Azitromicina: antibiotico, usi e precauzione

Azitromicina: antibiotico, usi e precauzione

Indice


Domande e risposte
 

Azitromicina: che cos’è?

Immagine che rappresenta l'infiammazione delle vie respiratorie in 3DL’azitromicina è un antibiotico azalide che appartiene alla classe di antibiotici chiamati “macrolidi”. Azitromicina ha un effetto batteriostatico, cioè è in grado di bloccare la crescita dei batteri sensibili.
Azitromicina è indicato negli adulti e nei bambini per il trattamento delle infezioni delle vie respiratorie (causate da germi sensibili all’azitromicina) da lievi a moderate, quali:
  • Peggioramento dei sintomi della bronchite cronica e delle polmoniti;
  • Infiammazione dei seni nasali (sinusite acuta);
  • Polmonite, ad eccezione di quella contratta in ospedale o casa di cura;
  • Infiammazione delle tonsille (tonsillite) e della gola (faringite);
  • Infezioni dell’orecchio medio (otite media acuta);
  • Infezioni odontostomatologiche;
  • Infezioni della cute e dei tessuti molli;
  • Congiuntivite batterica purulenta, in bambini (età dalla nascita ai 17 anni) e in adulti,;
  • Congiuntivite tracomatosa causata da Chlamydia trachomatis, in bambini (età dalla nascita ai 17 anni) e in adulti.
Le capsule rigide sono indicate anche per uretriti non gonococciche (da Chlamydia trachomatis) e per l’ulcera molle (da Haemophilus ducreyi).

Azitromicina polvere per soluzione per infusione è indicato nel trattamento della malattia infiammatoria pelvica e della polmonite acquisita in comunità causata da organismi sensibili, inclusa la Legionella pneumophila, in pazienti che richiedono una terapia iniziale endovenosa.
Una particolare specialità (Avium) è indicata in monoterapia o in associazione alla rifabutina o all’etambutolo nella profilassi delle infezioni da Mycobacterium avium complex (infezioni opportunistiche che colpiscono soprattutto i pazienti affetti dal virus HIV in stadio avanzato).

Per l’assunzione e il dosaggio, seguire sempre con attenzione le indicazioni del medico curante.

Azitromicina è disponibile in diverse formulazioni e dosaggi e fornito da diversi produttori:
  • Compresse rivestite con film da 250-500 mg;
  • Avium, compresse rivestite con film da 600 mg;
  • Capsule rigide da 250 mg;
  • Polvere per sospensione orale da 100-150-200-300-400 mg;
  • Polvere per sospensione orale 200 mg/5 mL in flaconi con diversi dosaggi;
  • Polvere per soluzione per infusione da 500 mg;
  • Granulato per sospensione orale a rilascio prolungato in contenitore monodose da 2 g;
  • Collirio da 15mg/goccia.
 

Posologia dell’Azitromicina: come agisce e come si usa?

Immagine che rappresenta un uomo che blocca i batteriL’azitromicina agisce inibendo la sintesi proteica nei batteri sensibili e questo provoca una azione di tipo batteriostatica, cioè che rallenta la crescita dei batteri. In pratica, come avviene per tutti gli antibiotici della classe dei macrolidi, l’azitromicina si lega in un punto specifico di una particolare struttura intracellulare chiamata ribosoma che è deputata alla sintesi delle proteine, sia nelle cellule batteriche sia in quelle dei mammiferi. La specificità di azione dei macrolidi è data dal fatto che la struttura dei ribosomi del battere è leggermente diversa da quella delle cellule dei mammiferi e quindi il farmaco si lega più facilmente alla cellula batterica. Il legame del macrolide al ribosoma batterico porta ad un blocco della sintesi proteica con un conseguente rallentamento della crescita dei batteri. Questo permette l’intervento del sistema immunitario del paziente che si attiva per prendere il sopravvento sull’infezione. In particolari condizioni (quando il farmaco è presente ad alte concentrazioni e contro dei batteri particolarmente sensibili all’antibiotico) questo effetto potrebbe diventare battericida (cioè il farmaco provoca direttamente la morte dei batteri). 
L’azitromicina si concentra nei tessuti e questo prolunga la sua emivita (il tempo perché la sua concentrazione plasmatica si dimezzi). Pertanto, l’azitromicina può essere assunta una sola volta al giorno.
  • Azitromicina granulato a rilascio prolungato è una formulazione a rilascio modificato in grado di fornire un ciclo completo di terapia antibatterica in una dose orale unica. La particolare forma farmaceutica permette di raggiungere, dopo circa 2,5 ore, concentrazioni plasmatiche massime (Cmax) più elevate ed esposizioni sistemiche (AUC) maggiori rispetto quelle riscontrate con i dosaggi delle formulazioni a rilascio immediato. L’assunzione dopo un pasto ricco di grassi può aumentare la concentrazione plasmatica massima e l’esposizione sistemica. Per migliorare la sua tollerabilità è consigliabile assumere il farmaco a digiuno;
  • Le capsule e le compresse vanno deglutite intere. Un pasto abbondante può ridurre la biodisponibilità dell’azitromicina in capsule del 50%. Per questo, si consiglia di assumere le capsule o le compresse di azitromicina a stomaco vuoto (almeno 1 ora prima oppure 2 ore dopo il termine dei pasti);
  • La sospensione orale può essere assunta sia a stomaco vuoto sia dopo i pasti. In quest’ultimo caso, il pasto potrebbe attenuare gli eventuali effetti indesiderati a livello gastrointestinale causati dalla azitromicina.

I dosaggi consigliati sono i seguenti, ma chiedere sempre conferma al proprio medico curante.


Adulti e adolescenti

  • Granulato a rilascio prolungato: si consiglia una dose unica di 2,0 g. Se dovesse comparire vomito entro 5 minuti dalla somministrazione, assumere una seconda dose;
  • Sospensione orale per il trattamento delle infezioni delle alte e basse vie aeree, della cute e dei tessuti molli o odontostomatologiche: si consiglia di assumere un’unica somministrazione di 500 mg al giorno per tre giorni consecutivi.
Per il trattamento delle malattie sessualmente trasmesse, causate da ceppi sensibili di Chlamydia trachomatis e di Haemophilus ducreyi: 1000 mg, assunti una sola volta, in un'unica somministrazione orale.
Polvere per soluzione per infusione nel trattamento della polmonite acquisita in comunità: il dosaggio raccomandato per l’adulto è di 500 mg di azitromicina in un’unica dose giornaliera per via endovenosa per almeno due giorni. La terapia per via endovenosa deve essere seguita da quella orale con un dosaggio di 500 mg in un'unica somministrazione giornaliera per un periodo complessivo di trattamento di 7-10 giorni. 
Nel trattamento della malattia infiammatoria pelvica, il dosaggio raccomandato per l’adulto è di 500 mg di azitromicina polvere per soluzione per infusione in un’unica dose giornaliera per via endovenosa per uno o due giorni. La terapia per via endovenosa deve essere seguita da quella orale con un dosaggio di 250 mg in un'unica somministrazione giornaliera per un periodo complessivo di trattamento di 7 giorni. 
In entrambe le situazioni, il momento nel quale effettuare il passaggio alla terapia orale deve essere deciso dal medico in base alla risposta clinica.
Per la profilassi delle infezioni da Mycobacterium avium complex nei pazienti portatori del virus HIV, il dosaggio raccomandato è di 1200 mg (2 compresse da 600 mg) in monosomministrazione giornaliera una volta alla settimana. Per il trattamento delle infezioni da Mycobacterium avium complex disseminate in pazienti affetti dal virus HIV in stadio avanzato, la dose raccomandata è di 600 mg una volta al giorno. L’azitromicina deve essere somministrata in associazione ad altri antimicobatterici che hanno mostrato un’attività in vitro contro il Mycobacterium, compreso l’etambutolo somministrato alle dosi raccomandate.
  • Collirio: instillare una goccia nel fornice congiuntivale due volte al giorno, la mattina e la sera, per tre giorni. Non è necessario prolungare il trattamento oltre i tre giorni. L’aderenza al regime posologico è importante per il successo del trattamento. 


Anziani

Lo schema posologico utilizzato nell’adulto può essere applicato al paziente anziano, ma si raccomanda particolare cautela per il rischio di sviluppare aritmia cardiaca e torsioni di punta.


Popolazione pediatrica

Azitromicina granulato a rilascio prolungato non è consigliata nei bambini al di sotto dei 12 anni di età.
Nel caso della sospensione, somministrare 10 mg/Kg di peso al giorno, per 3 giorni. Per i bambini con peso maggiore o uguale a 45Kg si possono utilizzare i dosaggi degli adulti.
La dose massima per ogni terapia pediatrica è di 1500 mg.
L’efficacia e la tollerabilità di Azitromicina polvere per soluzione per infusione nel trattamento delle infezioni nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 16 anni non sono state stabilite.
L’efficacia e la tollerabilità dell’azitromicina nella prevenzione delle infezioni da Mycobacterium avium complex nei bambini non sono state stabilite. I dati di farmacocinetica hanno evidenziato che con una dose di 20 mg/kg somministrata ai pazienti pediatrici si ottiene un’esposizione al farmaco simile a quella ottenuta nell’adulto con una dose di 1200 mg, seppure con una Cmax maggiore.


Alterata funzionalità renale

Non è richiesto un aggiustamento posologico nei pazienti con alterazione della funzionalità renale da lieve a moderata (GFR 10 – 80 ml/min) mentre bisogna avere cautela in quelli con grave compromissione renale (GFR < 10 ml/min).


Alterata funzionalità epatica

Nei pazienti con alterazione della funzionalità epatica da lieve a moderata può essere usato lo stesso dosaggio dei pazienti con funzionalità epatica normale.
 


Preparazione e somministrazione 

Azitromicina sospensione

Usare il tappo dosatore annesso alla confezione per misurare il quantitativo di acqua necessario alla ricostituzione: in totale sono necessari 60 mL di acqua. Agitare bene prima dell’uso. La sospensione orale ricostituita deve essere assunta immediatamente dopo la preparazione.


Azitromicina polvere per soluzione per infusione dopo ricostituzione e diluizione deve essere somministrato per infusione endovenosa

La soluzione ricostituita deve essere diluita seguendo le istruzioni e con le soluzioni per infusione compatibili indicate sul foglietto illustrativo. La concentrazione della soluzione e la durata dell’infusione devono essere pari a:
  • 1 mg/ml in 3 ore;
  • 2 mg/ml in 1 ora.
La somministrazione endovenosa di una dose di 500 mg di azitromicina, diluita secondo le istruzioni, deve avvenire in un periodo di tempo non inferiore a 60 minuti.
I farmaci da somministrare per via parenterale devono essere controllati attentamente per escludere la presenza di particolato nella soluzione. Nel caso in cui siano evidenti particelle in sospensione, la soluzione deve essere eliminata


Azitromicina polvere per soluzione per infusione non deve essere somministrato in bolo o per via intramuscolare

In caso di uso del collirio, lavare accuratamente le mani prima e dopo l’instillazione, evitare di toccare l’occhio o le palpebre con l’estremità del contenitore monodose, eliminare il contenitore monodose dopo l’uso, non conservarlo per un uso successivo. Un miglioramento dei sintomi avviene generalmente entro 3 giorni. Se non vi sono segni di miglioramento dopo 3 giorni la diagnosi deve essere riconsiderata. Le lenti a contatto non devono essere indossate dai pazienti con congiuntivite batterica. 
 

Avvertenze e precauzioni nell’uso della Azitromicina

Immagine che rappresenta un uomo allergicoNon assumere Azitromicina se si è allergici all’azitromicina, all’eritromicina, ad altri antibiotici “macrolidi” o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale.


Ipersensibilità

Come per l’eritromicina e altri macrolidi, sono state segnalate rare reazioni allergiche gravi, tra cui l’edema angioneurotico e l’anafilassi (raramente fatale), reazioni dermatologiche tra cui pustolosi esantematica acuta generalizzata, sindrome di Stevens Johnson, necrolisi epidermica tossica (raramente fatale) ed eruzione cutanea con eosinofilia e sintomi sistemici. Alcune di queste reazioni hanno provocato sintomi ricorrenti e hanno richiesto un periodo di osservazione e trattamento prolungati.
Se si verifica una reazione allergica, la somministrazione del medicinale deve essere interrotta e deve essere iniziata una terapia adeguata. Tenere presente che quando la terapia sintomatica viene sospesa possono comparire sintomi allergici.


Epatotossicità

Il fegato è la principale via di eliminazione dell’azitromicina, pertanto questo farmaco va utilizzato con cautela nei pazienti con patologie epatiche importanti. Sono stati segnalati casi di alterata funzionalità epatica, epatite, ittero colestatico, necrosi epatica ed epatite fulminante, potenzialmente causa di insufficienza epatica, alcuni dei quali sono risultati fatali. Nei casi in cui si sviluppano segni e sintomi di disfunzione epatica (astenia a comparsa rapida associata ad ittero, urine scure, tendenza al sanguinamento o encefalopatia epatica) si devono eseguire immediatamente analisi/esami diagnostici per la funzionalità epatica.
Interrompere immediatamente il trattamento con azitromicina se si verificano segni di disfunzione epatica.


Prolungamento dell’intervallo QT

Nel trattamento con i macrolidi, inclusa azitromicina, è stato riscontrato all’ECG un prolungamento della ripolarizzazione cardiaca e dell’intervallo QT, che può aumentare il rischio di sviluppare una aritmia cardiaca e torsione di punta. Pertanto, dato che le seguenti situazioni possono determinare un aumento del rischio di aritmie ventricolari (compresa la torsione di punta), che può portare a un arresto cardiaco, l’azitromicina deve essere somministrata con cautela nei pazienti che presentano concomitanti condizioni di proaritmia (soprattutto in donne e pazienti anziani).
I medici prescrittori devono tenere in considerazione il rischio del prolungamento dell’intervallo QT, che può essere fatale, nel valutare i rischi-benefici di azitromicina in gruppi di pazienti a rischio, come:
  • Pazienti con prolungamento congenito o documentato dell’intervallo QT;
  • Pazienti in trattamento con altri principi attivi che prolungano l’intervallo QT, quali antiaritmici della Classe IA (chinidina e procainamide) e della Classe III (dofetilide, amiodarone e sotalolo), cisapride (utilizzata contro il reflusso del contenuto dello stomaco nell’esofago), terfenadina (farmaco contro le allergie), farmaci utilizzati contro disturbi mentali come gli antipsicotici (pimozide), antidepressivi (citalopram), o antibiotici fluorochinolonici come moxifloxacina, levofloxacina o la clorochina;
  • Pazienti con alterazioni degli elettroliti, specialmente nei casi di ipopotassiemia e ipomagnesiemia (bassi livelli di potassio o magnesio nel sangue);
  • Pazienti con bradicardia clinicamente rilevante, aritmia cardiaca o grave insufficienza cardiaca;
  • Donne ed anziani che potrebbero mostrare maggiore sensibilità agli effetti (correlati al farmaco) dell’alterazione dell’intervallo QT.
Nei pazienti in terapia con azitromicina è stata riportata esacerbazione dei sintomi della miastenia gravis e comparsa iniziale di sindrome miastenica.


Stenosi pilorica ipertrofica infantile (IHPS)

In seguito all’uso di azitromicina nei neonati (trattamento fino al 42° giorno di vita), è stata riportata stenosi pilorica ipertrofica infantile. I genitori e gli operatori sanitari devono contattare il medico qualora si verifichi vomito o irritabilità in seguito all’assunzione di cibo.


Diarrea associata a Clostridium difficile

Il trattamento con gli antibiotici altera la normale flora del colon e porta a una crescita eccessiva di C. Con l’uso di quasi tutti gli antibiotici, tra cui l’azitromicina, sono stati segnalati casi di diarrea associata a Clostridium difficile, la cui gravità può variare da diarrea lieve a colite fatale
Così come con ogni altra preparazione antibiotica, è raccomandata una particolare attenzione per l'eventuale insorgenza di superinfezioni con microrganismi non sensibili inclusi i funghi.
Avvertire immediatamente il proprio medico se durante il trattamento con azitromicina compaiono o peggiorano le seguenti condizioni:
  • Gravi reazioni allergiche che in alcuni casi possono provocare anche febbre;
  • Sintomi legati a problemi epatici (debolezza, colorazione gialla della cute o delle mucose, urine di colore scuro, sanguinamenti);
  • Sintomi cerebrali (confusione, alterazione della coscienza, coma);
  • Comito o irritabilità del bambino, gonfiore del viso, della lingua e della gola con difficoltà a deglutire e a respirare (angioedema);
  • Comparsa di nuove infezioni o persistenza di infezioni preesistenti, comparsa di diarrea;
  • Irritazione dell’ultima parte dell’intestino (colon);
  • Comparsa di debolezza muscolare e facile affaticamento.
In questi casi, sospendere immediatamente il trattamento con azitromicina e seguire le indicazioni del medico curante.
Azitromicina in polvere per sospensione orale contiene saccarosio: da tenere in considerazione in persone affette da diabete mellito
Azitromicina capsule e compresse rivestite contengono lattosio: pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
 

Azitromicina: interazioni ed effetti indesiderati

Immagine che rappresenta due fiale, una di azitromicina e l'altra di idrossiclorochinaLa azitromicina è un inibitore della p-glicoproteina, la proteina di trasporto presente sulla membrana di alcune cellule e che agisce facendo uscire i farmaci dalle cellule riducendo quindi il loro assorbimento.
Il citocromo P450 3A4 è il principale citocromo in grado di metabolizzare (e quindi di eliminare) il 50-60% dei farmaci metabolizzati. L’azitromicina è un debole inibitore del citocromo P450 3A4. Pertanto, l’azitromicina ha meno interazioni farmacocinetiche con altri farmaci rispetto a quelle indotte dall’eritromicina e da altri macrolidi. 
Azitromicina, come tutti i farmaci utilizzati in terapia, potrebbe interagire con altri farmaci. Se si deve assumere azitromicina, informare il medico o il farmacista se si sta assumendo, si ha recentemente assunto o si potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale, e seguire con attenzione le loro indicazioni.


Antiacidi

La cosomministrazione può causare una riduzione del 25% delle concentrazioni di azitromicina dato che gli antiacidi modificano il pH gastrico. Non assumere contemporaneamente antiacidi e azitromicina.


Digossina, colchicina, everolimus, tacrolimus

Digossina, everolimus, tacrolimus e colchicina sono dei substrati della p-glicoproteina. In caso di cosomministrazione i livelli di questi farmaci potrebbero aumentare. Controllare con attenzione il loro dosaggio.


Ibrutinib

Ibrutinib subisce un forte effetto di primo passaggio (viene metabolizzato rapidamente a livello epatico da parte del citocromo P450 3A4). La cosomministrazione con un debole inibitore di questo citocromo, come l’azitromicina, potrebbe aumentare l’esposizione a ibrutinib.


Idrossiclorochina

La co-somministrazione di azitromicina e idrossiclorochina può portare ad un significativo prolungamento dell’intervallo QT, con rischio di insorgenza di aritmie cardiache anche gravi (torsioni di punta). È consigliabile evitare la combinazione di questi due farmaci. In caso sia assolutamente necessario associarli, limitare la combinazione ad un breve periodo di trattamento (pochi giorni) e controllare con attenzione il tracciato ECG del paziente.


Tobramicina

L’associazione di azitromicina e tobramicina, somministrata per via parenterale o inalatoria, potrebbe ridurre l’efficacia clinica della tobramicina. In caso sia necessario cosomministrare in pazienti con fibrosi cistica, valutare l’opportunità della sospensione del trattamento con azitromicina o considerare l’uso di altri antibiotici (aztreonam, colistina, colistimetato) da associare al macrolide.


Zidovudina

La somministrazione di azitromicina ha determinato un aumento delle concentrazioni della zidovudina fosforilata, il metabolita clinicamente attivo, nelle cellule periferiche mononucleate. L’importanza clinica di questo dato non è chiara, ma potrebbe costituire un beneficio per il paziente.


Derivati dell’ergotamina

La cosomministrazione di antibiotici macrolidi ha precipitato crisi di ergotismo in pazienti in trattamento con derivati dell’ergotamina. A causa della possibilità teorica di ergotismo, azitromicina ed ergotamina non devono essere somministrate contemporaneamente.


Ciclosporina

La somministrazione di ciclosporina a pazienti che avevano assunto azitromicina per tre giorni ha portato a livelli di ciclosporina più elevati che in pazienti che non avevano assunto il macrolide. In caso sia strettamente necessario cosomministrare i due farmaci, è necessario monitorare con attenzione i livelli di ciclosporina e il dosaggio dovrà essere modificato di conseguenza


Statine

La cosomministrazione non sembra alterare la farmacocinetica delle statine, ma sono stati segnalati casi di rabdomiolosi (una grave lesione del muscolo scheletrico, con conseguente rilascio nel torrente sanguigno di composti come mioglobina, creatina, calcio, potassio ed acido urico) in pazienti in trattamento con statine e azitromicina. La mioglobina è molto tossica per l'apparato renale, dato che può accumularsi nei nefroni e potenzialmente può portare a blocco della filtrazione renale che, in alcuni casi più gravi, può diventare anche letale.


Anticoagulanti cumarinici

L’azitromicina non altera l’effetto anticoagulante di una singola dose di warfarin, ma sono stati segnalati casi di potenziamento dell’azione anticoagulante di derivati cumarinici. È consigliabile rivalutare frequentemente il tempo di protrombina in caso di cosomministrazione.


Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più comuni osservati dopo l’assunzione dell’azitromicina sono:
  • Cefalea;
  • Vomito;
  • Dolore addominale;
  • Nausea;
  • Dolore o infiammazione in sede di iniezione;
  • Alterazione della conta linfocitaria, degli eosinofili, dei basofili, monociti e neutrofili, riduzione del bicarbonato ematico.
  • Raramente si sono osservate delle reazioni di fotosensibilità, eruzioni da farmaci con sintomi sistemici, alterazioni della funzionalità epatica e agitazione.  
Le reazioni avverse correlate alla profilassi e al trattamento del Mycobacterium avium complex (diverse da quelle riportate per le formulazioni a rilascio immediato o prolungato) più comuni sono:
  • Diarrea;
  • Dolore addominale;
  • Nausea;
  • Flatulenza;
  • Disturbi addominali;
  • Perdita di feci;
  • Anoressia;
  • Capogiri;
  • Emicrania;
  • Parestesia;
  • Sordità;
  • Compromissione della visione;
  • Prurito;
  • Eruzioni cutanee;
  • Dolori agli arti;
  • Stanchezza.
 

Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non ci sono dati adeguati a verificare la sicurezza dell’azitromicina durante la gravidanza. Negli studi di tossicologia riproduttiva negli animali azitromicina ha dimostrato di passare la placenta e non sono stati osservati effetti teratogeni, ma gli studi di riproduzione animale non sempre sono predittivi della risposta nell’uomo. Pertanto, azitromicina durante la gravidanza deve essere usata soltanto se strettamente necessario e se il beneficio supera il rischio.


Allattamento

Le informazioni limitate disponibili indicano che l’azitromicina è presente nel latte umano. Non sono stati osservati effetti indesiderati sui neonati allattati al seno. Consultare il proprio medico per decidere se interrompere l’allattamento o interrompere/astenersi dalla terapia con azitromicina prendendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e quello della terapia per la madre.


Fertilità

In studi sulla fertilità condotti sui ratti è stata notata una riduzione del tasso di fertilità in seguito alla somministrazione di azitromicina. La rilevanza di questi risultati nell’uomo non è nota.

 
Immagine che rappresenta una donna in gravidanza che guarda i farmaci da assumere

Note sull’ Azitromicina (modalità di conservazione etc etc…)

  • Il granulato ha un periodo di validità di 2 anni nella confezione integra. Va conservato a temperature inferiori ai 30°C e con il flacone ben chiuso. Una volta aperto e ricostituito va consumato per intero.
  • La polvere per sospensione orale ha una validità di 2 anni e una volta ricostituita si conserva per 10 giorni a temperatura ambiente.
  • Le capsule rigide hanno una validità di 4 anni, le compresse di 2 anni.
  • La polvere per soluzione per infusione ha una validità di 3 anni. La soluzione ricostituita è chimicamente e fisicamente stabile per 24 ore se conservata a temperature non superiori ai 30°C. Tuttavia, dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente. Se la soluzione non viene usata immediatamente, si consiglia di non superare le 24 ore a temperature comprese tra 2 e 8°C, ad eccezione del caso in cui la ricostituzione/diluizione sia avvenuta in condizioni asettiche validate e controllate.
  • Il collirio ha una validità di 18 mesi e va conservato al riparo dalla luce e ad una temperatura inferiore ai 25°C, non congelare. Dopo l’apertura del contenitore monodose, il farmaco va usato immediatamente. Eliminare il contenitore subito dopo l’uso.

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Domande e risposte

Che cos’è l’azitromicina?

L’azitromicina è un antibiotico della classe dei macrolidi. È un inibitore della sintesi delle proteine di una serie di batteri che sono sensibili. L’inibizione della sintesi proteinca causa un rallentamento della crescita dei batteri (effetto che viene definito batteriostatico). In alcune condizioni particolari (in presenza di alti dosaggi o di batteri particolarmente sensibili al farmaco) si può avere anche un effetto tossico con la morte dei batteri (effetto battericida).

Come si assume l’azitromicina?

L’azitromicina si può assumere sia a stomaco vuoto (almeno 1 ora prima oppure 2 ore dopo il termine dei pasti) sia dopo un pasto, a seconda della specialità farmaceutica disponibile, ma sempre in una singola dose giornaliera. Il trattamento non va prolungato per più di tre giorni. Seguire sempre con attenzione le indicazioni del medico curante.

Perché posso assumere azitromicina una sola volta al giorno?

L’azitromicina si accumula nei tessuti e per questo viene eliminata molto lentamente dall’organismo. Questa persistenza nel nostro organismo permette l’assunzione del farmaco una volta sola al giorno.

Come si comporta l’azitromicina nell’anziano?

Il farmaco si comporta negli anziani allo stesso modo che nei pazienti adulti. Infatti, i disaggi prescritti per gli anziani sono gli stessi utilizzati negli adulti. Un comportamento diverso si osserva tra uomini e donne, con dei picchi di concentrazione plasmatica di azitromicina più elevati nelle donne, anche se non si è osservato un accumulo del farmaco.

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

In collaborazione con

Stefano Bellosta

Stefano Bellosta

Il Prof. Stefano Bellosta, è un Professore Associato di Farmacologia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Scienze del Farmaco, dell’Università degli Studi di Milano. È specializzato in Farmacologia Sperimentale, Dottore di Ricerca in Medicina Sperimentale: Aterosclerosi presso l’Università degli Studi di Siena ed ha conseguito un Master in Farmacia e Farmacologia Oncologica.

È docente dei moduli di Farmacologia clinica, Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia e di Farmacotossicologia dei farmaci biotecnologici per il corso di Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, e tiene lezioni alla Scuola di Specializzazione in Farmacia Ospedaliera e al Master di Farmacia e Farmacologia Oncologica dell’Università degli Studi di Milano. Ha collaborato ad attività di ricerca commissionate da Enti Istituzionali italiani e stranieri ed è autore e co-autore di articoli scientifici di ricerca nel campo delle patologie cardiovascolari e neurodegenerative, di presentazioni a congressi scientifici italiani e stranieri e di testi divulgativi a contenuto scientifico.

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