Tumori neuroendocrini: cosa sono, come riconoscerli e come si curano

Tumori neuroendocrini: cosa sono, come riconoscerli e come si curano

Indice


Domande e risposte
 

Tumori neuroendocrini: che cosa sono 

Si parla molto di tumori neuroendocrini (NET, Neuroendocrine Tumors, o tumori carcinoidi) dopo che il famoso cantante Fedez, marito dell’influencer e imprenditrice Chiara Ferragni, ne è stato colpito al pancreas, parlandone sui propri social network dopo l’operazione chirurgica. 

Si tratta di tumori rari che originano da aggregati di cellule endocrine che si trovano in diversi organi, nella maggior parte dei casi in: La differenza rispetto ad altri tumori in queste sedi è che un tumore neuroendocrino è costituito dalle cellule simili a quelle neuroendocrine, che svolgono diversi compiti come regolare il flusso dell'aria nei polmoni, aiutano il passaggio dei cibi nel tratto gastrointestinale e favoriscono il rilascio dei succhi digestivi nell'intestino.

Trattandosi di tumori solitamente a lenta crescita e poco aggressivi, la prognosi dopo un adeguato trattamento, è in gran parte dei casi buona, con una lunga aspettativa di vita, scrivono gli esperti dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Per quanto riguarda la guarigione, è possibile oggi guarire da un tumore neuroendocrino, cioè eliminarlo senza che prima abbia dato luogo a metastasi, anche se chiaramente la possibilità dipende dall’aggressività di quel tumore, lo stadio in cui viene diagnosticato e la sede, che determina la possibilità di resezione totale oppure no, e dipende anche dall’eventuale risposta più o meno buona alla terapia



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Immagine che rappresenta delle cellule tumorali
 

Tipi di tumori neuroendocrini

Come tutti i tumori, anche quelli neuroendocrini possono essere geneticamente molto diversi l’uno dall’altro. Le loro diversità si traducono, ad esempio, in una maggiore o minore aggressività. Ci sono forme indolenti o benigne e forme più aggressive, comunque trattabili. 

Si parla di tumori:
  • Ben differenziati, che significa che la loro crescita è lenta e sono meno aggressivi;
  • Scarsamente differenziati, che significa che si evolvono con più rapidità e hanno una maggior probabilità di dare metastasi a lungo tempo. Rimane il fatto che comunque anche questi tumori se vengono trattati possono essere tenuti sotto controllo.

Queste neoplasie possono essere:
  • Endocrinologicamente inerti (cioè non producono sostanze attive come ormoni o insulina);
  • Endocrinologicamente attivi (cioè producono sostanze come ormoni o insulina. In quest’ultimo caso si parla di insulinomi).

Sedi dei tumori neuroendocrini

I tumori neuroendocrini possono originare negli organi dove sono presenti le cellule neuroendocrine, in particolare a livello dell’apparato gastrointestinale, in particolare nel pancreas come è capitato a Fedez oppure nell’intestino, ma anche nei bronchi. 
Più raramente crescono nell’apparato urinario, su cute, tiroide, paratiroide e surreni, e in alcuni casi sono correlati con malattie genetiche o ereditarie. I più frequenti, sebbene molto rari, sono:
  • Paraganglioma extra-surrenalico e feocromocitoma, a seconda che il tumore si sviluppi rispettivamente nelle cellule al di fuori del surrene o in quelle surrenaliche. Sono tumori di origine simpatica, cioè del sistema nervoso simpatico, che secernono molte sostanze attive e nel 90% dei casi il tumore risulta essere benigno;
  • Neuroblastoma, un tumore che ha origine dai neuroblasti, cellule presenti nel sistema nervoso simpatico in diverse sedi del corpo, e che spesso colpisce i bambini;
  • Carcinoma midollare della tiroide, che origina dalle cellule C, che hanno il compito, nella tiroide di produrre calcitonina, un ormone coinvolto nel mantenimento delle concentrazioni di calcio nel sangue;
  • Neoplasie endocrine multiple (MEN),  sindromi rare c solitamente di origine familiare caratterizzate dalla presenza di iperplasie/neoplasie di numerose ghiandole endocrine;
  • Carcinoma a cellule di Merkel, un raro tumore della pelle che colpisce solitamente le persone con oltre 70 anni;
  • Sindrome di Von Hippel-Lindau, una malattia genetica rara dove nel corpo di chi ne è colpito si formano con più probabilità cisti che possono evolvere in tumori, benigni e non. Si manifesta con più frequenza intorno ai 30 anni, ma può comparire anche nei bambini.
 

Il tumore neuroendocrino del pancreas

Il 5-10% dei tumori del pancreas originano dalle cellule endocrine. I principali tipi di tumore del pancreas funzionante – cioè che secernono sostanze attive – sono:
  • Insulinoma, che produce un eccesso di insulina. In queste persone i valori di glicemia si abbassano provocando sintomi quali senso di mancamento, capogiri, sudorazioni, tachicardia;
  • Gastrinoma: questo tipo di tumore produce gastrina, favorendo ulcere e diarrea;
  • Glucagonoma: che produce il glucagone, che induce diabete e rash cutanei;
  • Somatostatinoma, che provoca diabete, calcolosi della colecisti e difficoltà a digerire i cibi grassi;
  • VIPoma, caratterizzato da diarrea profusa.
 

Come ci si accorge di avere un tumore neuroendocrino

Non esistono dei sintomi validi per tutti allo stesso modo. Nel caso dei tumori non funzionanti, che cioè non provocano il rilascio di sostanze attive,  nella maggior parte dei casi sono asintomatici. Tuttavia, se la massa tumorale comprime un organo può dare avvertimenti come:
  • Anemia;
  • Vomito;
  • Dimagrimento inspiegato;
  • Ittero;
  • Dolori addominali;
  • Sanguinamento.
Nel complesso, a seconda della sede del tumore e della sostanza eventualmente secreta, si può avere un ampio ventaglio di sintomi, che comunque sono sintomi generici che potrebbero indicare molte altre condizioni, anche non problematiche, del nostro organismo, come ipertensione, febbre, mal di testa, sudorazione eccessiva, eruzioni dermatologiche, tosse, sia iper che ipo glicemia, o noduli sottocutanei.

Si parla di “sindrome da carcinoide” per caratterizzare la concomitanza di alcuni sintomi frequenti in questi pazienti,  flushing cutaneo (l'arrossamento transitorio del volto), crampi addominali e diarrea, e questo anche in caso di forme benigne. Nel tempo, anni, questa sindrome può provocare una valvulopatia cardiaca destra. L’origine di questa sintomatologia è la produzione di sostanze, fra cui un’aumentata secrezione di acido 5-idrossiindolacetico nelle urine. 

Nella maggior parte dei casi ci si accorge di questi tumori, specie quelli non funzionanti, mentre si fanno altri accertamenti. Data la lentezza della loro evoluzione, nella maggior parte dei casi si è in tempo per intervenire con la terapia.
 

Come si curano i tumori neuroendocrini

Oggi fortunatamente ci sono diverse possibilità di trattare questi tumori e soprattutto di individuarli a uno stadio iniziale, come è accaduto a Fedez, grazie alla diagnosi precoce, tramite analisi del sangue per individuare i marcatori di questi tumori, e a esami strumentali come TAC e risonanza magnetica.
Il primo passo è sicuramente la chirurgia, la resezione totale del tumore, anche in alcuni casi di tumori metastatici. Nel caso di metastasi del fegato difficilmente asportabili si può far uso di terapie loco-regionali tramite procedure miniinvasive di radiologia interventistica.

Il trattamento farmacologico di prima linea è quello ormonale. Si parla di terapia radiometabolica o radiorecettoriale, dal momento che i tumori neuroendocrini hanno un’alta densità di recettori per la somatostatina. Si somministra quindi un farmaco analogo della somatostatina che riconosce il  “bersaglio” da attaccare sulle cellule tumorali. grazie al legame dell’analogo della somatostatina ai recettori presenti sulle neoplasie. Accanto a questi farmaci ci sono i bioterapici, che vengono usati nei casi di tumore non operabile perché in una sede non raggiungibile. Si tratta di iniezioni mensili di un ormone sintetico analogo della somatostatina.
Un’altra strada è la radioterapia mirata, dal momento che i tumori neuroendocrini presentano al loro interno sostanze radioattive che raggiungono proprio le cellule malate. Due esempi sono la terapia con Iodio131-MIBGdi e la terapia con octreotide.

Infine, nei casi più difficili, che non rispondono bene alla terapia ormonale, si propone la chemioterapia classica, che fa uso sempre di nuovi farmaci, in particolare due che si sono rivelati più efficaci nell’inibire i meccanismi di crescita dei tumori più ostici da trattare. 
Sono infine attivi nei migliori centri di ricerca di protocolli di ricerca clinica, cioè l’utilizzo controllato di nuovi farmaci o strategie terapeutiche che non sono ancora approvate ufficialmente, perché in fase di studio, ma che hanno dato fino a quel momento risultati incoraggianti

 
Immagine che rappresenta una persona che sta facendo le analisi del sangue
 
 
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Come si curano i tumori neuroendocrini?

Oggi fortunatamente ci sono diverse possibilità di trattare questi tumori e soprattutto di individuarli a uno stadio iniziale, come è accaduto a Fedez, grazie alla diagnosi precoce. Il primo passo è sicuramente la chirurgia, la resezione totale del tumore, anche in alcuni casi di tumori metastatici. Nel caso di metastasi del fegato difficilmente asportabili si può far uso di terapie loco-regionali tramite procedure miniinvasive di radiologia interventistica. Laddove non si può intervenire chirurgicamente ci sono diversi protocolli terapeutici farmacologici approvati in Italia.

Quanto si può vivere con un tumore neuroendocrino?

Non esiste una risposta valida per tutti. Dipende dal tipo di tumore (differenziato, non differenziato), dalla sede e dallo stadio a cui avviene la diagnosi. Oltre che dall’età del paziente e dalla presenza di altre malattie. La buona notizia è che  negli ultimissimi anni c’è stato un notevolissimo incremento della sopravvivenza, specie dei pazienti con forme ben differenziate anche in presenza di forme metastatiche estremamente avanzate (sino ad oltre 15 anni). La qualità della vita è inoltre sovrapponibile a quella di una persona senza tumore. Nei pazienti trattati con chirurgia la percentuale di sopravvivenza a 5 anni è nel complesso alta.

Cosa sono le cellule neuroendocrine?

La differenza rispetto ad altri tumori in queste sedi è che un tumore neuroendocrino è costituito dalle cellule simili a quelle neuroendocrine, che svolgono diversi compiti come regolare il flusso dell'aria nei polmoni, aiutano il passaggio dei cibi nel tratto gastrointestinale e favoriscono il rilascio dei succhi digestivi nell'intestino.

Dove si trovano le cellule neuroendocrine?

I tumori neuroendocrini possono originare negli organi dove sono presenti queste cellule, in particolare a livello dell’apparato gastrointestinale, in particolare nel pancreas come è capitato a Fedez oppure nell’intestino, ma anche nei bronchi. 
Più raramente crescono nell’apparato urinario, su cute, tiroide, paratiroide e surreni, e in alcuni casi sono correlati con malattie genetiche o ereditarie. 

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In collaborazione con

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold, giornalista freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale. Si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata - Il Sole 24 Ore e Oggiscienza. Lavora per la maggior parte su temi legati all’epidemiologia, con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 è consulente per la comunicazione social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Collabora con alcune riviste mediche più specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Nel 2019 ha messo a punto HealthCom Program, un corso di formazione online di 10 lezioni sulla comunicazione sanitaria sui social media.

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