Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo: sintomi e terapie

Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo: sintomi e terapie

Indice


Domande e risposte

 

Dolore pelvico, sintomi della Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo?

A inizio maggio 2022, è stata presentata in Parlamento, per la prima volta, una proposta di legge per il riconoscimento di Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo nei Livelli Essenziali di Assistenza del Sistema Sanitario Nazionale. Che la malattia di cui si soffre venga inserita nei LEA, significa anzitutto un riconoscimento ufficiale, ma soprattutto stabilire l’individuazione di centri di riferimento pubblici regionali, Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali, oltre alle prestazioni e ai servizi che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket).

Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo sono due malattie distinte che hanno in comune il fatto che chi ne è colpito – uomini e donne – soffre di forte dolore pelvico o vulvare.
  • La Vulvodinia è una percezione dolorosa a livello vulvare e si stima che ne soffra il 15% delle donne a qualsiasi età. Significa per esempio dolore durante la penetrazione, che porta a bruciore, irritazione, secchezza, una simile a quella di punture di spillo, ma anche la disepitelizzazione e addirittura la percezione di avere tagli sulla mucosa e gonfiore. Pur presentando tutti questi sintomi importanti, la vulvodinia non presenta traumi fisici visibili a occhio nudo. La variante più frequente è la vestibolodinia, ovvero la percezione del dolore all'ingresso della vagina. Attenzione a non confondere la vulvodinia con l'endometriosi, una malattia congenita che si manifesta con lo sviluppo sessuale, dove le cellule dell’endometrio, con l’attività ormonale, iniziano a duplicarsi creando dei cumuli dannosi per questi organi e che dolgono molto in risposta alle curve di estrogeni del ciclo sessuale femminile
  • La Nevralgia o neuropatia del pudendo (detta anche sindrome di Alcock), colpisce anche gli uomini. È un dolore neuropatico cronico, che si aggrava quando il paziente è seduto e che scompare quando è sdraiato, quindi durante la notte. I sintomi sono dolori perineali monolaterali o bilaterali, sia al perineo anteriore che posteriore, a seconda della persona e del momento. Lo si associa spesso a una disfunzione pelvica, ma di cui non è nota la causa. Si sa soltanto che il dolore perineale neurogeno cronico è dovuto alla compressione del nervo pudendo nel canale pudendale (o, appunto, di Alcock).

Consulta le Strutture Sanitarie che erogano una Visita Ginecologica:
Dove effettuare una Visita Ginecologica?

Cause della vulvodinia

Le cause della vulvodinia possono essere:
  • Infezioni batteriche o micotiche, sia vaginali che vescicali;
  • Lesioni del nervo pudendo dopo il parto o per traumi durante i rapporti sessuali;
  • Visite o interventi chirurgici ginecologici;
  • Andare troppo in bicicletta;
  • Indossare indumenti troppo stretti.
immagine che rappresenta donna che effettua una visita dal ginecologo

Come si cura la vulvodinia

Se, un tempo, ciò di più vicino ad una cura che si potesse avere era riuscire a tenere il dolore sotto controllo, oggi, sempre più ginecologi riportano esperienze che attestano che sia possibile guarire dalla vulvodinia. L’importante è capire da dove ha origine il problema in ogni donna. In molti casi, per esempio, si riscontra una forte tensione del pavimento pelvico, che richiede il contributo dell’osteopata accanto al ginecologo. Per questo, è importante sottoporsi a visite ginecologiche specifiche ed approfondite per valutare lo stato di salute della mucosa vulvare e vestibolare, con test specifici che valutino il muscolo pelvico

Nel frattempo, l’approccio farmacologico prevede anticonvulsivanti a piccole dosi e anestetici locali che interrompano i circuiti del dolore, per esempio in crema, per alleviare temporaneamente il dolore, soprattutto prima dei rapporti sessuali. Sono consigliati anche lubrificanti vaginali e l’idrogel per lenire l'area e aiutare a idratare la vulva in caso di secchezza. 

Per lavorare nella direzione di una guarigione, l’esercizio fisico mirato, in fisioterapia, può aiutare in caso di dolore dovuto alla contrazione della muscolatura pelvica. La donna può imparare un metodo di auto-rilassamento, per controllare le contrazioni dei muscoli e quindi il dolore. Ad esempio, con auto massaggi – sia interni che esterni – che esercitano pressione sui punti dolorosi.

Esistono anche dilatatori vaginali di vario diametro, che aiutano a desensibilizzare e rilassare i muscoli della vagina. In alcuni casi, i fisioterapisti possono proporre l’utilizzo della TENS (stimolazione nervosa elettrica transcutanea), che prevede l’erogazione di impulsi elettrici a bassa frequenza, con l’obiettivo di inibire le terminazioni nervose coinvolte nella percezione del dolore.

Dal momento che si tratta di un problema che provoca molto disagio alla donna e alla coppia, esistono percorsi di supporto psicologico per affrontare questa malattia.


 
Consulta le le Strutture Sanitarie che effettuano una Seduta osteopatica:
Dove effettuare una Seduta osteopatica?

Cause della neuropatia del pudendo

Il problema è che non è nota la causa del problema (nonostante si associ spesso a traumi, interventi chirurgici e attività sportive come l’uso intenso della bicicletta); gli esami clinici risultano nei parametri, ma non esistono delle terapie veramente efficaci. Si utilizzano gli stessi farmaci per il trattamento dei dolori neurogeni secondari. Solo i test elettrofisiologici mostrano un prolungamento della latenza del nervo pudendo. 
Il nervo pudendo origina dalle radici sacrali (S2-S3-S4) e successivamente prosegue, insieme ai vasi pudendi, nel canale di Alcock. La compressione del nervo può avvenire in diversi suoi punti:
  • Nella maggior parte dei casi nello spazio tra i legamenti sacrotuberoso e sacrospinoso;
  • In una parte minore di casi, proprio all’interno del canale di Alcock.
immagine che rappresenta uomo che svolge attività intensiva in bicicletta

Come si diagnostica la nevralgia del pudendo

La diagnosi viene fatta dal medico specialista durante una visita, facendo attenzione ai cosiddetti cinque Criteri di Nantes:
  1. Dolore nel territorio anatomico del nervo pudendo;
  2. Dolore che peggiora stando seduti;
  3. Dolore solitamente non presente durante la notte, da sdraiati;
  4. Nessuna perdita sensoriale oggettiva all’esame clinico;
  5. Blocco nervoso del pudendo tramite anestetico positivo.
Si esclude si tratti di nevralgia del pudendo se:
  • Il dolore è coccigeo, gluteale o ipogastrico;
  • Il dolore è violento, ma di breve durata (parossistico);
  • C'è prurito esclusivo.

Come si cura la nevralgia del pudendo

immagine che rappresenta pastiglie di antidolorificoUn punto di riferimento è AINPU ONLUS – Associazione Italiana Neuropatia del Pudendo, che nasce nel 2008 per volontà di Claudio e Antonella, affetti da Neuropatia del Pudendo, dove si può rimanere aggiornati sulle ultime novità circa i percorsi terapeutici per questa malattia.

La prima cosa da fare è modificare alcune abitudini che possono aggravare la situazione: interrompere dunque le attività che peggiorano il dolore, come l’andare in bicicletta e il sollevamento pesi; cercare di stare seduti il meno possibile – e semmai utilizzare un cuscino – e fare anche una leggera attività fisica. Anche la fisioterapia mirata a rilassare i muscoli del pavimento pelvico può aiutare.

I farmaci utilizzabili al momento, su consiglio del proprio medico, sono:
Esistono anche interventi chirurgici che possono aiutare a gestire il dolore pelvico, come:
  • Neuromodulatore;
  • Neurolisi del nervo pudendo,
  • Decompressione del nervo pudendo.
In alternativa, c’è la Neuroradiologia interventistica: infiltrazioni guidate del pudendo, iniezioni con Tossina Botulinica/Neuroproloterapia.

La proposta di inserimento nei LEA

Attualmente, non ci sono né centri di riferimento, né registri dei pazienti, né farmaci con indicazione specifica. La proposta è nata raccogliendo le istanze del Comitato Vulvodinia e Neuropatia del pudendo che ha ascoltato medici, pazienti e loro familiari. La proposta di legge prevede:
  • Il riconoscimento della Vulvodinia e Neuropatia del pudendo nei Livelli Essenziali di Assistenza come malattie croniche e invalidanti
  • L’individuazione di centri di riferimento pubblici regionali per il corretto trattamento del dolore pelvico;
  • L’esenzione dalla partecipazione alla spesa pubblica per le relative prestazioni sanitarie;
  • Una commissione nazionale finalizzata ad emanare le linee guida per i Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali
  • Un fondo nazionale specifico; 
  • Un registro nazionale per la raccolta dati
  • La promozione di una formazione medica specifica sul tema; 
  • La previsione di finanziamenti per il sostegno alla ricerca; 
  • L’accesso agevolato al telelavoro e allo smart working per lavoratrici e lavoratori e un incremento dei permessi per malattia in rapporto alla gravità della patologia; 
  • L’accesso agevolato alla didattica a distanza per le studentesse e gli studenti; 
  • La promozione di attività di sensibilizzazione, di informazione e di prevenzione primaria nelle scuole;
  • L’istituzione di una giornata nazionale per la Vulvodinia e la Neuropatia del pudendo.




RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Quali sono i sintomi del nervo pudendo?

La Nevralgia o neuropatia del pudendo (detta anche sindrome di Alcock), colpisce sia donne che uomini. È un dolore neuropatico cronico, che si aggrava quando il paziente è seduto e che scompare quando è sdraiato, quindi durante la notte. I sintomi sono dolori perineali monolaterali o bilaterali, sia al perineo anteriore che posteriore, a seconda della persona e del momento. Lo si associa spesso a una disfunzione pelvica, ma di cui non è nota la causa. Si sa soltanto che il dolore perineale neurogeno cronico è dovuto alla compressione del nervo pudendo nel canale pudendale (o, appunto, di Alcock). 

Come si cura la vulvodinia?

L’approccio farmacologico prevede gli anticonvulsivanti a piccole dosi e anestetici locali, per esempio in crema, per alleviare temporaneamente il dolore, soprattutto prima dei rapporti sessuali. L’esercizio fisico mirato, in fisioterapia, può aiutare in caso di dolore dovuto alla contrazione della muscolatura pelvica. La donna può imparare un metodo di auto-rilassamento, per controllare le contrazioni dei muscoli e quindi il dolore. Ad esempio, con auto massaggi – sia interni che esterni – che esercitano pressione sui punti dolorosi.
Dal momento che si tratta di un problema che provoca molto disagio alla donna e alla coppia, esistono anche percorsi di supporto psicologico per affrontare questa malattia. 

Qual è la variante più frequente di vulvodinia?

La variante più frequente è la vestibolodinia, ovvero percezione del dolore all'ingresso della vagina. 

Come si cura la nevralgia del nervo pudendo?

La prima cosa da fare è modificare alcune abitudini che possono aggravare la situazione. Interrompere dunque le attività che peggiorano il dolore, come l’andare in bicicletta e il sollevamento pesi; cercare di stare seduti il meno possibile e semmai utilizzare un cuscino, fare anche una leggera attività fisica. Anche la fisioterapia mirata a rilassare i muscoli del pavimento pelvico può aiutare. I farmaci utilizzabili al momento, su consiglio del proprio medico, sono:

  • Miorilassanti;
  • Integratori;
  • Antidolorifici;
  • Antidepressivi.
Esistono anche interventi chirurgici che possono aiutare a gestire il dolore pelvico, come neuromodulatore, neurolisi del nervo pudendo e decompressione del nervo pudendo.
In alternativa, c’è la Neuroradiologia interventistica: infiltrazioni guidate del pudendo, iniezioni con Tossina Botulinica / Neuroproloterapia. 

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

La riproduzione o l’utilizzazione dei contenuti pubblicati su Doveecomemicuro.it è strettamente riservata. Il riutilizzo del materiale su riviste, giornali, radiodiffusione o generica messa a disposizione al pubblico viene concesso solo previa esplicita richiesta e autorizzazione obbligatoria.

In collaborazione con

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold, giornalista freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale. Si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata - Il Sole 24 Ore e Oggiscienza. Lavora per la maggior parte su temi legati all’epidemiologia, con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 è consulente per la comunicazione social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Collabora con alcune riviste mediche più specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Nel 2019 ha messo a punto HealthCom Program, un corso di formazione online di 10 lezioni sulla comunicazione sanitaria sui social media.

Ti è piaciuto il contenuto?

Condividilo sui tuoi canali

Più letti


Visite specialistiche più cercate

Trova strutture

Le migliori strutture per...