Viaggiare sicuri nel 2021: come pianificare il viaggio, dove è valido il Green Pass e come ottenerlo

Viaggiare sicuri nel 2021: come pianificare il viaggio, dove è valido il Green Pass e come ottenerlo

Indice

Domande e risposte

Viaggiare in tempo di COVID-19

In tempo di COVID-19 viaggiare sicuri al 100% è un’utopia in quasi tutto il mondo. Tutti i paesi che sono meta di vacanze esotiche, presentano dei focolai infettivi. Pertanto è bene controllare sul sito web Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri, dove è possibile compilare un questionario con i dati sulla propria destinazione, e il sistema dirà esattamente se possiamo recarci lì ed eventualmente tutto ciò che dobbiamo fare prima di partire e al rientro in Italia (se e quando sottoporci a tampone, se il Green Pass europeo è valido e se dobbiamo compilare un modulo di localizzazione).

Oltre a COVID-19 va sempre considerata anche la situazione specifica del paese dove intendiamo recarci e le vaccinazioni obbligatorie per i viaggi internazionali

 
Immagine che mostra un mappamondo e un aereo affiancati da uno stetoscopio
 

Come funziona il Green Pass

Immagine che rappresenta un cellulare con il greenpass, sotto una mascherina chirurgica Il Green Pass (Certificazione Verde COVID-19) è una Certificazione in formato digitale e stampabile, emessa dalla piattaforma nazionale del Ministero della Salute, che contiene un QR Code per verificarne autenticità e validità. Si ottiene o dopo la vaccinazione (anche dopo 15 giorni dalla prima dose) e ha validità 9 mesi, ad avvenuta guarigione (con validità 6 mesi), oppure a seguito di un tampone negativo.

Va precisato che in UE i vaccini ad oggi accettati ai fini dell’ingresso dai Paesi della lista C, Canada, Giappone e Stati Uniti sono quattro:
  1. Comirnaty di Pfizer-BioNtech;
  2. Moderna;
  3. Vaxzevria di AstraZeneca;
  4. Janssen di Johnson & Johnson.
Il Green Pass è valido come EU digital COVID certificate e rende più semplice viaggiare da e per tutti i Paesi dell'Unione europea e dell’area Schengen. Al momento (14 luglio 2021) ancora non vi è l’obbligo a livello nazionale di Green Pass per accedere a eventi pubblici, residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, ma si tratta di una questione in fase di discussione.

Dal 1 luglio è possibile ricevere il Green Pass, scaricandolo dal sito https://www.dgc.gov.it/. La certificazione viene emessa automaticamente in formato digitale e stampabile dalla piattaforma nazionale successivamente a una delle tre opzioni sopra citate. Quando la Certificazione è disponibile, la persona riceve un messaggio via SMS o via email, con un codice di autenticazione (AUTHCODE) da usare sui canali che lo richiedono e brevi istruzioni per recuperare la certificazione. È sufficiente avere sotto mano il codice della propria tessera sanitaria.
La certificazione contiene un QR Code con le informazioni essenziali agli operatori, ed è sufficiente avere sempre dietro una versione digitale (salvata sul proprio smartphone). Non è necessario stampare nulla.

Fino al 12 agosto è possibile viaggiare in Europa anche senza Green Pass, ma esibendo le certificazioni di completamento del ciclo vaccinale, di guarigione o di avvenuto test rilasciate dalle strutture sanitarie, dai medici e dalle farmacie autorizzate.

Purtroppo diverse persone stanno riscontrando problemi a scaricare il Green pass, in particolare chi è guarito da COVID-19 o a seguito di un tampone. In molti casi non arriva il codice tramite SMS o email, in altri arriva ma il certificato non è comunque disponibile attraverso le procedure indicate. Nel caso dei tamponi – spiega Massimo Mancia su AgendaDigitale.eu, “alcuni tipi di test che sono utilizzati, ad esempio quelli nasali, non hanno una corrispondenza con la lista europea e non si sa quindi a che codice associarli. All’estero ci può essere un problema di riconoscibilità. Un problema è costituito dalla obbligatorietà di indicare data e ora del prelievo che definisce l’inizio del periodo di validità. Non tutti i sistemi in uso prevedono l’obbligatorietà di questi campi e quindi c’è il problema di come alimentare il sistema TS.”
Non è ancora chiaro inoltre in che modo i bambini potranno ricevere il green pass.

Dove si può andare con il Green Pass?

Il Green Pass è valido in tutti i paesi europei e anche in Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, San Marino e Città del Vaticano. La cosa migliore da fare è comunque consultare il sito di Viaggiare Sicuri.

Attualmente ci sono 5 liste di paesi a seconda del tipo di restrizioni vigenti per recarvisi:
  1. A (Paesi per cui non è prevista nessuna limitazione): Stato della Città del Vaticano e Repubblica di San Marino;
  2. B (Stati e territori a basso rischio epidemiologico per i quali sono consentiti gli spostamenti da e senza necessità di motivazione): nessuno stato al momento;
  3. C (spostamento con adempimenti – Green Pass): Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Israele, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco;
  4. D (Spostamento con adempimenti): Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia, Giappone, Canada e Stati Uniti nonché gli ulteriori Stati e territori a basso rischio epidemiologico, che verranno individuati con ordinanza, tra quelli di cui all'Elenco E;
  5. E (Spostamento solo per motivi lavorativi e familiari): tutti gli altri paesi non inclusi nei precedenti elenchi.
Per aggiornamenti consultare la pagina dedicata nel sito del Ministero della Salute: https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5411&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto 

Quando compilare il modulo di localizzazione?

L’ordinanza del 16 aprile 2021 ha introdotto la compilazione obbligatoria del modulo di localizzazione del passeggero (Passenger Locator Form - PLF) digitale – dPLF, per tutte le persone in arrivo in Italia con qualsiasi mezzo di trasporto e contiene informazioni sull'itinerario di viaggio, un recapito telefonico e un indirizzo di permanenza in territorio nazionale per permettere all’Autorità Sanitaria di contattare tempestivamente il passeggero, qualora esposto ad una malattia infettiva diffusiva durante il viaggio. La compilazione online va fatta prima dell’arrivo in Italia attraverso il sito https://app.euplf.eu/
Una volta compilato il modulo, il passeggero riceverà all'indirizzo e-mail indicato in fase di registrazione, il dPLF in formato pdf e QRcode che dovrà mostrare direttamente dal suo smartphone o stamparlo per portarlo sempre con sé durante il viaggio.

Posso andare in Grecia?

Se per esempio vogliamo recarci in Grecia per turismo, e siamo cittadini europei, la normativa attuale (vigente fino al 30 luglio) consente di recarvisi previa verifica della normativa in vigore in tema di ingressi nei Paesi di destinazione, consultando la Scheda del Paese di interesse su ViaggiareSicuri.  
Se invece siamo stati in Grecia, ma abbiamo la residenza in Italia attualmente dobbiamo compilare il formulario digitale di localizzazione, denominato anche digital Passenger Locator Form (dPLF). Essere in possesso e presentare, a chiunque  la chieda la Certificazione verde Covid, da cui risulti, alternativamente
  • O la avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, con attestazione  del completamento del prescritto ciclo vaccinale da almeno  quattordici  giorni;
  • O la avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell'isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2;
  • Oppure l’effettuazione, nelle 48 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2.
Se non disponiamo di nessuno di questi tre requisiti, è necessario sottoporsi a quarantena di 10 giorni non appena si arriva in Italia, comunicando il proprio arrivo al  Dipartimento  di  prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio, e passati i 10 giorni effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico. La quarantena in questo caso è obbligatoria anche per i bambini con meno di 6 anni, mentre i minori di diciotto anni sono esentati dall’obbligo di isolamento (ove previsto) solo nel caso in cui siano accompagnati da un adulto (genitore o altro accompagnatore) in possesso di Certificazione verde Covid.

Dove ci si può spostare liberamente?

Secondo l’Ordinanza del 18 giugno 2021, solo nel caso di rientro nel territorio nazionale a seguito di permanenza di durata non superiore a 24 ore in località estere situate a distanza non superiore a 60 km dal luogo di residenza, domicilio o abitazione in Italia, non serve sottoporsi a restrizioni (quarantena, tampone) tranne se si riscontrano sintomi compatibili con COVID-19. Se ci si sposta invece per meno di 48 ore, nel raggio di 60 km dall'abitazione, con mezzo privato, non è necessario compilare il formulario digitale di localizzazione, altrimenti richiesto.

Preparare un viaggio: 4 cose da ricordare

COVID-19 a parte, se si desidera recarsi fuori Europa, ViaggiareSicuri suggerisce quattro accortezze:
  • Chiedere un consulto medico almeno 4-6 settimane prima della partenza per capire quali sono  le vaccinazioni consigliate e/o obbligatorie, i farmaci antimalarici da assumere, altri farmaci da portare in viaggio;
  • Preparare una piccola farmacia da viaggio, specie se ci si reca in zone con scarsa copertura sanitaria (vedi elenco al paragrafo successivo);
  • Preparare i documenti sanitari necessari. In Europa e in Svizzera è bene ricordarsi la tessera sanitaria, che dà diritto all’assistenza sanitaria gratuita, che però non dà diritto a nulla al di fuori del nostro continente;
    Nei paesi che la richiedono è obbligatorio avere il certificato di vaccinazione per la Febbre gialla. Se abbiamo necessità di trasportare dispositivi medicali come siringhe serve un certificato che attesti questa necessità, coì come di un documento che attesti il bisogno del viaggiatore di assumere determinati farmaci (in caso di patologie croniche che richiedano terapie continue);
  • Stipulare un’assicurazione sanitaria se ci rechiamo in paesi non europei. A questo proposito il Ministero della Salute ha predisposto un portale Se Parto per… dove inserendo il luogo di destinazione e la ragione del viaggio è possibile sapere a che tipo di copertura sanitaria abbiamo diritto in quel paese e che tipo di assicurazione scegliere.

La farmacia da viaggio

Sempre il sito web di ViaggiareSicuri consiglia di preparare i seguenti prodotti, in caso ci rechiamo in zone con scarsa copertura sanitaria:
  1. Articoli di pronto soccorso
  2. Cerotti
  3. Disinfettanti
  4. Bende
  5. Guanti monouso
  6. Detergente per le mani (contenente almeno il 60% di alcol) o salviette antibatteriche per le mani
  7. Acqua ossigenata
  8. Repellenti
  9. Trattamenti per punture da insetto
  10. Gel astringente al cloruro di alluminio per contatti con meduse
  11. Protezione solare
  12. Semplici analgesici come paracetamolo
  13. Materiale sterile
  14. Termometro
  15. Pinzette
  16. Colliri umettanti
  17. Una zanzariera
  18. Preservativi
  19. Disinfettanti/filtri per l’acqua
  20. Soluzioni minerali orali reintegranti 
  21. Calze elasto-compressive (se fattori di rischio DVT)

Immagine che mostra un kit di emergenza da viaggioFarmaci

  1. Un antibiotico ad uso topico intestinale  (paromomicina, neomicina, ecc.)
  2. Un antibiotico a largo spettro (amoxicillina-clavulanato, ciprofloxacina, levofloxacina, ecc.)
  3. Polvere o creme antifungine/antibiotiche
  4. Crema con Idrocortisone 1%
  5. Farmaci antimalarici
  6. Pomate o compresse anti-istaminiche
  7. Siringhe sterili ed aghi
  8. Pomata oftalmica antibiotica (es. tobramicina)
  9. Pomata antiistaminica e/o cortisonica per scottature o punture di insetto
  10. Antiacidi
  11. Antidiarroico (es. loperamide)
  12. Farmaci abitualmente assunti (accompagnati da lettera del medico curante)
  13. Blando lassativo
  14. Farmaci abitualmente assunti (accompagnati da lettera del medico curante)
  15. Anticinetosici
  16. Farmaci anticoagulanti (Se fattori di rischio DVT)

Forniture mediche

  1. Occhiali 
  2. Bracciale o collana di allerta medica
  3. Forniture per test del diabete
  4. Insulina
  5. Inalatori
  6. EpiPens

La profilassi antimalarica

A seconda del paese di destinazione, il medico consiglia la profilassi antimalarica sulla base dei seguenti fattori:
  • Il rischio di contrarre la malattia;
  • Le specie prevalenti di parassiti della Malaria nell’area;
  • Il livello e la diffusione della resistenza ai farmaci segnalati dal paese;
  • Il possibile rischio di gravi effetti collaterali derivanti dall'utilizzo dei vari farmaci profilattici.
Si distinguono infatti tre zone:
  • Zona A a rischio limitato e stagionale o in cui il P. falciparum è assente o clorochino-sensibile: la profilassi in questo caso avviene con Clorochina;
  • Zona B: a medio rischio, in cui il P. falciparum è moderatamente resistente alla Clorochina: la profilassi avviene con Clorochina + Proguanil;
  • Zona C: ad alto rischio, in cui il P. falciparum è fortemente resistente alla Clorochina. La profilassi in questo caso avviene con Meflochina o Doxiciclina.
Solitamente i farmaci antimalarici devono essere assunti almeno una settimana prima del viaggio e l’assunzione deve proseguire con regolarità durante tutto il soggiorno e per quattro settimane dopo aver lasciato la zona a rischio. 

 
Immagine che mostra una zanzara tigre su un braccio umano

Viaggiare sicuri in Africa

Il continente africano vive da sempre una situazione precaria dal punto di vista sanitario, dovuta da una parte a continui focolai di malattie infettive gravi come Ebola, Colera, Febbre gialla, Malaria, Dengue, Chikungunya, Tifo, Vaiolo delle Scimmie, Morbillo, Polio, Meningite, Epatite A (in Italia da bambini siamo vaccinati contro l’Epatite B).
Dall’altra per un’infrastruttura sanitaria a larghi tratti inesistente. 

Il colera per esempio è la malattia infettiva più diffusa in Africa, endemica in quasi tutti i paesi dell’Africa Subsahariana. Nei paesi centro Africani è ancora diffusa l’Ebola, per non parlare del morbillo.
In generale è bene mantenere un’igiene personale ottima ed evitare cibi crudi (pesce incluso) o dalla dubbia provenienza, anche in strutture alberghiere.

Bisogna stare molto attenti alle punture di zanzara, che possono portare Malaria, Dengue, Chikungunya. Non esistono vaccinazioni vere e proprie, solo una profilassi antimalarica. L’unica cosa da fare è proteggersi con prodotti e zanzariere, e saper riconoscere i sintomi in genere esordiscono dopo 3-7 giorni dalla puntura della zanzara e assomigliano a quelli dell’influenza: febbre elevata, cefalea, debolezza e dolori articolari diffusi. L'85% dei decessi per malaria è concentrato in 19 Paesi dell'Africa sub-sahariana e in India.

In solo sei Paesi si sono verificati oltre la metà dei casi di malaria di tutto il mondo: Nigeria (25%), Repubblica Democratica del Congo (12%), Uganda (5%) e Costa d'Avorio, Mozambico e Niger (4% ciascuno).
I paesi a massima diffusione di Chikungunya sono Sudafrica, Mozambico, Nigeria, Repubblica del Congo, Senegal, Tanzania, Uganda, Zimbabwe.

Oltre al sito ViaggiareSicuri, che permette di filtrare le informazioni per paese, per controllare se nel momento in cui vogliamo partire è in corso un’epidemia particolare in un certo paese, si può consultare il sito web dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – African Region, nella sezione Health Topics. Sullo stesso sito vengono pubblicati i bollettini settimanali con i nuovi casi di infezione per ogni malattia in ogni paese.

Viaggiare sicuri in Asia

India

COVID-19 a parte, la situazione sanitaria in India è considerata a rischio. Sono endemiche Malaria, Dengue e Chikungunya, specialmente nelle regioni meridionali ed orientali del Paese e si acuiscono nel periodo monsonico e post-monsonico. Nel 2015 l’India ha subito una rapida recrudescenza del virus H1N1, responsabile dell’influenza suina, da maggio 2017 si sono riscontrati nel Paese casi di Zika virus, e da maggio 2018 si registrano casi di infezione mortale del virus Nipah nel Kerala settentrionale. 


Vietnam

In particolare fra maggio a settembre) possono manifestarsi infezioni intestinali e colera. In Vietnam sono endemici Morbillo e Rosolia, Tifo, Epatite A, Epatite B (altamente endemica), Tetano, Difterite, Encefalite giapponese e Rabbia.
La presenza delle zanzare del genere Aedes aegypti vettori di malattie quali Dengue, Chikungunya, Febbre gialla e Zika è elevata in tutto il paese.

Immagine che ritrae una ragazza asiatica con la mascherina in areoporto
Tailandia

A differenza del Vietnam, le strutture sanitarie offrono una buona assistenza sanitaria, specie quelle private. Ma sono diverse le malattie infettive endemiche e sono in aumento i casi di Dengue, La provincia più colpita è quella di Phuket. Seguono le province di Krabi, Nakornpathom e Pangnga. Infezioni si registrano anche nella zona metropolitana della capitale Bangkok. Nel 2019  si è verificato un netto incremento dei casi di Chikungunya. Anche i tassi di HIV sono molto elevati.


Filippine

La qualità dell’assistenza sanitaria non è buona e senza assicurazione sanitaria si rischia di non venire assistiti nemmeno in casi gravi. Il sito viaggiare sicuri riporta nel primo semestre 2019, un aumento dei casi di Dengue pari all' 85%, rispetto allo stesso periodo del 2018. É stato segnalato nelle Filippine un focolaio di Poliomielite di derivazione vaccinale (VDPV).


Singapore

Sebbene l’assistenza sanitaria sia ottimale, si registrano regolarmente presenti focolai di febbre Dengue e, in misura minore, di Chikungunya, anche in aree centrali. Da inizio 2016 si sono riscontrati nel Paese casi di Zika.


Indonesia

In Indonesia sono endemiche Dengue, Malaria, Epatite e Tifo
L’Indonesia figura tra i Paesi che sono stati maggiormente colpiti dall’influenza aviaria (virus H5N1). A fronte della gravità del rischio di contagio, si raccomanda di evitare i tradizionali mercati degli uccelli.

Viaggiare sicuri in America Latina

Brasile

Il paese è molto ampio, e bisogna indagare l’area precisa dove intendiamo recarci. In numerose aree del Brasile, alcuni insetti portano e diffondono malattie come Chikungunya, Dengue, Malaria, Oncocerosi (cecità fluviale), Virus del Nilo occidentale, Febbre gialla e Zika.

In particolare esiste un alto rischio di contrarre la malaria nella maggior parte delle aree forestali al di sotto di 900 metri di altitudine degli Stati di Acre, Amapá, Amazonas, ovest del Maranhão, nord del Mato Grosso, Pará (ad eccezione della città di Belém), Rondônia, Roraima e ovest del Tocantins.  
Nel 2019 sono stati notificati 130.820 casi probabili di Chikungunya (tasso di incidenza di 62,3 casi per 100mila abitanti). Anche l'HIV è ancora molto diffuso. Sono in pericoloso aumento dal 2018 i casi di febbre gialla negli Stati di San Paolo, di Rio de Janeiro e del Minas Gerais. 


Perù

Continuano ad essere segnalati numerosi casi di Dengue e Febbre gialla, nella zona amazzonica del paese mentre i casi di  Zika sono sporadici. Sono stati recentemente segnalati di recente numerosi casi di febbre da Oropouche, malattia virale trasmessa dai moscerini Culicoides Paraensis, nella regione del Cusco e nel resto del Paese.


Cuba

Sono endemici sull’Isola casi di virus Chikungunya, Dengue e Zika. Nel 2020 è in atto nel Paese una severa diffusione di congiuntivite emorragica, e pertanto è importante mantenere un’accurata igiene personale. Sono anche accertati casi di Colera e di virus gastrointestinali.


Costa Rica

In questi ultimi anni si è registrato un aumento dei casi di Dengue che è diventata endemica in alcune aree compresa la capitale. Si sono verificati casi di influenza di tipo AH1N1 (febbre suina) e di infezioni gastrointestinali, dovuti principalmente alla contaminazione degli alimenti e dell’acqua.


Haiti

Haiti registra casi sporadici di Colera, mentre la Febbre tifoidea è ancora diffusa. Sono stati riscontrati nel Paese casi di Zika, malattia virale trasmessa dalla zanzara “aedes aegypti”.
 


RIFERIMENTI BIBLIOGFRAFICI:

Domande e risposte

Dove si può andare con il Green Pass?

Il Green Pass è valido in tutti i pesi europei e anche in Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, San Marino e Città del Vaticano. La cosa migliore da fare è comunque consultare il sito di Viaggiare Sicuri.

Quando compilare il modulo di localizzazione?

L’ordinanza del 16 aprile 2021 ha introdotto la compilazione obbligatoria del modulo di localizzazione del passeggero (Passenger Locator Form - PLF) digitale – dPLF, per tutte le persone in arrivo in Italia con qualsiasi mezzo di trasporto e contiene informazioni sull'itinerario di viaggio, un recapito telefonico e un indirizzo di permanenza in territorio nazionale per permettere all’Autorità Sanitaria di contattare tempestivamente il passeggero, qualora esposto ad una malattia infettiva diffusiva durante il viaggio. 

Quali sono i paesi in Elenco C?

Attualmente i paesi in lista C sono Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Israele, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.
Per aggiornamenti consultare la pagina dedicata nel sito del Ministero della Salute: https://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5411&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto 

Quali sono i paesi più sicuri al mondo per viaggiare? 

La maggior parte dei paesi, specie quelli che sono meta di vacanze esotiche, presenta dei focolai infettivi. Pertanto è bene controllare sul sito web Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri, la situazione specifica del paese dove intendiamo recarci e le vaccinazioni obbligatorie per i viaggi internazionali. L’unica vaccinazione obbligatoria fissata dal Regolamento Sanitario Internazionale,è quella contro la febbre gialla, sia per proteggere i turisti stranieri che i paesi vulnerabili dal rischio di importazione del virus della febbre gialla. La Farnesina dà la possibilità di registrare il proprio viaggio sul sito web dovesiamonelmondo.it Nel complesso si può avere una classifica della sicurezza dei paesi del mondo dal punto di vista medico e di sicurezza personale nella TravelRiskMap, mappa creata da International SOS.

Quali medicinali portare per un viaggio?

Dipende dal paese in cui ci rechiamo e se soffriamo di particolari condizioni. È opportuno informarsi da un medico almeno 4-6 settimane prima della partenza per capire quali sono  le vaccinazioni consigliate e/o obbligatorie, i farmaci antimalarici da assumere, altri farmaci da portare in viaggio. Sicuramente è utile portarci prodotti per proteggersi dalle punture di zanzara, che possono essere vettori di malattie molto diffuse come Malaria, Dengue, Zika.

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In collaborazione con

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold, giornalista freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale. Si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata - Il Sole 24 Ore e Oggiscienza. Lavora per la maggior parte su temi legati all’epidemiologia, con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 è consulente per la comunicazione social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Collabora con alcune riviste mediche più specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Nel 2019 ha messo a punto HealthCom Program, un corso di formazione online di 10 lezioni sulla comunicazione sanitaria sui social media.

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