Otite: esterna e media. Cause, sintomi e trattamento

Otite: esterna e media. Cause, sintomi e trattamento

Indice


Domande e risposte

Quando si parla di otite

L’otite è un’infiammazione acuta o cronica dell’orecchio provocata da un'infezione dovuta a batteri, virus o funghi. Spesso è un complicazione delle infezioni delle vie respiratorie superiori, che sono collegate all’orecchio da un canale detto tuba di Eustachio, che serve a tenere in equilibrio la pressione dell'aria presente all'interno dell’orecchio con quella esterna e facilitare il drenaggio del muco prodotto.

A seconda della parte che viene colpita si possono distinguere tre forme di otiti:

  1. Otite esterna, un'infiammazione del condotto uditivo esterno, il canale che collega il padiglione auricolare con il timpano;
  2. Otite media, un'infezione dell'orecchio medio, la piccola cavità che si trova dietro il timpano collegata con il naso, nella quale si può accumulare del liquido (spesso si parla di otite media catarrale o secretiva o con effusione). È una malattia tipica dell'infanzia, ne sono colpiti quasi tutti i bambini almeno una volta fra i 6 e i 15 mesi di età. Questa forma di otite colpisce circa il 90% dei bambini in età prescolare e tende a ripresentarsi più volte negli anni;
    • Nel 20-30% dei casi l’otite media acuta è causata da virus, mentre nelle forme di origine batterica i tre patogeni più frequenti sono lo Streptococcus pneumonia, l’Haemophilus influenzae e il Moraxella catharralis;
  3. Otite interna (o labirintite), che riguarda l’orecchio interno, la parte situata in profondità nelle ossa del cranio, e che contiene sia l’organo dell’equilibrio e permette di trasformare le vibrazioni in rumori percepiti come tali.


Comunemente si parla di “otite del nuotatore” perché è frequente in persone che trascorrono molto tempo in piscina. Questo perché il prolungato contatto con l’acqua può determinare una macerazione della cute del condotto uditivo esterno e diventare terreno fertile per la proliferazione di agenti batterici o tossine liberate dai microrganismi presenti nell’acqua, specialmente nelle persone predisposte (ad esempio, per malattie immunosoppressive, diabete, membrana timpanica non intatta). Altri fattori che favoriscono l’insorgenza dell’otite sono:

  • I traumi;
  • L’eccessiva sudorazione.


L’otite non è contagiosa, nel senso che la malattia non si trasmette da una persona a un’altra, ma evidentemente i virus, i batteri e i funghi che l’hanno originata possono diffondersi nell’aria o nell’acqua, o utilizzando gli stessi strumenti igienici (per esempio cotton fioc) di persone momentaneamente infette.

 

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Immagine infografica che rappresenta otite media e esterna
 

I primi sintomi

I sintomi sono generalmente facilmente identificabili e a insorgenza spesso improvvisa.
Si può avere un'otite dell’orecchio esterno quando c’è la comparsa di prurito o dolore vivo, anche semplicemente toccando l’orecchio o muovendo il padiglione auricolare. Il dolore, spesso, si irradia al viso e al collo, si può avere la sensazione di avere un orecchio bagnato e di percepire i suoni ovattati e/o la presenza di secrezione eccessiva.

  • L'otite esterna presenta solitamente dolore all'orecchio prurito e irritazione all'interno, accompagnata a una sensazione di pressione all'interno dell'orecchio. Taluni presentano la fuoriuscita di liquido acquoso o pus, diminuzione dell'udito (solitamente limitata) e ingrossamento e dolore ai linfonodi presenti dietro le orecchie;
  • L'otite media, specie se acuta, provoca sintomi che compaiono e si risolvono piuttosto rapidamente: dolore, sensazione di orecchie tappate, fischi o ronzii. Spesso si presenta la febbre, con una leggera perdita dell'udito, dovuta all’accumulo di liquido e in alcuni casi si ha perforazione della membrana timpanica con fuoriuscita di pus. Non è facile interpretare i sintomi nei neonato, che non possono spiegarsi. Alcuni segni che i genitori possono osservare sono la tendenza del bambino a toccarsi spesso l'orecchio, raffreddore, l'irritabilità, poca reattività ai suoni e improvvisa perdita di equilibrio.

In presenza di questi sintomi, è bene recarsi dal medico di base, che grazie all’otoscopio, uno strumento che viene appoggiato all’apertura dell’orecchio,  individuerà eventuali segni d’infiammazione nell’orecchio esterno e medio e proporrà la terapia. Lo specialista che può capire bene di che otite si tratta è l’otolorinolarigoiatra.

 

Immagine infografica che rappresenta lo stato della membrana timpanica con l'otite
 

Otite: come si cura

Immagine che rappresenta un bambino dal medico otorinoPrima di tutto bisogna assolutamente evitare di bagnare l’orecchio interessato, anche inserendo gocce di qualsiasi tipo. È consigliato evitare di introdurre oggetti nell’orecchio come i cotton fioc e soprattutto evitare soluzioni fai da te, specie con gli antibiotici.
Il trattamento dell’otite dipende da che patogeno ha originato l’infiammazione e dalla gravità della stessa: non sempre sono necessari gli antibiotici! L'otite può guarire in modo spontaneo nell'arco di pochi giorni alleviando il dolore e abbassando la febbre con paracetamolo. Per questo talvolta pare che soluzioni come quelle omeopatiche “curino” l’infiammazione, mentre in realtà la maggior parte si risolve da sé. Trattandosi di un’infezione da patogeno, l’unico modo per combatterla è assumere un farmaco antibiotico o antimicotico, a cui può accompagnarsi, sempre su prescrizione medica, un cortisonico.

L’antibiotico va assunto assolutamente solo su prescrizione medica e con la posologia e per il tempo indicato dal medico e per sua natura serve solo per infezioni di origine batterica. Inoltre la prescrizione immotivata può contribuire al fenomeno dell’antibiotico resistenza. La cura antibiotica è consigliata, a giudizio del medico, soprattutto nei bambini di età inferiore ai 6 mesi e/o negli adulti con altre malattie.
Nel caso sia invece accertata dal medico l’origine fungina dell’otite esterna, si può optare per la somministrazione di farmaci antifungini (antimicotici).
Ormai da diversi anni viene proposta, a livello sia nazionale che internazionale, la strategia della “vigile attesa” nei bambini con Otite media acuta (OMA) di età superiore ai 2 anni. Nel periodo di “vigile attesa”, della durata di 48-72 ore, è buona norma evitare la somministrazione di antibiotici, tranne quando i sintomi in questo arco di tempo non presentino un evidente peggioramento. È, invece, opportuno somministrare sempre un antidolorifico per il controllo del dolore e non limitarsi alla somministrazione “al bisogno”.

Se durante questo periodo il bambino presenta un peggioramento consistente dei sintomi è opportuno contattate il proprio pediatra. Oltrepassato il periodo di “vigile attesa” di 48-72 ore, il bambino deve essere visitato dal Pediatra per un’opportuna valutazione dei sintomi. Nel caso di un peggioramento del quadro clinico, è buona norma affidarsi a quanto indicato dal proprio Pediatra, che provvederà al trattamento con antibiotico mirato. Si consiglia, invece, di portare il bambino con urgenza in ospedale nel caso ci sia la comparsa di una sospetta complicanza come la paralisi del facciale e la mastoidite.

La strategia della “vigile attesanon può essere applicata ai bambini al di sotto dei 2 anni ed in presenza di importanti patologie concomitanti: asma, broncopolmonite o secrezione eccessiva dall’orecchio dovuta a perforazione della membrana timpanica.

Il bambino deve essere portato dal medico specialista, otorinolaringoiatra, quando persiste per più di 3 mesi la presenza di secrezione dall’orecchio e in presenza di una sospetta riduzione dell’udito per più di 3 mesi.
Nel caso di una otite media persistente da più di sei mesi si parla di otite cronica e il medico può valutare l’intervento chirurgico per rimuovere l’ostruzione.

Possibili complicazioni

In casi sporadici, se non diagnosticata e trattata adeguatamente l’infezione può estendersi e diventare più grave
Alcune possibili complicazioni dell’otite esterna sono: 

  • Restringimento del canale uditivo;
  • Perforazione del timpano;
  • Otite esterna maligna, quando l'infezione si diffonde all'osso intorno al canale uditivo.


Le complicazioni dell’otite media sono:

  • Labirintite con fischi nelle orecchie (acufeni);
  • Mastoidite, ovvero l’infiammazione dell'osso situato dietro l'orecchio  (mastoide);
  • Colesteatoma, infiammazione cronica dell'orecchio che richiede l'intervento chirurgico;
  • Disturbi del linguaggio, in bambini molto piccoli con otite media ripetuta che ha seriamente compromesso l’udito;
  • Paralisi facciale per compressione del nervo facciale, che comunque si risolve guarendo dall’infezione;
  • Meningite, se l'infezione si diffonde dall'orecchio alle meningi;
  • Ascesso cerebrale, dovuto alla raccolta di pus all'interno del cervello, che richiede l'intervento chirurgico.

L’igiene dell’orecchio: fondamentale per evitare l’otite

Immagine che rappresenta una donna con dolore all'orecchioDiversi sono i rimedi per contribuire a prevenire l’insorgenza dell’otite esterna. Per prima cosa, come si è detto sopra, alla comparsa dei sintomi è buona norma evitare che l’orecchio venga a contatto con l’acqua fino alla risoluzione completa dell’infezione ed evitare anche l’uso di tappi di cera o altro materiale che impediscono la ventilazione della cute e, quindi, il rallentamento della guarigione.

È sempre opportuno evitare un atteggiamento “aggressivo” di igiene dell’orecchio. Non tutti sanno che il cerume, sostanza prodotta da alcune ghiandole cutanee dell’orecchio esterno, formato da grassi, proteine e sali organici, ha un’azione di protezione nei confronti della cute del condotto uditivo, rendendolo impermeabile e protettivo nei confronti dei microorganismi (batteri e funghi). La presenza di cerume non deve essere visto come condizione di scarsa igiene, ma come un fattore protettivo. Infatti, l’aggressiva pulizia dell’orecchio porta, spesso, ad un aumento della produzione di cerume.

È consigliabile evitare l’uso di mezzi aggressivi di pulizia come: spray, coni di cera e bastoncini con o senza ovatta. Per la pulizia dell’orecchio è sufficiente utilizzare l’acqua come la utilizziamo per la normale igiene del viso e delle mani. A lavaggio terminato è sufficiente asciugare l’orecchio delicatamente con un asciugamano o lasciarlo asciugare da solo. Si raccomanda di evitare di infilare angoli di asciugamano con forza all’interno dell’orecchio come si usa fare comunemente.

Per chi, invece, si reca spesso al mare ed è soggetto ad otiti è utile osservare delle pause tra un bagno e l’altro al fine di far asciugare l’orecchio.



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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Quanto tempo dura l'otite?

Dipende. In molti casi l’otite acuta si risolve entro pochi giorni senza bisogno di terapia farmacologica, ma nei casi in cui l’infezione non passasse, la terapia va somministrata per qualche giorno, fino a una settimana prima che faccia effetto. Alcuni sintomi però possono perdurare. Inoltre è bene tenere presente che specie nei bambini l’otite media tende a ritornare in più occasioni.

Cosa fare se si ha l'otite?

Ormai da diversi anni viene proposta, a livello sia nazionale che internazionale, la strategia della “vigile attesa” nei bambini con Otite media acuta (OMA) di età superiore ai 2 anni. Nel periodo di “vigile attesa”, della durata di 48-72 ore, è importante evitare la somministrazione di antibiotici, tranne quando i sintomi in questo arco di tempo non presentino un evidente peggioramento. È, invece, opportuno somministrare sempre un antidolorifico per il controllo del dolore e non limitarsi alla somministrazione “al bisogno”. Se durante questo periodo il bambino presenta un peggioramento consistente dei sintomi è opportuno contattate il proprio pediatra. Oltrepassato il periodo di “vigile attesa” di 48-72 ore, il bambino deve essere visitato dal Pediatra per un’opportuna valutazione dei sintomi. 

Come curare l'otite negli adulti?

Il trattamento dell’otite dipende da che patogeno ha originato l’infiammazione e dalla gravità: non sempre sono necessari gli antibiotici! L'otite spesso può guarire in modo spontaneo nell'arco di pochi giorni alleviando il dolore e abbassando la febbre con paracetamolo. Inoltre l’antibiotico per sua natura serve solo per infezioni di origine batterica, e la prescrizione immotivata può contribuire al fenomeno dell’antibiotico resistenza. La cura antibiotica è consigliata, a giudizio del medico, soprattutto nei bambini di età inferiore ai 6 mesi e/o negli adulti con altre malattie. Nel caso sia invece accertata dal medico l’origine fungina dell’otite esterna, si può optare per la somministrazione di farmaci antifungini (antimicotici).

Che antibiotico prendere per l'otite?

L'otite spesso può guarire in modo spontaneo nell'arco di pochi giorni alleviando il dolore e abbassando la febbre con paracetamolo. L’antibiotico va assunto assolutamente solo su prescrizione medica e con la posologia e per il tempo indicato dal medico. Per sua natura l’antibiotico serve solo per infezioni di origine batterica, e la prescrizione immotivata può contribuire al fenomeno dell’antibiotico resistenza. 

Cosa non fare quando si ha l'otite?

Bisogna assolutamente evitare di bagnare l’orecchio interessato, anche inserendo gocce di qualsiasi tipo. È consigliato evitare di introdurre oggetti nell’orecchio come i cotton fioc e soprattutto evitare i fai da te con gli antibiotici, perché non sempre sono necessari (sia perché gran parte delle otiti si risolve autonomamente, sia perché non tutte le otiti hanno origine batterica, ci sono anche le otiti micotiche) e qualora lo fossero, devono essere assunti nelle modalità giuste indicate dal medico, altrimenti si rischia che l’infezione non si risolva e anzi diventi resistente al farmaco e più difficile da debellare in futuro.

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In collaborazione con

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold, giornalista freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale. Si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata - Il Sole 24 Ore e Oggiscienza. Lavora per la maggior parte su temi legati all’epidemiologia, con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 è consulente per la comunicazione social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Collabora con alcune riviste mediche più specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Nel 2019 ha messo a punto HealthCom Program, un corso di formazione online di 10 lezioni sulla comunicazione sanitaria sui social media.

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