Puntura di medusa: le cose da fare e da non fare

Puntura di medusa: le cose da fare e da non fare

Indice

Domande e risposte

Meduse: che cosa sono e perché ci pungono

Immagine che mostra il braccio di una persona bruciato da una puntura di medusaLe meduse appartengono alla famiglia dei Cnidari e sono note per il loro aspetto caratteristico gelatinoso e spesso trasparente che le rende talvolta invisibili in mare, anche perché esse stesse sono composte per il 98% di acqua.

La loro struttura anatomica è semplice, e comprende tre elementi:
  • L'ombrello;
  • La bocca collegata alla cavità gastrovascolare;
  • tentacoli. Sono questi a pizzicarci iniettandoci il veleno. La ragione per cui le meduse ci attaccano è per difendersi dai predatori e per paralizzare una potenziale preda.
    L’emissione del veleno avviene per contatto: i tentacoli sono composti da capsule con all’interno un filamento per iniettare il veleno.
    Quando un corpo estraneo sfiora questo apparato, il filamento scatta all’esterno iniettando il veleno nella vittima.
Il morso, o ustione, brucia ed è doloroso non per il contatto con il tentacolo, ma a causa delle tossine emesse dalla medusa, composte da tre proteine:
  • Ipnotossina, che ha effetto paralizzante;
  • Talassina, che causa la risposta infiammatoria;
  • La cogestina che agisce sull'apparato circolatorio e respiratorio

I sintomi. Come riconoscere la puntura di una medusa

I sintomi più comuni di un’ustione da medusa sono innanzitutto un forte bruciore, pelle arrossata, irritazione della pelle (bolle, vescicole, gonfiore) oppure dolore. Sono necessari 15-20 minuti affinché il senso di intenso bruciore scompaia (talvolta qualche ore per non sentire più dolore) e inizino prurito irritazione e formicolio.
È possibile che il gonfiore e il rossore durino per dei giorni prima di giungere a guarigione, anche una settimana.

Nei casi più gravi invece possono verificarsi anche altri effetti collaterali come ad esempio vomito, nausea, febbre, vertigini, spasmi muscolari e mal di testa. Tali sintomi in genere si sviluppano in seguito a punture diffuse oppure in soggetti particolari come i bambini e in questo caso è bene consultare il medico o recarsi al Pronto Soccorso.

Fortunatamente le meduse che vivono nel Mediterraneo non sono mortali, ma lo possono essere alcune forme di meduse presenti nei paesi tropicali. Il contatto con la Cubomedusa per esempio, che vive al largo delle coste australiane, può causare anche la morte.

Immagine che mostra una Cubomedusa o Vespa di mare

Cosa fare quando si viene punti da una medusa

  • La prima cosa da fare quando si viene punti da una medusa è mantenere la calma. Farsi prendere dal panico, infatti, in queste situazioni non aiuta. Pertanto, non appena si avverte una forte sensazione di bruciore e gonfiore, bisogna uscire immediatamente dall'acqua cercando di tornare a riva il prima possibile. Nel caso in cui il dolore fosse molto forte è opportuno farsi aiutare da qualcuno;
  • Usciti dall’acqua è bene assicurarsi che sul corpo non ci siano ancora attaccate delle parti di medusa che potrebbero penetrare nella pelle. In questo caso dunque bisogna provvedere subito alla rimozione, sciacquando accuratamente la zona con acqua di mare (non acqua dolce!) in maniera tale da diluire le tossine;
  • Una volta pulita bene la zona ustionata, per gestire rossore e gonfiore la terapia farmacologica consigliata è applicare un gel al cloruro d’alluminio, meglio se a una concentrazione del 5%, che serve a lenire il prurito e a bloccare la diffusione delle tossine. Si può chiedere il farmaco più indicato al farmacista;
  • Se insorge malessere generalizzato con difficoltà respiratorie, sudorazione, pallore, mal di testa, nausea, vomito, vertigini, confusione, bisogna recarsi subito al Pronto Soccorso;
  • Dopo la fase più acuta, se il dolore persiste si può applicare sulla ferita una miscela di acqua e bicarbonato, comunemente noto per le sue proprietà disinfettanti. In alternativa è possibile utilizzare l'aceto bianco per cercare di diminuire il dolore e inibire il veleno. Tra i rimedi naturali più adatti c'è poi l'aloe vera, apprezzata largamente per le sue proprietà cicatrizzanti, antibatteriche, rigeneranti e antinfiammatorie. In particolare, il gel d'aloe vera è utilizzato spesso come rimedio contro ferite e ustioni. Per trovare sollievo è possibile applicarne un velo sulla parte del corpo colpita dalla medusa e lasciare asciugare.

Puntura di medusa: cosa non fare (e i rimedi che in realtà sono bufale)

Sono molte le leggende intorno ai “rimedi della nonna” per far passare velocemente il dolore, ma sono in realtà bufale.
Si consiglia quindi di:
  • NON usare farmaci a base di cortisone (anche in crema) oppure antistaminici, non adatti alla rimozione delle tossine e agiscono in genere dopo i trenta minuti, ossia quando ormai il bruciore e l'irritazione cominciano ad affievolirsi da soli;
  • NON toccare la sostanza urticante con le mani, che poi potrebbero essere portate a occhi e bocca scatenando reazioni più gravi;
  • NON grattarsi e stronfinare la zona colpita con la sabbia;
  • NON fare impacchi di ghiaccio sull’ustione;
  • NON fare pipì sulla ferita come invece spesso si sente consigliare, perché contiene al suo interno ammoniaca. In realtà però secondo alcuni studiosi, affinché possa essere efficace l'urina deve avere una temperatura non inferiore ai quaranta gradi, ben superiore a quella corporea;
  • NON applicare ammoniaca, perché deve essere applicata ad alte temperature per combattere in maniera effettivo il veleno immesso nel corpo dalla medusa;
  • NON fare impacchi di aceto bianco;
  • NON esporsi al sole sia il giorno stesso in cui si viene punti sia durante i due o tre giorni seguenti. Inoltre, è consigliabile coprire sempre la zona colpita mediante una garza, soprattutto se si è in spiaggia, in modo tale da non far penetrare sabbia e altri elementi nella ferita.

Come evitare le meduse?

Anzitutto guardare il mare con attenzione prima di entrarci, specie se non conosciamo la zona. Nelle aree più colpite ci sono dei cartelli per avvertire i bagnanti. 

In ogni caso per essere certi di non essere pizzicati, ci sono due alternative:
  • Usare delle tute apposite da nuoto ultraleggere in Lycra o Nylon, pensate apposta per difendere dalle meduse;
  • Applicare una crema antimeduse ad effetto filmante, che crea una barriera fra la nostra pelle e l’eventuale contatto con il tentacolo. Chiaramente queste creme no hanno la funzione di tenere lontane le meduse, ma solo di ridurre la possibile infiammazione. Ci sono diverse formulazioni adatte anche ai bambini.
 
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Come evitare il contatto con le meduse?

Anzitutto guardare il mare con attenzione prima di entrarci, specie se non conosciamo la zona. Nelle aree più colpite ci sono dei cartelli per avvertire i bagnanti. 
In ogni caso per essere certi di non essere pizzicati, ci sono due alternative:

  • Usare delle tute apposite da nuoto ultraleggere in Lycra o Nylon, pensate apporra oer difendere dalle meduse
  • Applicare una crema antimeduse ad effetto filmante, che crea una barriera fra la nostra pelle e l’eventuale contatto con il tentacolo. Chiaramente queste creme no hanno la funzione di tenere lontane le meduse, ma solo di ridurre la possibile infiammazione. Ci sono diverse formulazioni adatte anche ai bambini.

Quanto dura l'effetto della puntura di medusa?

I sintomi più comuni di un’ustione da medusa sono innanzitutto un forte bruciore, pelle arrossata, irritazione della pelle (bolle, vescicole, gonfiore) oppure dolore. Sono necessari 15-20 minuti affinché il senso di intenso bruciore scompaia (talvolta qualche ore per non sentire più dolore) e inizino prurito irritazione e formicolio. È possibile che il gonfiore e il rossore durino per dei giorni prima di giungere a guarigione, anche una settimana.

Cosa succede se ti tocca una medusa?

Sono i tentacoli della medusa a pizzicarci iniettandoci il veleno. La ragione per cui attaccano è per difendersi dai predatori e per paralizzare una potenziale preda. L’emissione del veleno avviene per contatto: i tentacoli sono composti da capsule con all’interno un filamento per iniettare il veleno. Quando un corpo estraneo sfiora questo apparato, il filamento scatta all’esterno iniettando il veleno nella vittima. Il morso, o ustione, brucia ed è doloroso non per il contatto con il tentacolo, ma a causa delle tossine emesse dalla medusa nel veleno.

A cosa serve una medusa?

Essa ricopre un ruolo ecologico importante. Mangiando e filtrando alghe, fitoplancton, copepodi e gamberetti fanno in modo che i rifiuti di questi pasti cadano nei fondali diventando nutrienti importanti per altri organismi marini, contribuendo al mantenimento della biodiversità.

Qual è la medusa più pericolosa del mondo?

È la Chironex fleckeri (più nota come vespa di mare o medusa scatola) il cui morso può causare forti dolori cutanei, infiammazione e necrosi, ipotensione e ipertensione, tachicardia e aritmia e nei casi più gravi anche la morte. La si trova sulle coste a nord dell'Australia e del Sudest asiatico, non nel Mediterraneo. Non sono note meduse mortali autoctone del Mediterraneo.

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

In collaborazione con

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold, giornalista freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale. Si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata - Il Sole 24 Ore e Oggiscienza. Lavora per la maggior parte su temi legati all’epidemiologia, con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 è consulente per la comunicazione social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Collabora con alcune riviste mediche più specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Nel 2019 ha messo a punto HealthCom Program, un corso di formazione online di 10 lezioni sulla comunicazione sanitaria sui social media.

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