Aloe vera gel (L.) Burm.f.: proprietà, benefici e controindicazioni

Aloe vera gel (L.) Burm.f.: proprietà, benefici e controindicazioni

Indice


Domande e risposte
 

Descrizione della pianta di aloe vera: habitat e cenni di botanica

Aloe vera (L.) Burm.f. (sin. Aloe barbadensis Mill.) è una pianta erbacea succulenta perenne appartenente alla famiglia delle Asphodelaceae (prec. Xanthorrhoeaceae). Può raggiungere l’altezza di 60-100 cm ed è priva di fusto o con un fusto molto corto. Le foglie sono sessili, spesse e carnose, disposte in una rosetta basale, lanceolate, lunghe 30-50 cm e larghe circa 10 cm alla base, di colore verde brillante o grigio-verde, con macchie biancastre irregolari sulle due superfici delle giovani foglie. Il margine fogliare presenta spine di color bianco. L’infiorescenza centrale e sommitale è un racemo alto fino a 90 cm composto da fiori penduli con involucro tubulare (perigonio) di color giallo o rosso lungo circa 2-3 cm. Il frutto è una capsula contenente molti semi.
Originaria dell’Africa nord-orientale (probabilmente del Sudan) e della penisola arabica, è stata successivamente introdotta in tutti i paesi della fascia tropicale (India occidentale, Sud-est asiatico, America centrale, Messico, Stati Uniti meridionali), compresi i paesi del bacino del Mediterraneo.
 
Immagine che rappresenta una pianta di aloe vera
 

Costituenti della droga

La droga è costituita dalle foglie, da cui si ottiene un gel mucillaginoso, ampiamente utilizzato in campo cosmetico e salutistico come integratore. Il gel si estrae dalla parte centrale delle foglie fresche: si presenta come un liquido gelatinoso e viscoso, trasparente, incolore, inodore dal sapore forte, ricco in mucillagini (30%), da non confondere con il succo delle foglie, un essudato giallognolo dal sapore amaro, contenente composti antracenici, sostanze che attualmente sono oggetto di discussioni normative a livello europeo per la loro presunta attività cancerogena e genotossica. Il succo si ricava dalla parte più esterna della foglia ed è utilizzato essenzialmente come lassativo. Il gel si ricava infatti dalle foglie fresche rimuovendo gli strati esterni verdi, prestando attenzione a evitare contaminazioni con il succo, contenente appunto i derivati antracenici. 

I principali costituenti del gel di aloe sono acqua e polisaccaridi (pectine, emicellulose, glucomannani, acemannano, il più abbonante, o mannani acetilati e mannosio derivati), oltre a diversi monosaccaridi, tra i quali il mannosio 6-fosfato è quello più abbondante. Il gel contiene anche:
  • Aminoacidi liberi;
  • Triterpeni (in particolare lupeolo);
  • Fitosteroli (campesterolo, β-sitosterolo);
  • Acido y-linolenico;
  • Acido arachidonico;
  • Alcune vitamine del gruppo B;
  • Acido ascorbico;
  • Carotenoidi;
  • Tocoferoli;
  • Saponine;
  • Tannini;
  • Enzimi;
  • Antrachinoni in tracce.

Aloe vera: impieghi fitoterapici

L’impiego dell’aloe nella medicina popolare ha una tradizione millenaria e il suo utilizzo è riportato nella letteratura di varie culture, da quella egiziana a quelle greca, romana, araba, indiana e cinese. Le maggiori indicazioni riguardo al suo uso in ambito curativo sono quelle relative al trattamento di ferite, eritemi e scottature. Attualmente trova numerose applicazioni anche nel campo della cosmetica, soprattutto grazie alle sue proprietà emollienti e idratanti, dimostrate in diversi studi preclinici insieme a quelle antinfiammatorie e antibatteriche.

L’effetto antinfiammatorio sembra essere ricondotto all’aloesina, una molecola dotata di attività antiossidante e in grado di inibire l’enzima ciclossigenasi II, mentre diversi polisaccaridi, tra cui l’acemannano, possiedono proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti. Le lectine sembrano essere responsabili degli effetti terapeutici sulle scottature, mentre il lupeolo presenta anch’esso un’attività antinfiammatoria e stimola la sintesi di collagene in vitro.
In diversi studi su modelli animali è stato evidenziato che il gel di aloe ha aumentato i livelli di acido ialuronico nel tessuto di granulazione, influenzando così positivamente i parametri biochimici e le caratteristiche biomeccaniche legate al processo di guarigione delle ferite; infatti, in alcuni di questi studi, l’applicazione locale di gel d’aloe sulle ferite ha mostrato di accelerare il processo di guarigione, di diminuire il tempo di riepitelizzazione e indurre la sintesi di collagene.

In campo clinico il gel di aloe è stato studiato per diverse condizioni patologiche della cute, in particolare quelle a carattere infiammatorio, come dermatite o psoriasi, ma è stato studiato anche in pazienti con ulcere da pressione o diabetiche e piaghe da decubito.


Immagine che rappresenta una persona che usa una cream idratante all'aloe vera in bagnoPsoriasi e acne

Gli studi relativi all’efficacia dell’applicazione di differenti preparazioni di aloe in pazienti affetti da psoriasi con placche da moderate a lievi, hanno fornito risultati discordanti, dato che in alcuni studi non sono stati riscontrati effetti positivi rispetto al placebo, al contrario di altri in cui ne sono emerse le potenzialità. In uno studio condotto su 80 pazienti, l’applicazione per 8 settimane di una crema contenente il 70% di mucillagini di aloe è stata più efficace rispetto alla crema allo 0,1% di triamcinolone acetonide, farmaco usato nel trattamento dell’eczema, anche se mancano i dati per confermarne l’effetto a lungo termine dopo l’intervento. Un altro studio recente condotto su 2248 pazienti con psoriasi lieve o moderata ha messo a confronto un unguento contenente aloe (3%) e propoli (50%) con un unguento placebo. Il gruppo trattato con aloe e propoli ha mostrato una significativa riduzione dell’eritema e della desquamazione.
Rispetto alla tretinoina, farmaco comunemente usato per i vari disturbi cutanei, l’applicazione del gel di aloe per 8 settimane in 60 soggetti, con acne da lieve a moderata, ha ridotto significativamente il numero delle lesioni cutanee e dell’indice di gravità dell’acne (ASI).


Dermatite indotta da radioterapia

Anche in questo caso i risultati mostrati dagli studi clinici sono discordanti. Mentre in quattro studi il trattamento con gel di aloe o una crema a base di aloe non ha evidenziato effetti di miglioramento, in altri tre studi in cui i pazienti erano sottoposti a dosi elevate di radioterapia l’applicazione del gel di aloe ha mostrato effetti protettivi.


Dermatite da pannolino

Uno studio in doppio cieco randomizzato ha confrontato una crema a base di aloe e olio di oliva (in rapporto 3:2) con una crema contenente l’1,5% di estratto ottenuto dai capolini di Calendula officinalis. 66 bambini con età inferiore ai 3 anni hanno ricevuto il trattamento con le creme 3 volte al giorno per 10 giorni; sebbene entrambe le creme abbiano mostrato un effetto migliorativo, quella con aloe ha ridotto l’eritema in misura minore rispetto a quella con calendula.


Guarigione delle ferite acute e croniche

L’effetto dell’aloe sulla guarigione delle ferite post-operatorie è stato analizzato in una recente revisione sistematica della letteratura, che ha preso in considerazione casi di: Solo in uno studio clinico dei sette esaminati, il trattamento con aloe non ha mostrato differenze rispetto alla terapia standard effettuata con idrogel, antibiotico e medicazione assorbente.

Negli altri studi il trattamento con crema o gel di aloe, anche in comparazione alle usuali terapie, ha ridotto il dolore e il tempo di guarigione. L’effetto sulle ferite sembra essere piuttosto aspecifico e non avere legami con una particolare tipologia di lesione. Pur mostrando risultati positivi, questi studi spesso non riportano un’adeguata titolazione dei principi attivi responsabili degli effetti, come per esempio l’acemannano o le mucillagini.

Uno studio condotto su 30 pazienti trattati con gel di aloe ha evidenziato la completa guarigione dell’ulcera da pressione in 19 soggetti (63%) entro 10 settimane, sebbene l’efficacia non fosse superiore all’utilizzo di garze impregnate di soluzione salina. In letteratura è riportato che l’applicazione locale di gel d’aloe sulle ferite del paziente diabetico è in grado di accelerare il processo di guarigione, indurre la sintesi di collagene e diminuire il tempo di riepitelizzazione. Uno studio clinico randomizzato in doppio cieco condotto su pazienti diabetici, infatti, ha evidenziato che l’applicazione di un gel contenente aloe e piantaggine, due volte al giorno per 4 settimane, è stato efficace nel trattamento delle ulcere localizzate a livello plantare. Nonostante non sia stata rilevata una significativa differenza nella profondità delle ferite, il trattamento ne ha migliorato l’aspetto e le scale di valutazione hanno mostrato un incremento positivo rispetto al gruppo controllo.
Per quanto riguarda la prevenzione o il trattamento della flebite, in una revisione sistematica è stato riportato l’effetto migliorativo dovuto all’applicazione di aloe; tuttavia, non sussiste una precisa evidenza della sua efficacia a causa della limitata qualità metodologica degli studi analizzati.


Ustioni

La stessa revisione ha indicato un effetto positivo del trattamento con aloe nelle ustioni di primo e secondo grado. Nei cinque studi clinici analizzati, l’utilizzo di medicazioni con aloe gel o crema con aloe ha mostrato un’efficacia maggiore rispetto all’uso di garze con petrolato bianco, pomata con 1% di sulfadiazina o crema contenente framicetina. Il trattamento con aloe ha migliorato il tempo di guarigione, con un’azione preventiva rispetto alle infezioni nell’area interessata, così come per il rossore e il prurito


Disturbi del cavo orale

Il gel di aloe è stato oggetto di svariati studi nella cura delle malattie delle mucose orali.
Due studi clinici randomizzati, condotti su un totale di 139 pazienti, hanno mostrato risultati promettenti nel trattamento delle ulcere aftosiche, evidenziando una migliore gestione del dolore e una guarigione completa più veloce nei pazienti che utilizzavano gel di aloe allo 0,5-2%, rispetto al placebo.
Il gel di aloe associato ad allantoina e diossido di silice, in uno studio clinico randomizzato ha mostrato anche una certa efficacia nel trattamento della stomatite aftosa ricorrente, evidenziando una riduzione nel numero delle lesioni e un incremento nel periodo di tempo privo di lesioni. Un ulteriore studio su 100 pazienti, invece, ha evidenziato come l’applicazione sulle lesioni di un gel contenente solo acemannano (0,5%), producesse una riduzione del dolore e della dimensione delle lesioni, seppur in minor misura rispetto all’applicazione dei farmaci steroidei considerati la terapia d’elezione. 
Una revisione sistematica con metanalisi ha valutato l’efficacia di aloe nella riduzione del dolore da lichen planus orale. L’applicazione topica di aloe in gel al 70% (due volte al giorno per 8 giorni) o in sospensione orale (tre volte al giorno per 12 settimane), ha prodotto una riduzione significativa del dolore e dei segni clinici da lichen rispetto al placebo.

Una recente metanalisi, che includeva sei studi clinici randomizzati e controllati per un totale di 416 pazienti, ha analizzato l’efficacia del gel di aloe nella gestione della fibrosi sottomucosa orale. I risultati hanno mostrato come il gel di aloe abbia alleviato il dolore e la sensazione di bruciore a 2 mesi dal trattamento. Pur tenendo conto dei limiti metodologici dei diversi studi, molto eterogenei, con follow-up a breve termine e con parametri valutati non standardizzati, il gel di aloe sembrerebbe avere un potenziale effetto nel miglioramento clinico dei pazienti.


Azione gastroprotettiva e antiulcera

Queste attività, per le quali è necessaria l’assunzione orale del gel di aloe, sono scarsamente studiate sia clinicamente sia in relazione al loro meccanismo d’azione. In generale, sembrano riconducibili all’azione emolliente della componente mucillaginosa e alle proprietà cicatrizzanti, antinfiammatorie e stimolanti la secrezione di muco dei composti polifenolici.

Alcuni studi su modelli animali di gastrite indotta da etanolo o da istamina hanno dimostrato che il gel di aloe può contrastare lo sviluppo delle lesioni gastriche, oltre che essere attivo nell’inibire la secrezione gastrica favorendo invece la produzione di pepsina e di muco. Dal punto di vista clinico, una metanalisi ha definito, sulla base di tre studi clinici randomizzati con un totale di 151 pazienti, che il trattamento con preparati a base di gel di aloe è stato efficace nel migliorare la sintomatologia dolorosa associata alla sindrome del colon irritabile, con una buona tollerabilità e senza eventi avversi rilevanti.

Preparazioni e dosi di aloe vera

Dagli studi clinici emerge che l’uso topico di unguenti o creme contenenti almeno il 70% di gel di aloe è il più indicato per ottenere una buona efficacia. Le concentrazioni di aloe proposte per l’utilizzo dei disturbi del cavo orale variano invece dallo 0,5% al 2% per le formulazioni in gel, mentre arrivano al 70% per la sospensione orale (collutorio). Esistono in commercio anche alcuni prodotti, per lo più multi-ingredienti, in forma di collutorio, dentifricio, spray e cerotti.
Per uso interno è indicata l’assunzione di 25-100 mL di gel di aloe per una o due volte al giorno.

 
Immagine che rappresenta la pianta di aloe vera
 

Aloe vera: effetti collaterali e controindicazioni

L’uso topico del gel di aloe non è associato a effetti collaterali significativi, fatta eccezione per alcuni fenomeni di dermatite da contatto o lieve prurito in caso di ipersensibilità al prodotto, reversibili comunque in seguito alla sospensione del trattamento.

Per uso orale i preparati a base di gel di aloe sembrano generalmente ben tollerati; negli studi clinici sono stati evidenziati alcuni disturbi minori, in particolare gonfiore addominale. Come per altre droghe contenenti mucillagini, per esempio malva e altea, indicate per lenire lievi disturbi del tratto gastrointestinale, considerando la carenza di dati di sicurezza specifici, l’EMA ne sconsiglia l’uso nella donna in gravidanza e in allattamento.
 

Conclusioni sull’uso dell’aloe vera

Allo stato attuale, la ricerca scientifica ha mostrato risultati promettenti per quanto riguarda l’utilizzo topico del gel di aloe per il trattamento dei problemi della cute e delle mucose, con controindicazioni ed effetti avversi decisamente inferiori rispetto a quelli dei farmaci a base di corticosteroidi. Gli studi futuri, oltre a coinvolgere campioni di soggetti più ampi, dovrebbero tenere in maggior considerazione l’origine geografica dell’aloe come materia prima, in modo da poter definire meglio i componenti dei prodotti utilizzati e il loro meccanismo d’azione nelle diverse applicazioni terapeutiche e salutistiche.
 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Libro: Farmacognosia e fitoterapia: basi farmacologiche ed aspetti applicativi.
Autori: Mazzanti G, Dell’Agli M, Izzo A.
Editore: Piccin
Anno: 2020

Libro: Aloe. Aspetti botanici, chimici, farmacologici.
Autori: Capasso R, Laudato M, Grandolini G, Capasso F.
Editore: Springer-Verlag Italia
Anno: 2013

Articolo scientifico: Effects of Aloe vera in adults with mucocutaneous problems: A systematic review and meta-analysis.
Autore: Gok Metin Z, Helvaci A, Gulbahar Eren M.
Rivista: Journal of Advanced Nursing
Anno: 2021.
Link: https://doi.org/10.1111/jan.14653

Articolo scientifico: The Effect of Aloe Vera Clinical Trials on Prevention and Healing of Skin Wound: A Systematic Review.
Autore: Hekmatpou D, Mehrabi F, Rahzani K, Aminiyan A.
Rivista: Iran J Med Sci.
Anno: 2019.
Link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6330525/pdf/IJMS-44-1.pdf

Domande e risposte

Quali sono i benefici del gel di aloe?

Diversi studi clinici hanno dimostrato l’efficacia del gel di aloe nel trattamento di svariati disturbi cutanei come la psoriasi e l’acne. L’applicazione del gel di aloe ha anche ridotto il tempo di guarigione delle ferite post-operatorie e delle ustioni di primo e secondo grado, oltre ad aver migliorato l’aspetto e il dolore causato da quelle croniche, come le ulcere diabetiche.

L’uso di prodotti a base di gel di aloe è sicuro?

Non sono stati riscontrati effetti collaterali significativi per quanto riguarda l’uso topico, tranne rari casi di ipersensibilità al prodotto con dermatite o lieve prurito. Per uso interno, l’elevato contenuto di mucillagini potrebbe determinare il rischio di interazioni farmacocinetiche con farmaci somministrati contestualmente, in quanto l’idrocolloide può esercitare un effetto di sequestro del farmaco, determinandone una ridotta biodisponibilità e perdita dell’efficacia terapeutica.

L’assunzione orale di gel di aloe può provocare problemi gastrointestinali?

Il gel di aloe adeguatamente depurato da eventuali contaminazioni di derivati antracenici presenti nel succo non provoca irritazione gastrointestinale ed effetti lassativi. Come per l’uso topico potrebbero però verificarsi reazioni di natura allergica in caso di ipersensibilità al prodotto.

L’aloe è utile nelle affezioni del cavo orale?

L’utilizzo di prodotti o collutori a base di gel di aloe ha diminuito il dolore e favorito la guarigione delle lesioni negli studi condotti su pazienti con diversi disturbi del cavo orale, come stomatiti, afte e ulcere aftosiche.

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In collaborazione con

Marco Angarano

Marco Angarano

Marco Angarano ha conseguito la specializzazione tecnica post-diploma di Fitopreparatore ed è laureato in Scienze e Tecnologie Erboristiche presso l’Università degli Studi di Milano. Giornalista pubblicista, autore di articoli divulgativi e scientifici sulle piante medicinali e le loro proprietà, ha collaborato con la rivista di informazione sulle piante officinali Erboristeria domani; attualmente è collaboratore scientifico di Natural 1, rivista mensile di informazione tecnico-scientifica su temi legati a fitoterapia, fitocosmesi e nutrizione. Collabora con il Laboratorio di Farmacognosia del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari - Università degli Studi di Milano nell’ambito dello studio e della divulgazione scientifica dei prodotti di origine vegetale attivi come antinfiammatori.

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