Pantoprazolo: quando prenderlo? Posologia

Pantoprazolo: quando prenderlo? Posologia

Indice


Domande e risposte

Introduzione: che cos’è il Pantoprazolo?

Immagine che rappresenta una donna con dolore al ventre e tiene in mano delle compresseIl pantoprazolo appartiene alla classe dei farmaciinibitori della pompa protonica” (detti anche PPI) con una azione selettiva a livello dello stomaco riducendo l’acidità dell’ambiente gastrico, in seguito alla inibizione della produzione di acido cloridrico. Chimicamente è un derivato benzimidazolico che inibisce la secrezione di acido cloridrico nello stomaco tramite un blocco specifico delle pompe protoniche delle cellule parietali gastriche. 

Il pantoprazolo viene utilizzato per il trattamento delle malattie acido-correlate dello stomaco e dell’intestino ed ha diverse indicazioni terapeutiche negli adulti e negli adolescenti di 12 o più anni, tra cui:
  • Trattamento a lungo termine dell’esofagite da reflusso (infiammazione dell’esofago accompagnata da rigurgito di acido dallo stomaco) e prevenzione del suo ripresentarsi;
  • Ulcera gastrica e duodenale;
  • Sindrome di Zollinger-Ellison e altri disturbi ipersecretivi patologici;
  • Sintomi (es. pirosi, rigurgito acido, dolore nella deglutizione) associati alla malattia da reflusso gastroesofageo causata da reflusso di acido dallo stomaco.

Inoltre, il pantoprazolo può essere usato negli adulti per:
  • Prevenzione delle ulcere duodenali e dello stomaco causate da farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS, per esempio, ibuprofene) in pazienti a rischio che necessitano di un trattamento continuativo con FANS;
  • Trattamento dell’infezione causata dal battere Helicobacter pylori nei pazienti con ulcera duodenale e ulcera gastrica in combinazione con antibiotici (terapia di eradicazione). Lo scopo è di liberarsi dei batteri in modo da ridurre la possibilità che queste ulcere ritornino.

Il pantoprazolo può essere dispensato dopo presentazione di Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica.

Sono disponibili diverse forme farmaceutiche a diverso dosaggio.
  • Compresse gastroresistenti da 20 e 40 mg, fornite in blister o flaconi;
  • Polvere per soluzione iniettabile in flaconi da 40 mg.

Posologia: come agisce e come si usa?

Il pantoprazolo è un profarmaco (cioè un farmaco che quando viene somministrato è in una forma inattiva) e viene convertito nella sua forma attiva nell’ambiente acido delle cellule parietali ove va a inibire, in modo dose-dipendente, l’attività dell'enzima H+, K+-ATPasi, cioè il passaggio finale della produzione di acido cloridrico nello stomaco. Questa inibizione interessa la secrezione acida sia quella basale sia stimolata. Poiché pantoprazolo si lega all'enzima in una posizione distante rispetto al recettore cellulare, esso può inibire la secrezione di acido cloridrico indipendentemente dalla stimolazione da parte di altre sostanze (acetilcolina, istamina, gastrina).
Analogamente ad altri inibitori della pompa protonica e ad inibitori del recettore H2 dell’istamina, il trattamento con pantoprazolo riduce l'acidità nello stomaco e conseguentemente aumenta la gastrina in modo proporzionale alla riduzione dell'acidità. L'incremento di gastrina è reversibile
L'effetto è lo stesso dopo somministrazione del pantoprazolo sia per via orale sia endovenosa e, in genere, la sintomatologia si risolve entro 2 settimane.
Il pantoprazolo viene assorbito rapidamente e le concentrazioni plasmatiche massime si ottengono già dopo una singola dose orale da 20 o 40 mg.

Per la posologia (cioè le dosi e i tempi per l’assunzione del farmaco) seguire sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista


Modo di somministrazione

Compresse

Assumere le compresse intere con un po’ d’acqua 1 ora prima dei pasti senza masticarle o frantumarle. 
La dose raccomandata è per adulti e adolescenti di 12 anni ed oltre:
  • Per il trattamento dei sintomi associati alla malattia da reflusso gastroesofageo (es. pirosi, rigurgito acido, dolore nella deglutizione) la dose abituale è una compressa da 20 mg al giorno. Questa dose normalmente porta sollievo in 2-4 settimane, o al massimo dopo altre 4 settimane. Chiedere sempre consiglio al proprio medico che deciderà per quanto tempo continuare l’assunzione del medicinale. Dopo questo periodo, ogni ripresentarsi dei sintomi può essere controllato assumendo una compressa al giorno, al bisogno;
  • Per il trattamento a lungo termine e per la prevenzione del ripresentarsi dell’esofagite da reflusso la dose abituale è una compressa da 20 mg al giorno. Se la malattia si ripresenta, il medico può decidere di raddoppiare la dose o di utilizzare la compressa da 40 mg, una al giorno. Dopo la guarigione, si può ridurre la dose tornando ad una compressa da 20 mg al giorno come mantenimento (in ogni caso, chiedere sempre consiglio al proprio medico).


Adulti

  • Per la prevenzione delle ulcere duodenali e gastriche in pazienti che necessitano di un trattamento continuativo con FANS la dose abituale è una compressa al giorno.


Polvere per soluzioni iniettabile

La polvere deve essere ricostituita dal medico o da un operatore sanitario con soluzione fisiologica (cloruro di sodio 9 mg/mL) sterile e va somministrata come iniezione endovenosa giornaliera in un intervallo di tempo di 2 - 15 minuti. 
Il contenuto del flaconcino è esclusivamente per una singola somministrazione endovenosa. Tutto il prodotto che rimane nel contenitore o con aspetto alterato (es. se si osservano intorbidamento o precipitato) deve essere scartato.


Adulti

La dose raccomandata è:
  • Per ulcere gastriche, duodenali ed esofagite da reflusso, un flaconcino (40 mg di pantoprazolo) al giorno;
  • Per il trattamento a lungo termine della sindrome di Zollinger-Ellison e delle altre condizioni in cui viene prodotto troppo acido nello stomaco, due flaconcini (80 mg di pantoprazolo) al giorno.
In seguito, il dosaggio potrebbe essere aggiustato dal medico sulla base della quantità della secrezione acida gastrica. Se sono prescritti più di due flaconcini (80 mg) al giorno, le iniezioni vanno suddivise in due somministrazioni uguali. Il medico potrebbe temporaneamente prescrivere un dosaggio superiore a quattro flaconcini (160 mg) al giorno. In caso sia richiesto un rapido controllo dell’acidità gastrica, una dose iniziale di 160 mg (quattro flaconcini) sarà sufficiente a ridurre adeguatamente i livelli di acido nello stomaco.

Pazienti con problemi al fegato non devono assumere più 20 mg di pantoprazolo al giorno.

In caso di sovradosaggio consultare il medico o il farmacista. Non sono noti sintomi da sovradosaggio. Il pantoprazolo è molto legato alle proteine plasmatiche e quindi non è rapidamente dializzabile.
Se dimentica di prendere il pantoprazolo, non prendere una dose doppia per compensare la dimenticanza della dose ma assumere la normale dose successiva al momento previsto.
Non interrompere il trattamento con queste compresse senza prima aver consultato il medico o il farmacista.
 

Pantoprazolo: avvertenze e precauzioni

Non assumere pantoprazolo se si è allergici al pantoprazolo o ad altri inibitori della pompa protonica, o ad uno qualsiasi degli altri componenti della forma medicinale (eccipienti).
L’uso di pantoprazolo non è raccomandato nei bambini al di sotto dei 12 anni, dato che non ne è stata dimostrata l’efficacia in bambini al di sotto di questa età.

In caso di gravi problemi renali o gravi/moderati problemi epatici non assumere il pantoprazolo per l’eradicazione dell’Helicobacter pylori.
Nei pazienti anziani non è necessario alcun aggiustamento della dose.


Co-somministrazione con farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS)

L'impiego di pantoprazolo 20 mg nella prevenzione delle ulcere gastroduodenali indotte da FANS non selettivi deve essere limitato ai pazienti che richiedano un trattamento continuativo con FANS e che presentino un aumentato rischio di complicanze gastrointestinali. La valutazione dell’accresciuto rischio deve essere effettuata in base alla presenza di fattori di rischio individuali, es. l’età elevata (>65 anni), l’anamnesi positiva per ulcera gastrica o duodenale o per il sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore.
  • Informare il medico in caso di problemi epatici. Il medico disporrà un più frequente controllo dei suoi enzimi epatici, specialmente se si sta assumendo il pantoprazolo per una terapia a lungo termine. In caso di aumento degli enzimi epatici il trattamento deve essere sospeso;
  • Consultare il medico in caso di una reazione cutanea dopo il trattamento con un medicinale similare che riduce l'acidità gastrica;
  • Fare attenzione in caso di ridotte riserve corporee o fattori di rischio per ridotta vitamina B12. Come con tutti gli agenti che riducono l’acidità, pantoprazolo può portare ad un ridotto assorbimento della vitamina B12;
  • Non è raccomandata la co-somministrazione di inibitori della proteasi dell’HIV come atazanavir con gli inibitori della pompa protonica. Se la combinazione di atazanavir con un inibitore della pompa protonica è ritenuta inevitabile, si raccomanda uno stretto monitoraggio clinico (es. controllo della carica virale) in combinazione con un aumento della dose di atazanavir a 400 mg potenziato da 100 mg di ritonavir. Non si deve superare una dose di pantoprazolo di 20 mg al giorno;
  • Assumere un inibitore di pompa protonica come pantoprazolo, soprattutto per un periodo superiore ad un anno, può aumentare leggermente il rischio di fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale. Informare il medico in caso di osteoporosi o assunzione di corticosteroidi (che possono aumentare il rischio di osteoporosi);
  • In caso di assunzione di pantoprazolo da più di tre mesi è possibile che i livelli di magnesio nel sangue (ipomagnesiemia) possano diminuire. Bassi livelli di magnesio possono provocare fatica, contrazioni involontarie dei muscoli, disorientamento, convulsioni, vertigini, aumento della frequenza cardiaca. Informare immediatamente il medico se compare uno di questi sintomi. Bassi livelli di magnesio possono anche portare a una riduzione dei livelli di potassio o calcio nel sangue. Il medico può decidere di eseguire regolari analisi del sangue per monitorare i livelli di magnesio;
  • In caso di comparsa di un eritema cutaneo, soprattutto nelle zone esposte ai raggi solari, consultare il medico il prima possibile, poiché potrebbe essere necessario interrompere la terapia. Ricordarsi di riferire anche eventuali altri effetti indesiderati quali dolore alle articolazioni;
  • Consultare il medico se si deve sottoporsi ad uno specifico esame del sangue come la valutazione dei livelli della Cromogranina A;
  • Tutti gli inibitori della pompa protonica possono aumentare la conta dei batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale superiore. Il trattamento con pantoprazolo 20 mg può portare ad un leggero incremento del rischio di infezioni gastrointestinali causate da batteri quali Salmonella e Campylobacter e C. difficile;
  • Gli inibitori della pompa protonica sono associati a casi estremamente infrequenti di Lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS). In presenza di lesioni, soprattutto sulle parti cutanee esposte ai raggi solari, e se accompagnate da artralgia (dolori alle articolazioni e ai tessuti circostanti), il paziente deve rivolgersi immediatamente al medico e l’operatore sanitario deve valutare l’opportunità di interrompere il trattamento con pantoprazolo. La comparsa di LECS in seguito a trattamento con un inibitore della pompa protonica può accrescere il rischio di insorgenza di LECS con altri farmaci della stessa classe;
  • Alcune compresse possono contenere dei coloranti che possono provocare delle reazioni allergiche in pazienti particolarmente sensibili.

È importante informare immediatamente il medico prima o dopo aver assunto questo medicinale, se vengono notati qualcuno dei seguenti sintomi (potrebbero essere segno di un’altra malattia più grave):
  • Perdita di peso non intenzionale;
  • Vomito, particolarmente se ripetuto;
  • Presenza di sangue nel vomito; ciò può apparire come fondi di caffè scuro nel vomito;
  • Comparsa di sangue nelle feci che possono apparire scure o di color catrame;
  • Difficoltà a deglutire o dolore alla deglutizione;
  • Pallore e debolezza (anemia);
  • Dolore al petto;
  • Dolore allo stomaco;
  • Diarrea grave e/o persistente, poiché questo medicinale è stato associato ad un modesto aumento della diarrea infettiva.
Il medico potrebbe decidere di effettuare alcuni test per escludere la presenza di un’altra malattia in quanto pantoprazolo può alleviare i sintomi di alcune patologie (anche gravi) e quindi potrebbe causare un ritardo nella diagnosi. Se i sintomi persistono nonostante il trattamento, devono essere considerate ulteriori indagini.
Mantenere un regolare controllo da parte del medico curante se il pantoprazolo viene assunto per un trattamento a lungo termine (superiore ad 1 anno) e riferire la comparsa di ogni sintomo e circostanza nuova o eccezionale.

Il pantoprazolo non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e usare macchinari. In caso di effetti indesiderati quali capogiro o disturbi della vista, non guidare o usare macchinari.

 
Immagine che rappresenta un infermiere con una guida di sangue da un donatore femmina
 

Interazioni ed effetti indesiderati del Pantoprazolo

Il pantoprazolo, come molti altri farmaci di uso comune, potrebbe interagire con altri farmaci eventualmente assunti in concomitanza.

È importante informare il proprio medico o il farmacista se si sta assumendo, si ha recentemente assunto o si potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, inclusi i medicinali senza prescrizione medica. Il medico potrebbe anche decidere di modificare il dosaggio o la terapia in atto. Seguire sempre con attenzione il suo consiglio.

In particolare, il pantoprazolo potrebbe influenzare l’efficacia di farmaci come:
  • Ketoconazolo, itraconazolo e posaconazolo (utilizzati per trattare infezioni fungine) o erlotinib (utilizzato per alcuni tipi di cancro) poiché il pantoprazolo può impedire a questi e ad altri medicinali di agire correttamente;
  • Warfarin e fenprocumone, che influenzano l’addensamento, o la fluidità del sangue. Potrebbe essere necessario sottoporsi ad ulteriori controlli;
  • Medicinali usati per trattare l’infezione da HIV, come atazanavir;
  • Metotrexato (usato per trattare artrite reumatoide, psoriasi e cancro). In caso di contemporanea assunzione di metotrexato, il medico può temporaneamente sospendere il trattamento con pantoprazolo perché questo può aumentare i livelli di metotrexato nel sangue.

Il pantoprazolo è ampiamente metabolizzato nel fegato dal sistema enzimatico del citocromo P450. La principale via di metabolizzazione è la demetilazione da parte del CYP2C19 e altre vie metaboliche includono l’ossidazione mediante il CYP3A4.
  • Inibitori del CYP2C19 quali la fluvoxamina (usata per trattare la depressione e altre malattie psichiatriche) possono aumentare l’esposizione sistemica al pantoprazolo, nel caso potrebbe essere necessario ridurre la dose di pantoprazolo in particolare nei pazienti in trattamento a lungo termine con alte dosi di pantoprazolo o per quelli con compromissione epatica;
  • Gli induttori enzimatici del CYP2C19 e CYP3A4 quali la rifampicina (usata per trattare le infezioni) e l’erba di San Giovanni (Hypericum perforatum, usata per trattare la depressione lieve) possono ridurre la concentrazione plasmatica degli PPI che sono metabolizzati con questi sistemi enzimatici.
Studi di interazione con medicinali anch’essi metabolizzati attraverso questi sistemi enzimatici, come carbamazepina, diazepam, glibenclamide, nifedipina, o un contraccettivo orale contenente levonorgestrel ed etinilestradiolo, non hanno rivelato interazioni clinicamente significative.
Il pantoprazolo non influenza il metabolismo di sostanze attive metabolizzate dal CYP1A2 (come caffeina, teofillina), CYP2C9 (come piroxicam, diclofenac, naprossene), CYP2D6 (come metoprololo), CYP2E1 (come etanolo) e non interferisce con l’assorbimento della digossina mediato dalle p-glicoproteine.
Non sono state evidenziate interazioni clinicamente significative durante la somministrazione concomitante di pantoprazolo con diversi antibiotici (claritromicina, metronidazolo, amoxicillina). 

Come tutti i medicinali, anche il pantoprazolo può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.
In caso di comparsa di uno dei seguenti effetti indesiderati, consultare il medico immediatamente, o contattare il pronto soccorso dell’ospedale più vicino:
  • Reazioni allergiche gravi (frequenza rara: può interessare fino a 1 persona su 1000): gonfiore della lingua e/o della gola, difficoltà nella deglutizione, orticaria, difficoltà nella respirazione, gonfiore allergico al volto (edema di Quincke / angioedema), grave capogiro con battito cardiaco molto veloce e forte sudorazione;
  • Patologie gravi della cute (frequenza non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili): comparsa di vesciche cutanee e deperimento rapido delle sue condizioni generali, erosione (inclusa lieve emorragia) di occhi, naso, bocca/labbra o genitali (sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Lyell, Eritema multiforme), e sensibilità alla luce;
  • Altre patologie gravi (frequenza non nota: la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili): ingiallimento della pelle o della parte bianca degli occhi (grave danno alle cellule del fegato, ittero) o febbre, eruzione cutanea, e ingrossamento dei reni talvolta con dolore ad urinare, e dolore alla parte bassa della schiena (grave infiammazione dei reni), che può portare a una possibile insufficienza renale.
Altri effetti indesiderati descritti: 
  • Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10) polipi benigni nello stomaco;
  • Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100) mal di testa; capogiro; diarrea; senso di nausea, vomito; gonfiore e flatulenza (espulsione di aria dall’intestino); stipsi; bocca secca; dolore addominale e sensazione di malessere; eruzione cutanea, esantema, eruzione; prurito; sensazione di debolezza, stanchezza o malessere generale; disturbi del sonno; fratture dell’anca, del polso o della colonna vertebrale; in alcuni casi è stato segnalato un aumento degli enzimi epatici (dopo analisi del sangue);
  • Raro (può interessare fino a 1 persona su 1.000) alterazione o completa mancanza del senso del gusto; disturbi della vista come visione offuscata; orticaria; dolore alle articolazioni; dolori muscolari; variazioni di peso; aumento della temperatura corporea; febbre alta; gonfiore delle estremità (edema periferico); reazioni allergiche; depressione, aumento del volume della mammella negli uomini. Dopo analisi del sangue sono stati segnalati aumento della bilirubina; aumento dei livelli dei grassi nel sangue; drastica diminuzione dei granulociti circolanti, associata a febbre alta;
  • Molto Raro (può interessare fino a 1 persona su 10.000) disorientamento. Dopo analisi del sangue sono stati segnalati riduzione del numero delle piastrine, che può causare sanguinamento o ecchimosi più del normale; una riduzione del numero dei globuli bianchi, che può portare a infezioni più frequenti; coesistente riduzione anomala del numero dei globuli rossi e bianchi, così come delle piastrine.


Segnalazione delle reazioni avverse sospette

Se si manifestano un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo articolo, rivolgersi al proprio medico, al farmacista o al pronto soccorso.
 
La segnalazione delle reazioni avverse sospette, che si verificano dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco, è importante in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio dello stesso. Agli operatori sanitari e ai pazienti è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

Gravidanza e allattamento

Non vi sono dati adeguati riguardanti l’uso del pantoprazolo in donne in gravidanza. Alcuni dati segnalano la sua presenza nel latte materno umano.
Se è in corso una gravidanza, se si sospetta o se si sta pianificando una gravidanza, o se si sta allattando con latte materno, chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di assumere questo medicinale.
Utilizzare questo medicinale solo se il medico considera il beneficio maggiore del rischio potenziale per il feto o il bambino.
 
Immagine che rappresenta una donna che prende farmaci in gravidanza
 

Note sul Pantoprazolo (modalità di conservazione, validità)

Tenere il farmaco lontano dalla vista e della portata dei bambini.
Le compresse hanno una validità di 3 anni se in flaconi, e di 4 anni in blister. Non richiedono alcuna condizione particolare di conservazione. Non utilizzare il medicinale oltre la data di scadenza indicata sulla confezione. Non utilizzare le compresse dopo che sono passati 120 giorni dall’apertura del flacone.
La polvere per soluzione iniettabile ha una validità di 2 anni e va conservata, anche dopo ricostituzione, ad una temperatura inferiore ai 25°C e al riparo dalla luce. Usare la soluzione ricostituita immediatamente o comunque entro 12 ore.
Non gettare alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non più utilizzati.

Domande e risposte

Cos’è il pantoprazolo?

Il pantoprazolo è un composto che inibisce la secrezione di acido cloridrico nello stomaco tramite un blocco specifico delle pompe protoniche delle cellule parietali gastriche. Appartiene alla classe dei farmaci “inibitori della pompa protonica” ed ha una azione selettiva a livello dello stomaco riducendo l’acidità dell’ambiente gastrico, e viene utilizzato per il trattamento delle malattie acido-correlate dello stomaco e dell’intestino.

Come viene eliminato il pantoprazolo?

Il pantoprazolo viene metabolizzato nel fegato dal citocromo CYP2C19 e in minor misura dal CYP3A4, e viene poi eliminato principalmente per via renale e in minor parte per via fecale.

Tutti i pazienti rispondo allo stesso modo al trattamento con pantoprazolo?

Una piccola percentuale della popolazione europea (circa il 3%) ha un difetto a livello dell’enzima CYP2C19 e questi individui vengono indicati come “metabolizzatori lenti”. In questi soggetti il pantoprazolo viene probabilmente metabolizzato principalmente dal CYP3A4 e quindi i livelli ematici di pantoprazolo possono risultare aumentati.

In pazienti con problemi epatici o renali è necessario modificare il dosaggio del pantoprazolo?

Nei pazienti con cirrosi epatica l’emivita del pantoprazolo aumenta di 3-6 volte, ma la massima concentrazione plasmatica aumenta solo di poco. In ogni caso, nei pazienti con problemi epatici è consigliabile non superare la dose di 20 mg al giorno.
L’eliminazione del pantoprazolo è relativamente rapida, per questo non è necessario ridurre il dosaggio in pazienti con ridotta funzionalità renale. 

Quanto tempo ci vuole perché il pantoprazolo faccia il suo effetto?

In genere, il trattamento con pantoprazolo porta sollievo al paziente nell’arco di 2-4 settimane.

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

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In collaborazione con

Stefano Bellosta

Stefano Bellosta

Il Prof. Stefano Bellosta, è un Professore Associato di Farmacologia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Scienze del Farmaco, dell’Università degli Studi di Milano. È specializzato in Farmacologia Sperimentale, Dottore di Ricerca in Medicina Sperimentale: Aterosclerosi presso l’Università degli Studi di Siena ed ha conseguito un Master in Farmacia e Farmacologia Oncologica.

È docente dei moduli di Farmacologia clinica, Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia e di Farmacotossicologia dei farmaci biotecnologici per il corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, e tiene lezioni alla Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera e al Master di Farmacia e Farmacologia Oncologica dell’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie cardiovascolari e neurodegenerative, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

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