Sambuco (Sambucus nigra L.): proprietà e benefici

Sambuco (Sambucus nigra L.): proprietà e benefici

Indice


Domande e risposte
 

Descrizione della pianta di Sambuco: habitat e cenni di botanica 

Il sambuco (Sambucus nigra L.) è un arbusto o piccolo albero che può superare i 4 metri di altezza, appartenente alla famiglia delle Adoxaceae. È una specie caducifoglia che cresce su terreni umidi, originaria del Nord Africa, Europa, Asia centrale e Occidentale, Nord America. In Italia è presente da 0 a 1400 m di altitudine, nelle radure, nei luoghi ruderali, al margine dei boschi umidi, lungo le scarpate e i fossi. 
Il tronco è eretto e molto ramificato, le foglie sono picciolate, opposte, composte da 3-7 foglioline di colore verde brillante; l’infiorescenza è costituita da piccoli fiori con calice corto e campanulato, la corolla è costituita da 5 petali di colore bianco avorio ed emanano un forte odore aromatico caratteristico. I frutti sono piccole drupe globose, succose a maturità, di colore viola-nerastro.
Il nome del genere Sambucus pare derivi dal greco “sambyké”, uno strumento musicale realizzato coi rami del sambuco svuotati del midollo.
La droga è costituita sia dal frutto essiccato sia dai fiori. Sono in commercio diversi integratori a base del succo ottenuto dal frutto fresco.

 
Immagine che rappresenta un arbusto con le bacche di sambuco
 
 

Costituenti della droga

Nei frutti di sambuco sono stati identificati numerosi antocianosidi, quelli maggiormente presenti sono:
  • Cianidina-3-O-glucoside;
  • Cianidina-3-O-sambudioside.
Rappresentano rispettivamente il 65,7% e 32,4% degli antociani totali e sono responsabili del colore scuro. È presente una bassa percentuale di olio essenziale (0,01%) nel quale sono stati identificati 34 composti, tra i quali i più rappresentati sono fenilacetaldeide, benzaldeide, etil linoleato e linalolo. I semi e i frutti contengono alcune agglutinine, proteine appartenenti alla famiglia delle lectine, che sono in grado di riconoscere e legarsi ai polisaccaridi presenti sulle membrane cellulari.
I frutti contengono inoltre vitamine (B2, C, acido folico, biotina), minerali (magnesio e potassio), acidi grassi e zuccheri (glucosio e fruttosio). È stata riscontrata anche la presenza di glicosidi cianogenici, presenti in tutte le parti della pianta ma soprattutto nelle foglie; la loro quantità sembra essere correlata al clima e all’altitudine del luogo di raccolta, aumentando ad altezze più elevate.

I fiori di sambuco contengono flavonoidi, in particolare derivati della quercetina e del kaempferolo, acidi fenolici (acido clorogenico, caffeico, ferulico), triterpeni, steroli e un olio essenziale costituito principalmente da monoterpeni (linalolo, citronellolo). La droga costituita dai fiori di sambuco essiccati è presente nella Farmacopea europea (8a ed.), la quale specifica che dovrebbe avere un contenuto minimo dello 0.8% di flavonoidi, espressi come isoquercitroside
 

Impieghi fitoterapici del Sambuco

Immagine che rappresenta il succo con le bacche di sambucoL’uso del sambuco nella medicina popolare e nei sistemi di medicina tradizionale risale a tempi molto antichi; diversi testi storici riportano l’uso di fiori e frutti, a seconda della tradizione locale, principalmente per il trattamento del raffreddore e come espettorante, diaforetico in caso di febbre, diuretico, ma anche per il trattamento di coliche, sinusiti, congiuntiviti, diarrea, mal di testa, reumatismi e come lassativo.

I fiori di sambuco sono approvati dalla Food and Drug Administration statunitense, che li considera generalmente sicuri (GRAS) come agenti aromatizzanti, mentre la Commissione E tedesca ne ha approvato l’uso per il trattamento delle malattie da raffreddamento. L’Agenzia Europea del Farmaco - EMA, nella monografia “Sambuci flos” indica l’utilizzo tradizionale dei fiori come sintomatico nella fase iniziale del raffreddore comune.

Diversi studi in vitro e in vivo hanno indagato e riconosciuto nei frutti di sambuco le proprietà:
  • Antibatteriche;
  • Antivirali;
  • Antinfiammatorie;
  • Immunomodulanti;
  • Antiossidanti.
Mentre i pochi studi in vitro relativi all’estratto acquoso dei fiori hanno mostrato un’attività antinfiammatoria correlata all’inibizione delle interleuchine IL-1a, IL-1β e del TNF-a.

Uno studio in vitro sull’attività antinfluenzale ha evidenziato che i flavonoidi contenuti in un estratto di frutti di sambuco - ottenuto tramite estrazione con CO2 supercritica seguita da due estrazioni con solvente idroalcolico - svolgono un’azione antivirale inibendo la replicazione dei comuni ceppi di influenza umana e animale A e B; inoltre prevengono l'infezione da virus H1N1 legandosi alle particelle virali e impedendone la penetrazione nelle cellule ospiti. I flavonoidi del sambuco hanno mostrato anche una considerevole attività di protezione dallo stress ossidativo negli studi in vitro, ma è ancora sotto esame la loro protezione in vivo.
Un estratto di frutti di sambuco ha evidenziato in vitro un’azione antivirale nei confronti del virus HIV; in un altro studio, l’estratto di sambuco associato con quello di foglie di olivo ha diminuito la carica virale di un paziente HIV positivo da 17.000 a 4000 particelle virali/mL.

Altri studi hanno mostrato l’efficacia degli estratti standardizzati di frutti nell’inibire la crescita di batteri patogeni quali: Anche se non c’è stata un’inibizione significativa di altri batteri patogeni quali:
  • Staphylococcus aureus;
  • Streptococcus mutans;
  • Haemophilus parainfluenzae.
L’attività immunomodulante di un estratto standardizzato di frutti di sambuco e di due prodotti commerciali contenenti il 38% dell’estratto è stata testata in vitro su monociti di individui sani. I risultati hanno mostrato un aumento della secrezione di citochine pro-infiammatorie (TNF e interleuchine IL-1β, IL6 e IL-8) con un'attività stimolante concentrazione dipendente. L’estratto ha mostrato la più alta stimolazione delle citochine, seguita dai due prodotti, il cui effetto è stato simile. Anche i polisaccaridi peptici contenuti nei frutti e nei fiori interagiscono con il sistema immunitario attraverso la stimolazione dei macrofagi, ma ulteriori ricerche sono necessarie per approfondire queste proprietà.

Le agglutinine (lectine) contenute nei frutti del sambuco hanno affinità per gli acidi sialici presenti sulla membrana della cellula ospite, che sono utilizzati dai virus per legarsi alle cellule e infettarle; legandosi a essi, le agglutinine impediscono l’attacco degli agenti patogeni. Tuttavia, mancano ricerche sufficienti per verificare questa ipotesi sull'attività anti-patogena di queste sostanze.

Per quanto riguarda gli aspetti clinici, una recentissima revisione sistematica ha esaminato cinque studi clinici controllati (quattro randomizzati e uno multicentrico) che hanno coinvolto un totale di 936 pazienti adulti, i quali sono stati trattati per sintomatologie delle alte vie aeree dovute a influenza o raffreddore. In quattro studi sono stati utilizzati prodotti monocomponente a base di estratti di frutto di sambuco, in uno un preparato multicomponente contenente anche un estratto di radice di Echinacea purpurea. I preparati sono stati somministrati per via orale sotto forma di sciroppo, capsule, granuli o pastiglie, in dosi variabili a seconda della tipologia.
I risultati del trattamento da osservare includevano la riduzione complessiva dei sintomi; la durata della malattia/velocità di guarigione e l’uso di farmaci di emergenza inclusi analgesici, spray nasali, compresse fredde, antibiotici.

In quattro studi si è osservata la riduzione dei sintomi fra cui la febbre e uno studio ha anche riportato una riduzione di cefalea, dolori muscolari, congestione nasale, secrezione di muco e tosse. Tutti gli studi hanno riportato una riduzione della gravità complessiva dei sintomi tra i partecipanti che hanno ricevuto il trattamento rispetto ai controlli. Uno studio ha riportato che i pazienti in trattamento hanno avuto un miglioramento significativo della gravità dei sintomi dopo 48 ore, mentre il gruppo di controllo ha riportato una maggiore gravità nello stesso periodo di tempo. Tre studi hanno dimostrato che la durata della malattia è stata circa il 50% più breve per coloro che ricevevano il sambuco rispetto al gruppo di controllo. In uno studio, il tasso di recupero era simile tra la preparazione multicomponente e un controllo attivo (Oseltamivir).

Nei due studi che riportavano l'uso di farmaci di emergenza per gestire i sintomi dei partecipanti, la necessità di tali farmaci è risultata incoerente. In uno studio, i partecipanti assegnati al trattamento con sambuco hanno riferito di aver utilizzato farmaci di emergenza per gestire i sintomi simil-influenzali meno frequentemente rispetto ai partecipanti del gruppo controllo; al contrario, un secondo studio non ha evidenziato differenze tra i gruppi nell'uso segnalato di farmaci di emergenza o antibiotici.
Le evidenze ottenute da questa revisione indicano che i preparati contenenti esclusivamente l’estratto di frutti di Sambucus nigra, se assunti entro 48 ore dall'esordio dell'infezione virale respiratoria acuta, possono ridurre la durata e la gravità dei sintomi comuni di raffreddore e influenza negli adulti.

Gli eventi avversi sono stati rari e non ne sono stati segnalati di gravi. Nessuno degli studi includeva la valutazione dell'uso dei frutti in donne in gravidanza e/o in allattamento oppure in persone con condizioni patologiche croniche o complesse, per questo non esistono prove scientifiche affidabili o sufficienti per supportarne l'uso in queste situazioni.

Nonostante i risultati dei numerosi studi effettuati sul sambuco abbiano dimostrato gli effetti antivirali dei suoi estratti, finora nessuno studio ha esaminato il loro utilizzo nel trattamento, nella prevenzione o nel sollievo dei sintomi del Covid19.

Preparazioni e dosi

Per i fiori di sambuco essiccati i dosaggi indicati nella monografia dell’EMA sono i seguenti:
  • 2-5 g di droga da porre in infusione in 150 mL di acqua bollente per 5-10 minuti, da assumere fino a tre volte al giorno;
  • 2-5 mL di estratto etanolico (DER 1:1, etanolo 25%) tre volte al giorno;
  • Oppure 10-25 mL di tintura (DER 1:5, etanolo 25%) tre volte al giorno.

L’estratto secco di frutti di sambuco, standardizzato al 22% in polifenoli e al 15% in antocianine, è utilizzato al dosaggio di 150-175 mg per tre-quattro volte al giorno.
Lo sciroppo al 38% di estratto, 15 mL fino a quattro volte al giorno.

 
Immagine che rappresentai fiori di sambuco su un tavolo
 

Effetti collaterali del Sambuco

Il sambuco contiene glicosidi cianogenici che nel tratto gastrointestinale vengono idrolizzati in acido cianidrico, il quale causa l’insorgenza di disturbi gastrici quale:
  • Nausea;
  • Diarrea;
  • Vomito, soprattutto nei bambini.
I frutti contengono i livelli più bassi di glicosidi cianogenici rispetto ad altre parti della pianta e la loro concentrazione totale può variare a seconda delle condizioni di maturazione. L’acido cianidrico è volatile, quindi il rischio di tossicità è eliminato quando i frutti sono cotti o esposti al calore, in modo che i prodotti a base di sambuco siano sufficientemente sicuri da consumare. La maggioranza dei casi riportati alle autorità di controllo sono reazioni avverse di tipo allergico in seguito all’assunzione di prodotti a base di sambuco. Anche le lectine potrebbero causare disturbi gastrointestinali.
Rispetto alle interazioni con farmaci, l’EMA segnala come possibili quelle con immunosoppressori e corticosteroidi. Negli studi clinici che hanno utilizzato gli estratti di frutto di sambuco non sono stati segnalati effetti avversi.

Per quanto riguarda i fiori, i dati sulla loro sicurezza d’uso sono scarsi e non sono stati riportati eventi avversi significativi.
 
Immagine che rappresenta una bambina con il mal di pancia
 

Sambuco: conclusioni

Il sambuco ha una lunga tradizione d’uso nella medicina popolare, in particolare come diaforetico ed espettorante in caso di influenza e malattie da raffreddamento, e il suo è da considerarsi sicuro. Le proprietà antisettiche, antivirali e immunostimolanti del sambuco, legate proprio al suo consolidato, sono state in parte validate dalla sperimentazione scientifica e l’EMA ha approvato l’utilizzo dei preparati a base di fiori di sambuco come medicinale vegetale tradizionale, mentre per i frutti non ci sono ancora dati sufficienti per l’approvazione di una monografia dedicata. Alcuni studi clinici hanno evidenziato che gli estratti di frutto di sambuco sono in grado di ridurre i sintomi influenzali e la durata della malattia, senza particolari effetti avversi, ma non ci sono dati per consigliarne l’uso in gravidanza o allattamento. Insieme a un approfondimento dei meccanismi d’azione dei vari componenti del fitocomplesso del sambuco, sono necessari nuovi studi clinici per confermarne le potenzialità antivirali e le modalità di utilizzo nel trattamento.

 
Immagine che rappresenta una giovane donna che starnutisce


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Libro: Farmacognosia e fitoterapia: basi farmacologiche ed aspetti applicativi.
Autori: Mazzanti G, Dell’Agli M, Izzo A.
Editore: Piccin
Anno: 2020

Monografia EMA: European Union herbal monograph on Sambucus nigra L., flos (2018)

Articolo scientifico: The effects of Sambucus nigra berry on acute respiratory viral infections: A rapid review of clinical studies. 
Autori: Harnett J, Oakes K, Carè J, Leach M, Brown D, Cramer H, Pinder TA, Steel A, Anheyer D.
Rivista: Adv Integr Med.
Anno: 2020
Link: https://doi.org/10.1016/j.aimed.2020.08.001

Articolo scientifico: Sambucus nigra (black elder) as alternative treatment for cold and flu.
Autore: Mahboubi, M.
Rivista: ADV TRADIT MED (ADTM) 
Anno: 2020. 
Link: https://doi.org/10.1007/s13596-020-00469-z

Domande e risposte

Il sambuco è utile in caso di influenza e raffreddore?

Il sambuco ha una lunga tradizione d’uso nel trattamento di questi disturbi; diversi studi scientifici, anche clinici, hanno confermato la sua attività nei confronti di alcuni virus e batteri, oltre che quella sul sistema immunitario.

Per la sua azione antivirale il sambuco si può utilizzare come rimedio per il COVID-19?

Attualmente non esistono studi e dati a supporto di una specifica attività degli estratti di sambuco verso il virus SARS-CoV-2.

Il sambuco può essere associato ad altri integratori o farmaci per il trattamento di influenza e malattie da raffreddamento?

Il sambuco è presente nella formulazione di diversi integratori, associato ad altri estratti vegetali. Rispetto al suo utilizzo in concomitanza di una terapia farmacologica, sono state segnalate possibili interazioni con farmaci immunosoppressori o corticosteroidi, perciò è sempre di primaria importanza segnalarne l’uso o rivolgersi al proprio medico.

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

In collaborazione con

Marco Angarano

Marco Angarano

Marco Angarano ha conseguito la specializzazione tecnica post-diploma di Fitopreparatore ed è laureato in Scienze e Tecnologie Erboristiche presso l’Università degli Studi di Milano. Giornalista pubblicista, autore di articoli divulgativi e scientifici sulle piante medicinali e le loro proprietà, ha collaborato con la rivista di informazione sulle piante officinali Erboristeria domani; attualmente è collaboratore scientifico di Natural 1, rivista mensile di informazione tecnico-scientifica su temi legati a fitoterapia, fitocosmesi e nutrizione. Collabora con il Laboratorio di Farmacognosia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari - Università degli Studi di Milano nell’ambito dello studio e della divulgazione scientifica dei prodotti di origine vegetale attivi come antinfiammatori.

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