Zenzero (Zingiber officinale Roscoe) in gravidanza? Le proprietà

Zenzero (Zingiber officinale Roscoe) in gravidanza? Le proprietà

Indice


Domande e risposte

Descrizione della pianta: habitat e cenni di botanica 

Lo zenzero (Zingiber officinale Roscoe) è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae. Ha un portamento eretto e presenta spessi rizomi tuberosi, di forma irregolare e di colore giallognolo, da cui si origina il fusto aereo alto 60-120 cm; le foglie sono lanceolate lunghe 15-30 cm e larghe 2 cm; i fiori, di colore giallo e con macchie color porpora, sono muniti di grandi brattee e sono raccolti in spighe brevi.

Originario dell’Asia Meridionale, lo zenzero è coltivato nelle regioni tropicali: India, Cina, Thailandia, Nepal, Nigeria, Caraibi, Indonesia, ecc. Nella regione mediterranea è stato introdotto nel I secolo a.C., Greci e Romani lo utilizzavano per insaporire i cibi; Dioscoride lo descriveva come caldo, digestivo, delicatamente lassativo, stomachico e con tutte le proprietà del pepe.
L’Ayurveda lo considera un rimedio per nausea, asma, tosse, coliche e palpitazioni del cuore; in Medicina Tradizionale Cinese è considerato un rimedio caldo, dal sapore piccante e dall’azione profonda, utilizzato in caso di vomito, diarrea, nausea, crampi addominali, tosse e reumatismi.

La droga è costituita dal rizoma, il quale fresco, essiccato o in polvere, oltre che per scopo medicinale è utilizzato come spezia a scopo gastronomico in tutto il mondo. L’odore aromatico è caratteristico, il sapore pungente e aromatico; il colore, internamente, varia dal giallo chiaro al bruno
Dal rizoma fresco, per distillazione in corrente di vapore, si ottiene l’olio essenziale, caratterizzato da una colorazione tenue tendente al giallo-verde, che scurisce col tempo.

immagine che rappresenta piante di zenzero con i rizomi

Zenzero: costituenti della droga 

Il rizoma dello zenzero contiene:
  • Dall’1 al 4% di olio essenziale;
  • Amido (circa 50%);
  • Lipidi e vitamine (in particolare niacina e vitamina a);
  • Un’oleoresina.

La composizione varia in funzione della provenienza della pianta e delle condizioni di coltivazione. Secondo la Farmacopea Europea 11ª ed. il contenuto di olio essenziale non deve essere inferiore a 15 mL/kg.

I principali costituenti dell’olio essenziale sono: idrocarburi sesquiterpenici (zingiberene, ar-curcumene, β-sesquifellandrene, β-bisabolene) oltre ad aldeidi (geraniale) e alcol monoterpenici (geraniolo, α-terpineolo).
I composti che conferiscono allo zenzero odore e sapore acre e pungente caratteristici sono i gingeroli, composti sesquiterpenici, e i corrispondenti prodotti di degradazione, che si formano durante l’essiccazione e la conservazione del rizoma: shogaoli e paradoli.

Impieghi fitoterapici dello zenzero

In vari sistemi di medicina tradizionale, da oltre 2000 anni, lo zenzero è stato utilizzato come antiemetico e per trattare i disturbi gastrointestinali.

La ricerca scientifica ha attribuito l’attività farmacologica principalmente ai composti pungenti (gingeroli e shogaoli) e ai composti volatili dell’olio essenziale (monoterpeni e sesquieterpeni). Studi preclinici su modelli animali hanno evidenziato la capacità degli estratti di rizoma di zenzero nel contrastare il vomito indotto farmacologicamente. L’azione antiemetica sembra riconducibile alla stimolazione della motilità gastrointestinale da parte dei composti sopracitati, la quale causa effetti procinetici presumibilmente dovuti all’inibizione della trasmissione serotoninergica.

Altri studi preclinici effettuati utilizzando diversi estratti di zenzero (acquoso, etanolico, acetonico) hanno mostrato un’attività di prevenzione e protezione dalle ulcere gastriche indotte, legata principalmente all’inibizione dell’espressione delle chemochine e di TNF-α; inoltre, è stato osservato un incremento della secrezione di bile, di cui sono responsabili i gingeroli.

Nei modelli animali è stato evidenziato anche un buon effetto antinfiammatorio, con l’inibizione del rilascio di prostaglandine e leucotrieni e la riduzione dei livelli sierici di diverse interleuchine e di TNF-α. Gli estratti di zenzero hanno dimostrato in vitro di inibire significativamente la crescita di diversi batteri, tra i quali Helicobacter pylori, Staphylococcus aureus, Porphyromonas gingivalis, Pseudomonas aeruginosa ed Escherichia coli.

Gli effetti dello zenzero sono stati ampiamente studiati clinicamente in diversi disturbi e condizioni patologiche, con risultati prevalentemente positivi e non rilevando particolari effetti avversi durante i trattamenti.


Attività antiemetica

immagine che rappresenta una bambina seduta in auto che soffre di cinetosiL’efficacia clinica dei preparati di zenzero come rimedio antiemetico è stata valutata in diverse condizioni associate alla nausea e al vomito, come:
  • La gravidanza;
  • I trattamenti di chemioterapia;
  • La cinetosi;
  • Il vomito post-operatorio.

L’assunzione di zenzero nel primo trimestre di gravidanza, rispetto al placebo, ha mostrato effetti significativi nel ridurre la nausea in otto studi randomizzati e controllati, mentre in altri due ha mostrato effetti comparabili ai farmaci comunemente utilizzati come la piridossina (vitamina B6), metoclopramide e antistaminici. Un ulteriore studio, tuttavia, ha concluso che lo zenzero è più efficace nell’alleviare la nausea rispetto alla vitamina B6.

Una recente revisione sistematica con metanalisi ha analizzato l’effetto dello zenzero nella prevenzione e nel trattamento della nausea e del vomito post-operatorio, selezionando 14 studi randomizzati e controllati per un totale di 1506 pazienti. I risultati della metanalisi mostrano che lo zenzero può diminuire l’incidenza della nausea post-operatoria senza particolari effetti collaterali, se assunto preventivamente, ma non è stata riscontrata alcuna differenza significativa nei tassi di incidenza di vomito post-operatorio o ricorso a farmaci antiemetici.

Negli studi condotti sull’efficacia dello zenzero nel trattamento del vomito associato alla chemioterapia, emergono invece risultati discordanti, probabilmente per la variabilità dei protocolli sperimentali e della diversa standardizzazione dei preparati utilizzati.

Per quanto riguarda la cinetosi, l’efficacia dello zenzero è stata riscontrata in alcuni studi randomizzati abbastanza datati, dei quali uno condotto su bambini. Da un recente studio in aperto non sono emerse evidenze significative, se non la necessità di condurre ulteriori studi clinici randomizzati, in cieco e controllati con placebo.

Nella monografia dedicata allo zenzero, l’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) definisce i suoi preparati, come prima indicazione basata sugli studi clinici disponibili, un medicinale tradizionale a base di erbe per il sollievo sintomatico della cinetosi; la seconda indicazione, basata esclusivamente sull’uso di lunga data, è l’utilizzo per il trattamento sintomatico di disturbi gastrointestinali lievi e spasmodici, tra cui gonfiore e flatulenza.


Attività sulla funzionalità gastrointestinale

Gli studi randomizzati condotti per valutare l’effetto protettivo dello zenzero sul sistema gastrointestinale hanno evidenziato che favorisce la digestione e lo svuotamento gastrico. Altri studi randomizzati hanno valutato il rischio di cancro del colon-retto: nel complesso, lo zenzero ha ridotto i fattori di rischio tumorale. In uno degli studi, che ha preso in esame il sollievo sintomatico nei pazienti con sindrome dell'intestino irritabile dopo l’assunzione dello zenzero, non è stata però riscontrata una riduzione dei sintomi.


Attività analgesica

L’attività analgesica dello zenzero è stata valutata clinicamente in diverse condizioni che causano dolore.

Sette studi randomizzati hanno esaminato l'effetto dello zenzero sulla dismenorrea primaria. Nei quattro studi che hanno confrontato l'effetto analgesico dello zenzero con altri farmaci utilizzati per il trattamento del dolore associato al ciclo mestruale, come acido mefenamico, ibuprofene e solfato di zinco, lo zenzero ha mostrato un’efficacia simile a quella dei farmaci. Tre studi hanno invece impiegato un placebo come controllo; la riduzione del dolore è stata valutata utilizzando la scala analogica visiva del dolore, riscontrando un effetto positivo in due studi, mentre il terzo ha concluso che lo zenzero non alleviava il dolore in maniera sufficiente rispetto allo stretching e all'esercizio fisico.

Risultati contrastanti sono stati ottenuti in quattro studi condotti su soggetti con dolore muscolare. Due studi hanno riportato una mancanza di prove sull'effetto dello zenzero e gli altri due hanno riportato che lo zenzero attenuava solo parzialmente il dolore muscolare rispetto al gruppo placebo.
Per quanto riguarda l’emicrania, due studi hanno confrontato lo zenzero rispettivamente con placebo e sumatriptan, farmaco comunemente utilizzato per trattare i sintomi dell’emicrania. In entrambi gli studi è stata evidenziata una differenza significativa nell’attenuazione dei sintomi.
Anche in uno studio su pazienti con lombalgia, lo zenzero ha dimostrato di essere un’opzione utile per alleviare il dolore.


Attività antinfiammatoria

L’effetto antinfiammatorio dello zenzero è stato esaminato in diversi studi su pazienti con malattie infiammatorie, in particolare quelle legate all’artrite come l’osteoartrite. In tutti gli studi è stato riportato un miglioramento dei parametri infiammatori, come la riduzione delle citochine proinfiammatorie, e un promettente beneficio nell’alleviare i sintomi dolorosi. In un ulteriore studio su pazienti con artrite reumatoide, lo zenzero ha ridotto i sintomi attraverso l’induzione dell’espressione genica di FOXP3, un fattore di trascrizione coinvolto nella risposta autoimmune che causa la malattia.


Attività sul metabolismo

Lo zenzero è stato ampiamente esaminato anche per la sua efficacia sulle sindromi metaboliche. La maggior parte degli studi ha valutato l’associazione tra diabete mellito di tipo 2 e obesità rispetto al trattamento con lo zenzero. Da diversi studi è emerso un significativo abbassamento della glicemia a digiuno, dell'emoglobina glicata (HbA1c), della sensibilità all'insulina e della resistenza all'insulina. 

Inoltre, anche il profilo lipidico, i marker infiammatori e gli antiossidanti sono stati influenzati dall'assunzione di zenzero, come dimostrato dalla riduzione della proteina C-reattiva, dei trigliceridi, del colesterolo lipoproteico a bassa densità e della malondialdeide.
In controtendenza, un altro studio che ha valutato la relazione tra zenzero e pressione sanguigna nel diabete di tipo 2, non ha mostrato differenze significative rispetto al gruppo di controllo.

In termini di fattori di rischio cardiovascolare correlati all'obesità, lo zenzero è stato segnalato per essere utile nel ridurre i fattori di rischio, come:
  • La massa grassa corporea;
  • La percentuale di grasso corporeo;
  • Il colesterolo totale;
  • La circonferenza della vita;
  • Il rapporto vita-fianchi;
  • La resistenza all'insulina.

Inoltre, è stato suggerito che lo zenzero abbia effetti antiossidanti e di contrasto alla dismetabolia nelle donne obese con cancro al seno.


Altre attività

Oltre alle attività riportate precedentemente, lo zenzero è stato valutato rispetto ad altre possibili funzioni.

In termini di funzione respiratoria, sono stati esaminati la sindrome da distress respiratorio acuto e l'asma per valutare il miglioramento dei sintomi. Il trattamento con zenzero ha ridotto efficacemente la durata della ventilazione meccanica e la durata della degenza in unità di terapia intensiva nei pazienti con distress respiratorio acuto; ha anche migliorato i sintomi asmatici.

La somministrazione di zenzero a pazienti di età compresa tra 15 e 18 anni con sanguinamento mestruale abbondante ha dimostrato una significativa riduzione della perdita di sangue mestruale rispetto al gruppo placebo.

Infine, è stato esaminato l'effetto dello zenzero sulla produzione di latte materno in un gruppo di donne dopo il parto, osservando che il trattamento con lo zenzero ha aumentato significativamente il volume del latte il terzo giorno dopo il parto rispetto al placebo.

Preparazioni e dosi

Per il sollievo sintomatico della cinetosi, l’EMA per gli adulti indica la dose di 750 mg di rizoma essiccato e polverizzato di zenzero, da assumere mezz’ora prima di viaggiare; per i bambini tra 6 e 12 anni la dose indicata è di 250 o 500 mg, mentre non è raccomandato l’uso di zenzero al di sotto dei 6 anni.

Per il trattamento sintomatico di disturbi gastrointestinali lievi e spasmodici, tra cui gonfiore e flatulenza, negli adulti e negli anziani la dose raccomandata dall’EMA è di 180 mg 3 volte al giorno.
Negli studi clinici sono stati utilizzati sia il rizoma di zenzero essiccato in polvere sia gli estratti, con dosi variabili da 300 mg a oltre 2 g al giorno. 
In commercio si trovano integratori in capsule o compresse a base di estratto secco di zenzero, generalmente titolato in gingeroli al 5%, con differenti dosaggi raccomandati in base al contenuto di estratto del prodotto.

Lo zenzero fresco o essiccato può essere utilizzato in dosi fino a 15 g per realizzare il decotto, con tempo di decozione di 20-30 minuti.
L’olio essenziale di zenzero, opportunamente diluito in olio vegetale, può essere utilizzato esternamente per massaggi in caso di dolori muscolari e articolari.

Effetti collaterali e controindicazioni dello zenzero

Negli studi clinici, i preparati a base di zenzero sono stati ben tollerati e non sono stati segnalati particolari effetti collaterali. A dosaggi elevati, l’assunzione di zenzero può causare:
  • Bruciori gastrici;
  • Dolori addominali;
  • Diarrea;
  • In soggetti sensibili dermatiti.

L'uso dello zenzero durante il primo trimestre di gravidanza è stato segnalato come sicuro in uno studio eseguito su donne canadesi; un estratto commerciale di zenzero è stato ritenuto efficace come antinausea e sicuro in uno studio su donne australiane. In un ampio studio di coorte su 1.020 donne norvegesi che hanno usato lo zenzero durante la gravidanza, non è stato riscontrato un rischio aumentato di malformazioni congenite, nati morti/morti perinatali, nascite pretermine o basso peso alla nascita. 

Tuttavia, l’EMA, tenendo conto del numero limitato di studi disponibili sulla sicurezza dello zenzero e del ridotto campione di donne in gravidanza, sottolinea come sia necessario limitare l’assunzione di zenzero o utilizzarlo sotto lo stretto controllo del medico, per evitare possibili effetti avversi nel feto.

immagine che rappresenta una donna con dolore addominale

Conclusioni

Lo zenzero è una pianta medicinale ampiamente studiata dal punto di vista preclinico, con risultati generalmente coerenti e che hanno dimostrato effetti benefici in diverse condizioni patologiche, evidenziandone le potenzialità terapeutiche espresse dalle medicine tradizionali. Sulla base dell’utilizzo tradizionale e degli studi analizzati, infatti, l’EMA ha definito lo zenzero un medicinale tradizionale a base di erbe, indicato per il sollievo sintomatico della cinetosi e per il trattamento sintomatico di disturbi gastrointestinali lievi e spasmodici, tra cui gonfiore e flatulenza.

Gli studi clinici riguardanti nausea e vomito in diverse condizioni (gravidanza, post-operatoria, a seguito di chemioterapia), il trattamento delle sindromi metaboliche e come agente analgesico e antinfiammatorio meritano tuttavia un maggiore approfondimento.

Nonostante alcuni risultati contrastanti o negativi, la maggior parte di questi studi clinici, oltre ad avere riscontrato la sicurezza d’uso dei preparati di zenzero, ha generalmente convalidato gli usi tradizionali e per questo è necessario delineare le cause di queste variazioni nei risultati emersi, utilizzando precisi protocolli sperimentali con dosi e preparati standardizzati, oltre a campioni di popolazione più ampi.


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Libro: Farmacognosia e fitoterapia: basi farmacologiche ed aspetti applicativi.
Autori: Mazzanti G, Dell’Agli M, Izzo A.
Editore: Piccin
Anno: 2020

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Autore: Akbar S.
Editore: Springer
Anno: 2020

Articolo scientifico: Ginger on Human Health: A Comprehensive Systematic Review of 109 Randomized Controlled Trials.
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Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7019938/

Articolo scientifico: The preventive and relieving effects of ginger on postoperative nausea and vomiting: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials
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Articolo scientifico: Effect of ginger (Zingiber officinale) on inflammatory markers: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials.
Autore: Morvaridzadeh M, Fazelian S, Agah S, Khazdouz M, Rahimlou M, Agh F, Potter E, Heshmati S, Heshmati J. 
Rivista: Citokyne
Anno: 2020.
Link: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1043466620302404

Domande e risposte

Lo zenzero è utile per prevenire la nausea?

L’uso tradizionale e diversi studi clinici hanno evidenziato l’efficacia dello zenzero nel prevenire la nausea di diversa natura, come quella post-operatoria, in gravidanza e da cinetosi. Risultati contrastanti sono emersi da studi sulla nausea indotta dalla chemioterapia.

Lo zenzero è utile come antidolorifico?

Alcuni studi clinici hanno riscontrato l’efficacia dello zenzero in caso di dolori mestruali, dolori muscolari ed emicrania. L’olio essenziale di zenzero può essere utile per massaggi in caso di dolori articolari.

Lo zenzero fa digerire?

Lo zenzero favorisce la digestione e lo svuotamento gastrico incrementando i movimenti peristaltici dello stomaco e anche dell’intestino. Inoltre, stimola la produzione di bile.

L’uso di prodotti a base di zenzero ha delle controindicazioni?

L’assunzione dello zenzero durante gli studi clinici è stata ben tollerata e non ha causato particolari effetti collaterali; tuttavia, è consigliato lo stretto controllo del medico per l’uso durante la gravidanza.

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In collaborazione con

Marco Angarano

Marco Angarano

Marco Angarano è laureato in Scienze e Tecnologie Erboristiche presso l’Università degli Studi di Milano e ha conseguito il diploma professionale di Fitopreparatore. Giornalista pubblicista, ha collaborato con la rivista di informazione sulle piante officinali Erboristeria domani e successivamente col ruolo di coordinatore scientifico con Natural 1, rivista mensile di informazione tecnico-scientifica dedicata a fitoterapia, fitocosmesi e nutrizione. Attualmente collabora con il Laboratorio di Farmacognosia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari - Università degli Studi di Milano nell’ambito dello studio e della divulgazione scientifica dell’attività biologica dei prodotti di origine naturale.

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