Zyloric (allopurinolo): a cosa serve ed effetti collaterali

Zyloric (allopurinolo): a cosa serve ed effetti collaterali

Indice


Domande e Risposte

Introduzione: che cos’è Zyloric?

Zyloric è un farmaco che contiene come principio attivo l’allopurinolo, una sostanza attiva nel trattamento della gotta articolare (malattia caratterizzata dall’accumulo di cristalli di acido urico nelle articolazioni e nei tendini, questo provoca una reazione infiammatoria che rende la zona intorno all’articolazione, rigonfia, sensibile e dolente), dei tofi (deposito di urati nel derma, nelle cartilagini articolari o extrarticolari, nella cute, nel tessuto sottocutaneo, nelle borse sierose o nei tendini), e/o della precipitazione di cristalli di acido urico a livello renale o urolitiasi (presenza di uno o più calcoli di dimensioni variabili, contenuti all’interno delle cavità escretrici del sistema urinario, dai calici, all'interno del rene, all’uretra). L’allopurinolo riduce la quantità di acido urico prodotto dal corpo.

Questo medicinale è indicato anche in seguito ad alcune terapie antitumorali e in caso di alcune malattie causate da un difetto di un enzima (in particolare nella sindrome di Lesch-Nyhan) e per prevenire e trattare la litiasi ossalocalcica (formazione dei calcoli di ossalato di calcio, quando anche i livelli di acido urico sono elevati).

Zyloric appartiene alla categoria degli Antigottosi e, nello specifico, ai Preparati inibenti la formazione di acido urico
Zyloric può essere prescritto con Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica.

Zyoric è disponibile in compresse divisibili da 100 o 300 mg.

Posologia: come agisce e come si usa Zyloric?

immagine che rappresenta coppia di anziani che chiede un consulto alla farmacistaL'allopurinolo ed il suo metabolita principale, l’ossipurinolo (o alloxantina), riducono il livello plasmatico ed urinario di acido urico mediante l’inibizione dell’attività della xantino-ossidasi, un enzima che catalizza l’ossidazione dell'ipoxantina in xantina e di quest'ultima in acido urico. L’allopurinolo inibisce in modo competitivo la xantina ossidasi a basse concentrazioni. Il metabolita ossipurinolo si forma per azione della xantina ossidasi sull’allopurinolo stesso e la formazione di questo metabolita, che permane a lungo nei tessuti, è responsabile di gran parte degli effetti farmacologici dell’allopurinolo. L’allopurinolo facilita la dissoluzione dei tofi e previene lo sviluppo e la progressione dell’artrite gottosa acuta, riducendo la concentrazione plasmatica di acido urico al di sotto dei limiti di solubilità. In questo modo, viene bloccata la formazione di calcoli di acido urico prevenendo lo sviluppo di nefropatia. Se il danno renale è significativo, l’allopurinolo non è in grado di ripristinare una normale funzionalità del rene, ma ritarda la progressione dello stesso.

In alcuni pazienti iperuricemici, ma non in tutti, l’allopurinolo determina una riduzione della sintesi de novo delle purine mediante un meccanismo di retroinibizione della ipoxantina-guanina-fosforibosiltransferasi.

Per la posologia più adatta, seguire sempre i consigli del medico curante. In caso di dubbi consultare il medico o un farmacista.

Zyloric va preso preferibilmente sempre alla stessa ora del giorno, dopo un pasto. 
La normalizzazione del tasso uricemico si raggiunge in un periodo di 1-3 settimane


Adulti

La dose giornaliera media è di 300 mg una volta al giorno.

Se valori elevati di uricemia e/o uricuria (presenza di acido urico nel sangue e/o nelle urine, rispettivamente) rendono necessarie dosi maggiori, il medico può aumentare la dose fino ad un massimo di 800 mg suddivisa in 2-3 somministrazioni giornaliere dopo i pasti.

Si consiglia di iniziare il trattamento a basse dosi (100 mg) con incrementi settimanali di 100 mg, sino ad ottenere il dosaggio ottimale di mantenimento.

Per prevenire le nefropatie uratiche secondarie, conseguenti all'eccessivo catabolismo nelle malattie neoplastiche, il trattamento con Zyloric deve essere effettuato, quando possibile, prima della terapia citotossica, al fine di correggere eventuali iperuricemia e/o iperuricuria preesistenti.

La terapia con Zyloric può essere mantenuta durante la terapia antimitotica e si può anche protrarre a tempo indeterminato nella profilassi dell'iperuricemia eventualmente insorgente durante le crisi naturali della malattia. Nel trattamento prolungato, una dose di 300-400 mg/die di allopurinolo è di solito sufficiente a normalizzare il livello uricemico. 

Dal momento che l'allopurinolo ed i suoi metaboliti vengono eliminati attraverso il rene, in caso di scarsa funzionalità di questo organo, si può verificare un prolungamento dell'emivita plasmatica del farmaco. In questo caso, è consigliabile iniziare il trattamento con una dose di 100 mg/die, aumentandola solo se i livelli sierici o urinari di urato non sono ridotti in modo adeguato. In alternativa, la posologia può essere adattata basandosi sui livelli della clearance della creatinina (un parametro misurabile che valuta la funzionalità del rene).

Valori della clearance della creatinina:
  • Superiore a 20 ml/min, dose da 300 mg/die;
  • Compresa tra 10 e 20 ml/min, dose da 100-200 mg/die;
  • Inferiore a 10 mL/min, dose da 100 mg/die o a intervalli maggiori.

Dal momento che l’allopurinolo ed i suoi metaboliti sono eliminati attraverso la dialisi renale, nei pazienti sottoposti ad emodialisi due o tre volte la settimana è consigliabile una dose di 300-400 mg di Zyloric, immediatamente dopo ogni dialisi. Nessun'altra somministrazione andrà effettuata tra una seduta dialitica e l’altra.


Pazienti anziani

Nei pazienti anziani, fare attenzione a mantenere il dosaggio al minimo necessario al mantenimento di normali livelli sierici ed urinari di acido urico.


Popolazione pediatrica

L'indicazione per un utilizzo nei bambini è rara (leucemie e certi disordini enzimatici come la Sindrome di Lesch-Nyhan). In questi casi, nei ragazzi e bambini al di sotto dei 15 anni la dose è di 10-20 mg/kg di peso corporeo al giorno, ovvero 100-400 mg al giorno. 

Avvertenze e precauzioni

immagine che rappresenta persona affetta da un attacco di gotta ai piedi La somministrazione di Zyloric è controindicata nei pazienti con ipersensibilità per il principio attivo o per uno degli eccipienti, oltre che in caso di attacchi acuti di gotta.

Il trattamento con allopurinolo non deve essere iniziato fino a che non sia completamente terminato un eventuale precedente attacco acuto di gotta, dal momento che il trattamento con allopurinolo, mobilizzando i depositi tessutali di urato, può indurre ulteriori attacchi. Qualora si sviluppi un attacco acuto in pazienti in trattamento con allopurinolo, la terapia deve proseguire con il medesimo dosaggio, mentre l’attacco acuto va trattato con un adeguato farmaco antiinfiammatorio.

La somministrazione di Zyloric deve essere sospesa immediatamente se si verificano eruzioni cutanee o altri segni e sintomi di ipersensibilità. Zyloric deve essere interrotto immediatamente e definitivamente ai primi segni d’intolleranza.

All’inizio del trattamento con Zyloric può presentarsi un attacco acuto di gotta anche in soggetti normouricemici, probabilmente a causa della mobilizzazione degli urati dai depositi tissutali che causa la fluttuazione del livello ematico di acido urico. È consigliabile, pertanto, somministrare profilatticamente dosi di mantenimento di colchicina all’inizio del trattamento. È inoltre consigliabile iniziare il trattamento con una dose bassa (100 mg/die) e aumentarla di 100 mg a intervalli settimanali, fino a raggiungere una uricemia di 6 mg/100 ml e senza superare la dose massima consigliata (800 mg/die). In alcuni casi, può essere necessario l'uso di colchicina o altri antiinfiammatori per sopprimere gli attacchi di gotta. Gli attacchi di solito divengono più brevi e meno gravi dopo alcuni mesi di terapia. 

Anche con adeguata terapia con Zyloric possono essere necessari molti mesi per giungere al controllo degli attacchi acuti.

Le reazioni da ipersensibilità all’allopurinolo (per esempio rash cutaneo progressivo, spesso con vesciche o lesioni della mucosa) possono manifestarsi in modi molto diversi, e comprendono l’esantema maculo-papulare, la sindrome da ipersensibilità (nota anche come DRESS), la sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (SJS/TEN). La loro comparsa costituisce la base per la decisione clinica.

Se tali reazioni si verificano in qualunque momento durante il trattamento, l’allopurinolo deve essere sospeso immediatamente. La ri-somministrazione (re-challenge) non deve essere intrapresa in pazienti con sindrome di ipersensibilità e SJS/TEN. I pazienti devono essere informati riguardo i segni e i sintomi e monitorati attentamente per le reazioni cutanee. Il rischio più alto di insorgenza di SJS e TEN si ha nelle prime otto settimane di trattamento. I migliori risultati nella gestione della SJS e della TEN si ottengono con una diagnosi precoce e l’immediata interruzione della terapia con qualsiasi farmaco sospetto. Una precoce sospensione è associata ad una migliore prognosi.

I corticosteroidi possono essere utili per superare le reazioni cutanee da ipersensibilità.
Se il paziente ha sviluppato SJS o TEN con l’uso di Zyloric, questo farmaco non deve essere più riutilizzato in questo paziente.

In casi rari, la reazione allergica si manifesta come un disturbo da ipersensibilità ritardata multiorgano (nota come sindrome da ipersensibilità o DRESS) con:
  • Febbre;
  • Vasculite;
  • Linfadenopatia;
  • Pseudo-linfoma;
  • Artralgia;
  • Leucopenia;
  • Eosinofilia;
  • Epatosplenomegalia;
  • Test di funzionalità epatica alterati e sindrome da scomparsa dei dotti biliari intraepatici in varia combinazione.

Anche altri organi (es. fegato, polmoni, reni, pancreas, miocardio e colon) possono essere coinvolti. 
Se si manifestano anoressia, perdita di peso o prurito in pazienti in terapia con Zyloric, è opportuno includere nella valutazione diagnostica un esame della funzionalità epatica.

In pazienti con preesistenti malattie epatiche, si raccomanda di eseguire periodici esami della funzionalità epatica e di adottare dosi opportunamente ridotte del farmaco.

Reazioni di ipersensibilità possono verificarsi più facilmente in pazienti con disturbi della funzionalità renale che assumano contemporaneamente Zyloric e tiazidici. Pertanto, in tale contesto clinico, l’associazione va somministrata con cautela e i pazienti vanno tenuti sotto stretta osservazione.

È stato dimostrato che un polimorfismo (presenza di alleli diversi di uno stesso gene) dell’allele HLA-B*5801 è associato al rischio di sviluppare la sindrome da ipersensibilità correlata all’allopurinolo e la SJS/TEN.

La frequenza dell’allele HLA-B*5801 varia ampiamente tra le popolazioni: fino al 20% nella popolazione cinese Han, 8-15% nella popolazione tailandese, circa il 12% nella popolazione coreana e 1- 2% nei soggetti di origine giapponese o Europea. Lo screening di HLA-B*5801 deve essere preso in considerazione prima di iniziare il trattamento con allopurinolo in sottogruppi di pazienti in cui la prevalenza di questo allele è elevata. La malattia renale cronica può aumentare ancora di più il rischio in questi pazienti. 

Se il paziente è un portatore noto del polimorfismo HLA-B*5801 (soprattutto in coloro che sono di origine cinese Han, tailandese o coreana), allopurinolo non deve essere iniziato salvo che non vi siano altre opzioni terapeutiche ragionevoli e si ritenga che i benefici superino i rischi. È richiesta una attenzione aggiuntiva per i segni di ipersensibilità o SJS/TEN ed il paziente deve essere informato della necessità di interrompere immediatamente il trattamento al primo insorgere dei sintomi.
SJS/TEN si può verificare anche nei pazienti negativi a HLA-B*5801, indipendentemente dalla loro origine etnica.

L’iperuricemia asintomatica non è generalmente considerata di per sé una indicazione all’uso di Zyloric. Modifiche dietetiche e nell’assunzione di fluidi, unitamente al trattamento della condizione di base, possono correggere l’uricemia.

È opportuno mantenere un apporto di liquidi tale da determinare un volume giornaliero di urine di almeno 2 litri, con urine neutre o leggermente alcaline, per evitare la teorica possibilità di formazione di calcoli di xantina e contribuire a prevenire la precipitazione di urati in pazienti che assumono una concomitante terapia uricosurica.

Una terapia adeguata con Zyloric comporta la dissoluzione di calcoli renali di acido urico con il rischio remoto di blocco dei medesimi nell’uretere.

In alcuni pazienti con malattie renali preesistenti o con bassa clearance degli urati, è stato riscontrato un aumento dell'azotemia (livelli di azoto nel sangue) durante la terapia con Zyloric. Pertanto, i pazienti con alterata funzione renale dovrebbero essere accuratamente osservati all'inizio della somministrazione di Zyloric. Se il disturbo della funzionalità renale aumenta, il dosaggio del farmaco va ridotto o ne va sospesa la somministrazione.

L'insufficienza renale è frequentemente associata alla nefropatia gottosa e raramente a reazioni di ipersensibilità associata a Zyloric.
L'allopurinolo, e il suo metabolita attivo primario ossipurinolo, sono eliminati dal rene. Per questo motivo alterazioni nella funzione renale hanno effetti profondi sul dosaggio.

In pazienti in terapia con Zyloric è stata riscontrata depressione midollare ad una distanza dall'inizio della terapia variabile tra 6 settimane e 6 anni. In ogni caso, la maggior parte di questi pazienti assumeva delle terapie concomitanti in grado di produrre anch’esse questo effetto. Raramente singoli pazienti in terapia con il solo Zyloric possono sviluppare depressione midollare di grado variabile, a carico di una o più linee cellulari.

In pazienti con ridotta funzionalità epatica o renale va impiegato un dosaggio ridotto. I pazienti in trattamento per ipertensione o insufficienza cardiaca, ad esempio con diuretici o ACE inibitori, possono avere una concomitante insufficienza renale e pertanto in tale gruppo di pazienti l’allopurinolo va usato con cautela.

In pazienti con diminuita funzionalità renale o con malattie concomitanti che possono ripercuotersi sulla funzionalità renale, come l'ipertensione o il diabete mellito, va periodicamente controllata la funzione renale, in particolare l'azotemia e la creatininemia o la clearance della creatinina ed eventualmente riadattato il dosaggio di Zyloric.


Insufficienza renale

L’eliminazione dell’allopurinolo e dell’ossipurinolo è notevolmente ridotta in pazienti con scarsa funzionalità renale: ne conseguono elevati livelli plasmatici durante la terapia cronica. Pertanto, in pazienti con insufficienza renale si rende necessaria una riduzione della dose di allopurinolo.


Anziani

Non si prevedono modifiche cinetiche del farmaco se non a causa del deterioramento della funzione renale.


Disturbi della tiroide

Un aumento dei valori di TSH (>5.5 μIU/mL) è stato osservato in pazienti in trattamento a lungo termine con allopurinolo. È necessaria cautela quando allopurinolo è usato in pazienti con alterazione della funzione tiroidea.

Zyloric compresse contiene lattosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
In caso di sofferenza muscolare, è opportuno intraprendere un dosaggio dei livelli di CPK e di altri indicatori di danno muscolare. L’alterazione di questi parametri comporta la sospensione della terapia.

Sono state riportate reazioni avverse quali sonnolenza, vertigini ed atassia in pazienti che assumevano allopurinolo. Pertanto, i pazienti devono prestare attenzione prima di mettersi alla guida, usare macchinari o svolgere attività pericolose, fino a che non siano ragionevolmente certi che l’allopurinolo non abbia alcuna influenza negativa sulla loro performance. 


Sovradosaggio

Sono stati descritti casi di assunzione di allopurinolo fino a 22,5 g senza che si siano manifestati effetti avversi. In un paziente che aveva ingerito 20 g di allopurinolo sono stati segnalati segni e sintomi che includevano nausea, vomito, diarrea e vertigini. Il paziente si è ripreso a seguito dell’adozione di misure di supporto generale.


Trattamento

Un assorbimento massivo di allopurinolo può portare ad una considerevole inibizione dell’attività della xantino-ossidasi, che non dovrebbe avere effetti indesiderati, al di là della possibile influenza su farmaci somministrati contemporaneamente, specialmente la 6-mercaptopurina e/o azatioprina. Un'adeguata idratazione per mantenere una diuresi ottimale facilita la escrezione dell'allopurinolo e dei suoi metaboliti. Si può ricorrere alla dialisi se ritenuto necessario.

Zyloric: interazioni ed effetti indesiderati

6-mercaptopurina ed azatioprina

Nei pazienti che ricevono 6-mercaptopurina o azatioprina, la concomitante somministrazione di 300-600 mg di Zyloric al giorno rende necessaria una riduzione della dose di 6-mercaptopurina o azatioprina a circa un terzo o un quarto di quella abituale. Questo perché l’azatioprina viene metabolizzata a 6-mercaptopurina che viene inattivata dall’azione della xantinoossidasi. Pertanto, l’inibizione della xantinoossidasi da parte dell’allopurinolo determina un prolungamento dell’attività di questi farmaci. La dose di mercaptopurina o azatioprina dovrà essere successivamente adeguata in base alla valutazione della risposta terapeutica ed alla eventuale comparsa di effetti tossici.


Vidarabina (Adenina Arabinoside)

L’allopurinolo può aumentare l’emivita plasmatica della adenina arabinoside. È necessario esercitare particolare attenzione quando i due prodotti sono impiegati in concomitanza, al fine di evidenziare un eventuale aumento degli effetti tossici.


Salicilati ed uricosurici

L’ossipurinolo, principale metabolita dell’allopurinolo, anch’esso terapeuticamente attivo, viene escreto dal rene analogamente agli urati. Gli agenti uricosurici (come il probenecid od elevate dosi di salicilati) possono accelerare l’escrezione di ossipurinolo, con rischio di diminuzione dell’attività terapeutica di Zyloric.


Clorpropamide

Nei pazienti con scarsa funzionalità renale, la cosomministrazione di Zyloric e clorpropamide può aumentare il rischio di prolungamento dell’attività ipoglicemizzante, dato che allopurinolo e clorpropamide possono competere per l’escrezione nel tubulo renale.


Anticoagulanti cumarinici

Sono stati segnalati rari casi di aumento dell’effetto del warfarin e di altri anticoagulanti cumarinici quando somministrati contemporaneamente ad allopurinolo. Pertanto, si devono monitorare attentamente tutti i pazienti che assumono anticoagulanti.


Fenitoina

L'allopurinolo può inibire l'ossidazione epatica della fenitoina ma il significato clinico di ciò non è chiaro.


Teofillina

La xantino-ossidasi è coinvolta nel metabolismo della teofillina nell’uomo e quindi l’allopurinolo può inibire il metabolismo della xantina. I livelli di teofillina dovrebbero essere monitorati in pazienti che inizino la terapia con allopurinolo o debbano assumerne dosi più elevate.


Ampicillina/Amoxicillina

In caso di cosomministrazione di Zyloric, ampicillina o amoxicillina è stato descritto un aumento della frequenza delle reazioni cutanee. La causa di questa associazione non è nota. Si raccomanda che in pazienti in trattamento con allopurinolo venga adottata, quando disponibile, una terapia alternativa all’ampicillina od amoxicillina.


Ciclofosfamide, doxorubicina, bleomicina, procarbazina, mecloroetamina

In pazienti con malattie neoplastiche, eccetto la leucemia, è stato osservato, in presenza di Zyloric, un aumento della depressione midollare da ciclofosfamide ed altri citotossici. Con la somministrazione di allopurinolo e citostatici, si verifica discrasia ematica più frequentemente di quando questi principi attivi sono somministrati da soli. Pertanto, il monitoraggio della conta ematica deve essere eseguito ad intervalli regolari.


Ciclosporina

La concentrazione plasmatica di ciclosporina potrebbe essere aumentata durante il trattamento concomitante con allopurinolo. Pertanto, in caso di somministrazione contemporanea dei due farmaci, si deve tenere presente la possibilità di un aumento della tossicità della ciclosporina.


Didanosina

In volontari sani ed in pazienti affetti da HIV in trattamento con didanosina, i valori plasmatici della didanosina sono risultati approssimativamente raddoppiati con il trattamento concomitante di allopurinolo (300 mg al giorno), senza influenzare l’emivita terminale. Pertanto, possono essere necessarie riduzioni della dose di didanosina quando viene usata in concomitanza con allopurinolo.


Diuretici tiazidici

L'uso concomitante di Zyloric e diuretici tiazidici può contribuire all'aumento della tossicità da allopurinolo in alcuni pazienti. Non è chiaro se questo è conseguente ad alterazioni della funzionalità renale secondarie a nefropatia ipertensiva. In questi pazienti con insufficienza renale, la raccomandazione di diminuire la dose di Zyloric non era stata osservata. È opportuno controllare la funzione renale in pazienti in terapia con Zyloric e diuretici tiazidici, anche in assenza di insufficienza renale e il dosaggio va ulteriormente diminuito nei pazienti in terapia combinata se si rileva una diminuita funzionalità renale.


Tolbutamide

La conversione della tolbutamide a metaboliti inattivi è catalizzata dalla xantino-ossidasi. L'eventuale rilievo sul piano clinico di queste osservazioni non è noto.


Alluminio idrossido

La cosomministrazione di alluminio idrossido può ridurre l’effetto dell’allopurinolo. Lasciare un intervallo di almeno 3 ore tra l'assunzione dei due medicinali.


Effetti indesiderati

immagine che rappresenta donna anziana seduta sul letto che soffre di nauseaCome tutti i farmaci, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.
Se si manifesta uno di questi disturbi, interrompere l’assunzione e informare immediatamente il proprio medico.

L’assunzione di allopurinolo può comunemente causare:
  • Eruzioni cutanee;
  • Aumento dei livelli di ormone stimolante la tiroide nel sangue.

Meno comunemente sono stati descritti:
  • Nausea, vomito (questi effetti indesiderati diminuiscono assumendo il medicinale dopo i pasti);
  • Sintomi da reazioni da ipersensibilità;
  • Aumento nei valori dei risultati degli esami di funzionalità del fegato

Più raramente:
  • Epatite (infiammazione del fegato) e/o alterazione della funzionalità del fegato;
  • Angioedema (gonfiore della pelle e delle mucose);
  • Eruzione fissa da farmaco (reazione cutanea che si manifesta sempre nelle stesse sedi ogni volta che il farmaco viene somministrato).

Sono state segnalate anche:
  • Comparsa di febbre e brividi, mal di testa, dolori muscolari (sintomi simil-influenzali) e senso di malessere generale;
  • Cambiamento della pelle, per esempio ulcere della bocca, gola, naso, genitali e congiuntivite (occhi rossi e gonfi), vesciche diffuse ed esfoliazione cutanea. Questi possono essere sintomi di reazioni cutanee gravi chiamate “Sindrome di Stevens-Johnson” e “necrolisi epidermica tossica”.

Molto raramente si sono osservate reazioni da ipersensibilità gravi che comprendono:
  • Febbre, rash cutaneo, dolori articolari e alterazioni del sangue e dei test di funzionalità epatica: questi possono essere segni di un disturbo da ipersensibilità multi-organo;
  • Difficoltà a respirare, gonfiore del viso e delle labbra, della lingua e di altre parti del corpo che possono essere sintomi di uno shock anafilattico (reazione allergica grave);
  • Sindrome da ipersensibilità o DRESS, linfoadenopatia angioimmunoblastica, gonfiore delle ghiandole linfatiche;
  • Sono state segnalate raramente gravi reazioni di ipersensibilità, compreso la sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica.


Segnalazione delle reazioni avverse sospette

Se si manifestano un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo articolo, rivolgersi al proprio medico o al farmacista

La segnalazione delle reazioni avverse sospette, che si verificano dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco, è importante in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio dello stesso. Agli operatori sanitari e ai pazienti è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza dei medicinali.

Gravidanza e allattamento

Gravidanza e fertilità

Zyloric è stato ampiamente usato per molti anni senza che si siano manifestate conseguenze negative apparenti. In ogni caso, l’impiego in gravidanza è raccomandato solo quando non esista una alternativa più sicura e quando la malattia di per sè comporti un rischio per la madre o il feto.


Allattamento

Allopurinolo ed il suo metabolita ossipurinolo sono escreti nel latte materno. Pertanto, l’assunzione di allopurinolo non è raccomandata durante l’allattamento con latte materno.

Note (modalità di conservazione, validità)

Le compresse di Zyloric hanno una validità di 5 anni. Vanno conservate in un luogo asciutto.

Il periodo di validità si riferisce sempre al prodotto correttamente conservato all’interno del suo confezionamento integro.

Per evitare danni all’ambiente, non gettare alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere sempre al farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più.
 

Domande e risposte

Come funziona lo Zyloric?

L'allopurinolo, e il suo metabolita ossipurinolo (o alloxantina), inibiscono l’attività della xantino-ossidasi, un enzima che catalizza l’ossidazione dell'ipoxantina in xantina e di quest'ultima in acido urico. Questo porta ad una riduzione dei livelli plasmatici ed urinari di acido urico. 

Quanto tempo è necessario per avere un effetto?

In genere, la normalizzazione dei livelli di acido urico nel sangue si raggiunge in un periodo di 1-3 settimane. In alcuni casi, però, possono essere necessari molti mesi per giungere al controllo degli attacchi acuti.

Quali sono gli effetti collaterali più frequenti?

L’assunzione di allopurinolo può comunemente causare eruzioni cutanee ed un aumento dei livelli di ormone stimolante la tiroide nel sangue. Meno comunemente sono stati descritti nausea, vomito, reazioni da ipersensibilità, aumento nei valori delle transaminasi epatiche. 

Posso iniziare ad assumere lo Zyloric durante un attacco acuto di gotta?

È consigliabile non iniziare un trattamento con Zyloric durante un attacco acuto di gotta, dal momento che il trattamento con allopurinolo, mobilizzando i depositi tessutali di urato, può indurre ulteriori attacchi.

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

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In collaborazione con

Stefano Bellosta

Stefano Bellosta

Il Prof. Stefano Bellosta, è un Professore Associato di Farmacologia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Scienze del Farmaco, dell’Università degli Studi di Milano. È specializzato in Farmacologia Sperimentale, Dottore di Ricerca in Medicina Sperimentale: Aterosclerosi presso l’Università degli Studi di Siena ed ha conseguito un Master in Farmacia e Farmacologia Oncologica.

È docente dei moduli di Farmacologia clinica, Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia e di Farmacotossicologia dei farmaci biotecnologici per il corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, e tiene lezioni alla Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera e al Master di Farmacia e Farmacologia Oncologica dell’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie cardiovascolari e neurodegenerative, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

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