Ciprofloxacina: cos'è, antibiotico e posologia

Ciprofloxacina: cos'è, antibiotico e posologia

Indice


Domande e risposte
 

Introduzione: che cos’è la Ciprofloxacina?

Immagine che rappresenta un farmacista con in mano un farmacoLa ciprofloxacina è un antibiotico appartenente alla classe dei fluorochinoloni. Ha una azione battericida concentrazione-dipendente e quindi è in grado di uccidere i batteri. Esplica la sua azione, come gli altri chinoloni, inibendo la replicazione dei batteri andando ad interferire con la sintesi del DNA batterico. 
La ciprofloxacina è indicata per il trattamento di diversi tipi di infezioni


Adulti

La ciprofloxacina viene prescritta per trattare le seguenti infezioni batteriche:


Bambini e adolescenti

Ciprofloxacina Sandoz viene prescritta ai bambini e agli adolescenti, sotto controllo specialistico, per trattare le seguenti infezioni batteriche:
  • Infezioni polmonari e bronchiali in bambini e adolescenti che soffrono di fibrosi cistica;
  • Pielonefrite (infezioni urinarie complicate, comprese le infezioni che hanno raggiunto i reni).
Il medico potrebbe anche decidere di utilizzare la ciprofloxacina per il trattamento di altre infezioni gravi nei bambini e negli adolescenti.
La ciprofloxacina può essere utilizzata in pazienti dopo inalazione di antrace. Questo uso è basato sulla sensibilità evidenziata in esperimenti su cellule e in animali da laboratorio, con pochi studi sull’uomo. Il medico curante, in caso di utilizzo deve fare riferimento alle linee guida nazionali e/o internazionali.
La ciprofloxacina viene dispensata dopo presentazione di ricetta medica ripetibile.
Esistono diverse specialità equivalenti (generiche).
La ciprofloxacina è disponibile in diversi dosaggi e forma farmaceutiche:
  • Ciprofloxacina 250mg, 500mg, 750mg compresse rivestite con film;
  • Ciprofloxacina 200mg/100mL, 400mg/200mL soluzione per infusione;
  • Ciprofloxacina 3mg/mL collirio in monodosi;
  • Ciclofloxacina 3mg/mL gocce auricolari, sospensione.

Posologia: come agisce e come si usa?

Immagine che rappresenta un batterioL’azione battericida della ciprofloxacina, in quanto antibatterico fluorochinolonico, è il risultato dell’inibizione della topoisomerasi di tipo II (DNA-girasi) e della topoisomerasi IV batteriche, necessarie per i processi di:
  • Replicazione;
  • Trascrizione;
  • Riparazione;
  • Rcombinazione del DNA batterico.
Durante il processo di duplicazione, la struttura a doppia elica superavvolta e molto compatta del DNA deve essere aperta per poter permettere la separazione delle due catene complementari di nucleotidi (i costituenti che compongono le due catene del DNA) e permettere la lettura del codice genetico da parte di alcuni enzimi, come la DNA-polimerasi. Per fare questo, la DNA-girasi taglia una delle catene del DNA, la svolge rendendola più leggibile dalla DNA-polimerasi e la ricuce. La topoisomerasi IV invece è essenziale per separare le due catene del DNA. Inibendo questi due enzimi (la girasi soprattutto nei batteri Gram-negativi e la topoisomerasi IV nei Gram-positivi), la ciprofloxacina (e gli altri chinoloni), bloccano la duplicazione del DNA e provocano la morte del battere.
L’efficacia dipende soprattutto dal rapporto fra concentrazione sierica massima (Cmax) e concentrazione minima inibente (MIC) della ciprofloxacina per un batterio patogeno e dal rapporto fra area sottesa alla curva (AUC, che da una indicazione di quanto il nostro organismo viene esposto al farmaco) e MIC. Per questo è importante che venga prescritto dal medico e venga svolto un antibiogramma che misuri con precisione i valori di MIC dei batteri responsabili dell’infezione in atto. Questo permetterà al medico di decidere la dose più adatta da assumere.
La ciprofloxcina ha una buona biodisponibilità per via orale e raggiunge il picco massimo di concentrazione nel sangue entro le 4 ore dalla somministrazione.
  • L’emivita di eliminazione dal siero in soggetti con funzione renale normale è di circa 4-7 ore. La ciprofloxacina va incontro sia a filtrazione glomerulare sia a secrezione tubulare e viene eliminata in forma essenzialmente non modificata, anche se esistono alcuni metaboliti.
  • Una minima parte viene eliminata per via fecale. Una grave compromissione della funzionalità renale determina un aumento dell’emivita della ciprofloxacina, che può raggiungere le 12 ore.
La ciprofloxacina può essere somministrata attraverso diverse vie:
  • Orale;
  • Parenterale;
  • Auricolare;
  • Oculare.
La posologia (dosaggio assunto e durata del trattamento) varia in funzione:
  • Dell’indicazione della gravità della sede dell’infezione;
  • Della sensibilità dell’agente patogeno alla ciprofloxacina (misurata tramite l’antibiogramma);
  • Della funzionalità renale del paziente;
  • Nei bambini e negli adolescenti, del peso corporeo, nonché dal decorso clinico e batteriologico.
Seguire con attenzione le indicazioni fornite dal medico curante per quanto riguarda:
  • Il dosaggio;
  • La frequenza;
  • La modalità delle somministrazioni per migliorare la risposta al trattamento e per evitare i possibili eventi avversi causati dal farmaco. 
Completare il ciclo di trattamento secondo le indicazioni del medico per evitare un fallimento terapeutico e favorire la comparsa di batteri resistenti al farmaco. 
La resistenza alla ciprofloxacina può essere acquisita attraverso un processo per stadi successivi, per mutazioni a livello del sito bersaglio nella DNA girasi e nella topoisomerasi IV. Mentre singole mutazioni possono non risultare in una resistenza clinica, mutazioni multiple danno luogo a resistenza clinica a gran parte o a tutti i principi attivi appartenenti alla classe. Meccanismi di resistenza quali le barriere alla penetrazione del farmaco all’interno del battere e/o meccanismi di efflusso del farmaco dal battere possono avere un effetto variabile sulla sensibilità ai fluorochinoloni, in funzione delle proprietà fisico-chimiche dei diversi principi attivi della classe e dell’affinità dei sistemi di trasporto per ciascuno di essi. 

Le compresse vanno assunte in modo indipendente dai pasti e inghiottite con un po' di liquido, senza essere masticate. L’assunzione a stomaco vuoto accelera l’assorbimento della ciprofloxacina e quindi è consigliabile assumere il farmaco sempre secondo le stesse modalità (sempre prima, o dopo o lontano dai pasti).
  • Non assumere la ciprofloxacina compresse assieme a latte o suoi derivati (es. yogurt) o bevande ricche di sali minerali (es. succo di arancia addizionato di calcio), perché potrebbero ridurre l’assorbimento della ciprofloxacina.
Se il paziente non è in grado di assumere le compresse a causa della gravità della malattia o per altre ragioni (ad es. pazienti in nutrizione enterale), si raccomanda di iniziare la terapia con ciprofloxacina endovenosa, fino a quando non sia possibile passare alla somministrazione orale.
L’infusione deve essere somministrata per via endovenosa:
  • Per i bambini, la durata dell’infusione è di 60 minuti;
  • Nei pazienti adulti il tempo di infusione è di 60 minuti per 400 mg di ciprofloxacina e di 30 minuti per 200 mg di ciprofloxacina.
Un’infusione lenta in una vena di grandi dimensioni riduce al minimo il disagio per il paziente e minimizza il rischio di irritazione venosa.
La soluzione per l’infusione può essere infusa direttamente o dopo la miscelazione con altre soluzioni per infusione compatibili. Prestare attenzione alle caratteristiche chimico-fisiche di queste soluzioni per evitare problemi di incompatibilità (precipitazione dei componenti, intorbidimento e alterazione del colore della soluzione). Chiedere consiglio al medico o al farmacista.
Dopo l’inizio del trattamento per via endovenosa, è possibile passare alla somministrazione per via orale con compresse o sospensione, se clinicamente indicato e a discrezione del medico. Il trattamento per via endovenosa deve essere seguito da quello orale il prima possibile.

Le gocce auricolari in sospensione prima dell’uso vanno scaldate tenendole tra le mani per qualche minuto per evitare possibili capogiri in caso di instillazione di una sospensione troppo fredda. Tenere la testa inclinata da un lato per circa 5 minuti dopo l’instillazione per facilitare la penetrazione delle gocce nell’orecchio. Evitare di toccare con la punta del contagocce il padiglione auricolare o il condotto uditivo esterno per prevenire la contaminazione del contagocce stesso.
 

Avvertenze e precauzioni per la Ciprofloxacina

Immagine che rappresenta un medico che sta dando il suo parereL’assunzione di ciprofloxacina è controindicata nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo, ad altri chinoloni o ad uno qualsiasi degli eccipienti contenuti nella forma farmaceutica.
La monoterapia con ciprofloxacina non è adeguata per il trattamento di infezioni gravi e di infezioni potenzialmente sostenute da batteri Gram-positivi o anaerobi. In queste infezioni la ciprofloxacina deve essere somministrata in associazione con altri agenti antibatterici appropriati.
La ciprofloxacina non è raccomandata per il trattamento delle infezioni streptococciche, per insufficiente efficacia.
La ciprofloxacina deve essere somministrata per il trattamento delle uretriti gonococciche o delle cerviciti solo se può essere esclusa la presenza di Neisseria gonorrhoeae resistente ai fluorochinoloni.
Seguire sempre con attenzione le indicazioni del medico.
La ciprofloxacina viene prevalentemente escreta in forma immodificata per via renale. Per questo, nei pazienti con compromissione della funzionalità renale è necessario effettuare un aggiustamento del dosaggio, allo scopo di evitare un aumento delle reazioni avverse da farmaco dovute all’accumulo di ciprofloxacina.

Nell’impiego di ciprofloxacina nei bambini e negli adolescenti è necessario attenersi alle linee guida ufficiali. Il trattamento con ciprofloxacina deve essere iniziato solo da medici con esperienza nel trattamento della fibrosi cistica e/o di infezioni gravi nei bambini e negli adolescenti.

La ciprofloxacina è attiva sul Mycobacterium tubercolosis e quindi può dare falsi risultati negativi nei test batteriologici in pazienti in trattamento con il fluorochinolone.

Nei casi in trattamento con la soluzione per infusione, sono state descritte delle reazioni nel sito di iniezione, in particolare se il tempo di infusione è inferiore ai 30 minuti, con comparsa di reazioni cutanee locali che si risolvono spontaneamente al termine dell’infusione. Una successiva somministrazione per via endovenosa non è controindicata a meno che le reazioni non si ripetano o peggiorino.
La soluzione per infusione contiene NaCl (cloruro di sodio, 17,65 mg di Na nella soluzione 200mg/100mL e 35,05 mg di Na nella 400mg/200mL, pari al 20% e al 40%, rispettivamente, della dose massima giornaliera di Na raccomandata dalla OMS) e questa quota deve essere tenuta in considerazione nei pazienti che devono controllare i livelli di Na (insufficienza cardiaca congestizia, insufficienza renale, sindrome nefrotica, ecc…).


Ipersensibilità

Reazioni allergiche e di ipersensibilità, comprese l’anafilassi e le reazioni anafilattoidi, si possono verificare dopo una dose singola e possono mettere il paziente in pericolo di vita. In tale evenienza è necessario interrompere la somministrazione di ciprofloxacina ed instaurare una terapia adeguata.

Gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici per uso sistemico e inalatorio possono causare un rischio di reazioni avverse invalidanti, di lunga durata e potenzialmente permanenti, principalmente a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso. A questo proposito l’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) ha emanato nel 2019 una nota informativa concordata con le autorità europee (European Medicinal Agency, EMA). Di conseguenza, sono stati rivalutati i benefici ed i rischi di tutti gli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici e le loro indicazioni nei paesi dell’UE. 
I medicinali contenenti cinoxacina, flumechina, acido nalidixico e acido pipemidico sono stati ritirati dal commercio. 
Per quanto riguarda gli altri fluorochinoloni, AIFA richiede al medico di:
  • Non prescrivere i chinoloni/fluorochinoloni: per il trattamento di infezioni non gravi o autolimitanti (quali faringite, tonsillite e bronchite acuta); per la prevenzione della diarrea del viaggiatore o delle infezioni ricorrenti delle vie urinarie inferiori; per infezioni non batteriche, per esempio la prostatite non batterica (cronica); per le infezioni da lievi a moderate (incluse la cistite non complicata, l’esacerbazione acuta della bronchite cronica e della BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), la rinosinusite batterica acuta e l’otite media acuta), a meno che altri antibiotici comunemente raccomandati per queste infezioni siano ritenuti inappropriati; ai pazienti che in passato abbiano manifestato reazioni avverse gravi ad un antibiotico chinolonico o fluorochinolonico;
  • Prescriverli con particolare prudenza agli anziani, ai pazienti con compromissione renale, ai pazienti sottoposti a trapianto d’organo solido ed a quelli trattati contemporaneamente con corticosteroidi, poiché il rischio di tendinite e rottura di tendine indotte dai fluorochinoloni può essere maggiore in questi pazienti;
  • Informare i pazienti d’interrompere il trattamento ai primi segni di reazione avversa grave quale tendinite e rottura del tendine, dolore muscolare, debolezza muscolare, dolore articolare, gonfiore articolare, neuropatia periferica ed effetti a carico del sistema nervoso centrale, e di consultare il proprio medico per ulteriori consigli.
 

Ciprofloxacina: interazioni ed effetti indesiderati

Immagine che rappresenta il foglio illustrativo di un farmacoDev’essere evitato l’uso concomitante di fluorochinoloni con:
  • Corticosteroidi;
  • Metotrexato;
  • Miazinidina;
  • Zolpidem.
I fluorochinoloni possono interagire con altri farmaci o sostanze assunte con la dieta. Per questo, è importante controllare con attenzione il foglietto illustrativo o chiedere consiglio al proprio medico o al farmacista per evitare interazioni che potrebbero causare effetti collaterali o ridurre l’efficacia del trattamento farmacologico (sia della ciprofloxacina sia del trattamento concomitante).
I fluorochinoloni sono in grado di inibire il citocromo CYP450 1A2 e quindi potenzialmente potrebbero inibire il metabolismo di teofillina, ciclosporina, zolmitripan aumentando il loro livelli sierici e di conseguenza la loro tossicità.
I fluorochinoloni hanno un effetto chelante, sono cioè in grado di legarsi ai cationi di- e tri-valenti, come zinco, ferro, calcio, alluminio, magnesio, formando dei complessi insolubili che non possono essere assorbiti e riducendo quindi l’assorbimento del farmaco nell’organismo. L’interazione può avvenire con farmaci o alimenti che contengono questi cationi: antiacidi, sucralfato, latte, ecc…
I fluorochinolini possono alterare il ritmo cardiaco e non dovrebbero essere somministrati in associazioni con altri farmaci che possono prolungare il segmento QT (una misurazione della velocità di trasmissione dell’impulso elettrico nel cuore che regola il ritmo cardiaco). I fattori di rischio noti per il prolungamento dell’intervallo QT sono:
  • Sindrome congenita del QT lungo, uso concomitante di medicinali noti per prolungare l’intervallo QT (vedi capitolo sulle interazioni più sotto);
  • Squilibrio elettrolitico non compensato (per esempio ipopotassiemia, ipomagnesemia);
  • Patologia cardiaca (per esempio insufficienza cardiaca, infarto del miocardio, bradicardia). Questo effetto ha portato al ritiro dal commercio di due chinoloni (grepafloxacina e sparfloxacina). 
Tra i farmaci che alterano il QT ricordiamo:
  • Antiaritmici di classe IA (procainamide) e III;
  • Antidepressivi triciclici;
  • Macrolidi;
  • Antipsicotici;
  • Clorochina;
  • Idrossiclorochina.
I pazienti anziani e le donne possono essere più sensibili ai medicinali che prolungano il QT. Pertanto, si deve prestare particolare attenzione quando si somministrano i fluorochinoloni, inclusa ciprofloxacina, in queste popolazioni.
A causa della possibilità di prolungamento dell’intervallo QT, deve essere effettuato il monitoraggio elettrocardiografico.
  • Chinina è metabolizzata dal CYP3A4 e, in parte, anche dal CYP1A2. La co-somministrazione di ciprofloxacina porta ad un aumento dell’esposizione a chinina, con rischio di comparsa di tossicità. Entrambi i farmaci possono portare a prolungamento dell’intervallo QT e la co-somministrazione potrebbe produrre un effetto additivo, con comparsa di aritmie cardiache. In caso di co-somministrazione di ciprofloxacina considerare una diminuzione del dosaggio di chinina. Monitorare attentamente il paziente per la comparsa di effetti collaterali e, nei pazienti a noto rischio cardiologico, si raccomanda un monitoraggio tramite ECG. Un effetto simile è stato osservato con la cosomministrazione di ronipirolo. Controllare la comparsa di effetti indesiderati e nel caso adattare il dosaggio del ronipirolo. L'uso concomitante di ciprofloxacina e paracetamolo può rallentare l'insorgenza d'azione del paracetamolo. Entrambi i farmaci ad alte dosi o dopo un uso prolungato possono causare epatotossicità. Può essere necessario separare la somministrazione dei due farmaci se si desidera una rapida insorgenza dell'effetto di paracetamolo.
  • Sulfoniluree (Clorpropamide). Durante la cosomministrazione di sulfoniluree e fluorochinoloni si può verificare ipoglicemia, probabilmente causata dalla stimolazione della secrezione di insulina associata all'uso di fluorochinoloni. Si raccomanda uno stretto monitoraggio della glicemia in caso di somministrazione.
  • Probenecid, riduce la secrezione renale della ciprofloxacina aumentandone le concentrazioni plasmatiche. La cosomministrazione della ciprofloxacina con la fenitoina può alterare i livelli sierici di quest’ultima. Controllare con attenzione i suoi livelli.
La cosomministrazione di ciclosporina e ciprofloxacina può causare un aumento dei livelli della creatinina. E’ consigliabile controllarne i livelli almeno due volte alla settimana.
La somministrazione concomitante di ciprofloxacina e di un antagonista della vitamina K (come warfarin, acenocumarolo, fenprocumone o fluindione) può aumentare l'azione di quest'ultimo. Il rischio può variare in funzione dell’infezione di base, dell’età e delle condizioni generali del paziente, cosicché risulta difficile valutare il contributo di ciprofloxacina all’incremento dell’INR (rapporto standardizzato internazionale). L’INR deve essere monitorato frequentemente durante la somministrazione concomitante e nel periodo immediatamente successivo.
La ciprofloxacina può aumentare i livelli di clozapina, sildenafil, agometalina. Controllare con attenzione i livelli ematici.

Per i suoi effetti neurologici, la ciprofloxacina può influenzare i tempi di reazione, in maniera tale da compromettere la capacità di guidare veicoli e usare macchinari.

I fluorochinoloni possono dare effetti avversi:
  • A livello gastrointestinale (nausea, vomito, diarrea, dispepsia);
  • A livello del sistema nervoso centrale (emicrania, agitazione, insonnia, vertigini, raramente allucinazioni e convulsioni, in particolare negli anziani, polineuropatia, dolore, bruciore, formicolio);
  • Sono stati segnalati casi di abbassamento della soglia convulsiva.
Sono stati segnalati casi di comparsa di cristalluria dopo il trattamento con ciprofloxacina. Mantenere ben idratati i pazienti ed evitare una eccessiva alcalinizzazione delle urine in caso di assunzione del farmaco.
In alcuni casi, possono causare epatotossicità (necrosi ed insufficienza epatica). Questo ha portato al ritiro dal commercio della trovafloxacina.
In alcuni pazienti più sensibili, possono causare reazioni di fotosensibilità e disturbi visivi.
Con l’uso della ciprofloxacina, possono manifestarsi tendinite e rottura dei tendini (soprattutto a carico del tendine di Achille), talvolta bilaterale, già nelle prime 48 ore di trattamento. Le infiammazioni e le rotture del tendine possono verificarsi anche diversi mesi dopo la sospensione della terapia con ciprofloxacina. Il rischio di tendinopatia può essere aumentato nei pazienti anziani o in quelli in trattamento concomitante con corticosteroidi. Alla comparsa dei primi segni di tendinite (dolore e/o edema, infiammazione), interrompere il trattamento con ciprofloxacina. Tenere l’arto interessato a riposo.
Ciprofloxacina può aggravare i sintomi della miastenia grave: usare con cautela nei pazienti con questa patologia.

Un sovradosaggio di 12 g ha dato luogo a lievi sintomi di tossicità. Un sovradosaggio acuto di 16 g ha causato insufficienza renale acuta. In caso di sovradosaggio i sintomi consistono in capogiri, tremore, mal di testa, stanchezza, convulsioni, allucinazioni, confusione, disturbi addominali, compromissione della funzionalità renale ed epatica, nonché cristalluria ed ematuria. È stata riportata tossicità renale reversibile.
In caso di sovradosaggio oculare, risciacquare gli occhi con acqua di rubinetto tiepida.
Ulteriori dettagli sui possibili eventi avversi conseguenti all’assunzione di ciprofloxacina sono descritti nella pagina dedicata a Ciproxin.

I fluorochinoloni possono causare ipoglicemia. Controllare con attenzione i livelli ematici di glucosio nei pazienti diabetici trattati con questi farmaci.
Sono state segnalate reazioni emolitiche con la ciprofloxacina in pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi. La ciprofloxacina deve essere evitata in questi pazienti, a meno che il potenziale beneficio non sia ritenuto superiore al possibile rischio. In questo caso, si deve controllare l’eventuale insorgenza di emolisi.


Segnalazione eventi avversi

E’ importante segnalare l’eventuale comparsa di reazioni avverse ai farmaci. Questo permette il monitoraggio continuo della sicurezza del farmaco e del suo rapporto beneficio/rischio. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta attraverso il sistema nazionale di segnalazione che si può contattare dall’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse
Anche il privato cittadino può partecipare a queste segnalazioni, avvertendo il proprio medico curante o il farmacista, oppure direttamente collegandosi all’indirizzo sopra esposto.
La sospetta reazione avversa può essere segnalata anche a seguito di assunzione di prodotti a base di piante officinali e integratori alimentari e di dispositivi medici.


Gravidanza e allattamento

Gravidanza
I dati disponibili sulla somministrazione di ciprofloxacina a donne in gravidanza non indicano un effetto teratogeno o una tossicità feto/neonatale della ciprofloxacina. 
Alcuni dati sperimentali negli animali non escludono che il farmaco possa causare danni alle cartilagini articolari dell’organismo umano non ancora sviluppato o del feto.
A titolo cautelativo, è preferibile evitare l’uso della ciprofloxacina in gravidanza.

Allattamento al seno
La ciprofloxacina viene escreta nel latte materno. Per il possibile rischio di danno articolare, la ciprofloxacina non deve essere usata durante l’allattamento.
 

Note (modalità di conservazione, validità, etc…)

  • Le compresse hanno una validità di 3 anni e non necessitano di particolari precauzioni di conservazione.
  • La soluzione per infusione ha una validità di 4 anni a Temperatura ambiente con contenitore non aperto e conservato al riparo della luce. Non va tenuto in frigorifero o nel congelatore. Dopo l’apertura la soluzione va utilizzata immediatamente e l’eventuale residuo può eventualmente essere utilizzato se conservato a 2-8°C per un massimo di 24 ore e poi va eliminato.
  • Il collirio ha una validità di due anni nella confezione integra se conservato a temperature inferiori ai 30°C e al riparo dalla luce. Dopo l’apertura, utilizzare il prodotto entro 90 giorni. 
  • Le gocce auricolari hanno una validità di 2 anni nella confezione integra e al riparo dalla luce. Dopo l’apertura, utilizzarle entro 4 settimane. Non congelare.
Come per tutti i farmaci, il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale non vanno dispersi nell’ambiente ma devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente (in genere è sufficiente riportare le confezioni non utilizzate in farmacia che dispone di bidoni per lo smaltimento).

 
Immagine che rappresenta un farmaco di fianco ad un orologio

Domande e risposte

Chi non dovrebbe assumere la ciprofloxcina?

Come per tutti i fluorochinoloni, la ciprofloxacina non dovrebbe essere assunta dalle donne in gravidanza o che allattano e dai bambini con una età inferiore ai 18 anni a causa dei possibili danni a livello delle cartilagini e delle articolazioni, anche se gli studi sull’uomo non hanno dati risultati definitivi. In ogni caso, le autorità europee (EMA) e italiana (AIFA) hanno emanato delle norme molto restrittive sull’utilizzo di questo farmaco.

Se ho problemi ai reni posso prendere la ciprofloxacina?

La ciprofloxacina, come i fluorochinoloni in generale, viene eliminata per via renale. Quindi se i miei reni non funzionano al meglio, i livelli di farmaco nell’organismo potrebbero aumentare fino a diventare tossici. In caso di dubbi, chiedere consiglio al medico o al farmacista.

Per quali infezioni posso utilizzare la ciprofloxacina?

I fluorochinoloni hanno un buon spettro d’azione sia sui batteri Gram negativi sia sui Gram positivi. La ciprofloxacina viene utilizzate per il trattamento di infezioni causate da germi sensibili al trattamento, in genere infezioni alle vie urinarie complicate, alle vie respiratorie, all’apparato genitale, gastrointestinale, alla cute e ai tessuti molli, alle orecchie, alle ossa e articolazioni e per l’esposizione alle spore di antrace. L’uso di questo farmaco deve sempre avvenire solo dopo prescrizione medica e sotto controllo dal medico curante.

Se sto già assumendo altri farmaci posso prendere la ciprofloxacina?

I fluorochinoloni possono interagire con diverse sostanze presenti nella dieta e con molti farmaci. In caso di necessità di assumere i fluorochinoloni chiedere sempre consiglio al proprio medico o al farmacista. Evitate assolutamente l’autoprescrizione di qualsiasi farmaco.

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

In collaborazione con

Stefano Bellosta

Stefano Bellosta

Il Prof. Stefano Bellosta, è un Professore Associato di Farmacologia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Scienze del Farmaco, dell’Università degli Studi di Milano. È specializzato in Farmacologia Sperimentale, Dottore di Ricerca in Medicina Sperimentale: Aterosclerosi presso l’Università degli Studi di Siena ed ha conseguito un Master in Farmacia e Farmacologia Oncologica.

È docente dei moduli di Farmacologia clinica, Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia e di Farmacotossicologia dei farmaci biotecnologici per il corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, e tiene lezioni alla Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera e al Master di Farmacia e Farmacologia Oncologica dell’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie cardiovascolari e neurodegenerative, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

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