Amelia: malattia genetica rara alle ossa

Amelia: malattia genetica rara alle ossa

Indice


Domande e risposte
 

Amelia: che cos'è

La amelia è una malattia genetica rara delle ossa a trasmissione autosomica recessiva. Si tratta di un’anomalia di sviluppo che si verifica durante l’embriogenesi e che comporta l’assenza (agenesia) degli arti superiori e un grave iposviluppo di quelli inferiori.
Il termine amelia deriva dal greco α- (senza) μέλος (arto).
La prevalenza di questa malattia è circa 1,4 su 100.000 nati.


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Immagine che rappresenta dei geni
 

Amelia degli arti superiori

L’amelia degli arti superiori (definita anche amelia brachiale) è 10 volte più frequente rispetto a quella degli arti inferiori.
Si tratta di un difetto riduzionale degli arti, non sindromico, caratterizzato dalla completa (o quasi) assenza di uno (amelia degli arti superiori unilaterale) o entrambi gli arti superiori (amelia degli arti superiori bilaterale). È dovuta ad uno stimolo teratogenico intrauterino che si verifica durante le fasi molto precoci dello sviluppo embrionale. Malgrado possa trattarsi di un’anomalia isolate, l’amelia degli arti superiori è più comunemente osservata in combinazione ad altre malformazioni congenite multiple.

Amelia degli arti inferiori

L’amelia degli arti inferiori è una malformazione molto meno frequente. La possibilità di risultare nell’assenza degli arti inferiori o superiori è presumibilmente determinata dal momento in cui si verifica il difetto, durante la gravidanza
Lo sviluppo degli arti, nell’uomo, ha inizio il giorno 26 dal momento della fecondazione per gli arti superiori e il 28 per gli arti inferiori e si estende fino al giorno 56 sia per le braccia che per le gambe. 

Le caratteristiche cliniche della amelia

Immagine che rappresenta un neonato con il labbro leporinoL’amelia è una ectromelia (un difetto riduzionale degli arti) caratterizzata dall’assenza degli arti. Con il termine ectromelia si identifica il mancato sviluppo congenito, totale o parziale, di uno o più arti. 
È causata dalla mancata formazione degli abbozzi di osso mesenchimale, dalla non corretta trasformazione in cartilagine o dalla mancata conversione della cartilagine in osso.
La malattia è spesso incompatibile con la vita, a causa della presenza di ulteriori, gravi malformazioni.
Il 61% dei pazienti che nascono vivi ha difetti a carico di altri organi e apparati; spesso le varie malformazioni sono dovute alla delezione di un unico gene e per questo si parla di sindrome.
Le alterazioni più evidenti sono costituite dai dismorfismi facciali:
  • L'infossamento della radice del naso;
  • Le narici anteverse (ossia il naso molto breve e all’insù);
  • La presenza di pieghe interorbitali;
  • La prominenza delle guance;
  • La micrognazia (mento di piccole dimensioni e sfuggente);
  • L’assenza di un orecchio o di parte del naso.
Altre malformazioni descritte nei neonati affetti da amelia sono:
  • La labioschisi (labbro leporino);
  • La palatoschisi (mancata saldatura del palato, con assenza di separazione fra naso e bocca);
  • Soluzioni di continuità nella cute e sottocute che possono lasciare protrudere gli organi interni verso l’esterno;
  • Alterazioni della testa (che possono presentarsi con diversi livelli di gravità, da lievi difetti all’assenza quasi completa del cervello);
  • Difetti del tubo neurale (l’organo embrionale dal quale si origina il sistema nervoso);
  • Alterazioni dei reni (uno dei due reni può essere molto più piccolo della norma – ipoplasia renale- o assente – agenesia del rene);
  • Difetti del diaframma (che può essere erniato o assente);
  • Malformazioni polmonari, vertebrali, cardiache, genitali (interne o esterne) e anali (atresia renale, ano imperforato).
La amelia è quasi sempre correlata ad un rallentamento della crescita, sia prima che dopo la nascita, e, in alcuni casi, ad un ritardo mentale. 
In un certo numero di casi di amelia sono stati osservati segni nella madre durante la gravidanza prima che la diagnosi venisse confermata dall’ecografia. Sono considerati segni compatibili con l’amelia un sanguinamento vaginale anomalo associato al diabete e alla tossiemia (l’aumento oltre i limiti di tolleranza della concentrazione dei prodotti di scarto del metabolismo cellulare nel sangue). 
Anche un aumento della concentrazione di alfa fetoproteina (una proteina prodotta dal feto nella fase di sviluppo) nel sangue materno può indicare un difetto di chiusura del tubo neurale, evenienza che in un numero significativo di pazienti accompagna la amelia.
Oltre ai difetti degli arti, è possibile osservare con ricorrenza (relativa al bassissimo numero di casi della malattia) nei feti affetti da amelia una presentazione anomala (podalica, frontale, di spalla), la presenza di una singola arteria nel cordone ombelicale, un ridotto peso placentare ed un peso del neonato alla nascita estremamente basso e non a causa della mancanza degli arti. 

Le cause della amelia

La amelia è una malattia genetica rara provocata da un difetto embriogenetico precoce (ossia che si verifica entro l’ottava settimana di gravidanza), a sua volta causato da una mutazione che interessa nella maggiorparte dei casi il gene WNT3. Questo gene ha funzioni strutturali e codifica per proteine coinvolte nell’oncogenesi (l’insorgenza dei tumori, in particolare dello stomaco, del retto, del seno e del polmone) e in alcuni processi di sviluppo (incluso quello del feto durante la gestazione). 
La mutazione viene trasmessa con meccanismo autosomico recessivo: è presente una copia malata del gene in entrambi i genitori, che sono portatori sani della malattia.
La frequenza della mutazione (ossia quanto spesso la mutazione può essere rinvenuta in un individuo affetto dalla malattia) è ignota, perché la amelia è stata osservata e studiata in gruppi molto limitati di persone
La amelia si origina quando il processo di formazione degli arti non si verifica oppure viene interrotto precocemente durante lo sviluppo dell’embrione, in particolare fra il giorno 24 ed il giorno 36 dalla fecondazione. 
 

La diagnosi dell'amelia

La amelia può essere diagnosticata mediante un’ecografia eseguita intorno alla decima settimana di gravidanza
La diagnosi differenziale deve essere posta con tutte le patologie caratterizzate da difetti riduzionali degli arti, come la sirenomelia (malformazione nella quale gli arti inferiori risultano fusi insieme), l’ectromelia (malattia nella quale le ossa lunghe sono assenti oppure iposviluppate).

 
Immagine che rappresenta un'ecografia
 

La tetra amelia

Anche definite Focomelia di Zimmer, la tetra amelia è una malattia genetica estremamente rara, per lo più letale, causata da un difetto autosomico recessivo (o, in alcuni casi, legato al cromosoma X). È caratterizzata dall’assenza di tutti e quattro gli arti senza difetti delle scapole o delle clavicole
La malattia, causata dalla mutazione del gene WNT3, è stata osservata solo in poche decine di pazienti al mondo, in particolare originari del Medio Oriente. Entrambi i genitori dei bambini affetti da tetra amelia sono portatori sani di una copia del gene malato
La tetra amelia può comprendere malformazioni a carico di altri sistemi e apparati, inclusi: I polmoni dei pazienti risultano iposviluppati nella maggiorparte dei casi: un aspetto che causa difficoltà respiratorie anche gravi
In molti pazienti le alterazioni sono tali e tanto gravi da determinare la morte durante la gravidanza o subito dopo il parto. 
La tetra amelia sembra avere ampia eterogeneità genetica: sono descritti nella letteratura scientifica casi associati a mutazioni del gene RSPO2 sul cromosoma 8q23. Il gene RSPO2 codifica per proteine che agiscono in sinergia con le WNT3.
Per un certo numero di pazienti la causa della malattia non è stata determinata

La amelia isolata

Oltre alla forma ereditaria, esistono varianti sporadiche della malattia, definite amelie isolate. Queste patologie sono causate dall’esposizione a teratogeni (agenti chimici, fisici o biologici che interferiscono con il normale sviluppo embrionale causando malformazioni congenite o aumentandone l'incidenza) quali:
  • La talidomide: si tratta di un farmaco ad azione tranquillante il cui uso era stato approvato negli anni ’50 anche in gravidanza e che venne riconosciuto teratogeno anni dopo; fu associato a numerosi casi di focomelia (malformazione degli arti), inclusa la amelia isolata;
  • L’alcol: l’etanolo è un teratogeno riconosciuto, correlato a danni gravi del feto, come:
    • Il ritardo mentale;
    • Malformazioni di vario grado;
    • La conseguenza più grave dell’assunzione di alcol in gravidanza, la sindrome alcolica fetale. Una volta ingerito dalla madre, arriva entro pochi minuti al feto, che non è in grado di metabolizzarlo perché non ha ancora sviluppato i sistemi enzimatici necessari; nel feto l’alcol agisce come un veleno, danneggiandone tessuti e organi;
  • Bande amniotiche: la sindrome da bande amniotiche è una condizione relativamente rara in cui i tessuti fetali vengono imprigionati in membrane amniotiche, che determinano deformazioni, malformazioni ed amputazioni; alcuni casi di amelia isolata sono causati da una compromissione vascolare da sindrome da bande amniotiche. 
È stata anche osservata una correlazione con il diabete materno. 
In alcuni pazienti, vengono anche descritte mutazioni ad altri organi e apparati e anomalie cromosomiche come la trisomia 13, 18 e 21.

Pazienti celebri con amelia

Immagine che rappresenta un medico che osserva il braccio del pazienteMalgrado l’estrema rarità della malattia, esistono diversi pazienti che hanno intrapreso attività di sensibilizzazione e advocacy a riguardo.
Uno di questi è Nick Vujicic, uno speaker motivazionale nato con la tetra amelia fondatore di Life Without Limbs, un’organizzazione di sostegno alle persone con disabilità. Vujicic, padre di quattro figli, è celebre anche per essere intervenuto al World Economic Forum di Davos nel 2011, con uno speech dal titolo “Inspired for a Lifetime”.

Persone affette da amelia vengono descritte anche nei testi antichi. Nel De Rerum Natura Lucrezio (era il I sec. a.C.) descrive esseri prodotti dalla terra, come creature private della capacità di adesione degli arti al tronco, in una maniera tale da renderli dipendenti da altri.

Domande e risposte

Le persone affette da amelia possono avere figli?

Generalmente le persone affette da amelia hanno, oltre all’agenesia degli arti superiori, anche ulteriori malformazioni a carico di altri organi o apparati. Sono anche stati descritti casi di persone con la malattia ma in buone condizioni fisiche generali e in grado di avere figli. Occorre, sotto questo profilo, tenere presente che la amelia è una malattia genetica trasmissibile.

Quante persone al mondo sono affette da amelia?

La prevalenza della malattia è pari a 1 su 1 milione.

L’amelia è una malattia genetica?

Sì, la amelia è una malattia genetica rara trasmissibile con meccanismo autosomico recessivo. Questo significa che i genitori dei bambini nati con la malformazione possiedono entrambi una copia del gene malato e sono privi di sintomi. 

Cosa significa malattia rara?

Una malattia è definita rara quando ha una prevalenza (una frequenza di presentazione) inferiore ad una soglia, variabile a seconda del Paese di riferimento. Nella Unione Europea questo limite è posto a 5 casi su 10.000 persone.

Qual è la malattia più rara al mondo?

Fra le malattie più rare al mondo, secondo la rivista Journal of Molecular Medicine, la RPI Deficiency (deficienza di ribosio-5 fosfato isomerase).

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

In collaborazione con

Monica Torriani

Monica Torriani

Dopo la Laurea Magistrale in Farmacia, l’internship in una Farmacia ospedaliera e l’abilitazione professionale, per diversi anni mi sono dedicata a crescere i miei 4 figli. Ritornata nell’ambiente professionale, ho fondato il blog WELLNESS4GOOD, un progetto che interpreta il bisogno sociale di comunicazione fruibile e verificata sui farmaci. Scrivo per diverse testate su carta stampata e web, collaboro con l’industria farmaceutica e le farmacie e mi occupo di consulenza scientifica. Socia delle società scientifiche AFI e SIARV, sono membro del Gruppo di Lavoro "Dispositivi Medici" di quest’ultima. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.

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