre cause di ittero neonatale includono:
  • Emorragia (sanguinamento interno) o anomalie dei globuli rossi;
  • Malfunzionamenti del fegato;
  • Infezioni (anche sepsi, ovvero del sangue);
  • Incompatibilità AB0, ovvero incompatibilità del gruppo sanguigno della madre con quello del bambino, che scatena una risposta autoimmune nel neonato (il suo sistema immunitario attacca alcuni organi e tessuti, scambiandoli per estranei);
  • Atresia biliare (disturbo in cui i dotti biliari del bambino sono assenti o bloccati);
  • Una carenza di certi enzimi.

Più a rischio per l’ittero neonatale sono:
  • I nati prematuri (prima di 37 settimane);
  • I bambini con pelle più scura, in cui è più difficile individuare l’ittero;
  • I neonati di etnia africana, mediterranea o dell’Est Asiatico, geneticamente più predisposti a condizioni che portano ittero;
  • I bebè con fratelli o sorelle che hanno presentato ittero;
  • I bambini che mangiano poco, soprattutto se nutriti con latte materno;
  • I neonati che riportano ferite.

Sintomi di ittero nei bambini

Nel neonato, l’ittero, ovvero la colorazione gialla di pelle, mucose e/o parte bianca dell’occhio, appare dapprima nel viso e poi, a mano a mano che si accumula bilirubina, nel petto, nella pancia, nelle braccia e così via. Per individuarla meglio, è consigliato premere con gentilezza sulla fronte o sul naso del bimbo: normalmente, in quel punto la pelle dovrebbe apparire appena più chiara della normale tonalità, mentre in caso di ittero apparirà giallina.

Sintomo generalmente innocuo che si può associare all’ittero è la colorazione insolita di urine (scure) o feci (giallastre o arancioni). È bene chiamare un medico quando l’ittero neonatale si aggrava o si associa a:
  • Estrema difficoltà di addormentamento o di risveglio;
  • Difficoltà a prendere il latte dalla madre o dal biberon oppure non prende peso;
  • Minzione ed escrezione insufficienti (cioè il bambino produce meno di 4 pannolini bagnati in un giorno e meno di 3 pannolini sporchi entro il quarto giorno di vita);
  • Inattività o poca reattività.

Sintomi associati all’ittero che indicano la necessità di recarsi da un medico con urgenza sono:
  • Pianto molto forte e inconsolabile;
  • Corpo rigido, floscio oppure inarcato (con testa e caviglie all’indietro e pancia in avanti);
  • Movimenti oculari strani.
immagine che rappresenta madre che allatta figlio neonato

Complicazioni dell’ittero neonatale

Le conseguenze negative di ittero neonatale si hanno solo quando la patologia non è trattata adeguatamente e sono molto rare. Includono:
  • Encefalopatia da bilirubina. Questa sostanza è tossica per i neuroni, per cui, nel caso in cui riesce a entrare nel cervello, può danneggiarli, rendendo il bambino poco reattivo, febbricitante e rigido nella postura;
  • Kernittero. È un danno neurologico a lungo termine dovuto all’encefalopatia bilirubinica, che dà movimenti incontrollati, sguardo vuoto, perdita di udito, smalto dentale anomalo.

Trattamento dell’ittero neonatale

La maggior parte dei bambini non necessita di trattamento per ittero, perché in genere l’ittero neonatale scompare autonomamente entro 10-14 giorni. Solo 1 neonato su 20 ha un livello di bilirubina tale da necessitare una terapia. È ancora più raro che il neonato sia a rischio di danni permanenti. 

I trattamenti per ittero neonatale sono due e sono efficaci nel ridurre i livelli di bilirubina del bambino.
  • Fototerapia. Il neonato viene sottoposto a uno speciale tipo di luce (innocua) che altera la bilirubina in modo tale da renderla più semplice da trattare per il fegato. La luce solare non ha questo effetto.
  • Trasfusione sanguigna. Se la fototerapia non è sufficiente o l’ittero è più grave, si può rendere necessario sostituire il sangue del bambino con quello di un donatore compatibile, per mezzo di un catetere.
Spesso viene anche raccomandato di aumentare le dosi di latte per il bambino.

 
Consulta i Centri di riferimento per Encefalopatia da bilirubina:
Centri di riferimento per Encefalopatia da bilirubina


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Che cosa è l'ittero?

L’ittero è una condizione in cui la pelle, le mucose e la parte bianca dell’occhio di una persona risultano giallastri. Si deve all’accumulo di bilirubina, un pigmento giallo-arancione, che non viene smaltito a sufficienza o correttamente dall’organismo.

Cosa provoca gli occhi gialli? 

L’ingiallimento delle sclere (la parte bianca dell’occhio) è dovuta all’accumulo di bilirubina nel corpo, a causa di problemi nel processamento di questa sostanza.

Cosa provoca l'ittero?

Le cause di ittero possono essere molte. Generalmente, l’ittero si deve a un’epatite (infiammazione del fegato, che può essere provocata da infezioni, lesioni, sostanze tossiche o malfunzionamenti del sistema immunitario), a un’epatopatia alcolica o a un’ostruzione delle vie biliari. Altre possibili cause di ittero sono anemie emolitiche, ematomi in fase di riassorbimento, cirrosi epatica, infiammazioni o tumori a pancreas o cistifellea, alcune patologie genetiche e assunzione di sostanze o alimenti che interferiscono con l’attività del fegato o risultano tossici. Anche la gravidanza può comportare questa condizione (ittero gravidico).

Quando passa l'ittero?

Nei neonati, l’ittero fisiologico in genere passa entro 10-14 giorni; in altri casi, dipende dalla condizione. Negli adulti, il tempo di guarigione da ittero è subordinato alla causa, quindi al tempo necessario perché questa sia trattata o guarisca autonomamente.

Quando preoccuparsi per l’ittero?

Negli adulti e negli adolescenti, segni che devono spingere a consultare un medico il prima possibile sono:

  • Forti dolori addominali;
  • Flaccidità dell’addome;
  • Sangue nelle feci;
  • Nausea o vomito;
  • Perdita di peso;
  • Stato mentale alterato (eccessiva sonnolenza, ridotta reattività, confusione).
Nei bambini, sintomi di ittero che devono portare a un controllo urgente sono:
  • Estrema difficoltà di addormentamento o di risveglio;
  • Difficoltà a mangiare;
  • Ridotta produzione di urine e feci o urine scure;
  • Inattività o bassa reattività;
  • Pianti incontrollabili;
  • Corpo rigido o floscio;
  • Movimenti oculari strani.

Come si cura l'ittero?

Negli adulti, in genere l’ittero scompare autonomamente o nel curare la causa, per cui il trattamento è molto variabile (ad esempio, in caso di infezione virale può richiedere antivirali, in caso di ostruzione dei dotti biliari servirà un intervento mirato). Si possono prescrivere farmaci per il prurito, sintomo di forme di ittero più importanti. Nei bambini, l’ittero neonatale si risolve da solo in circa il 90% dei casi; altrimenti, il medico potrà prescrivere la fototerapia e, nei casi più gravi, una trasfusione di sangue. 

Cosa non mangiare con ittero?

In caso di ittero, è bene limitare tutte le sostanze che appesantiscono o danneggiano il fegato:

  • Alcol;
  • Farmaci e integratori non fondamentali (dietro consiglio del medico);
  • Bevande nervine (come caffè e cioccolata);
  • Alimenti raffinati (inclusi gli zuccheri semplici), fritti e grassi.
Inoltre, occorre evitare i digiuni che superano le 12 ore ed è raccomandato aumentare l’assunzione di omega 3, omega 6 e omega 9 (di cui sono particolarmente ricchi pesci grassi, oli vegetali extravergini, frutta secca e semi).

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In collaborazione con

Jolanda Serena Pisano

Jolanda Serena Pisano

Dopo la Laurea Triennale in Scienze Biologiche e la Magistrale in Etologia, ho conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione Sostenibile (MaCSIS) dell'Università Milano-Bicocca. Ho seguito anche brevi corsi per la comunicazione a tutto campo, dal podcast alla regia, dalla realizzazione di infografiche alla scrittura di canzoni. 
Ho un'esperienza pluriennale nell'elaborazione di contenuti online per realtà tecnologiche, del terzo settore e di divulgazione della scienza. Attualmente lavoro come medical writer e scientific copywriter per The Embassy e come freelance, sono web content manager per AAC Srl e collaboro con Doveecomemicuro.it. Mi occupo anche di ricerca nell'ambito della comunicazione sanitaria sui social in collaborazione con il laboratorio di Informatica Medica dell'Istituto Mario Negri. Come volontaria, per BioPills sono autrice, relatrice di due corsi, social media manager e recensitrice di libri divulgativi; sono co-fondatrice e social media manager delle Bionaute.

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