Igiene in ufficio: i dieci oggetti più sporchi

Igiene in ufficio: i dieci oggetti più sporchi

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Immagine infografica che rappresenta una donna in ufficio che si igienizza le mani con il gelPassiamo la maggior parte della nostra giornata in ufficio, ma siamo veramente sicuri che gli oggetti che utilizziamo quotidianamente siano davvero puliti?
Nonostante vi sia una grande attenzione per l’igiene nei luoghi comuni, è infatti un diritto poter svolgere il proprio lavoro in un luogo salubre. Tuttavia, ci sono alcuni oggetti che, sebbene vengano usati quotidianamente, non vengono quasi mai puliti. Inoltre, bisogna considerare anche il fatto che ci sono oggetti che non sono solo ad uso personale ma che sono a disposizione di tutto l’ufficio. L’epidemia del Coronavirus ha reso ancora più importante questo aspetto della vita lavorativa, tanto che il Governo ha sottoscritto con le parti sociali un protocollo per contrastare, nell’ambiente di lavoro, l’espansione della sindrome della Covid-19.
  • Buona regola igienica per ridurre la carica batterica e virale sugli oggetti utilizzati durante il lavoro è pulirli con un panno inumidito con alcol in concentrazione tra il 60 e l’80%, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità.
Ovviamente, lavarsi frequentemente le mani è il modo più semplice ed efficace per ridurre la carica batterica e la possibilità di introdurre, toccando la bocca o gli occhi, batteri e virus anche potenzialmente dannosi per la salute.

Negli oggetti che si usano quotidianamente in ufficio non mancano di certo virus e batteri. Un recente studio dell’Università dell’Arizona, ha individuato, nelle scrivanie degli uffici di tre diverse città americane,  circa 500 specie di batteri diversi, quasi tutti non pericolosi per la salute.
  • Lo studio segnala che nelle scrivanie degli uomini la quantità di microorganismi era tre volte maggiore rispetto a quelli trovati nelle scrivanie delle donne, probabilmente per diverse abitudini igieniche tra i sessi, come la maggiore frequenza con cui le donne si lavano le mani, osservano gli autori.
Con questa premessa non ci saranno particolari sorprese nello scoprire che tra gli oggetti che si utilizzano e toccano quotidianamente ve ne sono alcuni che possono essere considerati dei veri e propri ricettacoli di germi e batteri, utilizzati da tutte le persone con le quali si condividono i luoghi lavorativi, e non solo, che non vengono puliti spesso.
Quali sono? Vediamoli insieme!

Smartphone

È uno degli oggetti che maggiormente viene utilizzato nella nostra quotidianità, e non solo per il lavoro ma anche per uso personale, il cellulare ce lo portiamo proprio ovunque, anche in bagno! Uno studio ha individuato sulla superficie del telefono la presenza anche di stafilococco – una specie di batteri che infesta comunemente i bagni. In particolare si è visto che lo stafilococco era presente nel 52% dei telefoni di personale sanitario e che nel 38% dei casi c’era anche la forma resistente alla meticillina (Mrsa), responsabile delle infezioni ospedaliere per le quale non ci sono antibiotici efficaci.
  • Sebbene non sia pratica comune quella di pulire lo schermo (con un semplice panno o un batuffolo di cotone) dovrebbe esserlo anche perché è una superficie che viene toccata con le mani, solitamente sporche, ed entra in contatto non solo con il viso ma anche con le labbra.
L’agenzia americana Centers for Disease Control and Prevention (CDC) raccomanda utilizzare una soluzione che contenga almeno il 70% di alcol per disinfettare i telefoni. Per ridurre il rischio di danneggiare il telefono le salviette potrebbero essere un'alternativa migliore rispetto agli spray.

Immagine di un impiegato che utilizza lo smartphone in ufficio

Tablet

Anche questo è uno strumento utilizzato in maniera molto frequente durante una giornata lavorativa. Lo schermo di un tablet a volte può essere talmente pieno di ditate da sentirlo addirittura appiccicoso, ed è questo il momento in cui sorge l’impellente necessità di pulirlo ma non è una pratica abituale. Data la superficie, che è nettamente superiore rispetto a quella di uno smartphone, a volte sono presenti delle percentuali molto più alte di batteri (anche trenta volte superiori a quelli presenti su un telefono cellulare).
  • Anche in questo caso, è utile passare sulle superfici un panno in microfibra inumidito di una soluzione a base di alcol al 70%. Possono essere indicate anche delle salviette igienizzanti.

Tastiera

Si potrebbe pensare che la tastiera del computer non è un luogo in cui possano proliferare germi o batteri. La realtà è ben diversa. Le ricerche hanno dimostrato che fa parte dei dieci oggetti più sporchi che possono essere trovati in ufficio. Si trovano spesso nei tasti non solo parti di pelle delle dita, ma anche a volte pezzi di cibo, se si ha l'abitudine di consumare il proprio pasto davanti al computer. Proprio questa abitudine è una delle principali fonti di contaminazione. Uno studio su 25 tastiere ha mostrato che il 96% aveva batteri, tra cui anche: Pulire la tastiera del pc almeno una volta a settimana può essere utile: passare un pennello tra i tasti o capovolgerla per eliminare parte dei germi presenti potrebbe migliorare notevolmente la situazione. Per una igiene più efficace si può utilizzare un panno in microfibra con alcol al 70%.

Mouse

È indispensabile per usare il computer ed è tra gli oggetti più utilizzati in ufficio... ma anche il più difficile da pulire! Che sia piccolo o grande è sempre in contatto con le nostre mani e la sua pulizia non è tra le migliori. Anche se è tra gli strumenti di lavoro maggiormente utilizzati viene poche volte pulito, aumentando la proliferazione giornaliera di batteri e germi sulla sua superficie.
  • Anche in questo caso vale il consiglio di detergere la superficie con una soluzione disinfettante o a base di alcol al 60-70%.

Immagine che rappresenta una impiegata che sta utilizzando mouse e tastiera del pc

La cornetta del telefono

Anche se quasi tutti utilizziamo i telefoni personali, quelli presenti in ufficio non sono da meno in quanto a pulizia. La cornetta non solo è in contatto con l'orecchio e la faccia delle persone, ma spesso può anche entrare in contatto con la saliva. Se si aggiunge che viene toccata con le mani che non sempre sono pulite, si evidenzia come il livello di pulizia non sia uno dei migliori.
  • La pulizia con salviette igienizzanti, almeno una volta alla settimana, è in grado di ridurre la carica batterica e virale.

Tasti della fotocopiatrice

Stampanti e fotocopiatrici sono inevitabilmente presenti all'interno di un ufficio e spesso sono condivise da più persone o da tutti i collaboratori. Ogni volta che si utilizzano, i tasti vengono toccati e premuti, spesso anche mangiando qualcosa, oppure bevendo un caffè in velocità.

Sedie

Si potrebbe pensare che una sedia non possa essere veicolo di infezione o batteri, invece sulla sua superficie, specie sullo schienale, si trovano capelli, forfora, frammenti di pelle, e si trasmettono i batteri che si sono annidati sui vestiti.
  • Poter passare prodotti igienizzanti una volta a settimana potrebbero essere molto utile.

Immagine che rappresenta delle sedie in un ufficio

Scrivania

Una delle superfici più soggette alla presenza di microbi è la scrivania. Si poggiano le mani, oggetti e cibo.  In uno studio si è visto che il tavolo dell’ufficio è 4.000 volte più contaminato di una toilet. Secondo gli esperti, la mano che tocca una scrivania entra in contatto con 10.000 batteri con il solo palmo.La pulizia non avviene in maniera quotidiana e questo implica che come superficie in contatto quotidiano con le nostre mani, diventa un veicolo di batteri e possibili infezioni.
  • La pulizia quotidiana con panni in microfibra inumidite con alcol o salviettine igienizzanti posso essere un aiuto nel ridurre la carica batterica.

Frigorifero e microonde

Molti posti di lavoro consentono di portarsi il proprio pranzo da casa e per questo è comune trovare un’area ristorazione con annesso frigorifero: ma chi lo pulisce? La maniglia del frigorifero, come quella del microonde, è un punto critico: viene toccata da tutti per aprire e chiudere lo sportello e, spesso, non viene pulita. Uno studio recente ha rilevato che circa il 48% delle maniglie di microonde e frigoriferi hanno una contaminazione elevatissima di batteri e virus.
  • Oltre a pulire queste superfici con salviette igienizzanti, lavarsi le mani è una buona regola per evitare il contatto con batteri e virus che potrebbero essere dannosi per la salute. 

Distributori o vending machines

Alcuni uffici mettono a disposizioni distributori per snack e bibite. I pulsanti, ma anche gli sportelli di raccolta dei prodotti sono punti nel quale si annidano batteri e germi. Uno studio ha verificato che circa un distributore su 5 potrebbe avere microorganismi potenzialmente nocivi per la salute.
  • Anche in questo caso, lavarsi le mani è un fattore determinante per ridurre la possibilità di introdurre nell’organismo, inavvertitamente, batteri potenzialmente nocivi.

Immagine che rappresenta una ragazza che sta selezionando qualcosa al distributore automatico

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

In collaborazione con

Maddalena Guiotto

Maddalena Guiotto

Giornalista con laurea in farmacia e master in bioetica, ho sempre scritto di salute, sanità e farmaceutica. Ho maturato esperienze professionali a livello di agenzie stampa internazionali, Tv, carta stampata e siti web. Nel collaborare con testate come "Le Scienze", "Corriere Salute", "Aboutpharma" e "iFarma", ho potuto affinare le mie competenze in vari aspetti del giornalismo su web. Oggi scrivo anche di benessere e digital health, sempre partendo da dati scientifici certi e documentati.

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