Gonorrea: sintomi, cura e terapia nell'uomo e nella donna

Gonorrea: sintomi, cura e terapia nell'uomo e nella donna

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Gonorrea

Immagine che mostra il batterio Neisseria gonorrhoeaeLa gonorrea (conosciuta anche con il nome di blenorragia) è una malattia sessualmente trasmissibile (MST) veicolata dal batterio Neisseria gonorrhoeae, più diffusamente noto come gonococco.

Per riprodursi, questo microorganismo necessita di ambienti caldi e umidi. Per tale ragione, infetta:
  • Nell’uomo: i tratti urinari bassi (uretra), causandone l’infiammazione (uretrite);
  • Nella donna: i tratti uro-genitali, principalmente la vescica (cistite gonococcica), e la cervice uterina, ossia il collo dell’utero (cervicite gonococcica);
  • In entrambi: faringe, congiuntiva e retto.
Fra tutte le infezioni a trasmissione sessuale, è quella per la quale la cura sta diventando progressivamente più difficile, a causa del fenomeno dell’antibiotico resistenza.

Dagli anni ’70 in poi l’incidenza di questa malattia venerea è in declino, anche e soprattutto grazie alle campagne di informazione e sensibilizzazione sui fattori di rischio. Il rischio attuale è che le continue mutazioni che il batterio è in grado di compiere portino alla selezione di ceppi multi resistenti.

Oggi in Italia si contano circa un centinaio di nuovi casi all’anno. Tuttavia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta 78 milioni di nuovi casi accertati nel mondo ogni anno.

Consulta le strutture che effettuano Neisseria gonorrhoeae esame colturale:

Le vie di trasmissione della gonorrea

Come si prende la gonorrea? La gonorrea si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti con un partner infetto. La trasmissione donna-uomo avviene con una probabilità pari circa al 20%, mentre quella uomo-donna è del 50% circa.

Il periodo di incubazione della malattia è generalmente compreso fra 3 e 5 giorni.
È possibile acquisire la gonorrea senza avere avuto rapporti sessuali a rischio? Al momento le fonti ufficiali escludono che possano esistere vie alternative di contagio rispetto a quella sessuale. Tuttavia, nel 2019 è stato pubblicato uno studio australiano nel quale viene considerata la possibilità che la malattia possa essere trasmessa anche attraverso il bacio fra omosessuali maschi. 

Il contagio è possibile anche dalla madre infetta al figlio al momento del parto (congiuntivite neonatale). Si tratta di un’evenienza grave, che può condurre alla cecità. Per scongiurare questo rischio, tutti i neonati vengono sottoposti a profilassi con collirio o pomata oftalmica antibiotica subito dopo la nascita.

La trasmissione attraverso lo scambio di oggetti (indumenti, asciugamani) non è possibile, data l’esigua capacità di resistenza del microorganismo nell’ambiente al di fuori del corpo umano. Per le stesse ragioni baci amichevoli e abbracci non veicolano la malattia.

Gonorrea e gravidanza

In gravidanza, la gonorrea può determinare aborto spontaneo o parto prematuro.
La donna affetta da gonorrea in gravidanza può trasmettere al neonato la malattia al momento del parto (congiuntivite neonatale). La congiuntivite neonatale può evolvere in ulcera corneale, ascessi e perforazioni oculari, evenienze cliniche gravi che possono condurre alla cecità. Per scongiurare questo rischio, tutti i neonati vengono sottoposti a profilassi con collirio o pomata oftalmica antibiotica (a base di nitrato d’argento o tetraciclina) subito dopo la nascita. I casi di cecità da infezione gonococcica sono nettamente diminuiti dall’introduzione della profilassi.
Il neonato infettato dalla mamma al momento del parto può sviluppare anche infiammazioni articolari o gravi infezioni sistemiche, anche letali. 

Come si manifesta la gonorrea

Una volta avvenuto il contatto, il batterio veicolato aderisce alle cellule epiteliali di rivestimento della cute (epidermide) o delle mucose e penetra in profondità attraverso di essi: ha luogo l’infezione.

Nelle donne la sintomatologia, che compare da 7 a 21 giorni dal contatto a rischio, comprende:
  • Bruciore durante la minzione;
  • Disuria: difficoltà ad urinare, che si verifica quando la malattia attacca la cervice uterina;
  • Perdite vaginali;
  • Perdite di sangue fra un ciclo e l’altro;
  • Dolore pelvico;
  • Mal di gola: la malattia può occasionalmente svilupparsi in bocca e produrre la faringite gonococcica (gonorrea faringea) può colpire le persone che hanno avuto un contatto sessuale orale con un individuo infetto; è asintomatica nella maggior parte dei casi. 
Il fatto che quasi la metà delle donne sia asintomatica, rende più difficile la diagnosi della patologia e amplifica le sue possibilità di diffusione. Questa è la ragione per cui i medici consigliano di sottoporsi al test per la gonorrea in caso di contatti sessuali a rischio, anche in assenza di sintomi.

Negli uomini il periodo di incubazione è molto variabile. I sintomi compaiono da due a 30 giorni dal momento dall’infezione e sono:
  • Bruciore durante la minzione;
  • Disuria: difficoltà ad urinare;
  • Perdite di colore bianco, giallo o verde: è il prodotto della reazione infiammatoria messa in atto dal sistema immunitario, in seguito alla quale i globuli bianchi si decompongono;
  • Dolore e gonfiore testicolari: non sempre presenti;
  • Mal di gola: la malattia può occasionalmente svilupparsi in bocca e produrre la faringite gonococcica (gonorrea faringea) può colpire le persone che hanno avuto un contatto sessuale orale con un individuo infetto; è asintomatica nella maggior parte dei casi. 
Anche gli uomini possono essere asintomatici: accade nel 10% dei casi. La faringite gonococcica, generalmente asintomatica, può causare mal di gola.

Immagine che mostra i sintomi della gonorrea nell'uomo e nella donna

Cosa può causare la gonorrea

Non curata adeguatamente, la gonorrea può evolvere causando conseguenze gravi.
Nelle donne il batterio può essere responsabile della malattia infiammatoria delle pelvi (Pelvic Inflammatory Disease, PID), un’infezione dei tratti genitali superiori che si verifica nel 10-20% dei casi e che può provocare:
  • Febbre;
  • Ascessi pelvici;
  • Dolore pelvico cronico (tipicamente bilaterale);
  • Peritonite pelvica;
  • Lesioni alle tube di Falloppio: si producono quando il batterio risale attraverso l’endometrio (la mucosa che riveste internamente la cavità uterina) e giunge fino alle tube (salpingite). Le conseguenze della contaminazione delle tube possono portare all’infertilità ed all’aumento del rischio di gravidanza ectopica (patologia nella quale l’impianto dell’ovulo fecondato ha luogo in posti diversi rispetto a quello fisiologico, rappresentato dall’utero). La gravidanza ectopica (o gravidanza extrauterina), se non trattata tempestivamente, può essere essa stessa causa di sterilità.
Occorre precisare che la malattia infiammatoria pelvica è asintomatica nell’80% dei casi.
Se la malattia infiammatoria pelvica è dovuta alla gonorrea, la cura di quest’ultima ne produce la guarigione.
 
Nell’uomo la complicanza più rischiosa (ma poco frequente) è costituita dall’epididimite, che si verifica a causa della risalita del batterio dall’uretra verso i tratti urinari superiori e che causa dolore e gonfiore testicolare. Sebbene meno frequente rispetto alla malattia infiammatoria delle pelvi femminile, l’epididimite può portare alla sterilità.

Un’ulteriore complicanza della gonorrea e della malattia infiammatoria pelvica è la Sindrome di Fitz-Hugh-Curtis. Si tratta di un’infiammazione del fegato (periepatite) che ha luogo principalmente nelle donne e provoca dolore addominale, febbre, nausea, vomito. Spesso viene confusa con una malattia epatica o delle vie biliari.

Il batterio della gonorrea può diffondersi nella circolazione sanguigna (infezione gonococcica disseminata o sindrome artrite-dermatite). Questa evenienza si verifica nell’1% dei casi (soprattutto nelle donne) e provoca:
  • Febbre intermittente;
  • Poliartrite migrante: si tratta di una condizione che si manifesta in maniera asimmetrica che attacca le articolazioni, la membrana che le riveste (sinovite) ed i tendini (tenosinovite) e ne causa l’infiammazione. Ne conseguono dolore e gonfiore articolare in particolare localizzato a mani, polsi, ginocchia, caviglie e piedi;
  • Dermatite: lesioni cutanee eritematose sulla pelle di braccia e gambe;
  • Epatite;
  • Endocardite;
  • Meningite.
L’artrite settica gonococcica è, invece, una forma più localizzata di infezione gonococcica sistemica. Determina l’insorgenza di un’artrite dolorosa con versamento a livello delle grandi articolazioni (ginocchia, caviglie, polsi e gomiti), che si gonfiano, limitando la possibilità di movimento e generano dolore locale intenso.

L’artrite settica è un’infiammazione articolare causata da un agente infettivo (in questo caso il batterio della gonorrea) presente in un sito diverso da quello articolare e che raggiunge la stessa articolazione attraverso la circolazione sanguigna.
In genere si manifesta ai danni di un’unica articolazione, come il ginocchio o l’anca.

La gonorrea può essere asintomatica? La gonorrea può essere asintomatica per lunghi periodi di tempo: per questa ragione è importante sottoporsi al test, indipendentemente dalle manifestazioni, dopo un rapporto a rischio.
Cosa succede se la gonorrea non viene curata? Se non adeguatamente trattata, la malattia può protrarsi per mesi o anni ed essere contagiosa per periodi anche molto prolungati. Inoltre, se il paziente non assume i farmaci opportuni, va incontro ad un maggior rischio di complicazioni. La mancata tempestività dell’istituzione della terapia antibiotica ne riduce le possibilità di successo. 

Come si diagnostica la gonorrea

Come si riconosce la gonorrea? La sintomatologia non specifica e non sempre presente nella gonorrea richiede sempre l’esecuzione di esami diagnostici di laboratorio. Per la diagnosi di questa malattia si effettuano tamponi su cervice, uretra, retto o faringe (le parti del corpo normalmente infettate) o analisi su piccoli campioni di urina (solo nell’uomo). Il tampone è una procedura indolore che dura pochi secondi.

Nell’uomo viene effettuata la ricerca del microorganismo nell’essudato uretrale, un test efficace e con una sensibilità diagnostica del 95; l’esame effettuato sulla coltura di secrezioni vaginali nella donna ha una sensibilità diagnostica del 60%. 
In caso di interessamento del retto, si ricorre alla rettoscopia, che evidenzia le placche di mucopus presenti sulle pareti intestinali.

Nel caso di artrite gonococcica l’esame colturale può essere realizzato anche su liquido articolare, prelevato con ago aspirato (artrocentesi). Il liquido sinoviale, in queste circostanze, risulta torbido o purulento, a causa dell’elevato numero di globuli bianchi presenti. Come specificato sopra, i globuli bianchi sono il segnale della reazione di difesa predisposta dal sistema immunitario nei confronti del batterio.

La gonorrea rientra nell’elenco di malattie con obbligo di notifica alle autorità locali, regionali e nazionali, nell’ambito dei sistemi di sorveglianza predisposti dalla legge. Quando fare il test e dove? In caso di rapporto sessuale non protetto o per qualsiasi dubbio sulla possibilità di avere contratto la gonorrea, occorre rivolgersi al proprio medico o recarsi presso l’Unità Operativa Malattie Sessualmente Trasmesse (UOMST) più vicina per effettuare il test. La gonorrea può causare conseguenze gravi e mette a rischio la salute delle persone affettivamente vicine: la diagnosi precoce e l’istituzione tempestiva di una terapia adeguata evitano rischi aggiuntivi.
Se il test risulta positivo, occorre avvisare tutte le persone con cui si sono avuti rapporti sessuali nell’ultimo mese, consigliando loro di sottoporsi a loro volta all’esame.

Come si cura la gonorrea

Immagine che mostra una molecola di ceftriaxoneIl microorganismo causa della gonorrea è un batterio: pertanto il trattamento previsto è quello antibiotico.
Quale antibiotico usare per curare la gonorrea? Lo schema di terapia è rappresentato da una singola dose di cefalosporina (il ceftriaxone) per via intramuscolare, associata ad azitromicina per bocca (terapia combinata). I pazienti allergici alle cefalosporine possono essere trattati in gentamicina spectinomicina.

I farmaci per la terapia della gonorrea possono essere acquistati senza ricetta? La gonorrea è una malattia potenzialmente grave, che deve essere diagnosticata da un medico a seguito dell’esecuzione di specifici esami clinici. Lo stesso medico provvede a prescrivere i farmaci necessari alla cura, sulla base di una terapia personalizzata.

La sintomatologia migliora nel giro di pochi giorni dall'inizio della terapia. Per quanto riguarda i dolori addominali, normalmente scompaiono dopo circa due settimane. In caso di infezione gonococcica disseminata con artrite, si effettua un ciclo di somministrazioni per via parenterale. La terapia dell’artrite gonococcica non comprende il drenaggio articolare. L’articolazione viene immobilizzata e vengono prescritti antinfiammatori e una fisioterapia passiva, sostituita da una mobilizzazione attiva alla scomparsa del dolore. La funzione articolare completa viene recuperata nel 95% dei casi. Non vi sono indicazioni per infiltrazioni di antibiotico in sede intra articolare.
Poiché la terapia delle complicanze della gonorrea è più lunga e complicata rispetto al trattamento della malattia in sé, risulta particolarmente favorevole la diagnosi precoce. 

Devono essere sottoposti a terapia antibiotica anche i partner dei pazienti infetti.
La gonorrea può guarire spontaneamente? La regressione spontanea dei sintomi della malattia non è indicativa di guarigione. Pur notando il miglioramento del quadro clinico, occorre rivolgersi al medico per sottoporsi alla terapia opportuna ed evitare pericolose conseguenze e la trasmissione ai partner. 
L’amplificazione del fenomeno dell’antibiotico resistenza sta complicando la terapia contro la Neisseria gonhorroeae, della quale sono sempre più frequenti ceppi insensibili ai comuni farmaci antimicrobici. Al fine di somministrare la terapia più appropriata, l’analisi dei prelievi colturali deve essere dunque completata da un antibiogramma. Questo test permette di valutare la sensibilità del batterio ai diversi antibiotici e di personalizzare la terapia.

La gonorrea non conferisce immunità definitiva: dopo la guarigione, pertanto, è possibile contrarre nuovamente la malattia. 
Alcune fra le molecole un tempo attive sul batterio della gonorrea, come la penicillina, oggi non sono più usate a causa del fatto che questo microorganismo ha sviluppato una resistenza. Le tetracicline (come l’azitromicina), prima terapia d’elezione, oggi sono efficaci solo in combinazione con le cefalosporine. 
Attualmente sono in fase di sviluppo diverse nuove molecole antibiotiche, che dovrebbero contrastare il fenomeno delle resistenze, bypassandolo.
Nel 2018 la Public Health England ha reso noto il caso di un paziente contagiato da un ceppo di Neisseria gonhorroeae resistente a tutti gli antibiotici oggi in uso. Si tratta del primo caso al mondo ed è già stato ribattezzato super gonorrea.

Come deve essere curata la gonorrea nelle donne in gravidanza? Le donne in gravidanza o in fase di allattamento devono essere trattate con l’antibiotico per scongiurare il rischio di aborto, parto anticipato e di contagio del piccolo. Escludendo le tetracicline e i fluorochinoloni, gli antibiotici in uso per la terapia della gonorrea non provocano danni al bambino, ma lo proteggono dal rischio di acquisizione della malattia.

La gonorrea e le altre malattie sessualmente trasmissibili

La gonorrea è una delle malattie a trasmissione sessuale più diffuse al mondo e, come la sifilide, moltiplica per di 2-3 volte il rischio di acquisizione del virus HIV. Inoltre, la coinfezione con Chlamydia trachomatis si manifesta nel 15-25% degli uomini e nel 35-50% delle donne. 
Diversi microorganismi responsabili di malattie sessualmente trasmissibili possono generare infezioni dai sintomi analoghi alla gonorrea. Clamidia, sifilide e gonorrea presentano sintomi e segni comuni, quali secrezioni anomale dei genitali, dolore pelvico, prurito e lesioni nella regione genitale o orale, disuria, dolore e sanguinamento durante e/o dopo i rapporti sessuali.

Spesso sono asintomatiche o comparire con sintomi molti lievi: questo aspetto rappresenta un fattore di diffusione della malattia, perché i soggetti inconsapevoli di essere stati contagiati possono continuare a trasmetterle.
Inoltre, tutte e tre sono correlate a complicazioni quali sterilità, problemi durante la gravidanza, infezioni neonatali. 
Le analogie fra gonorrea, sifilide e clamidia rendono ancora più importante il consulto medico e l’esecuzione del test dopo un rapporto a rischio. 

Gonorrea o candida? Una delle malattie che fa spesso pensare alla gonorrea è la candida: spesso le persone che notano perdite genitali abbondanti e maleodoranti pensano a malattie potenzialmente gravi come la gonorrea, soprattutto se hanno avuto contatti a rischio. In realtà, quando sintomatica, quest’ultima genera manifestazioni più complesse rispetto alla candida. In ogni caso, per differenziarla, è sufficiente sottoporsi al test.
Gonorrea o cistite? Come la cistite, la gonorrea può comparire con disuria (dolore durante la minzione) e pollachiuria (aumento della frequenza della minzione). 

Prevenire la gonorrea

L’utilizzo corretto del profilattico protegge dall’infezione. 
Il batterio Neisseria gonhorroeae muta con grande facilità: questo rende difficile la sintesi di un vaccino, ritenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità “l’unico strumento sostenibile per il controllo della gonorrea”. Malgrado la complessità rappresentata dalla progettazione di un agente diretto contro un bersaglio che cambia continuamente forma, la comunità scientifica sembra essere relativamente vicina al traguardo. 

Nel corso del 2017 sono stati pubblicati i risultati di uno studio che ha testato l’efficacia di un vaccino già in uso per la prevenzione della meningite B. La profilassi effettuata su una popolazione significativa di persone in Nuova Zelanda ha rivelato che le persone vaccinate contro la meningite B hanno minore rischio di contrarre la gonorrea. Se questi dati dovessero essere confermati, sarebbe il punto di partenza per l’avviamento di una campagna di prevenzione.

Immagine che mostra un profilattico

Domande e risposte

Quali sono i sintomi della gonorrea?

Nelle donne la sintomatologia comprende bruciore durante la minzione, disuria (difficoltà ad urinare), perdite vaginali, perdite di sangue fra un ciclo e l’altro, dolore pelvico. Quasi il 50% delle donne infettate dal batterio della gonorrea è asintomatica. 
Negli uomini, asintomatici nel 10% circa dei casi, i sintomi includono il bruciore durante la minzione, la disuria, perdite genitali, dolore e gonfiore testicolari.
Occasionalmente, in entrambi i sessi, la gonorrea può generare mal di gola: questo accade quando la malattia si sviluppa in bocca e produce la faringite gonococcica (gonorrea faringea) può colpire le persone che hanno avuto un contatto sessuale orale con un individuo infetto; occorre sottolineare, tuttavia, che la faringite gonococcica è asintomatica nella maggiorparte dei casi. 

Cos’è la gonorrea maschile?

La malattia ha sintomi diversi a seconda che colpisca uomini o donne. I sintomi che compaiono nei maschi sono: bruciore durante la minzione, la disuria, perdite genitali, dolore e gonfiore testicolari. La complicanza più rischiosa (fortunatamente poco frequente) della gonorrea è l’epididimite, che si verifica a causa della risalita del batterio dall’uretra verso i tratti urinari superiori e che causa dolore e gonfiore testicolare. Può portare alla sterilità.

Come capire se si ha una malattia sessualmente trasmissibile?

Le malattie sessualmente trasmissibili sono caratterizzate da una sintomatologia per certi aspetti simile che comprende secrezioni anomale dei genitali, dolore pelvico, prurito e lesioni nella regione genitale o orale, disuria, dolore e sanguinamento durante e/o dopo i rapporti sessuali. Sono pertanto difficilmente distinguibili, dal punto di vista clinico, l’una dall’altra, almeno nelle loro fasi iniziali. In assenza di una terapia adeguata, possono cronicizzare o generare conseguenze con impatto rilevante sulla salute e portare all’infezione dei partner delle persone infette. Occorre, dunque, dopo un rapporto a rischio, rivolgersi al medico, che provvede alla prescrizione di opportune indagini cliniche ed eventualmente all’istituzione di una terapia adeguata.

Come si diagnostica la gonorrea?

Per la diagnosi di questa malattia si effettuano tamponi su cervice, uretra, retto o faringe (le parti del corpo normalmente infettate) o analisi su piccoli campioni di urina (solo nell’uomo). Il tampone è una procedura indolore che dura pochi secondi. In caso di artrite gonococcica l’esame colturale può essere realizzato anche su liquido articolare, prelevato con ago aspirato (artrocentesi). In caso di rapporto sessuale non protetto o per qualsiasi dubbio sulla possibilità di avere contratto la gonorrea, occorre rivolgersi al proprio medico o recarsi presso l’Unità Operativa Malattie Sessualmente Trasmesse (UOMST) più vicina per effettuare il test. Se il test risulta positivo, occorre avvisare tutte le persone con cui si sono avuti rapporti sessuali nell’ultimo mese, consigliando loro di sottoporsi a loro volta all’esame.

Quanto durano i sintomi della gonorrea?

Generalmente i sintomi della malattia durano fino a quando non viene istituita la terapia antibiotica. La regressione spontanea dei sintomi della malattia non è indicativa di guarigione. Anche in presenza di miglioramento, occorre rivolgersi al medico per sottoporsi alla terapia opportuna. 

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

In collaborazione con

Monica Torriani

Monica Torriani

Farmacista in equilibrio fra scienza e comunicazione, ho fondato WELLNESS4GOOD, blog che affronta con spirito divulgativo i temi connessi all’innovazione in campo farmacologico. Sono contributor per diverse testate online del settore Salute e Benessere. Collaboro come content editor con industrie farmaceutiche e farmacie. In “Sposta il tuo Equilibrio” ho scritto della prevenzione delle patologie professionali correlate allo stress. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.

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