Insufficienza renale: cronica o acuta? Sintomi e terapia

Insufficienza renale: cronica o acuta? Sintomi e terapia

Indice


Domande e risposte

Che cos’è l’insufficienza renale

L’insufficienza renale è l’incapacità dei reni di filtrare adeguatamente le scorie metaboliche dal sangue. I reni sono due organi escretori, che hanno il compito di filtrare dal sangue le sostanze di scarto, trasformarle in urina da convogliare nella vescica e poi all’esterno, in modo da mantenere in equilibrio le componenti del nostro fluido vitale principale (in particolare gli elettroliti) e mantenerci in buona salute. I reni sono coinvolti, inoltre, nella produzione di ormoni, come l'eritropoietina, necessaria per la produzione dei globuli rossi e il calcitriolo, la forma attiva di vitamina D.

Quando questi organi non funzionano bene o, peggio, sono compromessi senza possibilità di reversibilità, il nostro organismo “si intossica” di sale, acqua e tutti i prodotti che non siamo riusciti a eliminare. Quando i reni funzionano normalmente, la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) è compresa tra 90 e 120 ml/min. Al di sotto di 90 ml/min. si parla, appunto, di insufficienza renale. È necessario in questi casi far ricorso a dialisi, cioè a una vita in emodialisi e a trapianto di rene. Fortunatamente, con il passare dei decenni, è sempre più possibile curare molte malattie che provocano insufficienza, ripristinando la funzionalità renale.

 
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Tipi di insufficienza renale

L’insufficienza renale può essere acuta o cronica, risolvibile o irreversibile. Si distingue fra:
  1. Insufficienza renale acuta: quando l'insufficienza renale si sviluppa molto rapidamente, da poche ore a pochi giorni, a partire da un blocco renale. È molto grave, se non viene trattata in tempo può essere letale, ma fortunatamente una volta diagnosticata è risolvibile. 
  2. Insufficienza renale cronica: quando invece l'insufficienza renale si sviluppa molto lentamente, anche nel corso di anni, presentando i primi sintomi quando le condizioni sono già abbastanza gravi. Non si può guarire dall’insufficienza renale cronica ma oggi, fortunatamente, si può convivere con essa, rallentarne la progressione ed eventualmente intervenire con dialisi e trapianti di rene

immagine che rappresenta paziente con macchina dialisi in ospedale

Cause dell’insufficienza renale

Sono diverse le cause che possono provocare insufficienza renale acuta o cronica.
 

Insufficienza renale acuta

La causa scatenante è il blocco della funzione renale nel giro di poche ore o giorni, i reni non riescono più a svolgere i propri compiti di:
  • Regolazione dell'equilibrio idrico e salino;
  • Eliminazione delle tossine e degli acidi dall'organismo;
  • Produzione di ormoni (come l'eritropoietina) indispensabili nella produzione dei globuli rossi.
A provocare il blocco è un danneggiamento grave delle strutture vascolari e nervose che compongono i reni, come i glomeruli renali e si parla di blocco prerenale, postrenale e renale.

Anche alcune preesistenti patologie possono avere come conseguenza l’insufficienza renale acuta:  

Insufficienza renale cronica

In questo caso le cause sono malattie sottostanti che possono riguardare:
  • Gli stessi reni, come glomerulo, nefriti e nefriti interstiziali (infiammazioni che possono essere dovute a processi autoimmuni o a infezioni);
  • Le vie urinarie, come le calcolosi.
Anche altre malattie, come il diabete non controllato o patologie ereditarie, possono scatenare la cronicità.
 

Insufficienza renale: sintomi

Nel caso dell’insufficienza renale acuta, presentandosi in modo grave in pochissimo tempo, i sintomi sono molto evidenti e includono prima di tutto l’oliguria, cioè la riduzione della quantità di urine rispetto al solito.
Altri sintomi possono essere:
  • Stanchezza alle gambe;
  • Ritenzione idrica improvvisa;
  • Difficoltà a respirare;
  • Sangue nelle feci
  • Urine scure;
  • Mal di testa e confusione (nei casi più gravi).

Più complesso è diagnosticare l’insufficienza renale cronica sulla base dei primi sintomi, dal momento che nelle prime fasi sono alterati solo i valori degli esami del sangue che riguardano la funzione renale, come la creatinina. Solo successivamente iniziano a risultare alterati anche i valori di acido urico, calcio, fosforo, bicarbonato, paratormone e si riducono i globuli rossi provocando la comparsa di anemia. Queste variazioni si traducono in una generica maggiore stanchezza, che però è un sintomo che può significare molte altre cose.

Altra cosa sono invece i sintomi in fase avanzata di insufficienza renale. L’anemia aumenta, così come la pressione sanguigna e diminuisce la quantità di urina prodotta. I sintomi sono gli stessi dell’insufficienza renale acuta, ma compaiono più lentamente e per questo è facile confonderli con altre malattie:
  • Stanchezza;
  • Sonnolenza;
  • Ipertensione
  • Ritenzione idrica a gambe e piedi;
  • Confusione.

Diagnosi

La diagnosi di insufficienza renale cronica avviene tramite analisi del sangue per esaminare i valori chiave legati ai reni, ecografia e scintigrafia.

La gravità della malattia si classifica in 5 stadi:
  • Stadio I. Quando la Velocità di Filtrazione Glomerulare (VFG) è pressoché normale e cioè la funzione renale residua è del 90% rispetto al perfetto stato di salute.
  • Stadio II. Quando la funzione renale residua è dall’89% al 60% e il danno renale è modesto.
  • Stadio III a. Quando la funzione renale residua è del 59-45% e il danno renale è moderato.
  • Stadio III b. Quando la funzione renale residua è del 44-30% e la riduzione del VFG è considerata moderata.
  • Stadio IV. Quando la funzione renale residua è del 29-15% e il danno renale è importante.
  • Stadio V. Quando la funzione renale residua è inferiore al 15% e si è costretti a ricorrere alla dialisi.

immagine che rappresenta donna che si sottopone a esami del sangue

Come si cura l’insufficienza renale

In caso di insufficienza renale acuta, la prima cosa da fare è eliminare la patologia o la condizione scatenante – per esempio un farmaco, un edema – bilanciando i fluidi e somministrando farmaci idonei, cosa che avviene durante l’ospedalizzazione. Si può rendere necessaria una dialisi temporanea per liberare il corpo dalle tossine che non era riuscito a eliminare.

Nel caso di insufficienza renale cronica, invece, va valutato lo stadio specifico del paziente, controllando la gestione delle patologie croniche pregresse, come il diabete e soprattutto l’ipertensione correlata con la patologia renale, bilanciando la dieta anche per controllare l’anemia. Lo scopo della terapia farmacologica è ritardare il più possibile l’entrata del paziente in dialisi.

La dialisi è un macchinario che esegue il lavoro che i reni non riescono più a fare: ripulisce il sangue e lo reimmette nel corpo. La dialisi può essere eseguita in ospedale o nei Centri specializzati in modalità day hospital a giorni alterni, e dura circa 4 ore. In questo lasso di tempo, un macchinario si occupa di ripulire il sangue e di reinfonderlo nel corpo perfettamente depurato.
Esistono due tipi di dialisi:
  • DIALISI EXTRA-CORPOREA O EMODIALISI (HD) effettuata in Centro Dialisi o a domicilio, dove il sangue viene depurato da una macchina (rene artificiale) al di fuori dell’organismo. 
  • DIALISI PERITONEALE (DP) effettuata a domicilio, dove la depurazione avviene all’interno dell’organismo, utilizzando un liquido da cambiare più volte nella giornata.
In entrambi i casi, cambieranno le abitudini lavorative e familiari, la dieta, la routine. 

Come funziona il trapianto di rene?

Il paziente con insufficienza renale cronica, sotto dialisi, che non abbia concomitante malattia oncologica - soprattutto se giovane – può essere inserito nelle liste per il trapianto di rene da donatore compatibile.
Le condizioni per essere ammesso a trapianto di rene sono: 
  • Avere una condizione fisica abbastanza buona da resistere agli effetti dell’anestesia generale e dell’operazione chirurgica;
  • Essere disposti a seguire le cure indicate dopo il trapianto, come i farmaci antirigetto, i cosiddetti immunosoppressori.

Si può ricorrere a un donatore compatibile vivente, per esempio un familiare, oppure, se ciò non fosse possibile, si entra in liste di attesa per un rene proveniente da persona deceduta e in questo caso bisogna essere consapevoli che la chiamata per l’intervento potrebbe arrivare in qualsiasi momento del giorno e della notte. Il nuovo rene viene posizionato nella parte più bassa dell’addome, collegandolo alla vescica, mentre solitamente si lascia il rene non funzionante al suo posto.

A maggio 2022, sono 5.820 le persone in lista di attesa per un trapianto di rene nella lista ufficiale del Centro Nazionale Trapianti e il tempo medio di attesa è di 3 anni. Nel 2021 sono stati eseguiti in Italia 2.043 trapianti di rene, mentre nel 2020 soltanto 1.907.
 

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immagine che rappresenta infermieri che trasportano organi umani per il trapianto



RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Quali sono i sintomi quando i reni non funzionano bene?

Nelle prime fasi, sono alterati solo i valori degli esami del sangue che riguardano la funzione renale, come la creatinina. Solo successivamente iniziano a risultare alterati anche i valori di  acido urico, calcio, fosforo, bicarbonato, paratormone, e si riducono i globuli rossi provocando la comparsa di anemia. Queste variazioni si traducono in una generica maggiore stanchezza, che però è un sintomo che può significare molte altre cose.
Altra cosa sono invece i sintomi in fase avanzata di insufficienza renale. L’anemia aumenta, così come la pressione sanguigna e diminuisce la quantità di urina prodotta. I sintomi sono gli stessi dell’insufficienza renale acuta, ma compaiono più lentamente e per questo è facile confonderli con altre malattie: stanchezza, sonnolenza, ipertensione, ritenzione idrica a gambe e piedi, confusione.

Cosa succede con insufficienza renale?

L’insufficienza renale è l’incapacità dei reni di filtrare adeguatamente le scorie metaboliche dal sangue. I reni sono due organi escretori, che hanno il compito di filtrare dal sangue le sostanze di scarto, trasformarle in urina da convogliare nella vescica e poi all’esterno, in modo da mantenere in equilibrio le componenti del nostro fluido vitale principale (in particolare gli elettroliti) e conseguentemente di mantenerci in buona salute. I reni sono coinvolti inoltre nella produzione di ormoni, come l'eritropoietina, necessaria per la produzione dei globuli rossi e il calcitriolo, la forma attiva di vitamina D. Quando questi organi non funzionano bene, o peggio, sono compromessi senza possibilità di reversibilità, il nostro organismo  “si intossica” di sale, acqua e tutti i prodotti che non siamo riusciti a eliminare. Quando i reni funzionano normalmente, la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) è compresa tra 90 e 120 ml/min. Al di sotto di 90 ml/min. si parla,  appunto, di insufficienza renale. 

Cosa fare in caso di insufficienza renale?

In caso di insufficienza renale acuta, la prima cosa da fare è eliminare la patologia o la condizione scatenante – per esempio un farmaco, un edema – bilanciando i fluidi e somministrando farmaci idonei, cosa che avviene durante l’ospedalizzazione. Si può rendere necessaria una dialisi temporanea per liberare il corpo dalle tossine che non era riuscito a eliminare. Nel caso di insufficienza renale cronica, invece, va valutato lo stadio specifico del paziente, controllando la gestione delle patologie croniche pregresse, come il diabete e soprattutto l’ipertensione correlata con la patologia renale, bilanciando la dieta anche per controllare l’anemia. Lo scopo della terapia farmacologica è ritardare il più possibile l’entrata del paziente in dialisi.

Cosa può mangiare una persona che soffre di insufficienza renale?

È importante bilanciare la dieta anche per controllare l’anemia, ma la prima cosa da fare è evitare i fai da te e affidarsi a un nutrizionista esperto per evitare di fare dei danni maggiori.

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In collaborazione con

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold, giornalista freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale. Si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata - Il Sole 24 Ore e Oggiscienza. Lavora per la maggior parte su temi legati all’epidemiologia, con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 è consulente per la comunicazione social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Collabora con alcune riviste mediche più specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Nel 2019 ha messo a punto HealthCom Program, un corso di formazione online di 10 lezioni sulla comunicazione sanitaria sui social media.

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