Siccità in Italia e nel mondo: conseguenze e cause

Siccità in Italia e nel mondo: conseguenze e cause

Indice


Domande e risposte


Secondo le analisi dell’ISAC (Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima) del CNR, il 2022 è stato l’anno più caldo e secco dal 1800. Una siccità da record, dovuta alla crisi climatica, che sta causando un aumento medio delle temperature nel mondo. Secondo le previsioni, questo comporterà la diffusione e l’aggravamento degli episodi di siccità. La scarsità d’acqua ha conseguenze ambientali, sociali, strutturali e sanitarie che impattano negativamente sul 40% della popolazione mondiale. Conoscere gli effetti della siccità e i fattori che incidono sui rischi è importante per prevenire e limitare i danni.
Immagine che rappresenta una piantina che nasce in un terreno arido

La siccità: cos’è e cause    

La siccità consiste in un periodo prolungato in cui una zona ha meno piogge e/o una significativa carenza d’acqua rispetto al solito. Le aree colpite possono essere molto estese e presentare caratteristiche diverse.
Ma a cosa è dovuta la siccità? La causa principale sono le alte temperature, che favoriscono alcuni fenomeni che modificano il ciclo dell’acqua (il suo ricircolo tra suolo, corsi d’acqua e aria). I meccanismi sono di diversa scala e durata; in generale, l’aumento delle temperature riduce le piogge e fa evaporare maggiormente l’acqua, per cui sul lungo termine l’aria si secca e il suolo perde umidità. La crisi climatica, aumentando le temperature medie nel mondo, sta alimentando la durata e la gravità dei fenomeni di siccità: nelle regioni italiane è arrivata a dimezzare le precipitazioni.

Conseguenze della siccità

La siccità si aggrava gradualmente, con effetti che si accumulano con il tempo e possono durare anni. Inizialmente, l’aridità di un’area riduce la disponibilità d’acqua in superficie e degrada il suolo. Sul lungo termine, la siccità raggiunge gli strati più profondi, fino a prosciugare le acque presenti nel sottosuolo.
Gli effetti sono spesso sottili e complessi, all’interno di catene di eventi. In generale, la siccità mette a rischio la vita di molte specie, inclusi gli esseri umani. Provoca problemi molto rilevanti anche nei paesi più sviluppati, dove il problema è meno visibile a causa di una maggiore adattabilità per via delle risorse presenti. Tra difficoltà sociali e sanitarie, si stima che almeno 55 milioni di persone in tutto il mondo soffrano le conseguenze della siccità.
  • Compromissione degli ecosistemi. L’umidità del suolo e la presenza di corsi d’acqua sono fondamentali per la maggior parte dei vegetali (e dunque delle coltivazioni) e di molti animali e altri organismi. La carenza d’acqua mette a rischio queste specie e quelle che dipendono da esse. Negli ecosistemi più fragili o in caso di siccità prolungata, la maggior parte delle specie può scomparire;
  • Tossicità. La riduzione dei volumi d’acqua fa sì che le sostanze più tossiche, come i metalli pesanti, siano più concentrate. Inoltre, la siccità causa una maggiore dispersione di sabbia, che contamina ulteriormente l’acqua. Questo compromette la salute degli organismi acquatici e altri esseri viventi, inclusa la nostra specie;
  • Carestia. Le coltivazioni sono compromesse in quantità e qualità nutrizionale: alcune non sopravvivono, altre crescono meno, altre ancora sono maggiormente contaminate da funghi e altri parassiti che possono anche produrre sostanze tossiche per gli umani. Gli animali da allevamento risultano malnutriti e più predisposti ad alcune malattie, con rischio di decesso. I beni alimentari ancora disponibili aumentano di prezzo, mettendo a rischio la sopravvivenza delle persone più svantaggiate;
  • Limitato accesso all’acqua. Nei primi periodi, la siccità limita alcune attività ricreative o sportive (come le piscine). Nelle aree più fragili e con siccità prolungata, la minore disponibilità d’acqua può ridurre la possibilità di bere acqua potabile e di usufruire di acqua per lavarsi, con un’aumentata incidenza di infezioni;
  • Problemi alle infrastrutture e alla produzione energetica. La siccità può comportare danni agli edifici e impedisce l’attività di centrali idroelettriche e termoelettriche;
  • Incendi, fino a 3 volte più frequenti del solito;
  • Inquinamento dell’aria, principalmente perché il suolo secco rilascia più polveri e sabbia;
  • Nomadismo e migrazioni. Sia gli animali non umani sia gli umani si spostano alla ricerca di fonti d’acqua. Questo facilita il sovraffollamento e quindi la diffusione di alcune infezioni. Si calcola che, entro il 2030, 700 milioni di persone dovranno spostarsi a causa della siccità. 

Le conseguenze della siccità per la salute

Immagine che rappresenta un terreno seccoLa siccità può provocare disturbi molto diversi, sia temporanei sia cronici. La loro gravità dipende dalla durata dell’evento e da alcuni fattori sociali: i danni si riscontrano soprattutto nei contesti più poveri e disagiati, con meno risorse, che risultano più fragili in caso di disastri naturali. In genere, sono più colpiti i bambini, le persone con sistema immunitario compromesso, coloro che vivono nelle aree rurali e popolazioni più povere ed emarginate. 
  • Infezioni della pelle e degli occhi. La carenza d’acqua porta a una minore igiene della persona, per cui aumenta l’incidenza di bolle, rash cutanei e infezioni come scabbia e congiuntivite. Questi disturbi sono tra le conseguenze della siccità comuni anche nei paesi più sviluppati, soprattutto quando, a causa del caldo, si ricorre spesso ad attività ricreazionali in acqua (come la frequentazione di piscine), che in caso di siccità si contamina più facilmente;
  • Malattie da acqua contaminata. La diminuzione del volume degli specchi d’acqua aumenta la concentrazione di parassiti e microrganismi, tossine e altre sostanze dannose nell’acquasostanze tossiche presenti al loro interno. Quindi, le persone potrebbero entrare maggiormente in contatto  acque contaminate da microbi (come Escherichia coli), parassiti (come le amebe), alghe nocive, metalli pesanti e altri inquinanti. Conseguenza più comune sono i disturbi diarroici, soprattutto laddove l’igiene delle mani e delle cucine è ridotta. In alcuni casi risulta aumentato il rischio di cancro all’esofago;
  • Malnutrizione e tossinfezioni alimentari. La siccità compromette la crescita e il contenuto nutritivo della vegetazione, alterando gli ecosistemi e riducendo anche la qualità degli alimenti per uso umano. Questo aumenta la morbidità (aumentando per esempio i casi di diarrea, scorbuto, anemia, aflatossicosi) e la mortalità soprattutto nei paesi meno abbienti, dove la dieta è meno diversificata per tipi e provenienze per cui le carestie sono uno tra tanti fattori di rischio per la salute;
  • Tossinfezioni alimentari. In caso di siccità si ha più facilmente la contaminazione di alcuni alimenti, ad esempio da batteri presenti nel suolo. Soprattutto nei paesi più poveri, le carestie possono portare ad alimentarsi con vegetali non adeguati, contenenti sostanze che possono provocare gravi problemi di salute. Ad esempio, alla fine degli anni Novanta il consumo di un legume resistente alla siccità portò un’epidemia di neurolatirismo, malattia neurodegenerativa dovuta all’accumulo della tossina ODAP;
  • Problemi respiratori. Suolo secco significa maggiore presenza di polvere nell’aria: questa irrita, danneggia e può portare patogeni nelle vie respiratorie, aumentando l’incidenza di problemi respiratori e cardiorespiratori. Peggioramento di asma e altri disturbi respiratori, tosse, starnuti, polmoniti da ipersensibilità (infiammazione dovuta ad allergia) e coccidioidomicosi (infezione fungina dei polmoni o del sangue) sono alcuni disturbi provocati dalla siccità;
  • Malaria, febbre West Nile e altre malattie trasmesse da vettori, come alcune zecche e zanzare. Alcuni animali che trasportano microrganismi che possono infettare gli esseri umani si diffondono maggiormente durante o subito dopo episodi di siccità. Infatti, le acque stagnanti sono l'ambiente ideale per alcuni vettori. Ad esempio, il Virus del Nilo occidentale e alcune zecche che portano infezioni sembrano diffondersi meglio in seguito a periodi di siccità; l’accumulo di acqua in casa può facilitare la diffusione delle specie di zanzare che possono trasmettere la febbre dengue, la malaria o la chikungunya;
  • Stress e altri problemi di salute mentale. In generale, gli agricoltori risultano spesso stressati dai periodi di siccità, a causa della pressione economica e dell’incertezza dovuti alle difficoltà a coltivare. Vi sono poi aree in cui intere comunità dipendono dalle precipitazioni, il cui sostentamento è messo a rischio dalla siccità. Qui, le persone possono presentare ansia, preoccupazioni, depressione e disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Nei paesi più sviluppati, la carenza d’acqua può impattare negativamente sul benessere psicologico perché riduce l’accesso ad attività benefiche come alcuni sport;
  • Migrazioni e nomadismo. La scarsità d’acqua può portare all’abbandono di alcune aree, ad esempio con inferiore disponibilità d’acqua e di elettricità o danni alle infrastrutture, in favore di altre. Ne conseguono spesso disagi sociali e sovraffollamento, che aumentano la trasmissione di infezioni, come gastroenteriti, epatiti, tifo, meningite e malattie sessualmente trasmissibili;
  • Aborti spontanei e altri problemi in gravidanza. In Mozambico la siccità è stata associata a una maggiore incidenza di gravidanze non portate a termine;
  • Traumi e ferite. L’abbassamento dei livelli d’acqua in laghi e fiumi aumenta il rischio di cadute e altri incidenti che possono risultare anche letali;
  • Sembra che alcune malattie siano meno diffuse in caso di siccità. È il caso della schistosomiasi: i platelminti (vermi piatti) che la provocano dipendono dall’acqua per i loro cicli vitali, quindi sopravvivono meno in caso di aridità.
Il fenomeno della siccità è ancora in fase di studio, poiché è complesso e può avere effetti poco evidenti. Ad esempio, può determinare problemi di salute in modo indiretto: la siccità è associata anche alle ondate di calore e incendi, che causano un’aumentata mortalità e incidenza di problemi respiratori, infettivi e traumatici.

La siccità in Italia e nel mondo

Nel mondo, le zone più a rischio siccità sono i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, l’Europa centrale, il Sud dell’Africa e le aree tra la zona sud del Nord America e il Brasile centrale. Solo in Europa, la siccità provoca circa 9 miliardi di euro di danni ogni anno.
In Italia, le piogge ridotte (in alcune zone dimezzate negli ultimi 30 anni) hanno fomentato la siccità in tutte le Regioni, dalla Lombardia alla Sicilia, anche se soprattutto al nord (Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia). Le coltivazioni di cereali, pomodori, alberi da frutto e altri vegetali sono compromesse del 25-50%, soia e altre leguminose fino al 70%; le aree non irrigate hanno raggiunto perdite assolute. L’afa ha portato in sofferenza anche gli animali, diminuendo la sopravvivenza delle cozze e la produzione di latte, uova e miele del 10-20%. Non rosee le prospettive: ad esempio, quasi il 60% della Puglia è a rischio desertificazione.
Con il cambiamento climatico, la siccità si diffonderà in zone del mondo oggi non a rischio. Per questo è fondamentale la prevenzione e la realizzazione di piani per reagire al problema.

Prevenire e rispondere alla siccità

La causa da affrontare con maggiore urgenza è il cambiamento climatico, perché peggiora e prolunga gli episodi di siccità nel mondo. Ma, dal momento che i fenomeni di siccità spesso non possono essere evitati, è fondamentale rispondere adeguatamente. In primo luogo, è essenziale individuare le aree più a rischio ed effettuare previsioni climatiche con sistemi di monitoraggio per anticipare gli episodi di aridità. In questo modo, sarà possibile predisporre risposte per la riduzione delle conseguenze della siccità in anticipo e secondo le necessità specifiche dei diversi luoghi, come:
  • Vaccinazione delle comunità per le infezioni più comuni nella zona;
  • Maggiore fornitura e controllo qualità di risorse alimentari e acqua potabile;
  • Reti di supporto sanitario per individui maggiormente a rischio, come bambini, donne in gravidanza e anziani;
  • Personale per supporto psicologico;
  • Coordinazione di paesi diversi per limitare i disagi delle comunità che cercano rifugio per le conseguenze della siccità;
  • Migliore segnalazione di specchi d’acqua a rischio di disseccamento, per limitare incidenti;
  • Educazione per limitare infezioni in caso di siccità e su come risparmiare acqua.

Cosa fare in caso di siccità

I ricercatori e le istituzioni stanno individuando una serie di metodi per rispondere alla siccità. In caso di scarsità d’acqua, è fondamentale:
  • Mantenimento di una routine igienica, eventualmente con soluzioni alcoliche;
  • Diversificazione dell’uso dell’acqua in base alla sua provenienza. Occorre fare attenzione all’acqua potenzialmente contaminata: per bere, lavare stoviglie, cucinare e lavarsi è da preferirsi l’acqua in bottiglia o trattata;
  • Evitare il cibo contaminato, riconoscendone i segni quali muffe, colori innaturali, odori sgradevoli e consistenza alterata. Sono sospetti anche i contenitori rigonfi. Bisogna porre particolare attenzione a cereali (soprattutto il mais) e frutta secca, poiché è soprattutto in questi alimenti che il riscaldamento ambientale facilita la crescita di muffe che producono biotossine;
  • Evitare luoghi ricreazionali come piscine e parchi acquatici: in caso di siccità è più facile la diffusione di microrganismi patogeni in questi ambienti.
Una delle azioni più importanti quando si è a rischio di siccità è risparmiare l’acqua. Infatti, anche i piccoli gesti per limitare lo spreco d’acqua possono evitare di andare incontro a una carenza.
  • Chiudere il rubinetto mentre si lavano i piatti, ci si insaponano le mani o si lavano i denti (quest’ultima azione da sola può far risparmiare fino a 400 litri d’acqua al mese!);
  • Verificare che non vi siano perdite d’acqua e riparare eventuali rubinetti rotti. Una goccia d’acqua al minuto spreca più di 200 litri d’acqua in un anno;
  • Preferire docce brevi ai bagni;
  • Usare riduttori di flusso dei rubinetti;
  • Evitare l’uso di acqua corrente, ad esempio lavando frutta e verdura in bacinelle e scodelle;
  • Raccogliere e sfruttare acqua piovana (per uso non potabile);
  • Limitare gli sprechi d’acqua per la cura dei giardini. Tubi per innaffiare e irrigazione automatica sprecano anche centinaia di litri d’acqua l’anno: le piante da esterni spesso non hanno bisogno di così tanta idratazione per vivere bene. Ad esempio, l’erba necessita d’acqua solo una volta a settimana in estate e una ogni due settimane in inverno. Consigli utili: spruzzare l’acqua con un diffusore anziché versarla, riutilizzare l’acqua di cottura o di lavaggio della frutta e usufruire della pacciamanatura per trattenere l’umidità nel suolo;
  • Usare metodi alternativi di cottura del cibo, come con olii e ridotte quantità d’acqua;
  • Usare lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, senza sciacquare i piatti prima (è una pratica superflua: se la lavastoviglie è in buona salute, tutti i piatti saranno puliti perfettamente);
  • Coprire piscine e altri depositi d’acqua per limitare l’evaporazione;
  • Incoraggiare le realtà che riciclano l’acqua utilizzata;
  • Prevenire l’inquinamento dell’acqua
 
Immagine che rappresenta una persona che chiude l'acqua del rubinetto

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Come mai non piove più? 

L’aumento delle temperature medie nel mondo limita le precipitazioni e facilita l’evaporazione dell’acqua dalla superficie, inaridendo il suolo. Si stima che, a causa della crisi climatica, il 2022 sia stato l’anno più caldo e secco dal 1800.

Quali sono le cause della siccità?

La siccità si ha quando per un periodo prolungato c’è una riduzione delle precipitazioni e quindi una carenza d’acqua. Si tratta di fenomeni legati al meteo, che risente principalmente dell’aumento delle temperature medie dovuto alla crisi climatica.

Quali sono le conseguenze della siccità?

La siccità aumenta l’incidenza di malattie e la mortalità in quasi tutte le specie, dai vegetali agli esseri umani, perché provoca carestie, scarsità e contaminazione dell’acqua. Provoca anche incendi, diffusione di polveri e sabbia nell’aria e danni alle infrastrutture. Questi effetti possono causare migrazioni e problemi di salute più o meno gravi, sia temporanei sia cronici, quali infezioni, malnutrizione, disturbi alle vie aeree e problemi di salute mentale.

Quanto può durare la siccità?

La siccità è un fenomeno di lunga durata, che può perdurare anche anni. Con la crisi climatica che avanza, la previsione è che gli eventi di ondate di calore e aridità aumenteranno e si aggraveranno.

Cosa succede se continua a non piovere?

Quanto più la siccità è duratura, tanto più provoca danni all’ambiente, alle coltivazioni, alla salute e all’economia. I problemi risultano peggiori dove c’è una fragilità di base delle comunità colpite, che dipendono da fonti d’acqua e hanno carenza di risorse utili per reagire al problema (come ambulatori e ospedali). Si calcola che, a causa dei danni dovuti alla siccità, entro il 2030 dovranno spostarsi 700 milioni di persone. 

Come evitare la siccità?

Per diminuire gli episodi di siccità occorre limitare la crisi climatica. A livello locale, è importante prevedere la siccità e prepararsi adeguatamente per fronteggiarne le conseguenze a livello locale: vaccinazioni per infezioni locali, fornitura di acqua pulita, maggiore presenza ed efficienza di infrastrutture per supporto sanitario e psicologico, coordinazione di paesi diversi in caso di rischio nomadismo, risparmio dell’acqua. 

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In collaborazione con

Jolanda Serena Pisano

Jolanda Serena Pisano

Dopo la Laurea Triennale in Scienze Biologiche e la Magistrale in Etologia, ho conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione Sostenibile (MaCSIS) dell'Università Milano-Bicocca. Ho seguito anche brevi corsi per la comunicazione a tutto campo, dal podcast alla regia, dalla realizzazione di infografiche alla scrittura di canzoni. 
Ho un'esperienza pluriennale nell'elaborazione di contenuti online per realtà tecnologiche, del terzo settore e di divulgazione della scienza. Attualmente lavoro come medical writer e scientific copywriter per The Embassy e come freelance, sono web content manager per AAC Srl e collaboro con Doveecomemicuro.it. Mi occupo anche di ricerca nell'ambito della comunicazione sanitaria sui social in collaborazione con il laboratorio di Informatica Medica dell'Istituto Mario Negri. Come volontaria, per BioPills sono autrice, relatrice di due corsi, social media manager e recensitrice di libri divulgativi; sono co-fondatrice e social media manager delle Bionaute.

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