Impianto cocleare: cos'è, costo, rischi e benefici

Impianto cocleare: cos'è, costo, rischi e benefici

Indice


Domande e risposte
 

Che cos'è un impianto cocleare

Un impianto cocleare è un dispositivo elettronico in grado di restituire in modo parziale l’udito a chi sia affetto da ipoacusia severa (riduzione importante dell’udito) o sordità causata da un danno dell’orecchio interno e non possa beneficiare dell’ausilio dei comuni apparecchi acustici. Infatti mentre questi ultimi fungono da “semplici” amplificatori del suono, gli impianti cocleari scavalcano le porzioni danneggiate dell’orecchio per inviare gli impulsi sonori direttamente ai nervi uditivi situati nella coclea, grazie ad un processore del suono che viene applicato dietro l’orecchio.

L’impianto riceve i segnali sonori dall’esterno e li trasmette ad un ricevitore inserito sottocute, sempre dietro l’orecchio, il quale, a sua volta, invia gli input sonori agli elettrodi impiantati direttamente nella coclea, nell’orecchio interno, stimolando in tal modo i nervi uditivi che “passano” il segnale al cervello. È questo l’ultimo step: il cervello interpreta gli input che gli giungono dagli elettrodi come verisuoni. Dunque l’impianto cocleare ha la funzione di riprodurre il delicato e preciso ingranaggio che permette agli esseri umani di riconoscere e udire i segnali sonori provenienti dall’ambiente esterno.

L’inserimento dell’impianto non implica che si sente perfettamente da un minuto all’altro. Ci vuole del tempo perché vengano recepiti correttamente: esercizio e “allenamento”.

Consulta i centri specializzati in Impianto cocleare:
Centri specializzati in Impianto cocleare

Immagine infografica che rappresenta un impianto cocleare
 

Impianto cocleare: pro e contro 

L’obiettivo di questi impianti è migliorare la qualità di vita di coloro che sono colpiti da una ipoacusia severa o sordità, soprattutto se sono colpite entrambe le orecchie (ipoacusia bilaterale), e specialmente se bambini molto piccoli, ancora nell’età in cui stanno elaborando la facoltà del linguaggio (sordità prelinguale). Inoltre, gli impianti cocleari sono indicati per coloro – sia adulti che bambini – che abbiano perso l’udito dopo l’apprendimento del linguaggio.
I vantaggi dell’impianto cocleare:
  • Aumenta la capacità di udire un discorso senza bisogno di leggere le labbra di chi parla;
  • Aumenta la capacità di riconoscere i suoni provenienti dall’ambiente circostante, anche in chiassoso;
  • Permette di risalire con più facilità all’origine di un suono;
  • Permette di seguire i programmi televisivi e di parlare al telefono.

Trattandosi di un intervento chirurgico, anche quello necessario per l’applicazione di un impianto cocleare comporta dei minimi rischi.
  • Perdita dell’udito residuale, provocata proprio dall’impianto del dispositivo;
  • Infezione da Meningite nei bambini, una rarissima ma comunque possibile conseguenza dell’impianto in conseguenza prevalentemente dell’apertura della coclea, che può provocare l’infiammazione delle membrane che circondano il midollo spinale e il cervello (meningi). Questo pericolo si può abbattere sottoponendo preventivamente i piccoli alla vaccinazione anti meningite;
  • Paralisi temporanea del nervo facciale, che generalmente si risolve in qualche settimana; 
  • Raramente una vertigine temporanea di pochi giorni;ùRari disturbi del gusto che possono durare fino a qualche mese.

Chi può richiedere un impianto cocleare?

Il candidato ideale per entrare in lista per un impianto cocleare è colui o colei che:
  • Abbia una perdita dell’udito così grave da compromettere l’uso della parola;
  • Abbia avuto scarso o nullo beneficio dai comuni apparecchi acustici;
  • Sia in buona salute generale, cioè non presentino altri fattori di rischio tali per cui possa risultare pericoloso l’impianto di un dispositivo elettronico all’interno dell’orecchio;
  • Abbia una forte motivazione a recuperare l’udito, dal momento che in seguito all’intervento è necessario sottoporsi alle sessioni di riabilitazione per acquisire dimestichezza con l’impianto;

Gli impianti cocleari non sono invece indicati, perché sarebbero inefficaci, per chi soffre di sordità derivante da un danno irreversibile ai nervi uditivi (in conseguenza a patologie cardiache, diabete o esposizione a prodotti chimici), cioè la cui sordità non sia dovuta a danni nell’apparato uditivo.

Cosa posso fare con l’impianto cocleare?

I portatori di impianto possono svolgere una vita normalissima, con qualche semplice attenzione. La prima riguardo il contatto con l’acqua. Sebbene non vi siano problemi se l’impianto si bagna, ad esempio con la pioggia, la doccia o mentre ci laviamo il viso, è sconsigliato indossarlo durante le immersioni.
È inoltre sconsigliato praticare sport di contatto che possono provocare traumi al capo come boxe, rugby, judo, karate.
Per qualsiasi sport è bene munirsi di un buon casco protettivo badando a non fare  pressione sull’area dell’impianto o sulla cicatrice.
 
Immagine che rappresenta una donna che sta lavorando al pc con un impianto cocleare
 

Impianto cocleare per gli acufeni

L’acufene (monolaterale o bilaterale) anche detto tinnitus/tinniti al plurale, è la sensazione di sentire suoni come fischi, ronzii, fruscii, sibili, pulsazioni simili al battito del cuore, nella maggior parte dei casi nelle orecchie (acufeni uditivi), o nella testa, senza che questi siano realmente presenti nell’ambiente.  
Si tratta di una condizione piuttosto comune in persone con ipoacusia. Un impianto cocleare, in molti casi aiuta a ridurre gli acufeni, ma l’acufene da solo non è una patologia sufficiente per richiedere l’intervento. È necessaria una sordità profonda per essere candidati all’impianto.
Non esiste una terapia specifica e definitiva per tutti gli acufeni, ma sono disponibili una serie di rimedi non farmacologici che possono risolvere o, perlomeno, alleviare gradualmente il disturbo a seconda della causa. Se invece la causa è una malattia specifica, bisogna affidarsi al medico, evitando pericolosi rimedi fai da te.

 

Come prepararsi all'intervento

L’operazione si effettua sotto anestesia generale. Per tale ragione è importante che chi vi sia sottoposto:
  • Interrompa temporaneamente cure di tipo farmacologico o l’assunzione di qualunque tipo di supplementi e integratori;
  • Si astenga dal mangiare e dal bere per il tempo indicato dai medici.
Naturalmente queste sono indicazioni di carattere generale. Sarà il chirurgo o il suo staff a fornire tutte le informazioni necessarie per la corretta preparazione all’intervento.

Riabilitazione post intervento

Per prima cosa il chirurgo cosa praticherà un’incisione dietro l’orecchio formando una mini “depressione” lungo il mastoide, la porzione di osso temporale dove verrà inserito il processore del suono. Successivamente viene aperto un piccolo foro nella coclea attraverso il quale vengono introdotti e posizionati gli elettrodi, per poi suturare l’apertura in modo che il dispositivo risulti sottocute. La durata dell’intera operazione è variabile, si va da un minimo di 2 ad un massimo di 4 ore. Dopo il risveglio il paziente può sperimentare qualche piccolo fastidio alle orecchie, nella zona della ferita, oppure un po’ di nausea.

L’intervento di solito viene praticato in day hospital, per cui il paziente è libero di rientrare a casa – ovviamente con l’obbligo di stare a riposo – il giorno stesso o al massimo quello successivo. Dopo una settimana dall’operazione vengono rimossi i punti di sutura. 

Una volta che il paziente è guarito dall’intervento il dispositivo elettronico viene attivato e inizia a funzionare. Prima di essere sottoposto all’operazione, però, è necessario che il paziente effettui alcuni esami preliminari (anche se già fatti nel passato), che sono:
  • Test dell’udito, del linguaggio e dell’equilibrio;
  • Esame obiettivo per valutare lo stato di salute dell’orecchio interno e delle sue strutture;
  • TAC o risonanza magnetica (RM) del cranio per visualizzare le condizioni della coclea e la sua esatta posizione nell’orecchio interno;
  • Se necessario, anche test psicologici per valutare l’attitudine all’utilizzo di questo tipo di dispositivi.
 

Sentirò di nuovo?

La domanda che ogni paziente sottoposto ad un intervento per impianto cocleare si pone prima e dopo l’operazione è solo una: sarò in grado di sentire? Nel caso dei bambini molto piccoli, per loro è una prima volta: si spalanca il fantasmagorico mondo dei suoni, incluse le voci di genitori e familiari. Per chi, invece, quell’universo sonoro l’abbia già conosciuto e poi perduto, sarà una meravigliosa riscoperta. Il primo step prevede un periodo di riabilitazione per “allenare” il cervello a riconoscere gli input che gli giungono dagli elettrodi dell’impianto cocleare e a convertirli nei suoni corrispondenti. Può accadere che inizialmente i suoni ambientali e le voci siano molto diverse da come il paziente (se diventato ipoudente da adulto) ricordava, il che può risultare frustrante.  Ciò accade perché il cervello impiega un po’ di tempo a interpretare il significato di quei segnali sonori, per questo è importante esercitarsi continuativamente ogni giorno.

A proposito dell’esito finale dell’intera operazione, cosa ci si può legittimamente attendere? Chi era affetto da ipoacusia severa o sordità, può sentire di nuovo o sentire per la prima volta? Dipende.

Il risultato è variabile da individuo e individuo, fare previsioni è pertanto molto difficile, perché è la risposta del cervello ai nuovi impulsi che non può essere del tutto preventivata. Il fattore che maggiormente incide sulle probabilità di successo dell’impianto cocleare è l’età del soggetto al momento della perdita dell’udito e il lasso di tempo trascorso tra questo evento e l’intervento. Per tale ragione gli esiti più favorevoli si ottengono nei bambini e negli adulti che non abbiano trascorso troppo tempo “nel silenzio”. Va da sé che gli adulti che otterranno minori benefici dall’impianto di tali dispositivi sono purtroppo proprio coloro che abbiano sperimentato nessuna o scarsa conoscenza del mondo dei suoni in precedenza.

L’impianto cocleare nel bambino

Le nuove tecnologie hanno permesso anche ai più piccoli di poter usufruire di impianti cocleari per recuperare l’udito anche fortemente compromesso. Si consiglia l’intervento tra i 12 ed i 18 mesi di vita, ma può essere eseguito prima che il bambino compia l'anno di vita. È importante intervenire quando è massima la plasticità cerebrale.
Ci sono oggi impianti sempre più discreti e soprattutto modelli senza fili e adatti anche ai più piccoli.


Consulta le Strutture Sanitarie che effettuano una visita neurologica:
Dove effettuare una vista neurologica?
 
 
Immagine che rappresenta un bambino con un impianto cocleare


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Quanto costa un impianto cocleare?

Il costo dell'impianto cocleare è di circa 20.000 €, ma fortunatamente in Italia è a carico del Sistema Sanitario Nazionale che lo garantisce alle persone con diagnosticato disturbo grave dell’udito. 

Quando mettere impianto cocleare?

Un impianto cocleare è un dispositivo elettronico in grado di restituire in modo parziale l’udito a chi sia affetto da ipoacusia severa (riduzione importante dell’udito) o sordità causata da un danno dell’orecchio interno e non possa beneficiare dell’ausilio dei comuni apparecchi acustici.

Come si sente con l'impianto cocleare?

I vantaggi dell’impianto cocleare:

  • Aumenta la capacità di udire un discorso senza bisogno di leggere le labbra di chi parla;
  • Aumenta la capacità di riconoscere i suoni provenienti dall’ambiente circostante, anche in chiassoso;
  • Permette di risalire con più facilità all’origine di un suono;
  • Permette di seguire i programmi televisivi e di parlare al telefono.

Quanto dura l'intervento di impianto cocleare? 

La durata dell’intera operazione è variabile, si va da un minimo di 2 ad un massimo di 4 ore. Per prima cosa il chirurgo cosa praticherà un’incisione dietro l’orecchio formando una mini “depressione” lungo il mastoide, la porzione di osso temporale dove verrà inserito il processore del suono. Successivamente viene aperto un piccolo foro nella coclea attraverso il quale vengono 

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

La riproduzione o l’utilizzazione dei contenuti pubblicati su Doveecomemicuro.it è strettamente riservata. Il riutilizzo del materiale su riviste, giornali, radiodiffusione o generica messa a disposizione al pubblico viene concesso solo previa esplicita richiesta e autorizzazione obbligatoria.

In collaborazione con

Jolanda Serena Pisano

Jolanda Serena Pisano

Dopo la Laurea Triennale in Scienze Biologiche e la Magistrale in Etologia, ho seguito corsi per la comunicazione a tutto campo, dalla didattica al digitale, dal podcast alla regia. Attualmente frequento il Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione Sostenibile (MaCSIS) dell'Università Milano-Bicocca e sto svolgendo un tirocinio come ricercatrice nell'ambito della comunicazione della salute presso l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
Ho un'esperienza pluriennale nell'elaborazione di contenuti online per realtà tecnologiche e del terzo settore e attualmente mi occupo di produzione di contenuti digitali e riprogettazione della comunicazione aziendale in rete. Realizzo approfondimenti a tema medico per Doveecomemicuro.it e per riviste di settore. Per BioPills redigo articoli scientifici, sono relatrice di due corsi e coautrice di un libro in via di pubblicazione. Come divulgatrice della scienza e associata al CICAP mi rifaccio solo a fonti autorevoli e documentate.

Più letti


Visite specialistiche più cercate

Trova strutture

Le migliori strutture per...

Installa subito l'APP
e resta sempre aggiornato!