Neuroblastoma, tumore nei bambini e adulti: sintomi e cure

Neuroblastoma, tumore nei bambini e adulti: sintomi e cure

Indice


Domande e risposte

 

Cos’è il neuroblastoma? 

Il neuroblastoma è un tumore pediatrico che si forma nei neuroblasti, cellule immature di origine embrionale del sistema nervoso simpatico, la parte del sistema nervoso autonomo che ci permette di respirare, digerire ciò che mangiamo e che controlla il battito del nostro cuore.
I neuroblasti sono cellule diffuse in tutto l’organismo: pertanto il neuroblastoma non è una neoplasia specifica del sistema nervoso centrale, ma può nascere in più distretti periferici (ghiandole surrenali, collo, torace o colonna vertebrale).


Neuroblastoma e medulloblastoma

Gli altri due tumori che hanno origine dalle cellule embrionali neuronali sono il medulloblastoma e il retinoblastoma.


Scopri le Strutture Sanitarie che effettuano una Visita oncologica pediatrica:
Dove effettuare una Visita oncologica pediatrica?
 
Immagine che rappresenta un neuroblastoma al microscopio

 

Chi colpisce il neuroblastoma? 

Dal punto di vista dell’epidemiologia, il tumore solido extracranico più comune in età pediatrica: rappresenta circa il 7-8% dei tumori nei bambini. L’età media alla diagnosi è di 18 mesi e nel 90% dei casi il neuroblastoma si manifesta prima dei 7-8 anni di vita. 
Nel 50% dei pazienti, viene diagnosticato quando ha già prodotto metastasi.


Neuroblastoma negli adulti

Nelle sue forme classiche, il neuroblastoma è una patologia quasi solo esclusivamente pediatrica

La sopravvivenza negli adulti
Esiste però una variante tipica degli adulti, detta neuroblastoma olfattivo (o estensioneuroblastoma), aggressiva e molto rara, che rappresenta il 7% dei tumori del naso e non interessa il cervello. 

I sintomi del neuroblastoma negli adulti
Questa forma compare con manifestazioni quali dolore intorno agli occhi, congestione nasale, sgocciolamento retronasale, lacrimazione eccessiva, fuoriuscita di sangue o pus dal naso, dolore o sensazione di formicolio o torpore al viso o ai denti, disturbi della vista, sensazione di pressione all’interno delle orecchie, difficoltà ad aprire la bocca e ingrossamento dei linfonodi del collo.

La diagnosi
Viene diagnosticato con procedure radiologiche (radiografia, TC, risonanza magnetica) e confermato, quando necessario, con la biopsia e il successivo esame istologico.

Il trattamento
Nella maggior parte dei casi, è indicata la rimozione chirurgica. Talvolta è necessario asportare porzioni ampie di tessuti, che devono poi essere ricostruiti, per salvaguardare la sopravvivenza a lungo termine del paziente. In altri, si possono impiegare metodiche più conservative, come quelle endoscopiche. 
Chemioterapia e radioterapia possono essere utilizzate in prima linea o dopo l'intervento chirurgico per limitare le probabilità di recidiva del tumore e aumentare il tasso di sopravvivenza.


 
Immagine che rappresenta un neonato che soffre di neuroblastoma con la madre
 

Le varianti del neuroblastoma

Il termine neuroblastoma comprende diverse malattie che originano dalle cellule embrionali del sistema nervoso, ma che possono mostrare ampie differenze nelle cause e nelle manifestazioni


Neuroblastoma familiare

Alcuni casi di neuroblastoma (1-2%) sono causati da mutazioni genetiche che coinvolgono geni implicati nella maturazione delle cellule nervose. Le alterazioni del gene MYCN, il primo ad essere stato identificato, sono di solito associate ad una prognosi peggiore. Altre mutazioni riguardano il gene ALK e il BARD1.
Il fatto che alcune forme siano di origine genetica non significa che il tumore è ereditario, ma che il bambino può ereditare dai genitori la predisposizione al suo sviluppo.
La comunità scientifica ha individuato una correlazione fra il neuroblastoma familiare e una malattia genetica rara che provoca alterazioni nella capacità di respirare autonomamente durante il sonno. Si tratta della sindrome da ipoventilazione centrale congenita, conosciuta anche come maledizione (o Sindrome) di Ondine, che riduce la quantità di ossigeno disponibile per i tessuti e può portare a conseguenze gravi sullo sviluppo di diversi organi, in particolare del cervello.


Il ganglioneuroblastoma

È una variante molto rara nella quale sono coinvolte anche le cellule gangliari
Il tumore, in questi casi, assume un aspetto disomogeneo, con aree a caratteristiche maligne alternate ad aree benigne. A sua volta il ganglioneuroblastoma può comparire in una forma nodulare ed in una forma mista, che si differenziano per la proporzione e la distribuzione dei diversi tipi di cellule. Per via della sua conformazione disordinata, può essere difficile da diagnosticare.
Colpisce prevalentemente i neonati e i bambini fino ai 10 anni d’età e ha aggressività intermedia fra il neuroblastoma ed il ganglioneuroma.


Il ganglioneuroma

È un tumore raro e benigno, composto da neuroni maturi.
Si forma nei gangli nervosi situati ai lati della colonna vertebrale, prevalentemente a livello del collo, dell’area compresa fra i polmoni (mediastino) e della cavità addominale. Meno frequente, lo sviluppo nelle ghiandole surrenali.

Il ganglioneuroma è tipicamente asintomatico e quasi sempre viene diagnosticato per caso, nel corso di accertamenti avviati per altre patologie: in questi casi viene definito incidentaloma

I sintomi sono presenti solo quando il tumore raggiunge dimensioni significative e crea pressione sui tessuti che lo circondano. Variano a seconda della regione colpita: se la neoplasia si è sviluppata nel collo può dare dolore e deformità della colonna, nel mediastino difficoltà respiratorie e dolore al petto, nelle ghiandole surrenali ipertensione. Il trattamento previsto è chirurgico e, di solito, il tumore viene rimosso con successo, senza necessità di ulteriori trattamenti. 

Benché non siano noti fattori di rischio specifici, questo tumore ha mostrato una correlazione con la neurofibromatosi di tipo I, una malattia genetica che interessa diversi apparati e sistemi.

Le cause del neuroblastoma

Le cause del neuroblastoma sono sconosciute. Nelle forme familiari si parla di predisposizione genetica, ma non di ereditarietà. 
Non sono disponibili evidenze scientifiche definitive sui fattori di rischio. È possibile che l’esposizione ad alcune sostanze chimiche in età prenatale o precoce predisponga allo sviluppo della malattia: i fattori sotto esame sono l’alcool, il fumo, i farmaci a base di codeina, ormoni sessuali e contraccettivi orali, gli idrocarburi e i pesticidi

Sembra che l’assunzione di acido folico in gravidanza, invece, protegga dal rischio di neuroblastoma. 
Alcune malattie genetiche che interessano lo sviluppo del sistema nervoso centrale (fra cui la sindrome di Turner e la neurofibromatosi di tipo I) aumentano le possibilità che questo tumore compaia

Gli oncologi pediatrici raccomandano lo screening genetico nei bambini con predisposizione familiare o portatori di questi fattori di rischio.

 
Immagine che rappresenta un'equipe di medici
 

Come si manifesta il neuroblastoma

Questa neoplasia si forma nei centri del sistema nervoso periferico situati ai lati della colonna vertebrale. A seconda dell’altezza in cui si sviluppa può produrre sintomi diversi: 
  • Neuroblastoma addominale: è il più frequente (65% dei casi) e può colpire le ghiandole surrenali, che sono a tutti gli effetti dei gangli del sistema nervoso autonomo; i sintomi sono dovuti alla compressione degli organi addominali da parte della massa tumorale: ingrossamento dell’addome, senso di sazietà, inappetenza, dolore addominale;
  • Neuroblastoma toracico: rappresenta il 15-20% di tutti i casi di neuroblastoma e provoca sintomi legati al coinvolgimento dei polmoni (neuroblastoma polmonare) e del cuore, quali tosse e difficoltà respiratorie;
  • Neuroblastoma al cervello: il neuroblastoma cerebrale è un tumore molto raro, anche nei bambini;
  • Neuroblastoma osseo: causa dolore alle ossa; se il tumore raggiunge il midollo osseo, si può avere una riduzione nella produzione di tutti i tipi di cellule del sangue (pancitopenia). Una riduzione del numero di globuli rossi (anemia) può manifestarsi come sensazione continua di debolezza, stanchezza persistente e pallore, ovvero sintomi aspecifici, difficilmente ricollegabili alla patologia che li ha originati. Un numero ridotto di piastrine (piastrinopenia) aumenta la probabilità di sanguinamento e di emorragie. La carenza di globuli bianchi (leucopenia) è correlata con l’indebolimento delle difese immunitarie;
  • Neuroblastoma cutaneo: può manifestarsi con la comparsa di noduli;
  • Neuroblastoma vertebrale: se colpisce la colonna vertebrale può determinare un indebolimento degli arti oppure una riduzione della capacità di controllo di alcuni movimenti volontari. Sono le cosiddette sindromi paraneoplastiche, caratterizzate dalla comparsa di movimenti incontrollabili dell’occhio (opsoclonia) e rapide contrazioni di braccia e gambe (mioclonia).
Nel 90%-95% dei casi il neuroblastoma produce catecolammine, sostanze che vengono secrete naturalmente dal nostro organismo (fra queste ricordiamo l’adrenalina) e può causare un’accelerazione del battito cardiaco (tachicardia), ansia e ipertensione.


Neuroblastoma: l'occhio e gli ematomi palpebrali

La colorazione scura intorno agli occhi (simile a occhiaie pronunciate) è provocata da ematomi periorbitali, che qualche volta in Pronto Soccorso viene confusa con episodi di maltrattamento. I cosiddetti occhi da procione suggeriscono che il tumore ha generato metastasi a livello dell’occhio e dell’orbita oculare.
In casi rari, se la massa tumorale crea pressione sulle fibre nervose che innervano il viso, il piccolo può avere sintomi che riguardano solo il lato colpito: una sola palpebra chiusa o una sola pupilla rimpicciolita. Questa condizione è nota come Sindrome di Horner


Il neuroblastoma senza sintomi

Nella fase iniziale il neuroblastoma può non produrre una sintomatologia evidente, aspetto che rende difficile la diagnosi precoce.
 

Come si diagnostica il neuroblastoma

Immagine che rappresenta il fiocco per il neuroblastomaNell’iter diagnostico il primo step è rappresentato dalla visita presso lo specialista neurologo, neurochirurgo o oncologo, che verifica l’eventuale presenza di masse addominali o situate ai lati della colonna vertebrale, linfonodi o fegato ingrossati, sintomi neurologici e lesioni cutanee.

Se sono indicati, il medico prescrive esami radiologici: TC o risonanza magnetica dell’addome o dell’area specifica verso la quale si è manifestato il sospetto.

Nel caso in cui vengano rilevate anomalie, deve essere eseguito un prelievo di tessuto (biopsia) da analizzare, per escludere o confermare la diagnosi e, eventualmente, per la stadiazione del tumore.
È importante sottolineare che la corretta classificazione del tipo di neuroblastoma presente nel piccolo paziente al momento della diagnosi può fare la differenza nella prognosi della malattia.

Le linee guida.
Per caratterizzare il neuroblastoma gli oncologi pediatrici si basano su due sistemi unificati a livello internazionale. L’INSS (International Neuroblastoma Staging System) suddivide la malattia in 4 stadi principali: i gradi vanno da 1 per la malattia localizzata a 4 per quella che si è diffusa anche in altri organi.

Il quarto stadio esiste anche nella definizione stadio 4S (neuroblastoma speciale), che riguarda i casi in cui il piccolo paziente ha meno di un anno e la malattia si è diffusa a fegato, cute e/o midollo osseo.
Il sistema definito dall’International Neuroblastoma Risk Group Staging System (INRGSS), invece, suddivide la malattia in 4 diversi stadi a seconda dei risultati degli esami di diagnostica per immagini.


Quali sono le analisi utili per il neuroblastoma?

Viene eseguito un esame del sangue con emocromo, test di funzionalità epatica e renale, test di coagulazione del sangue, LDH e ferritina plasmatici.
Viene effettuata anche un’analisi delle urine per il dosaggio dei metaboliti delle catecolammine (acido vanilmandelico e acido omovanillico), un test piuttosto specifico per la diagnosi di questo tumore.  La presenza di concentrazioni eccessive di queste sostanze viene verificata in più del 90% dei pazienti ed è pertanto altamente correlata al tumore.

Le caratteristiche della malattia vengono studiate approfonditamente con la risonanza magnetica o la TC con mezzo di contrasto e la biopsia, che forniscono informazioni essenziali per stabilire la terapia più appropriata.


Neuroblastoma ed ecografia

La diagnosi precoce del neuroblastoma è difficile e rara: il 50% dei bambini che vengono esaminati dal medico per sintomi sospetti ha già metastasi al momento della diagnosi. Occasionalmente l’ecografia eseguita in gravidanza può rilevare la presenza di un neuroblastoma fetale.  


Neuroblastoma metastatico

Sintomi quali il dolore osseo, la zoppia, la paralisi, l'epatomegalia (sindrome di Pepper) e la comparsa di segni scuri intorno agli occhi e sporgenza dei globi oculari (esoftalmo) possono suggerire la presenza di un neuroblastoma metastatico.

Le metastasi possono formarsi in molti organi (midollo osseo, fegato, linfonodi, pelle e cervello) e possono essere rilevate eseguendo esami come:
  • TC o RM di addome, pelvi, torace e cervello;
  • Scintigrafia ossea;
  • Radiografia ossea;
  • Biopsie con prelievi di campioni tissutali di fegato, polmoni, cute;
  • Aspirati di midollo osseo (generalmente effettuati a livello delle creste iliache posteriori);
  • Scintigrafia eseguita con MIBG, metaiodobenzilguanidina, un materiale radioattivo che aiuta i medici a studiare l’eventuale diffusione del neuroblastoma.


Neuroblastoma e nefroblastoma o feocromocitoma

Questa neoplasia deve essere spesso differenziata da forme tumorali pediatriche che hanno sintomi analoghi, come il tumore di Wilms del rene (nefroblastoma) e il feocromocitoma (un tipo di tumore delle ghiandole surrenali). 
A seconda dell’area in cui si sviluppa, deve essere differenziato dagli altri tumori tipici di quello stesso tessuto. 
 

Neuroblastoma: decorso e prognosi

Il decorso dipende da fattori quali l’età del bambino al momento della diagnosi e il grado di malignità del tumore. 
Nelle forme familiari, l’aspetto che influenza di più la prognosi è rappresentato dalle caratteristiche genetiche del tumore: l’amplificazione del gene NMYC è correlata ad una maggiore aggressività.
La prognosi è in generale migliore nei bambini più piccoli (al di sotto dei 12 mesi di età) con tumore primario localizzato che ha diffusione limitata nella pelle, nel fegato e/o nel midollo osseo. 
Le forme meno gravi sono quelle che coinvolgono meno il midollo e la corteccia ossea


La mortalità

Il neuroblastoma causa il 15% delle morti in oncologia pediatrica.

Attualmente la sopravvivenza complessiva a cinque anni dalla diagnosi è pari a circa il 70%: un grosso passo avanti rispetto alla fine degli anni ’80, quando non raggiungeva il 40%. Le cifre sono meno ottimistiche se limitiamo l’osservazione al sottogruppo di bambini con neuroblastoma metastatico al momento della diagnosi, purtroppo la maggioranza: la sopravvivenza attuale è intorno al 45%, comunque significativamente maggiore del 20% degli anni ’80.

Questi progressi sono stati resi possibili dagli avanzamenti delle conoscenze su questo tipo di tumore, della chirurgia e della radioterapia e dall’introduzione di tecniche innovative come l’impiego delle cellule staminali per il trapianto di midollo e dell’immunoterapia. Rimangono però molti aspetti oscuri, che solo nuovi studi potranno svelare.

Negli ultimi anni è, inoltre, cambiato l’approccio generale nel trattamento oncologico: mentre l’obiettivo in passato era quello di individuare una soluzione valida per tutti i pazienti con un certo tipo di tumore, oggi si cercano cure personalizzate, progettate sulla base delle necessità del singolo paziente. In quest’ottica, la combinazione di più trattamenti consente di ottenere buoni risultati con effetti collaterali minori.

Come si cura il neuroblastoma

La caratteristica principale di questo tipo di tumore è rappresentata dall’eterogeneità clinica, biologica e genetica. Ogni tumore richiede una terapia specifica, che deve essere personalizzata per il paziente e sviluppata sulla base delle sue caratteristiche biologiche.

La chirurgia è il trattamento di prima scelta; in particolare nei tumori non metastatici, può guarire la malattia definitivamente anche senza chemioterapia.

Nel gruppo a rischio intermedio il tumore è inoperabile: i pazienti vengono quindi sottoposti a chemioterapia finalizzata a ridurre la massa per permettere la rimozione completa o quasi completa. 

Nei piccoli del gruppo ad alto rischio, l’approccio prevede la somministrazione della chemioterapia di induzione e l’intervento chirurgico per l’asportazione sia del tumore primario che delle metastasi. 

Quando la patologia aggredisce il midollo osseo viene effettuato il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche.
La terapia di mantenimento viene praticata con l’anticorpo monoclonale anti-GD2 combinato con l’acido 13-cisretinoico: si tratta di un approccio farmacologico definito immunoterapia del neuroblastoma.
Alcuni pazienti vengono sottoposti a radioterapia.

La guarigione viene decretata dopo circa 5 anni dalla sospensione delle cure. Ma non sempre si tratta di un ritorno completo alla normalità: tutti i trattamenti impiegati per sconfiggere il tumore possono lasciare danni permanenti a diversi organi e, comunque, i bambini guariti devono essere seguiti dal punto di vista medico per molti anni.


Chemioterapia per il neuroblastoma

È indicata quando il tumore è in stadi più avanzati, e quindi di dimensioni significative, e quando è metastatico: si basa sull’uso di farmaci quali la vincristina, la ciclofosfamide, la doxorubicina, l’etoposide e il cisplatino


La radioterapia per il neuroblastoma

Tra i trattamenti di radioterapia, anche la terapia con MIBG, la stessa molecola che viene utilizzata in fase diagnostica. La dose di iodio radioattivo nella MIBG somministrata come cura è tuttavia maggiore rispetto a quella usata a fini diagnostici. 


La recidiva del neuroblastoma

Il neuroblastoma recidivante può essere trattato a seconda della localizzazione e dall’estensione della recidiva, caso per caso. 
Per alcuni pazienti, i medici propongono la partecipazione a studi clinici su nuovi farmaci o nuove combinazioni di farmaci già in uso.


Le associazioni pazienti

Dal 1993 è attiva l’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, nata presso l’Istituto Gaslini di Genova per iniziativa di alcuni genitori e oncologi direttamente coinvolti.
Il suo scopo è la promozione della ricerca e dell’innovazione per individuare terapie efficaci e sicure in grado di sconfiggere questa malattia.
Il suo simbolo è un bambino con un imbuto in testa.  
 

Scopri i migliori ospedali che hanno dichiarato di eseguire TAC (tomografia computerizzata) dell'addome superiore senza contrasto:
Dove effettuare una TAC (tomografia computerizzata) dell'addome superiore senza contrasto?
 
Immagine di un paziente che sta facendo la chemioterapia


RIFERIMENTI BIBLIOGAFICI

Domande e risposte

Come capire se un bambino ha un tumore?

Sfortunatamente non esistono sintomi o manifestazioni specifiche dei tumori pediatrici. In generale, occorre fare attenzione a tutte le alterazioni che il bambino può sviluppare: una zoppia non preceduta da traumi, frequenti cadute che sembrano segnalare una difficoltà di coordinazione dei movimenti o altri segni non specificamente patologici, ma anomali, devono essere indagati.

Come si fa a capire se un bambino ha un tumore al cervello?

Non esistono sintomi specifici e univoci per i tumori cerebrali pediatrici. In generale, qualsiasi anomalia di tipo neurologico (deficit anche lievi di coordinamento nei movimenti, difficoltà visive non giustificate da difetti di rifrazione già diagnosticati, vomito frequente) deve essere indagata.

Perché vengono i tumori ai bambini?

I tumori pediatrici hanno origine dalle cellule embrionali e, in alcuni casi, possono svilupparsi (ed essere diagnosticati) anche durante la gravidanza. I tumori pediatrici del sistema nervoso che hanno origine embrionale sono il neuroblastoma, il medulloblastoma e il retinoblastoma.

Come si effettua una biopsia al cervello?

La biopsia al cervello consiste nel prelievo di un campione di tessuto cerebrale eseguito in anestesia generale (salvo rare eccezioni). Il tessuto prelevato viene sottoposto a esame microscopico per la valutazione di segni di anomalie (ad esempio tumori) ed eventualmente, della caratterizzazione di queste alterazioni.

Cos’è il neuroblastoma?

Il neuroblastoma è un tumore che origina dai neuroblasti, cellule immature di derivazione embrionale. È il tumore più frequente nei neonati. Può originare da un qualsiasi distretto del sistema nervoso autonomo e causa sintomi che dipendono dalla localizzazione. Le sue cause sono tuttora ignote, eccetto per quanto riguarda la forma familiare (1-2% di tutti i pazienti), che ha correlazioni con una mutazione genetica. Il trattamento di prima scelta del neuroblastoma è chirurgico. I casi di tumore a medio e alto rischio richiedono una terapia combinata (chemioterapia, radioterapia, immunoterapia).

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

La riproduzione o l’utilizzazione dei contenuti pubblicati su Doveecomemicuro.it è strettamente riservata. Il riutilizzo del materiale su riviste, giornali, radiodiffusione o generica messa a disposizione al pubblico viene concesso solo previa esplicita richiesta e autorizzazione obbligatoria.

In collaborazione con

Monica Torriani

Monica Torriani

Dopo la Laurea Magistrale in Farmacia, l’internship in una Farmacia ospedaliera e l’abilitazione professionale, per diversi anni mi sono dedicata a crescere i miei 4 figli. Ritornata nell’ambiente professionale, ho fondato il blog WELLNESS4GOOD, un progetto che interpreta il bisogno sociale di comunicazione fruibile e verificata sui farmaci. Scrivo per diverse testate su carta stampata e web, collaboro con l’industria farmaceutica e le farmacie e mi occupo di consulenza scientifica. Socia delle società scientifiche AFI e SIARV, sono membro del Gruppo di Lavoro "Dispositivi Medici" di quest’ultima. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.

Ti è piaciuto il contenuto?

Condividilo sui tuoi canali

Più letti


Visite specialistiche più cercate

Trova strutture

Le migliori strutture per...