Mastice di Chios (Pistacia lentiscus L.): come si usa e proprietà

Mastice di Chios (Pistacia lentiscus L.): come si usa e proprietà

Indice


Domande e risposte

Descrizione della pianta di Mastice di Chios: habitat e cenni di botanica 

Il lentisco (Pistacia lentiscus L.), appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae, è una pianta dioica sempreverde di tipo arbustivo, oppure a portamento arboreo, che può raggiungere un’altezza di 3-4 metri. La corteccia, di colore grigio-bruna, è squamosa, a volte sottile e liscia; le foglie sono di colore verde scuro, sono alterne, paripennate, composte da 6-8 foglioline ovali, piuttosto coriacee, glabre e a margine intero. Essendo una specie dioica, i fiori femminili e maschili sono separati su piante differenti; sono piccoli, di colore rosso, profumati e raggruppati in infiorescenze a pannocchia. I frutti sono piccole drupe globose di colore rosso, che tende al nero a maturazione, contenenti un solo seme.

Sebbene Pistacia lentiscus L. sia ampiamente diffusa nel bacino del Mediterraneo e nelle aree che lo circondano, solamente una specifica varietà definita Chia, diffusa e coltivata esclusivamente nella parte meridionale dell’isola greca di Chios, dove il terreno calcareo offre le condizioni ideali per la crescita della pianta che, in seguito alle incisioni praticate nella corteccia del tronco e dei rami più grandi produce una resina aromatica dal gusto particolare chiamata “mastice” o “mastica” (in greco μαστίχα = mastiha) nota e utilizzata da secoli per le sue proprietà curative. Gli studi su questa resina aromatica riportano appunto il nome Pistacia lentiscus L. var. Chia, anche se da molti anni nella comunità scientifica si discute sull'esatto nome botanico e sull'origine degli alberi in grado di produrla. Attualmente, sia nella monografia della Farmacopea Europea sia in quella dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) relative alla resina di lentisco (mastic), la pianta indicata per la sua produzione è Pistacia lentiscus L.

Il lentisco ha una crescita lenta e il suo ciclo vitale può superare anche i 100 anni, la produzione di resina comincia dopo il sesto anno e intorno ai 15 anni raggiunge il massimo della resa, diminuendo in modo significativo dopo circa 70 anni. Un albero produce mediamente in un anno circa 150-180 grammi di resina, ma può raggiungere anche quantità superiori ai 500 grammi; gli esemplari maschili sono quelli maggiormente coltivati, dato che producono una resina di migliore qualità.

A causa del valore economico della resina, in passato sono stati fatti diversi tentativi per trasferire la coltivazione di questa varietà di lentisco in altre aree adiacenti all’isola di Chios; tuttavia, la produzione della resina è sempre stata estremamente scarsa o inesistente. In quest'ottica, dal 1997, il mastice di Chios è stato identificato come prodotto a Denominazione di Origine Protetta (DOP) dall'Unione Europea e nel 2014 le conoscenze relative alla coltivazione del lentisco sull'isola di Chios e alla produzione della sua resina sono state iscritte dall'UNESCO nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

L’unico ente che a oggi detiene i diritti esclusivi per la commercializzazione della resina in Grecia e all’estero è Mediterra S.A., una società costituita nel 2002 nel quadro della ristrutturazione dell’Unione dei Produttori del Mastice di Chios, che fu istituita nel secolo scorso dopo la liberazione dell’isola dall’Impero Ottomano e alla quale fanno capo le cooperative di contadini che coltivano il lentisco e producono la resina.

 
Immagine che rappresenta l'albero della mastice di chios

Costituenti della droga

Il mastice di Chios è costituito dall’essudato resinoso essiccato ottenuto dall’incisione dei tronchi e dei rami di Pistacia lentiscus L. Si presenta sotto forma di frammenti vitrei duri di colore da giallo chiaro a giallo verdastro, non uniformi, sferici o piriformi, chiari o opachi.

La sua composizione chimica è estremamente complessa e finora sono stati identificati oltre 120 diversi componenti.
I triterpeni, principalmente tetraciclici e pentaciclici (derivati del 12-oleanene, 18-oleanene, 28-nor-17-oleanene, 7-tirucallene), sono il principale gruppo di composti che costituisce circa il 65-70% del peso totale della resina e a essi sono ricondotte molte delle sue proprietà biologiche.
La frazione di composti volatili (i principali sono α-pinene, mircene, β-pinene) costituisce l’olio essenziale, che è presente nella mastica in percentuale variabile (1-3%).

Sono presenti anche altri composti appartenenti a varie classi chimiche, ma in percentuale molto bassa (circa 5% del peso secco); in particolare sono stati identificati diversi composti fenolici, tra i quali tirosolo e acidi fenolici semplici come gli acidi vanillico, gallico e trans-cinnamico.
Infine, è stato identificato il trans-1,4-poli-β-mircene, un polimero naturale che rappresenta circa il 25% del peso secco e contribuisce a formare la struttura della resina che tiene insieme tutti gli altri componenti.

 
Immagine che rappresenta delle parti della Mastice di Chios

Impieghi fitoterapici

La storia del lentisco e della sua resina è legata indissolubilmente a quella dell'isola di Chios, essendo da millenni una delle risorse più preziose dell'isola. Il mastice di Chios è sempre stato un rimedio molto stimato da medici e terapeuti per le sue proprietà curative, con menzioni sul suo utilizzo che figurano tra i testi di Erodoto, Dioscoride, Galeno, Plinio e altre opere di autori bizantini, arabi ed europei. Questa resina era già nota nell’antico Egitto ed era uno degli ingredienti principali utilizzati per l’imbalsamazione, come testimoniato dall’analisi di una mummia risalente al VII secolo a.C., mentre i Romani la utilizzavano per aromatizzare il vino. Durante l'età bizantina e medievale, il mastice di Chios ha sempre occupato un posto speciale nella medicina popolare, in particolare come rimedio per gastralgie, ulcere peptiche e per l’igiene orale, e in seguito è entrato a far parte di diverse farmacopee ufficiali in Europa e in Asia.

L'interesse della comunità scientifica per il mastice di Chios si è acceso negli anni '80 del secolo scorso con la pubblicazione di alcuni studi che riportavano le sue proprietà benefiche nei confronti delle infiammazioni gastrointestinali, un’azione che sembra svolgersi attraverso l'inibizione della produzione di sostanze pro-infiammatorie.

Sulla base dell’uso tradizionale e su parere positivo del Comitato per i Prodotti Medicinali Vegetali (HMPC), che le ha dedicato una monografia, nel 2015 l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha riconosciuto la resina di lentisco (mastic) come medicinale vegetale di uso tradizionale attribuendole due indicazioni specifiche:
  1. Dispepsia funzionale;
  2. Trattamento sintomatico di infiammazioni leggere della pelle e come supporto nella guarigione di ferite cutanee minori


Azione antinfiammatoria

Un primo studio clinico randomizzato e controllato con placebo ha valutato gli effetti della somministrazione orale di resina di lentisco di varietà non definita (1 g/die per 14 giorni) in pazienti con ulcera duodenale. I risultati del trattamento hanno indicato un possibile effetto di sollievo dai sintomi delle ulcere duodenali nel gruppo che assumeva la resina.

Un successivo studio clinico in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo, ha mostrato che nei soggetti affetti da dispepsia funzionale l’assunzione di 350 mg di mastice 3 volte al giorno ha migliorato significativamente i sintomi correlati al disturbo, come il mal di stomaco e il bruciore.
L’efficacia dell’attività antinfiammatoria del mastice di Chios è stata valutata anche in alcuni studi su pazienti affetti da malattie croniche infiammatorie intestinali (Inflammatory Bowel Disease - IBD), che comprendono la malattia di Crohn e la colite ulcerosa. In due piccoli studi clinici controllati, nei pazienti con malattia di Crohn lieve o moderatamente attiva che hanno assunto 2,2 g di mastice di Chios al giorno per 4 settimane è stato osservato un miglioramento significativo di diversi parametri infiammatori, quali i livelli plasmatici di interleuchina-6 e di TNF-α, suggerendo anche una possibile attività di regolazione del sistema immunitario.
Sulla base dei risultati di questi studi pilota, sono stati progettati ed eseguiti successivamente altri studi clinici randomizzati e controllati con placebo, con campioni di pazienti più ampi, per indagare ulteriormente l'impatto della mastica sull’IBD.

In un primo studio, nei pazienti trattati con mastice di Chios (2,8 g/die) per 3 mesi in aggiunta alla terapia farmacologica standard, è stata riscontrata una significativa diminuzione del lisozima fecale rispetto al gruppo placebo, un biomarcatore che indica l’entità dello stato infiammatorio. Oltre a questo parametro, negli stessi pazienti è stato osservato un miglioramento significativo dei punteggi del questionario sulla malattia infiammatoria intestinale, che riflette un effetto benefico sulla qualità della vita dei pazienti.

Lo stesso protocollo di trattamento è stato applicato per 6 mesi a pazienti con IBD inattiva. A differenza del gruppo controllo, nei pazienti che assumevano mastice non è stato riscontrato alcun aumento dei livelli di interleuchina-6 e dei biomarcatori fecali calprotectina e lattoferrina, le cui concentrazioni aumentano tipicamente in caso di infiammazione della mucosa gastrointestinale. I dati emersi da un recentissimo studio clinico forniscono un ulteriore supporto all’azione benefica del mastice di Chios: è stato infatti osservato che utilizzando lo stesso protocollo di trattamento, la resina agisce sulla regolazione della funzione e della differenziazione delle cellule T helper 17, con un conseguente aumento dei livelli sierici di interleuchina-17A, una citochina a cui è attribuito un ruolo protettivo rispetto allo sviluppo e alla ricaduta dell’IBD.


Azione antibatterica

Diversi studi preclinici hanno evidenziato una buona attività antibatterica del mastice di Chios nei confronti di batteri Gram+ e Gram-, tra cui:
  • Staphylococcus aureus;
  • Lactobacillus plantarum;
  • Pseudomonas fragi;
  • Salmonella enteritidis;
  • E diversi microrganismi patogeni e funghi, aspetto particolarmente utile anche nel campo alimentare, per la prevenzione della proliferazione batterica negli alimenti e prolungarne la conservazione.
In particolare, è stata studiata ampiamente l’azione nei confronti di Helicobacter pylori, che è stata confermata, seppure in maniera non significativa, da studi sull’uomo.
In uno studio clinico randomizzato effettuato su pazienti con infezione da H. pylori, l’attività antibatterica del mastice è stata valutata sia come singola dose sia in combinazione con pantoprazolo. L’eradicazione di H. pylori è stata osservata nei gruppi che assumevano il mastice di Chios nelle dosi di 350 mg/3 volte al giorno o 1,05 g/3 volte al giorno (rispettivamente 4 pazienti su 13 e 5 su 13) mentre non c’è stata eradicazione nel gruppo che assumeva la combinazione di mastice con pantoprazolo. Questo risultato è attribuito all'ipotesi che molti composti del mastice richiedano un ambiente acido nello stomaco per essere attivi ed efficaci contro H. pylori, una condizione che viene modificata dagli inibitori della pompa protonica come il pantoprazolo, i quali aumentano l'alcalinità gastrica. In un ulteriore studio, la somministrazione per 14 giorni di 1 g di mastice di Chios per 4 volte al giorno non ha portato all’eradicazione di H. pylori, dato che i pazienti trattati sono rimasti positivi al batterio.
Nonostante i risultati ottenuti non siano comparabili con quelli della terapia tradizionale, va evidenziato che il trattamento con il mastice di Chios è stato tollerato meglio da tutti i pazienti rispetto alla terapia farmacologica e che potrebbe quindi essere preso in considerazione in tutti i casi di intolleranza nei confronti di quest’ultima o in caso di resistenza. 

Diversi studi hanno anche dimostrato che il mastice di Chios può contribuire all'igiene orale prevenendo o riducendo la crescita di alcuni agenti patogeni che causano carie e deterioramento dentale. Infatti, esso ha dimostrato la sua efficacia contro una grande varietà di microrganismi orali e in particolare contro i batteri anaerobici Gram-, pertanto è possibile un suo potenziale utilizzo per la prevenzione della parodontite e di altri problemi orali.


Azione antiossidante e di protezione cardiovascolare

Immagine che rappresenta un dottore che fa una visita al cuore di una pazienteIl potenziale antiossidante del mastice di Chios è stato oggetto di diversi studi, nei quali è emerso che questa azione avviene grazie a diversi meccanismi, tra cui l’inibizione di alcune vie di segnalazione cellulare che permettono un aumento dei livelli intracellulari di glutatione. È stata anche dimostrata l’efficacia nella prevenzione dell’ossidazione delle LDL, azione attribuita principalmente alla componente triterpenica.
In modelli sperimentali animali, il trattamento con la resina di lentisco ha esibito proprietà anti-ischemiche, portando a una riduzione delle dimensioni dell'infarto miocardico. Tuttavia, le prove cliniche sugli effetti antiaterogeni o cardioprotettivi sono ancora limitate.
Uno studio recente ha indagato gli effetti del mastice di Chios sui marcatori lipidici nel sangue e sull'insulino-resistenza in uomini sani, ed è stato evidenziato che l’assunzione di mastice in polvere (5 g/die per 6 mesi) ha ridotto le concentrazioni sieriche di trigliceridi e insulina.

Una notevole riduzione dei livelli di lipidi ematici è stata osservata in un altro studio in cui due gruppi di soggetti hanno ricevuto rispettivamente un trattamento con mastice ad alto dosaggio (5 g/die), oppure a basso dosaggio. Il primo gruppo ha assunto giornalmente 5 g di polvere disciolti in acqua, mentre il secondo a basso dosaggio, partendo dal medesimo preparato, ha ingerito solamente la componente acquosa (arricchita delle sostanze in essa disciolte). Nei soggetti trattati per 18 mesi con mastice ad alto dosaggio è stata riscontrata una significativa diminuzione dei livelli sierici di colesterolo totale, LDL e del rapporto colesterolo totale/HDL, lipoproteina A, apolipoproteina A-1 e apolipoproteina B. Inoltre, nello stesso gruppo, è stata osservata una diminuzione dei valori degli enzimi epatici, risultato in linea con l’effetto epatoprotettivo riscontrato in studi su modelli animali. Il gruppo a basso dosaggio dopo 12 mesi ha rilevato solo un abbassamento del glucosio sierico.

Gli effetti benefici dell’assunzione di 2,8 g/die di mastice di Chios sull'emodinamica della pressione arteriosa periferica, che si esprimono attraverso alcune specifiche vie metaboliche, sono stati dimostrati in uno studio crossover randomizzato in doppio cieco su pazienti ipertesi.


Azione antitumorale

I dati che riguardano l'attività antitumorale del mastice di Chios derivano da diversi studi sperimentali in vitro e sugli animali, con risultati abbastanza promettenti. Sono emersi diversi meccanismi d’azione attraverso i quali si svolge questa attività, come la capacità di inibire la proliferazione cellulare intervenendo sui processi intrinseci ed estrinseci dell’apoptosi o l’attenuazione dell'espressione e della funzione del recettore degli androgeni, che ha un ruolo centrale nello sviluppo e nella progressione del cancro alla prostata. Sono risultati preliminari interessanti, che devono essere approfonditi da ulteriori studi sull’uomo.


Utilizzo del mastice di Chios in dermatologia

Il mastice di Chios, grazie alle sue proprietà antimicrobiche e adesive, è utilizzato da lungo tempo in campo dermatologico, nella preparazione di creme contro le irritazioni della pelle e anche in campo chirurgico e, come già riportato, è stato riconosciuto dall’EMA come medicinale vegetale tradizionale per il trattamento sintomatico di infiammazioni leggere della pelle e come supporto nella guarigione di ferite cutanee minori.

Uno studio su soggetti sottoposti a interventi di chirurgia plastica ha rilevato che l’utilizzo topico del mastice di Chios mostrava una minore incidenza di complicanze postoperatorie, di dermatiti e depigmentazioni della pelle. Uno studio successivo ha evidenziato l’attività antinfiammatoria dell’olio essenziale ottenuto dalla resina di lentisco nel caso di irritazione della pelle dovuta a epilazione e peeling. L’utilizzo di lozioni contenenti questo olio essenziale, infatti, ha ridotto notevolmente il tempo necessario per la scomparsa dell’irritazione rispetto alle preparazioni contenenti placebo.

Preparazioni e dosi

Per uso interno le dosi indicate nella monografia dell’EMA sono di 1-2 g al giorno di mastice di Chios per gli adulti, mentre non è raccomandato l’uso nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni; per uso esterno la stessa monografia indica l’utilizzo di preparati semisolidi contenenti il 9-11% della resina di lentisco in polvere, da applicare in uno strato sottile sulla zona interessata fino a 3 volte al giorno; anche in questo caso non è raccomandato l’utilizzo nei bambini di età inferiore ai 12 anni. In commercio si trovano integratori in compresse a base di mastice di Chios oppure la polvere, come pure altri prodotti come le gomme da masticare, cosmetici e alimenti aromatizzati. Sono disponibili anche prodotti liquidi a base di mastice di Chios, da assumere in gocce secondo la posologia consigliata dal produttore, ottenuti con una tecnica estrattiva che utilizza enzimi; ma per questi prodotti non è stato riscontrato un adeguato supporto bibliografico scientifico al loro utilizzo.

Effetti collaterali e interazioni con i farmaci

Il consumo di mastice di Chios è generalmente considerato sicuro, anche se la sicurezza a lungo termine non è stata sufficientemente studiata e, secondo quanto riportato dalla monografia dell’EMA, non sono disponibili dati di tossicità a seguito di una singola assunzione. Al di là di alcuni casi di dermatite allergica da contatto a seguito dell'uso postoperatorio di cerotti contenenti mastice, non ci sono quasi segnalazioni di effetti collaterali gravi. Anche alte dosi di mastice, fino a 5 g al giorno per 6 mesi, sono state ben tollerate negli studi clinici e non sono stati registrati effetti avversi. Come già riportato, per mancanza di dati sufficienti, l’EMA sconsiglia l’uso di mastice di Chios nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni, come anche in gravidanza e in allattamento.

Mastice di Chios: conclusione

Nel contesto della crescente ricerca di prodotti naturali che possono essere utili alla salute umana, la resina aromatica che si ottiene da Pistacia lentiscus L., chiamata mastice di Chios, presenta delle ottime potenzialità. I dati esistenti suggeriscono che questa sostanza possiede diverse proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antibatteriche che potrebbero risultare utili nel trattamento di molti disturbi. Vista anche la tendenza sempre più spiccata alla resistenza antibiotica, proprio l’efficacia antibatterica del mastice di Chios, osservata nei confronti di varie specie batteriche e in particolare Helicobacter pylori, potrebbe supportare la sua introduzione come terapia aggiuntiva nella gestione di varie malattie infettive, comprese quelle del cavo orale. Altra potenziale attività osservata è quella ipolipidemizzante, la quale andrebbe approfondita con la conduzione di studi clinici mirati a esaminare il possibile valore nella gestione dei disturbi cardiovascolari.

Da sottolineare che, fino a oggi, non sono stati segnalati effetti avversi significativi associati al consumo di mastice di Chios.

Nel complesso, questa sostanza dalla storia millenaria raccoglie molte attività benefiche che potrebbero giustificare il suo uso terapeutico per un ampio ventaglio di malattie umane. La maggior parte dei dati di ricerca, tuttavia, derivano da studi condotti in vitro o su modelli sperimentali animali, mentre il numero di studi sull'uomo per il momento è ancora limitato. Come per tanti altri prodotti naturali, quindi, c’è la necessità di svolgere ulteriori ricerche cliniche al fine di valutare il potenziale terapeutico del mastice di Chios in diversi disturbi e di svelare il suo complesso meccanismo d'azione.
 
 
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Articolo scientifico: Overview of Chios Mastic Gum (Pistacia lentiscus) Effects on Human Health.
Autori: Soulaidopoulos S, Tsiogka A, Chrysohoou C, Lazarou E, Aznaouridis K, Doundoulakis I, Tyrovola D, Tousoulis D, Tsioufis K, Vlachopoulos C, Lazaros G.
Rivista: Nutrients
Anno: 2022
Link: https://doi.org/10.3390/nu14030590

Articolo scientifico: Traditional uses, phytochemistry and pharmacology of Chios mastic gum (Pistacia lentiscus var. Chia, Anacardiaceae): A review.
Autori: Vasiliki K. Pachi, Eleni V. Mikropoulou, Petros Gkiouvetidis, Konstantinos Siafakas, Aikaterini Argyropoulou, Apostolis Angelis, Sofia Mitakou, Maria Halabalaki.
Rivista: Journal of Ethnopharmacology
Anno: 2021
Link: https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0378874119331174?via%3Dihub

Libro: Pistacia lentiscus L. (Anacardiaceae). In: Handbook of 200 Medicinal Plants.
Autore: Akbar S.
Editore: Springer
Anno: 2020

Domande e risposte

Quali sono i maggiori benefici del mastice di Chios?

L’impiego tradizionale del mastice di Chios in caso di disturbi gastrici e intestinali è stato validato dalla moderna ricerca scientifica; il suo uso per contrastare la dispepsia gastrica è indicato nella monografia dell’EMA. L’applicazione di creme o cerotti contenenti mastica di Chios favorisce la guarigione di piccole ferite o infiammazioni della pelle.

Il mastice di Chios ha azione antibatterica?

Numerosi studi hanno evidenziato l’attività antibatterica del mastice di Chios nei confronti di diversi batteri Gram+ e Gram-, tra i quali Helicobacter pylori, verso cui ha dimostrato una certa efficacia anche in alcuni studi clinici e l’utilizzo di mastice potrebbe prospettarsi come una possibile terapia alternativa o di supporto a quella farmacologica.

Il mastice di Chios è utile in caso di disturbi del cavo orale?

Per la sua azione antibatterica la mastica di Chios entra nella formulazione di dentifrici e colluttori, come pure di gomme da masticare, utili per una corretta igiene orale.

Quando è sconsigliato l’uso del mastice di Chios?

Per uso interno il mastice di Chios è sconsigliato in bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni, per uso esterno nei bambini di età inferiore ai 12 anni. L’uso è sempre sconsigliato in gravidanza e allattamento.

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In collaborazione con

Marco Angarano

Marco Angarano

Marco Angarano è laureato in Scienze e Tecnologie Erboristiche presso l’Università degli Studi di Milano e ha conseguito il diploma professionale di Fitopreparatore. Giornalista pubblicista, ha collaborato con la rivista di informazione sulle piante officinali Erboristeria domani e successivamente col ruolo di coordinatore scientifico con Natural 1, rivista mensile di informazione tecnico-scientifica dedicata a fitoterapia, fitocosmesi e nutrizione. Attualmente collabora con il Laboratorio di Farmacognosia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari - Università degli Studi di Milano nell’ambito dello studio e della divulgazione scientifica dell’attività biologica dei prodotti di origine naturale.

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