Bentelan: a cosa serve? Principio attivo e cura

Bentelan: a cosa serve? Principio attivo e cura

Indice


Domande e risposte
 

Introduzione: che cos’è il Bentelan?

Il Bentelan è un farmaco di tipo ormonale, che contiene come principio attivo il betametasone, un composto appartenente alla classe dei glucocorticoidi.

Il Bentelan è indicato per il trattamento di diverse patologie di natura infiammatoria o su base allergica, tra cui:
  • Asma bronchiale;
  • Gravi malattie allergiche;
  • Infiammazione cronica e autoimmune delle articolazioni (come l’artrite reumatoide);
  • Malattie del tessuto connettivo della pelle e delle mucose (collagenopatie o connettiviti, una patologie che colpisce il collagene, o meglio i tessuti connettivi, con eziologia autoimmunitaria, tra cui il Lupus eritematoso sistemico, la sclerodermia);
  • Immagine che rappresenta un farmaco in compresse effervescentiInfiammazioni della pelle;
  • Tumori del sistema linfatico (come emolinfopatie maligne acute e croniche, morbo di Hodgkin);
  • Sindrome nefrosica (una grave malattia dei reni);
  • Infiammazione croniche dell’intestino (come Ileite segmentaria o morbo di Crohn, e colite ulcerosa);
  • Pemfigo (malattia autoimmune della pelle e delle mucose con formazione di bolle);
  • Sarcoidosi (formazione di granulomi in diversi organi e tessuti), cardite reumatica (infiammazione del muscolo cardiaco con febbre reumatica);
  • Spondilite anchilosante (infiammazione cronica e autoimmune della colonna vertebrale con malformazione della stessa);
  • Malattie del sangue (come anemia emolitica, degradazione e riduzione del numero di globuli rossi nel sangue; agranulocitosi, riduzione dei granulociti, un tipo di globuli bianchi nel sangue; porpora trombocitopenica, una alterazione della coagulazione del sangue per una riduzione delle piastrine).

Il Bentelan è disponibile nelle seguenti forme farmaceutiche e dosaggi:
  • Compresse effervescenti da 0,5 mg, 1 mg. Sono divisibili a metà per facilitare l’aggiustamento della posologia;
  • Soluzione iniettabile in fiale da 1,5 mg/2mL, 4 mg/2 mL.

Il Bentelan può essere prescritto con Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica.

Posologia del Bentelan: come agisce e come si usa?

I glucocorticoidi agiscono interagendo con specifiche proteine recettoriali presenti nei tessuti bersaglio andando a modulare (sia aumentando sia diminuendo) l’espressione di geni sensibili a questi ormoni e modificando così i livelli di specifiche proteine negli stessi tessuti. In genere, l’effetto dei glucocorticoidi non è immediato ma si manifesta nell’arco di qualche ora e quindi anche il beneficio clinico richiede un certo tempo perché possa essere avvertito. In alcuni casi, i glucocorticoidi possono produrre alcuni effetti in modo immediato tramite meccanismi non mediati dalla modulazione genica.

Il betametasone è un farmaco di sintesi con una potente attività antiinfiammatoria pari a circa 8-10 volte quella del prednisolone. Non ha una forte attività mineralcorticoide e pertanto non può essere utilizzato da solo nel trattamento dell’insufficienza surrenalica.

Chiedere sempre consiglio al proprio medico per decidere il dosaggio e la durata del trattamento più opportuni per la condizione da trattare. Ridurre il trattamento (dosi e numero di assunzioni) sempre un modo graduale e a seconda dell’evoluzione clinica.

Negli adulti il dosaggio consigliato è di:
  • Terapie di breve durata: 4-6 compresse da 0,5 mg o 2-3 compresse da 1 mg al giorno;
  • Terapie di lunga durata: dopo una terapia di attacco di 6-8 compresse d 0,5 mg o 2-3 compresse da 1 mg, ridurre la posologia fino ad una dose di mantenimento (in genere 1-2 compresse al giorno) in grado di tenere sotto controllo la sintomatologia;
  • Popolazione pediatrica: si consigliano dosaggi di 0,1-0,2 mg/kg di peso corporeo al giorno. I bambini, in proporzione, tollerano dosaggi superiori rispetto a quelli utilizzati negli adulti;
  • Aerosolterapia: 0,5-1 mg sciolti in 1-2 mL di acqua.
 

Avvertenze e precauzioni all’uso del Bentelan

Il Bentelan deve essere utilizzato sempre e solo sotto il controllo di un medico.
L’uso del Bentelan è controindicato in caso di pazienti con ipersensibilità al principio attivo, ai corticosteroidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti, in pazienti con infezioni sistemiche, qualora non venga attuata una specifica terapia antiinfettiva, pazienti soggetti a immunizzazione con virus attenuati. Fare attenzione a non iniziare altri procedimenti immunizzanti in pazienti che ricevono glucocorticoidi, specialmente ad alte dosi, a causa dei possibili rischi di complicazioni neurologiche e di insufficiente risposta anticorpale.

Immagine che rappresenta una persona con la tosseI glucocorticoidi possono mascherare i segni di infezioni e possono anche causare la comparsa di infezioni ricorrenti in seguito al loro effetto di riduzione delle difese immunitarie. In questo caso, avvertire il proprio medico e considerare l’utilizzo di una adeguata terapia con antibiotici.
In caso di utilizzo di alti dosaggi, fare particolare attenzione a non venire in contatto con pazienti affetti da morbillo o varicella, e nel caso di dubbi o contatti avvertire il proprio medico, in particolare in caso di bambini.

Utilizzare una contemporanea profilassi antibiotica in caso di utilizzo di Bentelan in soggetti con tubercolosi attiva. Se il paziente ha una tubercolosi latente o la risposta alla tubercolina è positiva, è necessaria una stretta sorveglianza per evitare o evidenziare una eventuale riattivazione della tubercolosi. Somministrare una chemioprofilassi in questi soggetti in caso di terapia prolungata.

I glucocorticoidi possono alterare la secrezione mineralcorticoide (aldosterone) che regola il ricambio idrico e salino, pertanto considerare la concomitante somministrazione di cloruro di sodio o di un mineralcorticoide. Fare particolare attenzione in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia a causa della possibile ritenzione di liquidi. In caso di terapia prolungata o alti dosaggi l’equilibrio idrico/salino può essere alterato: adeguare l’apporto di sodio e potassio.
I glucocorticoidi aumentano l’escrezione di calcio
Nei pazienti con stress adeguare il dosaggio sulla base della gravità della condizione stressante.

I glucocorticoidi possono alterare l’umore e scatenare euforia, insonnia, mutamenti di umore o della personalità, grave depressione o sintomi psicotici.

I bambini in età pediatrica in trattamento di lunga durata devono essere sottoposti a un attento controllo della loro crescita e sviluppo. Limitare il trattamento alle dosi più basse e per il periodo di tempo più breve possibile. Valutare l’opportunità di fare un trattamento a giorni alterni, per limitare l’effetto di soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrenali con conseguente ritardo nella crescita. I bambini sono molto più soggetti ad un aumento della pressione intracranica.

Nei pazienti anziani la terapia con glucocorticoidi deve essere attuata con attenzione a causa della maggiore incidenza di effetti collaterali quali:
Somministrare con cautela nei pazienti con:
  • Epilessia;
  • Diabete mellito;
  • Glaucoma;
  • Colite ulcerosa con pericolo di perforazione;
  • Ascessi e infezioni;
  • Diverticolite;
  • Anastomosi intestinali;
  • Ulcera peptica;
  • Insufficienza renale;
  • Ipertensione;
  • Osteoporosi;
  • Aiastenia grave.
Nei pazienti con insufficienza epatica, i livelli di glucocorticoide possono aumentare. La risposta al trattamento risulta aumentata nei pazienti ipotiroidei o con cirrosi epatica. Fare molta attenzione nei pazienti con herpes simplex oculare per il rischio di perforazione della cornea. Nei pazienti con ipotrombinemia è consigliabile associare l’acido acetilsalicilico.


Per chi svolge attività sportiva

L’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping.

Il Bentelan non sembra influenzare direttamente la capacità di guidare e utilizzare macchinari, ma questa capacità potrebbe venire influenzata nei rari casi di effetti indesiderati di tipo neurologico.


Sospensione del trattamento con glucocorticoidi

I glucocorticoidi possono causare insufficienza surrenalica che può essere ridotta riducendo gradualmente il dosaggio del farmaco. Ampiezza e velocità con cui ridurre il dosaggio devono essere determinati volta per volta dal medico sulla base dell’evoluzione della malattia, i fattori individuali del singolo paziente (probabilità di recidiva, durata del trattamento, dosaggio utilizzato).


Effetti sistemici con corticosteroidi inalatori

Dopo trattamento con corticosteroidi inalatori ad alte dosi per periodi prolungati possono verificarsi effetti sistemici (sindrome di Cushing, aspetto Cushingoide, soppressione surrenalica, ritardo della crescita in bambini e adolescenti, riduzione della densità minerale ossea, cataratta, glaucoma e, più raramente una serie di effetti psicologici o comportamentali che includono iperattività psicomotoria, disturbi del sonno, ansietà, depressione o aggressività particolarmente nei bambini), anche se con meno probabilità rispetto al trattamento con corticosteroidi orali. Pertanto, è importante che la dose del corticosteroide per inalazione sia la più bassa possibile con cui viene mantenuto il controllo effettivo dell’asma.
 

Bentelan: interazioni ed effetti indesiderati 

Gli steroidi possono ridurre gli effetti delle anticolinesterasi nella miastenia grave, dei mezzi di contrasto radiografici nella colecistografia, dei salicilati e degli antinfiammatori non steroidei (FANS).
L’utilizzo concomitante di corticosteroidi con diuretici che inducono deplezione di potassio (come i tiazidici e la furosemide) possono causare una eccessiva perdita di potassio. Vi è anche un aumento del rischio di ipopotassiemia con l’uso concomitante di corticosteroidi e amfotericina o xantine (teofillina).
Gli steroidi possono anche diminuire gli effetti dei salicilati, dei farmaci antidiabetici e dell’insulina.
Ci può essere un'aumentata incidenza di emorragie gastrointestinali e di ulcere quando i corticosteroidi sono somministrati con antinfiammatori non-steroidei (FANS).

L’uso concomitante di steroidi e di ciclosporina aumenta la concentrazione plasmatica di entrambi i farmaci.
L'effetto degli steroidi può essere aumentato dall’uso concomitante di ritonavir e ketoconazolo.
Nei pazienti con ipoprotrombinemia, si consiglia prudenza nell'associare l'acido acetilsalicilico ai glucocorticoidi.
L'effetto degli steroidi può essere ridotto da fenitoina, fenobarbitone, efedrina e rifampicina.
Può rendersi necessaria una modifica, usualmente in diminuzione, del dosaggio degli anticoagulanti somministrati in concomitanza.

Il betametasone ha una minor tendenza a provocare gli effetti indesiderati caratteristici dei glucocorticoidi. 
Come per tutti i farmaci, anche i glucocorticoidi possono causare la comparsa di effetti indesiderati, in particolar modo in caso di trattamento ad alto dosaggio o per periodi prolungati, anche se non tutti i pazienti lo manifestano. Sono stati segnalati, anche se con frequenza non nota:
  • Insufficienza cardiaca o del surrene, problemi alle ghiandole surrenali (sindrome di Cushing o iperadrenocorticismo, un insieme di segni e sintomi dovuti a un'esposizione prolungata al cortisolo);
  • Diabete mellito;
  • Iperglicemia;
  • Intolleranza al glucosio;
  • Eccessiva crescita dei peli;
  • Glaucoma (aumento della pressione intraoculare);
  • Opacità del cristallino (cataratta);
  • Perforazione di un ulcera pre-esistente dello stomaco o dell’intestino;
  • Infiammazione acuta del pancreas o dell’esofago;
  • Nausea;
  • Reazioni allergiche;
  • Orticaria;
  • Riattivazione della tubercolosi;
  • Infezioni da funghi o virus;
  • Riduzione dei livelli di potassio;
  • Azoto;
  • Proteine ematiche o dei linfociti;
  • Aumento o diminuzione del peso;
  • Osteoporosi o osteonecrosi (perdita o morte del tessuto osseo);
  • Edemi alle estremità, ritardo nella crescita, malattie dei muscoli o del collagene;
  • Rottura dei tendini;
  • Mal di testa;
  • Aumento pressione intracranica;
  • Disturbi psichici;
  • Ansia;
  • Irritabilità;
  • Acne;
  • Alterazione del ciclo mestruale;
  • Eritemi della pelle;
  • Sudorazione eccessiva;
  • Ipertensione.


Sovradosaggio

In genere, il sovradosaggio di glucocorticoidi, betametasone incluso, non comporta situazioni di pericolo di vita. Ad eccezione dei dosaggi estremi, un sovradosaggio di glucocorticoidi per pochi giorni non ha probabilità di produrre risultati pericolosi in assenza di condizioni cliniche specifiche come diabete mellito, glaucoma o ulcera peptica attiva o di trattamento concomitante con farmaci tipo digitale, cumarinici o diuretici che provocano deplezione di potassio.


Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette, che si verificano dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco, è importante in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio dello stesso. Agli operatori sanitari e ai pazienti è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo Aifa.

Gravidanza e allattamento

Avvertire sempre il proprio medico in caso si sospetti o si sia certe di una gravidanza e si stia assumendo o se si debba iniziare una terapia farmacologica. 
Prima di prescrivere corticosteroidi sistemici durante la gravidanza e l'allattamento, i benefici del trattamento devono essere valutati con attenzione da parte del medico rispetto ai potenziali rischi per la madre e il bambino.


Gravidanza

Nelle donne in stato di gravidanza i corticosteroidi vanno somministrati solo nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico. L’uso prolungato o ripetuto di Bentelan durante la gravidanza ha aumentato il rischio di un ritardo della crescita del feto, anche se non sembra ci sia un rischio in caso di un trattamento a breve termine.
I corticosteroidi hanno diverse capacità di attraversare la placenta e raggiungere il feto: il betametasone e il desametasone la attraversano rapidamente, mentre quasi il 90% del prednisolone viene inattivato mentre attraversa la placenta.


Allattamento

La necessità di allattamento al seno da parte di pazienti trattate con alte dosi di corticosteroidi deve essere valutata con attenzione con il proprio medico in quanto i corticosteroidi possono passare nel latte materno.

 
Immagine che rappresenta una madre che allatta al seno

Note sul Bentelan (modalità di conservazione, validità)

Conservare il farmaco fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.
Il Bentelan in:
  • Compresse effervescenti ha una validità di 3 anni, se conservato nella confezione originale e al riparo dall’umidità;
  • Soluzione iniettabile ha una validità di 3 anni. Conservare le fiale nella confezione originale al riparo dalla luce.
Per evitare danni all’ambiente, non gettare alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere sempre al farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più. 

Domande e risposte

A cosa serve il Bentelan?

Il Bentelan contiene come principio attivo il betametasone, un derivato della famiglia dei corticosteroidi (è un glucocorticoide) ed ha una azione antiinfiammatoria e immunomodulante. Il Bentelan è indicato per il trattamento di diverse patologie di natura infiammatoria o su base allergica.

Quando si prende il Bentelan?

Questo medicinale va assunto seguendo sempre esattamente le istruzioni del medico o del farmacista. Assumere sempre il dosaggio più basso in grado di controllare la malattia e ridurre il dosaggio gradualmente nell’arco di diversi giorni o settimane o anche mesi, in base alla dose iniziale e alla durata della malattia. Il trattamento con glucocorticoidi non deve essere interrotto senza prima aver consultato il medico.

Come si prende il Bentelan da 1 mg?

Seguire sempre con attenzione i consigli e i dosaggi prescritti del medico. La compressa è molto solubile in acqua e può essere divisa in parti uguali per aggiustare la posologia. 

Il Bentelan e il Deltacortene sono la stessa cosa?

No, Bentelan contiene betametasone, mentre il Deltacortene contiene prednisone. Sono entrambi dei principi attivi che fanno parte della famiglia dei corticosteroidi. Il prednisone è circa 4 volte più potente del cortisolo naturale, mentre il betametasone è 25-40 volte più potente del derivato naturale.

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

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In collaborazione con

Stefano Bellosta

Stefano Bellosta

Il Prof. Stefano Bellosta, è un Professore Associato di Farmacologia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Scienze del Farmaco, dell’Università degli Studi di Milano. È specializzato in Farmacologia Sperimentale, Dottore di Ricerca in Medicina Sperimentale: Aterosclerosi presso l’Università degli Studi di Siena ed ha conseguito un Master in Farmacia e Farmacologia Oncologica.

È docente dei moduli di Farmacologia clinica, Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia e di Farmacotossicologia dei farmaci biotecnologici per il corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, e tiene lezioni alla Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera e al Master di Farmacia e Farmacologia Oncologica dell’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie cardiovascolari e neurodegenerative, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

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