Stanchezza che inquieta

Stanchezza che inquieta

L’astenia colpisce soprattutto i giovani. Un rimedio è esporsi alla luce anche artificiale e limitare i carboidrati.


Uno studio olandese su oltre 20 mila persone pubblicato da New Scientist certifica che il 30 % dei soggetti investigati lamentava, durante le visite mediche, un senso costante di affaticamento e un 20% di loro prima o poi aveva provato una stanchezza ingiustificata. L’astenia ha visto un’impennata negli ultimi dieci anni, soprattutto fra i giovani, ma occorre stabilire rapidamente se si tratta di un disturbo secondario, un segnale che accompagna l’anemia, una patologia della tiroide o carenza di vitamina D. Tutte situazioni che il riposo non risolve. L’astenia si associa anche a problemi psichici, la stanchezza costante è una delle prime manifestazioni della depressione.

Avendo escluso una di queste cause i maggiori imputati del disagio sono gli squilibri del nostro orologio biologico, l’alterazione dei ritmi circadiani, regolatori di veglia e sonno, che dipendono da un nucleo cerebrale di circa 20mila neuroni. Al nucleo arriva dalla retina un fascio nervoso che registra la presenza o meno di luce. Da questo dipende la produzione di melatonina, l’ormone del riposo, che viene secreto col buio e provoca sonnolenza. D’inverno, con le giornate brevi e minore luce, aumenta la secrezione di melatonina, quindi l’affaticamento è un fatto mentale: ci si sente affaticati, il sonno non è appagante, viene voglia di carboidrati che inducono, loro per primi, sonnolenza. Per questo sarebbe opportuno stare il più possibile all’aperto, alla luce naturale, e ricorrere alla luce artificiale, quello degli schermi di tablet e telefonini. La luce blu blocca infatti la melatonina, tiene svegli, ma va sempre evitata dopo cena. Quanto ai carboidrati è bene ridurne il consumo. Meglio le proteine, animali e vegetali. La stanchezza colpisce frequentemente i più giovani per lo stile di vita che conducono: non si curano del corretto ciclo sonno/veglia, non pochi scambiano il giorno con la notte o quasi, non mangiano in maniera sana e sono frequentemente sedentari.

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