Proprietà di Pelargonium sidoides DC (Pelargonio) per tosse e sinusite

Proprietà di Pelargonium sidoides DC (Pelargonio) per tosse e sinusite

Indice


Domande e risposte

 

Descrizione della pianta: habitat e cenni di botanica

Il pelargonio (o geranio africano, Pelargonium sidoides DC) è una piccola pianta perenne, appartenente alla famiglia delle Geraniaceae, diffusa prevalentemente nella Provincia del Capo Orientale del Sud Africa e negli altopiani del Lesotho. La pianta si è adattata a crescere in un'ampia gamma altitudinale, a partire dal livello del mare fino alle catene montuose oltre i 2000 metri di altezza.

Il pelargonio raggiunge un’altezza massima di 50 cm, presenta rizomi tuberosi e foglie grigio-verde dalla tipica forma a cuore, accompagnate durante la fioritura da fiori tubolari di colore rosso scuro. La droga è costituita dalle radici, le quali se sezionate, appaiono colorate di rosso vivo, prima di scurire con l’invecchiamento.

Localmente è conosciuto anche con il nome di Umckaloabo, Uvendle, Kalwerbossie, e Khoaara e trova diversi impieghi medicinali, secondo la tradizione, per il trattamento di affezioni del tratto gastrointestinale e respiratorio, oltre che per il trattamento di altre infezioni. Il nome Umckaloabo secondo la lingua Zulu è sinonimo di “tosse severa”, a sottolineare la sua principale indicazione d’uso tradizionale.

In passato, l’uso etnobotanico più convincente di Pelargonium sidoides è stato il trattamento della tubercolosi, caratteristica che ha portato alla sua introduzione in Europa alla fine del XIX secolo. Più recentemente, negli anni Novanta del secolo scorso, la pianta ha trovato largo uso in Germania per la riduzione dei sintomi legati alle patologie delle vie aeree.

immagine che rappresenta i fiori del pelargonium sidoides

Costituenti della droga di Pelargonium sidoides

I principali costituenti chimici della droga sono le cumarine, tra cui l’umckalina, la fraxetina e l’artelina. Queste componenti cumariniche si trovano spesso in forma glicosilata e solforata, tuttavia rappresentano solo lo 0,05% del peso secco della radice, tra queste l’umckalina costituisce circa il 40% del totale.

Più abbondanti dal punto di vista quantitativo sono invece le proantocianidine, costituite principalmente da gallocatechina ed epigallocatechina, che secondo indicazioni della Farmacopea Europea si devono trovare in quantitativi superiori al 2% del peso della droga secca (espressi come pirogallolo).

In Italia, è inoltre presente un medicinale tradizionale di origine vegetale registrato (Kaloba®), che contiene un estratto etanolico secco standardizzato chiamato Eps®7630. Questo estratto contiene, tra i vari costituenti, il 2% di derivati cumarinici e il 40% di prodelfinidine oligomeriche (sottoclasse di proantocianidine).

Le attività farmacologiche di Pelargonium sidoides sono state attribuite a diverse componenti, tra cui le cumarine, i flavonoidi e i derivati dell’acido gallico e idrossicinnamico.

Pelargonio: impieghi fitoterapici

immagine che rappresenta signore con tosse, bronchiteLa maggior parte della ricerca sperimentale e clinica del pelargonio si è concentrata sul trattamento delle infezioni delle vie respiratorie, in linea con le ricerche per lo sviluppo dell’estratto Eps®7630. Diversi studi in vitro attribuiscono alla droga effetti contro microorganismi come batteri gram negativi e positivi, in particolare verso il genere Streptococcus e Staphylococcus. Rispetto agli usi tradizionali più antichi, il pelargonio è stato indagato anche nel contesto gastrico nei confronti di Helicobacter pylori, valutando la sua capacità di ridurre l’adesione e la crescita del batterio.

L’estratto etanolico ha anche mostrato una limitata attività verso Mycobacterium tuberculosis, giustificando solo in parte l’uso tradizionale della pianta, anche se molti autori ritengono che esista un effetto indiretto nei confronti della tubercolosi, probabilmente attraverso la stimolazione del sistema immunitario. Infatti, la droga ha dato riscontro in vitro di proprietà immunomodulatorie, verificate con vari saggi biologici, come la stimolazione dei macrofagi e dell’attività fagocitica. In generale gli effetti antibatterici e antivirali sono attribuiti agli acidi gallici e ad altri composti fenolici, mentre l'attività immunomodulatrice è riferita a una combinazione di composti fenolici e cumarine.


Efficacia clinica

L’estratto standardizzato Eps®7630 è stato sottoposto a numerose valutazioni cliniche verso condizioni respiratorie, come:
I risultati suggeriscono che l’uso di pelargonio può essere efficace nel trattamento delle infezioni respiratorie causate da batteri e virus, in particolare nel contesto della bronchite acuta. La bronchite acuta è caratterizzata da un'infiammazione delle vie respiratorie ed è causata da infezioni virali nel 95% dei casi.

Diversi studi clinici hanno riportato benefici nel trattamento della bronchite con Eps®7630, dimostrando una riduzione della sintomatologia e una più veloce guarigione. Anche nel caso di pazienti pediatrici l’uso dell’estratto standardizzato ha mostrato una riduzione dei sintomi maggiore rispetto al placebo.

Una metanalisi condotta sulla popolazione pediatrica ha evidenziato l’efficacia di Eps®7630 nel ridurre i sintomi di infiammazione delle alte vie aeree, ma una successiva revisione sistematica non ha confermato questo effetto benefico, a causa dell’ampia eterogeneità degli studi. Nonostante ciò, i singoli studi clinici, anche successivi a queste analisi, continuano a riportare effetti benefici anche in associazione con la terapia convenzionale.

Nel contesto del raffreddore comune, una metanalisi supporta l'efficacia e la sicurezza d’uso di Eps®7630 negli adulti. Il trattamento è stato associato all'attenuazione dei sintomi e a una più rapida remissione. Questi risultati sono emersi nonostante l’ampia eterogeneità degli studi, che include anche la possibile sovrapposizione dei sintomi con altre patologie. Il trattamento con Eps®7630 ha inoltre portato a un miglioramento della qualità della vita in uno studio clinico con pazienti adulti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva, mostrando una buona tollerabilità a lungo termine.

Infine, uno studio clinico ha dimostrato che l’uso di Eps®7630 è in grado di ridurre gli attacchi d’asma in bambini asmatici soggetti a infezioni virali delle prime vie respiratorie.

In conclusione, nonostante i diversi trial clinici e metanalisi, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha considerato ancora inadeguata la dimostrazione di efficacia di Eps®7630 per le affezioni delle alte vie respiratorie, sia per gli adulti che per i bambini. Tra le motivazioni riportate ha pesato sicuramente il fatto che molti studi sono stati condotti senza una chiara definizione di criteri di valutazione precedenti all’indagine stessa, esponendo i risultati a un maggior rischio di bias interpretativo.

Tuttavia, sulla base del suo uso tradizionale (oltre 10 anni in Europa, autorizzato/registrato in 15 paesi dell’Unione Europea) EPs®7630 è stato registrato in Europa con procedura semplificata come medicinale da automedicazione per il trattamento dei sintomi legati a raffreddore, tosse e mal di gola.

Preparazioni e dosi

Le dosi giornaliere raccomandate dall’EMA di EPs®7630 sono di 20 mg, da assumere tre volte al giorno in caso di estratto secco (DER 4-25:1 in etanolo 11% m/m); oppure 30 gocce tre volte al giorno in forma di estratto liquido (DER 1:8-10 in etanolo 11% m/m).

Effetti collaterali di Pelargonium sidoides

immagine che rappresenta donna che soffre di disturbi all'orecchioSulla base dei dati clinici, la tollerabilità del trattamento con EPs®7630 ha dimostrato di essere buona sia negli adulti che nei bambini.
Tuttavia, alcuni degli eventi avversi comunemente riportati includevano disturbi gastrointestinali, come:
  • Diarrea;
  • Disturbi del sistema nervoso;
  • Disturbi respiratori e mediastinici;
  • Disturbi dell'orecchio e del labirinto;
  • Esantema;
  • Tracheite ed epistassi;
  • Reazioni cutanee allergiche.

Tuttavia, anche se gli eventi avversi nella maggior parte degli studi clinici sono stati segnalati come non gravi e transitori, sono necessari ulteriori studi per accertare la sicurezza di Pelargonium sidoides e delle relative formulazioni. I disturbi a livello gastrointestinale sono probabilmente riconducibili al contenuto in proantocianidine. Uno studio clinico del 2012 ha concluso che Pelargonium sidoides non induce fenomeni di epatotossicità. Il rischio per l’eccessiva assunzione di cumarine presenti nell’estratto è stato valutato molto basso; infatti, le cumarine di pelargonio non possiedono le caratteristiche strutturali necessarie per scatenare questo evento avverso. Sono stati comunque riportati alcuni casi di epatite in seguito all’assunzione della droga, la cui frequenza è considerata estremamente bassa.

Non ci sono informazioni rilevanti sulla sicurezza di pelargonio durante la gravidanza e l’allattamento; pertanto, la somministrazione di preparati a base di radici di Pelargonium sidoides non è raccomandata in questo gruppo di pazienti.

Conclusione

Pelargonium sidoides appartiene a quella ristretta categoria di prodotti naturali che beneficia dell’uso di un estratto standardizzato, caratteristica che permette di ridurre notevolmente le variabilità intrinseche del prodotto naturale e delle sue preparazioni, generando dati scientifici più solidi.

Sulla base dei numerosi studi clinici riportati in letteratura, esistono prove sperimentali e cliniche convincenti che suggeriscono che Pelargonium sidoides possa essere effettivamente efficace contro le infezioni del tratto respiratorio e sicuro sia per gli adulti che per i bambini. Certamente, sono necessari studi tossicologici più rigorosi, accompagnati da ulteriori indagini per chiarire i meccanismi d'azione e i principi biologici alla base della sua capacità terapeutica.



RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Articolo scientifico: A historical, scientific and commercial perspective on the medicinal use of Pelargonium sidoides (Geraniaceae).
Autori: Brendler T, van Wyk BE.
Anno: 2008
Link: https://doi.org/10.1016/j.jep.2008.07.037

Articolo scientifico: Medicinal properties and conservation of Pelargonium sidoides DC.
Autori: Moyo M, Van Staden J.
Anno: 2014
Link: https://doi.org/10.1016/j.jep.2014.01.009

Report: Assessment report on Pelargonium sidoides DC and/or Pelargonium reniforme Curt., radix.
Autori: EMA/HMPC/444251/2015 Committee on Herbal Medicinal Products (HMPC).
Anno: 2018
Link: https://www.ema.europa.eu/en/documents/herbal-report/final-assessment-report-pelargonium-sidoides-dc/pelargonium-reniforme-curt-radix-revision-1_en.pdf

Libro: Farmacognosia e fitoterapia: basi farmacologiche ed aspetti applicativi.
Autori: Mazzanti G, Dell’Agli M, Izzo A.
Editore: Piccin
Anno: 2020
 

Domande e risposte

Quali sono i meccanismi alla base dell’azione benefica del pelargonio? 

Il pelargonio ha dimostrato di possedere capacità antibatteriche, ma soprattutto immunomodulanti. Queste ultime sembrano essere alla base della sua efficacia a livello clinico, nel trattamento di diverse condizioni delle vie aeree. Tuttavia, i meccanismi d’azione o i principi responsabili dell’attività, non sono ancora chiariti.

Il pelargonio può essere utile in caso di Covid-19? 

Sebbene si possa pensare che il pelargonio possa giovare a un’ampia casistica di condizioni respiratorie, non c’è alcuna evidenza nei confronti del virus SARS-CoV-2. L’uso di pelargonio, come immunostimolante, deve essere attentamente valutato, specialmente considerando che questa infezione è in grado di scatenare una violenta risposta infiammatoria, la cosiddetta tempesta citochinica.

L’uso di pelargonio è sicuro nei bambini?

L’uso di EPs®7630 è generalmente considerato sicuro anche nei bambini. Durante gli studi clinici non sono stati riportati effetti avversi gravi, nella maggior parte dei casi sono stati segnalati sintomi gastrointestinali.

Pelargonium sidoides può essere usato per la gastrite indotta da Helicobacter pylori? 

Benché esistano delle evidenze in vitro di attività contro le capacità di crescita e adesione del batterio, non ci sono dati sull’uomo che confermino queste proprietà. Senza questi studi è possibile che le condizioni dell’ambiente gastrico influenzino le attività dell’estratto.

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In collaborazione con

Enrico Sangiovanni

Enrico Sangiovanni

Il Dott. Enrico Sangiovanni, lavora come Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Scienze del Farmaco, dell’Università degli Studi di Milano. Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze Farmacologiche presso l’Università degli Studi di Milano. Attualmente è docente del modulo di Biologia vegetale, per il corso di Laurea a ciclo unico in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, e dell'insegnamento di Fitoterapia per la cute, per il corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche dell’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani ed è autore e co-autore di testi scientifici e di testi divulgativi a contenuto scientifico e di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri.

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