Meningite: sintomi, batterica, virale e vaccinazione

Meningite: sintomi, batterica, virale e vaccinazione

Indice

Che cos'è la meningite

La meningite è una grave malattia infettiva che colpisce sistema nervoso centrale e midollo spinale ed, in particolare, le meningi, che ne costituiscono la guaina protettiva, causandone un’infiammazione che può estendersi al parenchima cerebrale fino a degenerare in meningoencefalite (Infiammazione di meningi e cervello). La meningite può colpire persone di ogni età, ma la fascia più a rischio è purtroppo costituita dai bambini fino ai cinque anni (con particolare vulnerabilità dei lattanti sotto i 12 mesi) e dagli adolescenti. In Italia la forma più pericolosa di meningite fulminante (rapidissima e drammatica nel decorso), è quella meningococcica, in particolare causata dal meningococco dei sierogruppi B e C per una media di circa 200 casi ogni anno e una letalità pari al 10% sul totale. L’incidenza è in genere stabile, la meningite non è, infatti, una malattia che possa diffondersi a macchia d’olio generando epidemie, come accade, ad esempio, con le influenze e le infezioni da coronavirus. Le misure igieniche di protezione dal contagio, però, sono più o meno le medesime, come vedremo. 



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Immagine infografica che rappresenta un disegno della meningite
 

Le cause della meningite

Nella maggior parte dei casi la meningite è di origine infettiva, causata da microrganismi quali: batteri, virus, funghi o parassiti. Meno frequente è la meningite da causa diversa, ad esempio conseguente ad un tumore, farmacologica, o di natura autoimmune. Partendo dalla meningite infettiva, vediamo tutti i possibili agenti patogeni e la loro incidenza e diffusione (epidemiologia della meningite infettiva):

  • Meningite battericha tra cui le più frequenti sono:
    • Meningite da Neisseria meningitidis (Meningococco). La maggior parte delle malattie meningococciche nell’uomo è dovuta ai tipi A, B, C, W135 e Y: in Italia ed in Europa i più diffusi sono, attualmente, il B ed il C, mentre in Africa è prevalente il tipo A. Questo batterio è spesso ospite del nasofaringe senza dare malattia, ma per motivi sconosciuti in qualche individuo si sviluppa l’infezione. L’Italia rimane uno tra i Paesi a bassa incidenza di malattia; infatti, nel 2016 l’incidenza annuale di malattie invasive da meningococco (meningiti e sepsi) rilevata era 0,38 per 100.000 abitanti e nel 39% dei casi il responsabile era il sierogruppo B1. Se si considerano i dati provenienti da tutti i Paesi dell’Europa i numeri si fanno più consistenti; nel 2014 sono stati registrati 2.760 casi di malattie invasive da meningococco e relativamente alle fasce di età più colpite, la percentuale più alta si è registrata nei neonati (10,1 per 100.000) e nei bambini di età 1-4 anni (2,5 casi per 100.000). La maggior parte dei casi era riconducibile al sierogruppo B (64%), mentre il sierogruppo C si è dimostrato predominante nei Paesi in cui la vaccinazione non era prevista dal piano vaccinale;
    • Meningite da Streptococco pneumoniae (Pneumococco). Seppure responsabile di una malattia infettiva non dà luogo a focolai epidemici, di conseguenza i contatti stretti dei malati non necessitano di profilassi antibiotica. In Italia, nel 2016 l’incidenza annuale di malattie invasive da pneumococco è stata pari a 2,41 per 100.000 abitanti (per un totale di 1.462 casi) ed ha colpito prevalentemente gli anziani (> 64 anni);
    • Meningite da Haemophilus influenzae del tipo b. In Italia, nel 2016 l’incidenza annuale di malattie invasive da pneumococco è stata pari a 0,23 per 100.000 abitanti (per un totale di 140 casi). Si manifesta, prevalentemente, in età infantile, dopo la scomparsa degli anticorpi protettivi materni. Prima dell’introduzione della vaccinazione contro l’Haemophilus influenzae tipo b i casi da Haemophilus rappresentavano il 20% di tutte le meningiti;
    • Meningite da Staphylococcus aureus oppure S. epidermidis. Sono batteri che albergano sulla superficie cutanea e nel corso di traumi cranici o interventi neurochirurgici possono essere accidentalmente trasportati a contatto con le meningi provocando meningiti a liquor torbido;
    • Meningite da Pseudomonas aeruginosa o da Listeria monocytogenes. Possono comparire nel corso di sepsi. La malattia ha quasi sempre un decorso gravissimo perché colpisce, prevalentemente, soggetti defedati o immunodepressi;
    • Meningite da Mycobacterium spp. La meningite tubercolare, oggi non molto frequente, prediligeva l’età infantile ed era quasi sempre secondaria a diffusione linfoematogena;
    • Meningite da Treponema pallidum. La sifilide meningovascolare viene descritta nel 10-12% dei soggetti con interessamento del sistema nervoso centrale.
  • Meningite di origine virale causata perlopiù da:
    • Enterovirus (come il Coxsackie). Colpisce nel periodo estivo-autunnale soprattutto i bambini fino ai 4 anni di età;
    • Parvovirus. Responsabile della parotite epidemica che nel 10-20% dei casi si complica con meningite;
    • Herpes simplex ed Herpes virus umano 6. Possono provocare meningite in seguito ad una infezione primaria oppure per riattivazione di una infezione latente;
    • Citomegalovirus. Provoca infezione nel feto per passaggio placentare o in pazienti immunocompromessi.
  • Meningite ad eziologia micotica (meningite fungina): si registrano soprattutto a causa di Cryptococcus neoformans, un microrganismo opportunista che dà luogo ad infezioni in soggetti affetti da AIDS (Acquired Immune Deficiency Syndrome) o in chi è sottoposto a terapie immunosoppressive (trapiantati o pazienti in trattamento antineoplastico per leucemie e linfomi);
  • Meningiti elmintiche: causate da parassiti, quali Trichinella spiralis, Taenia spp, Echinococcus spp etc..

In genere si definisce infettiva, come abbiamo visto, qualunque meningite causata da agente patogeno esterno o già presente nel corpo, ma va fatta una specifica. Esiste un’ulteriore categorizzazione della meningite acuta – definita asettica – che accorpa tutte le forme della stessa non causate da batteri. Pertanto una meningite asettica può essere di tipo virale (più comune) o micotica, quanto, ad esempio, causata da farmaci quali FANS (ibuprofene, salicilati, nimesulide ecc.). Quest’ultimo caso è alquanto raro, in genere una meningite asettica è quasi sinonimo di meningite virale, quindi, proprio come la forma batterica, è contagiosa. 

Per quanto riguarda, invece, la meningite non infettiva, generalmente si manifesta in modalità subacuta o cronica (la meningite subacuta si sviluppa nel giro di giorni o di qualche settimana, la meningite cronica dura ≥4 circa quattro settimane), e le cause più frequenti sono:

 

Malattie

  • Tumori metastatici
  • Sarcoidosi Sindrome di Behçet
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Sindrome di Sjögren
  • Artrite reumatoide
  • Rottura di una cisti intracranica da cisticercosi o cisti epidermoide

Farmaci

  • Azatioprina
  • Ciclosporina
  • Citosina arabinoside
  • Immunoglobuline EV (IgEV)
  • Muromonab-CD3 (OKT3)
  • FANS
  • Alcuni antibiotici (ad es. ciprofloxacina, isoniazida, penicillina, trimetoprim/sulfametossazolo)
  • Carbamazepina
  • Fenazopiridina
  • Ranitidina

Sostanze somministrate nello spazio aracnoideo

  • Anestetici
  • Antibiotici
  • Chemioterapici
  • Contrasti radiopachi


 
Immagine infografica che rappresenta la meningite
 

I sintomi della meningite negli adulti e nei bambini

La meningite infettiva può presentarsi in forma acuta, subacuta o (più raramente) cronica, sebbene nel 10-20% dei casi la malattia sia fulminante, ovvero rapidissima nel decorso. La gravità della sua presentazione clinica è pertanto assai variabile: può andare da forme asintomatiche o subcliniche (con sintomi lievi o moderati in molti casi di meningite cronica o subacuta) a forme gravissime e talmente aggressive da portare al decesso in poche ore anche in presenza di un tempestivo trattamento ospedaliero. Nei neonati e nei bambini molto piccoli, in genere, i sintomi di esordio della meningite sono: la sonnolenza e la mancanza di appetito, seguiti da pianto acuto e irritabilità, sguardo fisso, pallore.  Nei bambini più grandi e negli adulti la meningite acuta o subacuta esordisce invece con sintomi quali con cefalea (mal di testa), sonnolenza e l’inappetenza. Altra differenza nella sintomatologia della meningite è quella relativa alla febbre: nei bambini è più comune che si presenti subito alta, mentre negli adulti può essere assente. Generalizzando, Il quadro clinico di una meningite acuta è caratterizzato dai seguenti sintomi:

  • Febbre (spesso elevata > 39°C);
  • Cefalea;
  • Rigidità nucale;
  • Fotofobia;
  • Vomito a getto e/o nausea;
  • Alterazione dello stato di coscienza;
  • Convulsioni e/o tremori.

I segni obiettivi di irritazione delle meningi sono presenti in circa il 50% dei casi e sono più evidenti nella meningite batterica, sebbene la loro assenza non escluda la diagnosi. Essi sono:

  • Segno di Kernig: flessione accentuata degli arti inferiori al sollevamento passivo del tronco;
  • Segno di Brudzinski: flessione accentuata degli arti inferiori alla flessione passiva del capo;
  • Rigor nucale: contrattura muscolare che rende difficile o impossibile la flessione passiva del capo.

L’evoluzione del quadro clinico nella meningite batterica fulminante può rapidamente condurre alla sepsi (5-20% dei casi), allo shock e all’insufficienza multi-organo. Inoltre, anche in caso di sopravvivenza, una meningite batterica acuta può avere conseguenze gravissime e lasciare danni neurologici permanenti soprattutto nei neonati e nei bambini, come l’idrocefalo post-meningitico, la perdita dell’udito (per nevrite dell’acustico) e della vista (per neurite del nervo ottico o paralisi di altri nervi cranici). Se la meningite si è evoluta in sepsi con necrosi dei tessuti, è necessario procedere all’amputazione delle parti del corpo irrimediabilmente danneggiate, in genere gli arti. Altra possibile conseguenza di meningite batterica sono le lesioni della pelle, che spesso lasciano profonde cicatrici. La vicenda di Bebe Vio, la giovane campionessa di scherma paralimpica, è, in tal senso, emblematica. Ne parleremo più avanti.
 

Immagine infografica che rappresenta i sintomi della meningite
 

Contagio della meningite e tempi di incubazione

Immagine che rappresenta una donna con mal di testaLa meningite infettiva si diffonde attraverso invisibili goccioline di saliva provenienti dalla gola e dal naso che il soggetto malato (anche asintomatico) immette nell’aria quando tossisce, parla o starnutisce. La trasmissione della malattia avviene, dunque, tramite l’inalazione di queste goccioline contenenti l’agente infettivo da parte delle persone che sono nelle vicinanze (entro 2 metri). Se l’agente infettivo una volta che è stato inalato raggiunge le meningi può provocare meningite.
Attenzione: il contagio della meningite, anche delle forme batteriche più pericolose, non è così semplice. Affinché si verifichi la trasmissione da soggetto infetto a soggetto sano occorre che vi sia un contatto prolungato, perché i germi della meningite sopravvivono pochissimo fuori da un organismo ospite e sono assai vulnerabili al calore. Il periodo di tempo in cui la persona infetta può trasmettere la meningite, e quindi la possibilità di contagio, è ristretta ai giorni in cui i sintomi sono acuti, ma anche quelli che precedono la manifestazione clinica della malattia. Pertanto un soggetto infetto ma (ancora) asintomatico, può contagiare la meningite. 

Per tale ragione rischiano di ammalarsi con più probabilità i bambini della scuola materna e primaria, gli studenti delle scuole superiori e gli universitari, i militari e, in generale, le persone che frequentano luoghi di ritrovo molto affollati e in ambienti chiusi. La meningite meningococcica del tipo B predilige i bambini molto piccoli, sotto il primo anno di vita, e in generale la fascia più vulnerabile è quella con meno di cinque anni. 
Non sempre, però, il germe (ad esempio il batterio), che causa la meningite, arriva da ”fuori”. Spesso, come accade nel caso della meningite pneumococcica (provocata dal batterio Streptococco pneumoniae) o di quella causata dallo Staphilococcus aureus, alberga già in organi, tessuti o mucose del corpo e per varie cause, tra cui, spesso traumi o interventi chirurgici, arriva ad infettare le meningi usando il sangue come mezzo di “trasporto”. Si tratta, però, di meningiti infettive ben più rare. 

Il tempo di incubazione dipende dalla causa della meningite. In caso di meningite batterica si va dai due ai deici-dal contagio, più tipicamente 3-4 giorni; le meningiti virali si manifestano quasi sempre dopo 3-6 giorni dall’infezione; le meningiti fungine hanno una incubazione molto variabile, da pochi giorni a >1 mese.

La diagnosi

La diagnosi di meningite acuta è quasi sempre facile a quadro conclamato, ma può presentare difficoltà nelle fasi iniziali della malattia e nei bambini. Per chiarire ogni dubbio è necessario ricorrere alla rachicentesi. La rachicentesi, chiamata anche o puntura lombare. Questa procedura invasiva viene utilizzata per poter estrarre il liquido cefalorachidiano, ovvero il liquor cerebrospinale in cui sono immersi sia il cervello che il midollo spinale, e il cui esame chimico-fisico permette di procedere alla diagnosi differenziale di meningite, escludendo altre possibili cause all’origine dei sintomi lamentati dal paziente, tra cui ascesso o tumore cerebrale, emorragia subaracnoidea, tetano, leucemia ecc. 

La diagnosi differenziale della meningite può giovarsi in alcuni casi del ricorso ad altre tecniche di approfondimento come TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) e RMN (Risonanza Magnetica Nucleare).

L’esame del liquor è, inoltre, fondamentale nelle in caso di sospetta meningite infettiva per giungere alla diagnosi eziologica.  Qualora la rachicentesi  venga eseguita secondariamente all’instaurazione della terapia antibiotica, si può fare ricorso a metodi immunologici (immunoelettroforesi e PCR-Polimerase Chain Reaction) per la ricerca degli antigeni dei microrganismi coinvolti.
 

Immagine infografica che rappresenta una puntura lombare
 

Come si cura la meningite

Una volta certi della diagnosi, la terapia antibiotica per la cura della meningite deve essere instaurata il prima possibile e, preferibilmente, in regime di ricovero ospedaliero, dove il paziente potrà essere osservato con continuità per la valutazione ed il monitoraggio delle funzionalità cardiocircolatoria, renale e neurologica. Nel caso di meningite virale va praticata la terapia con antivirali, se indicati. Per le meningiti di origine non infettiva il trattamento è mirato alla rimozione della causa sottostante. Attenzione, in caso di meningite batterica che si trasmette da soggetto infetto a soggetto sano, anche le persone che siano state a contatto diretto con chi ha contratto la malattia devono essere sottoposte ad una profilassi antibiotica per precauzione, al fine di abbattere la possibilità che contraggano a loro volta la meningite. 

Il vaccino: la prevenzione 

Immagine che rappresenta un vaccinoL’unico mezzo che abbiamo a disposizione per prevenire una malattia invasiva da germi potenzialmente letale quale la meningite è la vaccinazione. La più importante è quella antimeningococcica B e C, di cui esistono tre tipi, da somministrarsi nei bambini per via intramuscolare nel muscolo deltoide. Vediamole tutte:

  1. Il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): protegge solo dal sierotipo C;
  2. Il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y. Sia il vaccino antimeningococco di sierogruppo C che tetravelante vanno somministrati ai bambini entro il tredicesimo mese di vita, in unica dose senza bisogno di richiamo;
  3. Il vaccino contro il meningococco di tipo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo. L’optimum per il vaccino anti meningococco B sarebbe quello di somministrarlo in prima dose entro i due mesi del neonato, seguita da altre due entro il primo anno con un intervallo di un mese. Il vaccino anti meningite meningococcica B, inoltre, prevede, sempre nei bambini, un richiamo tra i 12 e i 23 mesi di età. 

Il “Decreto-Legge prevenzione vaccinale” del 28 luglio 2017 prevede, sia per la vaccinazione anti-meningococcica B che per la anti-meningococcica C, l’offerta attiva e gratuita, ma senza obbligo, da parte di Regioni e Province Autonome, in base alle indicazioni del calendario vaccinale relativo all’anno di nascita. Quindi, ai nati dal 2012 al 2016 è offerta gratuitamente la vaccinazione anti-meningococcica C, ai nati dal 2017 anche la vaccinazione anti-meningococcica B. Negli adulti la vaccinazione è raccomandata solo per prevenire la meningite da pneumococco.  Per quanto riguarda, invece, il vaccino quadrivalente antimeningococco, si tratta di una profilassi raccomandata solo a poche categorie di adulti, quali coloro già affetti da patologie croniche (talassemici, diabetici, soggetti con malattie epatiche ecc.), e chi debba recarsi a lungo in regioni del mondo ove la meningite da meningococco è diffusa. 
Altri vaccini disponibili per l’immunizzazione da meningite batterica sono:
Vaccino anti Hib (Haemophilus influentiae di tipo b). Questo vaccino si somministra in combinazione unica con altri cinque vaccini, e per questo viene definito esavalente. Essi sono:

  • Vaccino DTPa contro tetano, difterite e pertosse;
  • Vaccino antipolio (IPV) contro la poliomielite;
  • Vaccino anti epatite B;
  • Vaccino anti Hemophilus influentiae di tipo b, che protegge da questa forma di meningite.

Il vaccino esavalente va somministrato nei bambini al terzo, sesto e undicesimo mese senza necessità di richiamo ulteriore.
Vaccino anti pneumococco, disponibile in due formule:

  1. Vaccino anti pneumococcico PVC13, che immunizza dai 13 tipi di pneumococco più diffusi in Occidente, da somministrarsi nei neonati in combinazione con il vaccino esavalente di cui sopra, in tre dosi (terzo, quinto e undicesimo mese), con iniezione intramuscolo ma in zona anatomica diversa (ad esempio la coscia dell’altra gamba). Il vaccino anti pneumococcico PVC13 si può somministrare anche nei bambini più grandicelli, ad esempio in due dosi fra i 12 e i 23 mesi, oppure in unica dose tra i due e i cinque anni;
  2. Vaccino anti pneumococcico polisaccaridico 23-esavalente, da somministrarsi esclusivamente sui bambini sopra i due anni non precedentemente vaccinati con il PVC13, e negli adulti. 

Una precisazione per quanto riguarda il vaccino anti meningococco e i suoi richiami. La scheda vaccinale in vigore – secondo il piano ministeriale di immunizzazione – consiglia la vaccinazione con vaccino coniugato quadrivalente (o tetravalente) negli adolescenti sia come richiamo che come prima dose. Il vaccino coniugato quadrivalente anti meningococcico (gratuito, come gli altri) è raccomandato negli adolescenti perché costituiscono fascia a rischio di meningite acuta, anche come richiamo perché la durata delle prime dosi va “potenziata”. Il fine, naturalmente, è quello di raggiungere una sorta di immunità di gregge che protegga anche le categorie più fragili della popolazione che non possono vaccinarsi. 

Di seguito una tabella del calendario vaccinale che include i vaccini anti meningite.


Per quanto riguarda le misure igieniche di prevenzione della meningite infettiva, esse sono più o meno quelle previste per tutte le malattie contagiose che si trasmettono da soggetto infetto a soggetto sano, ovvero:
  • Lavarsi spesso le mani, specialmente quando si frequentano luoghi pubblici molto frequentati;
  • Mantenere la distanza sociale di sicurezza da persone che manifestano sintomi potenzialmente riconducibili alla meningite;
  • Evitare, quando possibile, i luoghi molto affollati e chiusi, ove non sia garantito un minimo ricambio d’aria e la possibilità di attuare il distanziamento sociale. 
Sono misure di precauzione anti contagio che valgono per tutte le malattie in cui gli esseri umani costituiscono il principale vettore di trasmissione.  Il Meningococco – la prima causa di meningite infettiva - è poi altamente sensibile alle variazioni di temperatura perciò è possibile contrastare la sua diffusione attraverso una periodica sanificazione ambientale e una prolungata aerazione degli ambienti.
 

Sopravvivere alla meningite: la storia di Bebe Vio

Atleta paralimpica amatissima, Bebe Vio è diventata la portabandiera dell’Italia nella sua disciplina sportiva, la scherma, dove ha vinto tutto, ma soprattutto la principale sostenitrice della importanza del vaccino contro la meningite. Raccontare brevemente la sua storia ci aiuta a comprendere meglio quanto sia necessario usare tutti gli strumenti a nostra disposizione – di cui il vaccino è al momento la più utile arma di prevenzione, per lo meno contro alcune forme temibili dell’infezione – per contrastare la meningite e le sue drammatiche conseguenze. Beatrice Maria Vio (questo il nome completo della fiorettista), classe 1997, si ammala gravemente di meningite nel 2008, all’età di 11 anni. I primi sintomi sono forte mal di testa e febbre, curati a casa per alcuni giorni senza successo. La piccola Bebe viene dunque ricoverata a Padova, nel reparto di terapia intensiva pediatrica, dove le viene diagnosticata una sepsi da meningite meningococcica di tipo C, infezione contro cui non era stata vaccinata. In precedenza, infatti, la bambina era stata immunizzata solo contro la meningite A (peraltro meno grave della meningite da meningococco B e C). 

Una volta in ospedale le condizioni di Bebe peggiorano bruscamente e la bambina viene colpita da diverse emorragie e necrosi interne che costringono il personale medico ad amputarle le gambe e gli avambracci per salvarle la vita. La sepsi, infatti, che si verifica quando l’infezione da localizzata si trasforma in sistemica, può portare rapidamente alla morte. Tra le conseguenze meno gravi della meningite, ma comunque penalizzanti sotto il profilo estetico, vi sono anche le violente eruzioni cutanee che hanno lasciato delle cicatrici sul bel viso dell’atleta. Dopo le amputazioni, scongiurato il pericolo di decesso, Bebe rimane in ospedale per diversi mesi, sottoposta anche ad altri interventi di chirurgia plastica, cui segue un lungo periodo di riabilitazione presso il Centro protesi di Budrio. In questa fase difficile di “rinascita”, Bebe riprende gli allenamenti del suo sport d’elezione, la scherma, che già praticava dall’età di 5 anni. Ovviamente con modalità del tutto diverse, dovendo utilizzare le protesi alle gambe per muoversi e imparare ad imbracciare il fioretto con il braccio artificiale. Il resto… è storia, una storia vincente, fatta di medaglie e di ribalta, di successo mediatico e popolarità.

Ma il messaggio di Bebe Vio va decisamente oltre questa parte luminosa, perché l’ombra che ha dovuto attraversare le è quasi costata la vita, e le ha reciso gli arti. L’ombra si chiama, dunque, meningite meningococcica di tipo C, contro la quale oggi esiste una sola arma di prevenzione. Bebe Vio è pertanto diventata la testimonial più efficace e credibile della vaccinazione anti meningite, la prova vivente della necessità di proteggere una sempre più ampia fetta di popolazione, specialmente quella fatta di bambini e adolescenti, contro questa temibile infezione. 
La meningite batterica nelle forme fulminanti come quella che ha colpito Bebe Vio può provocare il decesso (10% del totale dei casi), o lasciare invalidità gravi e permanenti tra cui ritardo cognitivo, perdita dell’udito o della vista, amputazione degli arti (3 casi su 10). 



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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Quali sono i sintomi della meningite in generale?

Nella forma acuta e/o fulminante, la sintomatologia ricorrente è la seguente:

  • Irrigidimento della nuca (parte posteriore del collo);
  • Febbre alta;
  • Vomito o forte nausea;
  • Sonnolenza, torpore (soprattutto nei bambini sotto ai 5 anni);
  • Convulsioni;
  • Nei neonati edema della fontanella anteriore del cranio.

Quali sono i sintomi della meningite negli adulti?

Le manifestazioni cliniche della meningite negli adulti sono un po’ diverse rispetto a quelle che si possono riscontrare nei bambini. In generale, i sintomi nell’adulto sono, o possono essere:

  • Torpore, sonnolenza e difficoltà a svegliarsi;
  • Fotofobia;
  • Spasmi muscolari;
  • Torcicollo, nuca rigida;
  • Irritabilità;
  • Febbre;
  • Nausea e/o vomito;
  • Rush cutanei;
  • Crisi convulsive.
In generale, gli adulti colpiti da meningite manifestano subito febbre, vomito, forte mal di testa e sensazione di malessere generale. Dolore agli arti, pallore, mani e piedi freddi sono ugualmente segnali precoci di possibile meningite, che possono essere seguiti da fotofobia, eruzione cutanea, rigidità del collo e confusione mentale. 

Come ci si ammala di meningite?

Per lo più la meningite batterica si trasmette da soggetto malato a soggetto sano, ed è quindi un’infezione contagiosa. Alcune forme di meningite, anche molto gravi, sono invece causate da microrganismi presenti normalmente in altri tessuti o mucose del corpo, che possono entrare nel sistema circolatorio e attraverso il sangue arrivare alle membrane meningee, infettandole. La meningite batterica può scatenarsi anche quando i batteri infettino direttamente le meningi, come accade (raramente) dopo un trauma cranico, oppure (più frequentemente), come conseguenza di un’infezione alle orecchie o ai seni nasali (sinusite).  Pneumococco e meningococco sono i batteri che più comunemente provocano la meningite, ma sono poco contagiosi. In generale, l’infezione si trasmette da persona infetta (anche asintomatica) a persona sana soprattutto per contatto o per via aerea qualora si inalino goccioline di saliva o altri umori n cui è presente il germe infettivo. Tuttavia, la meningite non è una malattia che si trasmette facilmente come le infezioni virali da coronavirus o l’influenza stagionale. Esistono infine meningiti non infettive, che sono pertanto causate non da germi, ma da condizioni di indebolimento dell’organismo (come accade nelle meningiti oncologiche, o autoimmuni), o dall’assunzione o somministrazione di farmaci o sostanze di contrasto usate in alcuni esami (sono casi rarissimi). 

Si muore di meningite?

Purtroppo circa il 10% delle persone colpite da meningite batterica, la più pericolosa, non sopravvive. Nella forma più aggressiva, che procede in modo estremamente rapido tanto da essere definita fulminante, la meningite può portare alla morte nel giro di 24-48 e questo nonostante la terapia antibiotica. Una percentuale di coloro che riesce a superare l’infezione, inoltre, ne rimane comunque segnata a vita. Danni e disabilità di tipo neurologico e cognitivo, epilessia, sordità, amputazione degli arti possono essere alcune delle conseguenze temibili di una meningite batterica. 

Quali sono i tre tipi di meningite?

Nelle forme più pericolose la meningite è causata da batteri che possono essere già presenti nell’organismo, o entrarvi in contatto per contagio diretto o indiretto. La meningite virale è meno aggressiva e spesso da sintomi più sfumati. In rari casi questa malattia infettiva può essere causata anche da altri microrganismi quali funghi o persino da composti chimici (es. mezzi di contrasto o principi attivi farmacologici). Per quanto riguarda la meningite batterica, i germi che la possono causare con più probabilità sono:

  • Il meningococco C e B (i più presenti in Italia, altri sierotipi sono A. Y, W135);
  • Lo streptococco pneumoniae o pneumococco;
  • Haemophilus influentiae di tipo B.

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In collaborazione con

Paola Perria

Paola Perria

Giornalista pubblicista da luglio 2009, ho conseguito con il massimo dei voti un Master in Gender Equality-Strategie per l’Equità di Genere con tesi sulla Medicina di Genere. Copywriter originale e creativa, nasco negli anni Settanta in un assolato angolo di Sardegna, imparando tutto ciò che posso dai libri e dalla vita, dopo la maturità classica mi sono laureata in Lingue e Comunicazione. Scrivo di salute e benessere dal 2010, collaborando con diverse testate giornalistiche on-line e web magazine. Nel cassetto nascondo racconti, un diploma da fumettista e aspirazioni da storyteller, a cominciare dalla Medicina Narrativa. Collaboro con Doveecomemicuro dal luglio 2017. E questo è solo l’inizio.

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