Sport e bambini: Covid19, Patologie e Falsi Miti

Sport e bambini: Covid19, Patologie e Falsi Miti

Indice


Domande e risposte



Per bambini e giovani con patologie croniche o gravi, lo sport può rappresentare una forma di trattamento che si aggiunge alla terapia, ne rafforza l’efficacia e ne previene gli effetti collaterali. 
Per questa ragione la Società Italiana di Pediatria ha messo a punto linee guida con le indicazioni sulle attività fisiche consigliate ai bambini affetti da determinate patologie.

Sport e bambini: l’importanza dell’attività fisica

Immagine che rappresenta dei bambini che giocano a basketLa SIOT, Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, sottolinea l'importanza dell'attività fisica in tutte le fasi della vita
Per quanto riguarda i bambini gli sport maggiormente consigliati sono il basket, il volley, il nuoto, il calcio, la corsa e la ginnastica. Tutte attività che coinvolgono l’apparato locomotore nella sua globalità e permettono uno sviluppo fisico e motorio armonioso. 
Praticare sport con la corretta frequenza e intensità, variabile in funzione dell’età e delle caratteristiche dei piccoli, è non solo utile ma raccomandato. Occorre però fare attenzione a non esagerare e soprattutto a cogliere tempestivamente eventuali spie di problemi fisici. 
La presenza di alterazioni, anche transitorie, dell’equilibrio scheletrico o muscolare deve essere attentamente valutata dal medico, che indicherà l’attività sportiva più opportuna. 
In generale, viene raccomandato a bambini e adolescenti di età compresa tra i 5 e i 17 anni di praticare almeno 60 minuti di attività fisica quotidiana di intensità da moderata a vigorosa ed esercizi di rafforzamento dell’apparato muscolo-scheletrico almeno 3 volte a settimana

Perché abbiano effettivamente uno stile di vita attivo, è importante l’acquisizione di abitudini quali:
  • Percorrere a piedi o in bicicletta buona parte dei tragitti quotidiani;
  • Evitare l'ascensore;
  • Usare al massimo per un'ora al giorno TV, PC, tablet e videogames (sotto i 12 anni di età);
  • Aiutare gli adulti nelle faccende domestiche. 
I bambini, soprattutto quelli affetti da patologie, traggono dall’attività fisica un beneficio soprattutto di natura psicologica. Trascorrere del tempo all’aria aperta con i coetanei, quando possibile, contribuisce a recuperare parte della spensieratezza tipica dell’infanzia, che può essere difficile da ottenere a causa delle condizioni di salute e delle cure necessarie.
Lo sport non serve solo per bruciare calorie e promuovere lo sviluppo di ossa e muscoli, ma anche a migliorare il metabolismo e l’efficienza del sistema immunitario e, quindi, la risposta alla malattia e alle terapie

È importante ricordare che praticare sport, purché nelle modalità opportune, fa sempre bene. E soprattutto che è essenziale che il tipo di attività sportiva sia scelto dagli stessi bambini nell’ambito degli sport consentiti in rapporto alla malattia da cui sono affetti.
Si sottolinea anche la necessità che il bambino si idrati adeguatamente prima, dopo e durante l'attività. 
Contrariamente a quanto viene spesso fatto, è controproducente usare l'attività sportiva per giustificare merende supercaloriche: un frutto, uno yogurt, un panino di piccole dimensioni saranno sufficienti a reintegrare le calorie necessarie.
 

Sport e bambini con patologie croniche o gravi

Artrite Idiopatica giovanile

L’Artrite Idiopatica Giovanile rappresenta un gruppo di patologie caratterizzate da infiammazione acuta delle articolazioni che generalmente compaiono prima dei sedici anni con sintomi quali dolore e difficoltà di movimento, soprattutto localizzati alle gambe e alla colonna vertebrale.
Data la sintomatologia e le sue conseguenze anche psicologiche, per i giovani affetti da questa malattia risulta difficile riuscire a praticare sport. I ragazzi con Artrite Idiopatica Giovanile hanno spesso paura di farsi male e peggiorare in tal modo la propria condizione durante l'esecuzione anche di movimenti basilari e semplici. Ma la partecipazione regolare alla pratica sportiva può aiutare gli adolescenti a raggiungere la quantità di movimento quotidiano raccomandato. 
Gli sport che vengono consigliati in questo caso sono il nuoto e il ciclismo, così come tutti gli altri sport che prevedono un carico basso e costante sulle articolazioni, che contribuisca allo sviluppo della muscolatura. La frequenza consigliata è pari a 2/3 volte a settimana, se la patologia non è in fase acuta. Durante la fase acuta e in caso di patologia cardiaca lo sport viene sconsigliato. Dopo un’infiltrazione è indicato un riposo di almeno 24 ore. 
Lo schema di attività dovrebbe essere in ogni caso personalizzato in base alle caratteristiche specifiche e alla terapia assunta.
Da evitare invece gli sport che prevedono il contatto fisico, come il calcio, la boxe e le arti marziali, che aumentano il rischio di fratture vertebrali.
Prima di iniziare i corsi, viene raccomandata l’esecuzione di controlli medici adeguati al fine di valutare se lo sport sta consigliato in relazione al quadro clinico specifico.


Diabete mellito nei bambini

Il diabete mellito consiste nell'accumulo eccessivo di glucosio nel sangue, con conseguenze negative su molti organi e apparati.
Non vi sono particolari controindicazioni nella pratica sportiva da parte di bambini e ragazzi che soffrono di diabete. Il movimento viene anzi consigliato allo scopo di mantenere i parametri metabolici nei limiti della norma e di limitare il rischio di complicanze cardiovascolari e obesità.
I vantaggi dell’esercizio fisico sono indubbi anche a livello psicologico. È stato dimostrato che l’attività fisica migliora il tono dell’umore e favorisce la socializzazione e l’inclusione, aspetti estremamente importanti a questa età, anche dal punto di vista della gestione della malattia.
Il rischio di ipoglicemia può essere tenuto sotto controllo con adeguati comportamenti: su questo è opportuno chiedere consiglio al pediatra. In ogni caso, per prevenire possibili conseguenze rischiose per la salute, è bene controllare la glicemia prima, durante e dopo l’attività motoria.
Per questa patologia non vengono forniti consigli specifici dai pediatri su quale sia lo sport da privilegiare, fermo restando che debba essere praticato con costanza e senza esagerare. Gli sport estremi dovrebbero essere evitati, a causa del rischio di ipoglicemia. 
È consigliabile che i ragazzi diabetici affetti da obesità comincino con sport quali la marcia, la ginnastica e il nuoto. 
Le attività sportive consigliate possono essere praticate anche 3 volte a settimana a patto che, naturalmente, si tengano sempre sotto controllo tutti i valori relativi alla glicemia. 


Bambini con neoplasie

Tra i bambini affetti da neoplasie (tumori) infantili possono manifestarsi criticità dovute all’effetto delle terapie. Spesso i pazienti oncologici in età pediatrica devono assumere alte dosi di steroidi o farmaci antiblastici che provocano reazioni avverse di vario tipo, fra cui osteopenia (che causa indebolimento delle ossa), sovrappeso e ritenzione idrica, ipertensione e alterazioni metaboliche, che possono incidere molto sulla condizione fisica. 
È però importante, laddove possibile, mantenere l’abitudine dell’esercizio fisico. Lo sport supporta l’umore e la socializzazione, contribuisce a prevenire le reazioni avverse ai farmaci e a distrarre dal pensiero della malattia.

È bene precisare che i pediatri controindicano l’esercizio fisico:
  • Nella fase acuta della malattia;
  • In caso di febbre;
  • In presenza di malnutrizione;
  • Se sono presenti condizioni responsabili di uno stato di debolezza dell’organismo, come l’anemia;
  • Nei bambini con problemi al cuore dovuti alle terapie oncologiche.
Fra gli sport raccomandati, il nuoto, la ginnastica a corpo libero e l’atletica, che mettono in azione tutta la muscolatura. Nei piccoli, il nuoto individuale o praticato coi genitori rafforza la sicurezza di sé. 
Occorre sottolineare che l’inizio dell’attività sportiva deve essere preceduto da un’attenta analisi delle condizioni generali di salute del bambino e dall’esecuzione di esami quali ECG e valutazione cardiologica. 
Bisogna inoltre ricordare che la scelta dello sport deve essere guidata dai risultati degli esami e dal parere dei medici e non dall’attività fisica che veniva svolta prima dell’insorgenza della malattia.
Lo sport per i piccoli pazienti oncologici è così importante che sono stati sperimentati veri e propri programmi per gli allenamenti in ospedale destinati ai bambini ricoverati. 


Asma e bambini

Anche per quanto riguarda l'asma esistono degli sport che possono essere praticati e che consentono, in alcuni casi, una migliore gestione della patologia
L'asma è un disturbo cronico dei bronchi che comporta difficoltà respiratorie di diverso grado. Tra i sintomi, la tosse, la mancanza di fiato e l’affanno: tutte manifestazioni che vengono percepite come un limite alla pratica sportiva. Non a caso i bambini asmatici sono soggetti ad un maggior rischio di sviluppo l’obesità
In realtà, molti studi dimostrano che l’esercizio fisico, opportunamente calibrato, può migliorare i livelli di attività aerobica e il carico di lavoro e ridurre il numero e la gravità di crisi asmatiche. Inoltre, la pratica sportiva riduce negli adolescenti il rischio di sviluppare la malattia. A questo proposito, ricordiamo che l’asma del grande campione di ciclismo Francesco Moser non gli ha impedito di ottenere più record mondiali nella sua specialità. 
Ancora una volta lo sport più consigliato è il nuoto, in quanto in grado di migliorare il controllo della respirazione. In passato, alcuni studi avevano suggerito che il cloro potesse rappresentare un fattore irritante per il sistema respiratorio. Questi dati sono stati smentiti da studi successivi, ma occorre ricordare che le reazioni a potenziali agenti irritanti sono individuali e quindi la situazione deve essere valutata caso per caso.
In generale, vanno osservate alcune semplici regole: lo sport scelto deve essere praticato in ambienti a bassa presenza di allergeni (pollini, polvere, inquinanti ambientali) e non deve implicare l’esposizione all’aria fredda (sci, corsa all’aperto in inverno). Da sottolineare anche la necessità di eseguire sempre un breve riscaldamento prima della sessione di allenamento.


Cardiopatie congenite dei bambini

Le cardiopatie congenite sono disturbi presenti già alla nascita, causati da una malformazione dell'apparato cardiovascolare. I progressi nella diagnostica, nella chirurgia e nella riabilitazione hanno permesso di prolungare significativamente la sopravvivenza dei pazienti. 
In questo quadro generale, la pratica sportiva rappresenta uno strumento valido per prevenire obesità e altre condizioni che possono aggiungere rischi per il cuore
Occorre evitare gli eccessi di prudenza tipici del passato, ma anche progettare un’attività fisica personalizzata sulla base delle esigenze e delle caratteristiche individuali. Deve essere effettuata un’attenta valutazione delle condizioni fisiche e del rischio potenziale cui va incontro il paziente.


Disturbo da deficit di attenzione/iperattività

Il Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo che comporta difficoltà di attenzione e concentrazione, controllo degli impulsi e del livello di attività. Per tutte queste ragioni, è spesso associato a problemi nelle relazioni sociali.
Lo sport può agire positivamente, favorendo la socializzazione e l’inclusione, riducendo i livelli di agitazione, ansia e stress e aumentando la capacità di autocontrollo e di gestione dei comportamenti. 
Alcuni studi mostrano che nella pratica sportiva i bambini con ADHD esprimano una maggiore aggressività dei coetanei sani. Questo porta in molti casi ad un maggior numero di squalifiche negli sport di squadra e ad un’incidenza superiore di infortuni. Questo ha portato alla convinzione che i pazienti pediatrici con questo tipo di disturbo incontrino meno difficoltà negli sport individuali che non richiedono molta concentrazione, come il nuoto. A questo proposito, viene citato spesso il caso di Michael Phelps, che ha un passato da bambino con ADHD. 
Ma, in realtà, la risposta all’esercizio fisico è individuale e occorre tenere presente l’inclinazione specifica del singolo bambino nel compiere la scelta. 


Disturbi dello spettro autistico

I disturbi dello spettro autistico comportano difficoltà nelle relazioni interpersonali e isolamento sociale. Lo sport può offrire un’importante opportunità di espressione delle emozioni e rappresentare una modalità di comunicazione non convenzionale, anche se i risultati effettivi in termini di qualità di vita non sono ancora chiari. 

Per quanto riguarda gli sport consigliati per le persone che soffrono di questo disturbo, occorre sottolineare come lunghe passeggiate a cavallo rappresentino una soluzione capace di stimolare l’aspetto relazionale/emotivo e quello motorio e posturale. L’ippoterapia porta al rafforzamento del tono muscolare e della capacità di adattamento, stimola la fiducia reciproca e la capacità di controllo dell’ansia. 

 
Immagine che rappresenta una persona che ha l'asma
 

I miti da sfatare 

Fare sport all’aperto fa ammalare: FALSO

I bambini che praticano sport all’aperto hanno una maggiore resistenza fisica e meno possibilità di ammalarsi, perché riescono a rafforzare il sistema immunitario.
Raffreddore, tosse, tonsillite non sono legate all’aria aperta in sé, quanto piuttosto all’utilizzo di un abbigliamento non idoneo o a sbalzi di temperatura a cui il bambino può andare incontro se non correttamente lavato e asciugato dopo l’attività.


Il nuoto causa otiti: FALSO

Il nuoto in sé non causa otiti, patologie solitamente provocate dalla presenza di un microfilm microbico sulla superficie dell’acqua delle piscine e dalla permanenza di un ambiente caldo e umido all’interno del condotto uditivo. A meno di indicazioni specifiche del pediatra o dell’otorinolaringoiatra, il nuoto è raccomandato nei bambini, per il suo contributo al rafforzamento delle difese immunitarie.


Camminare scalzi fa prendere infezioni: VERO

Il cosiddetto piede d’atleta, ovvero l’infezione fungina che causa prurito e piccole piaghe sulla pelle (prevalentemente tra le dita dei piedi) e le verruche sono le patologie infettive più frequenti tra i bambini e vengono acquisite in particolare negli ambienti in cui si pratica sport (piscine, palestre e relativi spogliatoi). I piccoli sono più soggetti degli adulti a queste manifestazioni, perché più reticenti ad osservare le norme igieniche e per via dell’immaturità del loro sistema immunitario. Per ridurre i rischi di contagio è importante che non si tolgano mai le ciabattine di gomma, che utilizzino solo teli personali e che si asciughino bene i piedi prima di rivestirsi.

 
Immagine che rappresenta dei bambini che sono in acqua
 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Sport e bambini con patologie croniche: istruzioni per l’uso. Società Italiana di Pediatria
F. Milatz et al. Participation in school sports among children and adolescents with juvenile idiopathic arthritis in the German National Paediatric Rheumatologic Database, 2000–2015: results from a prospective observational cohort study. Pediatric Rheumatology. (2019)
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J.L. Cuesta-Gomez et al. The quality of life of people with ASD through physical activity and sports. Heliyon. (2022)

Domande e risposte

Perché è importante che i bambini facciano sport?

L’esercizio fisico è importante a tutte le età. In particolare, nei bambini favorisce uno sviluppo armonioso delle ossa, dei muscoli e del sistema cardiovascolare. Previene l’obesità e le alterazioni metaboliche e malattie come l’asma. 
Inoltre, lo sport favorisce la socializzazione e l’inclusione sociale.

Quando i bambini possono cominciare a fare sport?

Dai 5 anni in su lo sport è sempre consigliato, con la frequenza e intensità opportune. Al di sotto dei 5 anni è bene sentire il parere del pediatra sul tipo di attività fisica da approcciare.

Che sport iniziare a 10 anni?

Come sottolineato anche dalla Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) l'attività fisica è fondamentale in tutte le fasi della vita. Per quanto riguarda i bambini gli sport maggiormente consigliati sono il basket, il volley, il nuoto, il calcio, la corsa e la ginnastica. Tutte attività che coinvolgono l’apparato locomotore nella sua globalità e permettono uno sviluppo fisico e motorio armonioso. 

Qual è l’importanza dello sport?

Lo sport è importante in tutte le fasi della vita, come anche ricordato dall’Organizzazione Mondiale della sanità e da tutte le massime istituzioni sanitarie mondiali. In particolare, nei bambini favorisce uno sviluppo armonioso delle ossa, dei muscoli, del sistema cardiovascolare e, complessivamente, di tutto l’organismo. Inoltre, contribuisce a prevenire sovrappeso e obesità e le alterazioni metaboliche (sindrome metabolica, diabete) e malattie croniche del sistema respiratorio come l’asma. 
Inoltre, lo sport favorisce la socializzazione e l’inclusione sociale, lo sviluppo dell’autocontrollo e della capacità di gestire i comportamenti.

Perché lo sport fa bene ai bambini?

Lo sport è importante a tutte le età, ma in particolare in età pediatrica. Nei bambini, l’esercizio fisico favorisce uno sviluppo armonioso delle ossa, dei muscoli, del sistema cardiovascolare e, complessivamente, di tutto l’organismo. Inoltre, contribuisce a prevenire sovrappeso e obesità e le alterazioni metaboliche (sindrome metabolica, diabete) e malattie croniche del sistema respiratorio come l’asma. Dal punto di vista dello sviluppo psicologico, l’attività sportiva, specie se di squadra, favorisce la socializzazione, la cooperazione e l’inclusione sociale. Per quanto riguarda le skills individuali, praticare sport promuove l’affinamento dell’autocontrollo e della capacità di gestire i propri comportamenti.

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In collaborazione con

Monica Torriani

Monica Torriani

Dopo la Laurea Magistrale in Farmacia, l’internship in una Farmacia ospedaliera e l’abilitazione professionale, per diversi anni mi sono dedicata a crescere i miei 4 figli. Ritornata nell’ambiente professionale, ho fondato il blog WELLNESS4GOOD, un progetto che interpreta il bisogno sociale di comunicazione fruibile e verificata sui farmaci. Scrivo per diverse testate su carta stampata e web, collaboro con l’industria farmaceutica e le farmacie e mi occupo di consulenza scientifica. Socia delle società scientifiche AFI e SIARV, sono membro del Gruppo di Lavoro "Dispositivi Medici" di quest’ultima. Oltre ai canali social (di seguito segnalati) e al blog mi potete trovare anche su Instagram.


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