Diarrea e dissenteria persistente quando preoccuparsi: cause e rimedi

Diarrea e dissenteria persistente quando preoccuparsi: cause e rimedi

Indice

Domande e risposte

Che cos’è la diarrea?

Si parla di diarrea quando si hanno diversi episodi con emissione di feci acquose, cioè cremose o addirittura liquide nel corso della giornata, in maniera più frequente rispetto al normale. Non è necessariamente un sintomo allarmante; è piuttosto comune per molte persone di soffrirne ogni tanto e la cosa si risolve senza bisogno di farmaci nel giro di pochi giorni o al massimo in una settimana.

Come capire che tipo di diarrea è? La diarrea si considera:

  • Acuta, se persiste ogni giorno ma per meno di 2 settimane. La diarrea è ricorrente se ci sono molti episodi vicini, ma con andamento ciclico. Se la diarrea è acuta e/o ricorrente è quasi sempre dovuta ad agenti infettivi (principalmente virus e batteri), all’intossicazione alimentare oppure all'assunzione di farmaci;
  • Cronica, se è persistente ogni giorno per anche un mese o più. La diarrea cronica è dovuta solitamente a malattie croniche sottostanti come le malattie infiammatorie intestinali, o la sindrome dell’intestino irritabile.


Spesso si usano diarrea e dissenteria come sinonimi, ma in realtà indicano due situazioni diverse. La differenza fra diarrea e dissenteria è che la dissenteria è la forma più grave della diarrea perché oltre all’emissione di feci liquide vede anche emissione di sangue, muco o pus. La dissenteria ha quasi sempre origine batterica.
I principali responsabili sono l'Entamoeba histolytica e la Shigella dysenteriae.

In condizioni di forte povertà, ancora presenti in alcune zone del mondo, la diarrea provocata da malattie infettive quali per esempio il colera, è a tutt’oggi un problema serio. Se è persistente e la persona non assume adeguata integrazione, la perdita di liquidi può provocare forte disidratazione, con perdita di sostanze vitali per l’organismo quali sodio, potassio, magnesio, e cloro, compromettendo in poco tempo irrimediabilmente lo stato di salute della persona. 

Immagine infografica che rappresenta la diarrea
 

Come si formano le feci

Da quando abbiamo assunto un alimento, questo ci mette circa 24 ore per trasformarsi in feci. Questo perché la produzione delle feci avviene nell’intestino, che nel complesso è lungo oltre 400 metri quadrati, e ha il compito di assorbire tutte le sostanze utili che non sono ancora state assorbite dalla bocca allo stomaco. Le feci dovrebbero essere dunque costituite solo dal prodotto di scarto dell’intestino. 

Talvolta alcune patologie possono provocare un aumento della cosiddetta peristalsi, le normali contrazioni del tubo intestinale che servono a spingere il cibo verso la parte di intestino chiamata cieco. Un aumento della peristalsi compromette l'assorbimento dell'acqua e dei nutrienti, provocando feci acquose, quindi diarrea.
L’intestino normalmente assorbe il 99% dei liquidi che arrivano dal tratto digerente, circa 9 litri al giorno di liquidi, anche una piccolissima riduzione dell'assorbimento di questi liquidi è sufficiente a causare diarrea.

Le cause della diarrea

Le cause principali di diarrea sono tre:

  • diarrea da aumento del carico osmotico. In questo caso si crea diarrea perché rimangono nell’intestino delle sostanze (soluti) che assorbono acqua. Sostanze “osmoticamente attive” significa che assorbono acqua. Questo avviene in presenza di intolleranza verso alcuni zuccheri, come il lattosio per esempio. In generale l’assorbimento di alcuni zuccheri ricchi di exitoli (presenti per esempio in tante caramelle) può creare diarrea perché  gli exitoli sono scarsamente assorbiti dall’intestino e rimangono soluti;
  • diarrea secretoria da variazione dell’assorbimento dei liquidi nell’intestino (vedi paragrafo precedente), che solitamente si risolve da sola in pochi giorni. Le infezioni come la gastroenterite dovuta a virus (norovirus e rotavirus), batteri come il campylobacter e l’escherichia coli, o parassiti, sono la causa più comune di diarrea secretoria. Spesso questo problema insorge perché entriamo in contatto con patogeni a cui il nostro corpo non è abituato, per esempio in viaggio. Si parla a questo proposito di diarrea del viaggiatore. Vi sono persone che soffrono di vere e proprie sindromi da malassorbimento che possono portare a diarrea cronica. Per esempio un cattivo assorbimento dei sali biliari può causare diarrea ma anche altri problemi, dando feci verdi o arancioni;
  • diarrea da transito intestinale accelerato. L’infiammazione del tratto intestinale, per esempio delle mucose, che riduce il tempo di contatto fra materiale fecale e pareti intestinalifunzionali. Le cause più comuni di questo disturbo sono le resezioni del piccolo o grande intestino, l’intervento di resezione gastrica e le malattie infiammatorie intestinali (come la colite). Anche ipertiroidismo e celiachia possono dare questo problema.

Quando preoccuparsi per la diarrea

Sicuramente i sintomi di una diarrea da approfondire sono:

  • Presenza di sangue o pus nelle feci (feci di colore scuro);
  • Febbre;
  • Segnali di disidratazione (irritabilità o sonnolenza, poca produzione di urina, mani e piedi freddi, pallore);
  • Vertigini;
  • Mal di stomaco;
  • Vomito persistente;
  • Diarrea cronica che non passa nel corso dei mesi;
  • Perdita di peso;
  • Diarrea con grandi volumi di feci acquose (un volume delle feci giornaliero maggiore di 1 litro al giorno) che può far supporre alla presenza di un tumore endocrino;
  • Dolore intestinale. Nella sindrome dell'intestino irritabile per esempio si ha dolore addominale nei pressi della defecazione, con cambiamenti sia nella frequenza che nella consistenza delle stesse delle feci, o in entrambi. Tuttavia, questi sintomi da soli non discriminano la sindrome dell'intestino irritabile da altre patologie come le malattie infiammatorie intestinali. Normalmente si ha diarrea con fesi acquose o molle oltre 6 mesi prima della diagnosi.
Immagine che rappresenta una donna che soffre di diarrea

Che differenza c’è fra malattie infiammatorie intestinali e sindrome dell'intestino irritabile

La sindrome dell'intestino irritabile (colon irritabile) non è una vera e propria malattia, ma un insieme di condizioni fastidiose che si presentano con dolore addominale, che solitamente passa dopo la defecazione, e spesso alterna stipsi e diarrea. Non vi sono cause particolari dell’intestino irritabile se non fattori psico-sociali, cioè stress, e ipersensibilità e motilità dell’intestino.

Altra cosa sono le malattie infiammatorie intestinali (dette MICI o IBD, dall'inglese Inflammatory Bowel Disease), ben definite, come:

  • La Malattia di Crohn;
  • La Colite Ulcerosa;
  • La Colite indeterminata;
  • Le Coliti microscopiche (Colite Linfocitica, Colite Collagena, Coliti Eosinofile).

Come si fa a far passare la diarrea: rimedi e farmaci

Se si tratta di episodi isolati, acuti, il più delle volte non serve nessuna cura per la diarrea, soprattutto se le scariche sono un numero contenuto: si risolve da sola in pochi giorni. Altre volte possono essere utili dei rimedi farmacologici. Una diarrea grave che provoca un inizio di disidratazione, come con il Colera, necessita di integrazione per ripristinare l’apporto necessario di liquidi e correggere lo squilibrio elettrolitico e l’acidosi. Sotto stretto consiglio medico (non fidarsi dei fai da te!) si possono assumere soluzioni per bocca contenenti glucosio, cloruro di sodio e cloruro di potassio. In caso di diarrea meno grave ma con sintomi come nausea e vomito posson comunque essere utili soluzioni orale gluco-elettrolitica.

Per ridurre le scariche esistono dei farmaci antidiarroici basati sulla molecola loperamide, che rallenta i movimenti dell’intestino, migliorando l’assorbimento dell’acqua e bloccando la diarrea. È bene tuttavia non assumerli se non strettamente necessario, e soprattutto se si assumono altri farmaci. La cosa migliore è chiedere consiglio al medico, anche se si tratta di farmaci da banco.

Non ci sono controindicazioni alimentari: anche con la diarrea si può continuare ad assumere cibi solidi ma soprattutto è bene bere molto. Per capire se si beve abbastanza è sufficiente guardare le urine: devono essere di colore giallo chiarissimo.

Altra cosa quando la diarrea è conseguenza cronica o ricorrente di una delle malattie croniche intestinali citate, le malattie infiammatorie intestinali. In tal caso è necessario curare la malattia sottostante con farmaci specifici che riducano l’infiammazione.

In tutti i casi di diarrea, compreso il caso della sindrome dell'intestino irritabile, è molto importante l’alimentazione. Può essere molto utile consultare uno specialista nutrizionista per capire se vi siano intolleranze o allergie e trovare una dieta bilanciata al nostro caso.

Diarrea nei neonati e nei bambini: cosa fare

La diarrea nel neonato e nel bambino è molto comune e porta spesso con sé una leggera febbre e vomito e dolore all’addome che il bambino manifesta con pianto. La cosa migliore da fare è reintegrare i liquidi persi somministrando acqua e in alcuni casi integratori salini sotto consiglio del perdiatra. Nel neonato con meno di sei mesi è sempre opportuno sentire il pediatra prima di qualsiasi fai da te.
I sintomi da approfondire sono gli stessi dell’adulto: febbre alta, presenza di sangue nelle feci (si vede perché le feci sono scure) e una diarrea e vomito che continuano per più di due giorni senza migliorare. 


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Come si fa a far passare la diarrea?

Se si tratta di episodi isolati, acuti, il più delle volte non serve nessuna cura per la diarrea, soprattutto se le scariche sono un numero contenuto: si risolve da sola in pochi giorni.
Altre volte possono essere utili dei rimedi farmacologici. Una diarrea grave che provoca un inizio di disidratazione, come con il Colera, necessità di integrazione per ripristinare l’apporto necessario di liquidi e correggere lo squilibrio elettrolitico e l’ acidosi. Si propongono soluzioni da assumere per bocca parenterali contenenti glucosio, cloruro di sodio e cloruro di potassio. In caso di diarrea meno grave ma con sintomi come nausea e vomito posson comunque essere utili soluzioni orale gluco-elettrolitica.

Per ridurre le scariche esistono dei farmaci antidiarroici basati sulla molecola loperamide, che rallenta i movimenti dell’intestino, migliorando l’assorbimento dell’acqua e bloccando la diarrea. È bene tuttavia non assumerli se non strettamente necessario, e soprattutto se si assumono altri farmaci. La cosa migliore è chiedere consiglio al medico, anche se si tratta di farmaci da banco.

Quando la diarrea è preoccupante?

Sicuramente i sintomi di una diarrea da approfondire sono:

  • Presenza di sangue o pus nelle feci (feci di colore scuro);
  • Febbre;
  • Segnali di disidratazione (irritabilità o sonnolenza, poca produzione di urina, mani e piedi freddi, pallore);
  • Vertigini;
  • Mal di stomaco;
  • Vomito persistente;
  • Diarrea cronica che non passa nel corso dei mesi.

Cosa può provocare la diarrea?

Se la diarrea è acuta e/o ricorrente è quasi sempre dovuta ad agenti infettivi (principalmente virus e batteri); all’ intossicazione alimentare oppure all’assunzione di farmaci.
Se la diarrea è cronica, persistente per anche un mese o più, è dovuta solitamente a malattie croniche sottostanti come le malattie infiammatorie intestinali, o la sindrome dell’intestino irritabile.

Come capire che tipo di diarrea è?

La diarrea è acuta, se dura ogni giorno ma da meno di 2 settimane. La diarrea è ricorrente se ci sono molti episodi vicini, ma con andamento ciclico. In questi casi si tratta per lo più di infezioni virali, batteriche o da parassiti. È cronica, se è persistente per anche un mese o più. In quest’ultimo caso è bene ipotizzare una malattia infiammatoria intestinale, da indagare con specifici test.

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In collaborazione con

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold, giornalista freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale. Si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata - Il Sole 24 Ore e Le Scienze. Lavora per la maggior parte su temi legati all’epidemiologia, con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 è consulente per la comunicazione social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Collabora con alcune riviste mediche più specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Dal 2022 è docente di Social Media e Salute presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

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