Crioconservazione degli embrioni nella PMA: quando viene eseguita e con quali vantaggi?

Crioconservazione degli embrioni nella PMA: quando viene eseguita e con quali vantaggi?

Crioconservazione degli embrioni nella PMA: quando viene eseguita e con quali vantaggi?


È una tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita ormai molto utilizzata che consente di conservare gli embrioni attraverso un processo di congelamento a basse temperature in modo che possano essere scongelati e trasferiti in utero in un secondo momento. Si tratta di un'opzione importante nel caso il primo tentativo di fecondazione fallisca o qualora si decida di avere un altro bambino. Francesca Benini, Responsabile di laboratorio di embriologia, seminologia e crioconservazione di Centro Demetra di Firenze, ci spiega in cosa consiste questa procedura, da quando è possibile ricorrervi e quali vantaggi comporta per le coppie.
 

Consulta la scheda del Centro Demetra, Centro di Procreazione Medicalmente Assistita:
Centro Demetra
 
Immagine che rappresenta una fertilizzazione in vitro


Da quando si possono crioconservare gli embrioni?

È possibile farlo dal 2009, quando una sentenza della Corte Costituzionale ha rimosso il divieto imposto dalla legge 40 del 2004 (che regolamenta il ricorso a tecniche di PMA) di creare massimo 3 embrioni con l'obbligo di impiantarli tutti (dichiarando l’illegittimità costituzionale del comma 2 art. 14 relativo “all’unico e contemporaneo impianto” degli embrioni). Così facendo la Consulta ha riconosciuto al medico la possibilità di scegliere di volta in volta il numero di embrioni più idoneo da trasferire in utero riducendo al minimo il rischio per la salute della donna e del feto. Indirettamente, con questa sentenza, si accetta la possibilità di congelare gli embrioni in eccesso e si introduce, per la prima volta, il concetto di tutela della salute della donna
 
Immagine che rappresenta la conservazione di gameti


Quali sono i vantaggi per le coppie?

Innanzitutto, potendo trasferire un solo embrione alla volta, si riducono le gravidanze multiple, con tutti i rischi associati. Qualora si formassero più embrioni dopo una stimolazione ovarica, inoltre, è possibile crioconservare quelli soprannumerari e utilizzarli successivamente. Se il test di gravidanza risultasse negativo o nel caso sorgesse il desiderio di un altro figlio si potrebbe così ricorrere al materiale congelato senza sottoporsi a una nuova stimolazione ormonale. 
La deroga al principio di crioconservazione permette anche di procedere con l’inseminazione di più di tre ovociti: altro fattore che aumenta le probabilità di successo soprattutto se la donna è avanti con gli anni (perché maggiore è l'età della donna e minori sono le probabilità di fecondazione) o in presenza di particolari situazioni cliniche (in caso, ad esempio, di fattore maschile grave, associato a percentuali di fecondazione generalmente basse).


Qual è l'iter che porta al transfer dell'embrione? 

immagine che rappresenta una fertilizzazione in vitroChe il transfer avvenga a fresco o dopo crioconservazione, per arrivare a formare un embrione è in ogni caso necessario eseguire un prelievo ovocitario, inseminare gli ovociti maturi recuperati e tenerli in coltura all’interno di incubatori ad atmosfera controllata (in terreni di coltura specifici) per 2-5 giorni

L’inseminazione in vitro può avvenire per iniezione dello spermatozoo direttamente all’interno dell’ovocita (ICSI) – questa è la tecnica più diffusa - o per co-coltura di ovociti e liquido seminale trattato (FIV).


Cosa succede una volta formati gli embrioni?

Una volta formati, gli embrioni che risultano evolutivi (quelli cioè in cui c'è stata divisione cellulare dopo 24 ore), vanno trasferiti in utero o crioconservati per un successivo trasferimento.


In quali casi vengono crioconservati?

Gli embrioni vengono in genere crioconservati se sono in numero maggiore rispetto al necessario, se il medico non ritiene opportuno eseguire un transfer a fresco (per endometrio inadeguato, rischio iperstimolo, incidenti, lutto ecc..) o se si aspetta l’esito di un referto genetico per procedere al trasferimento (nell'eventualità di una diagnosi pre-impianto). In ogni caso, la coppia deve aver espresso il suo consenso (preventivo al ciclo di trattamento) all'eventuale congelamento degli embrioni soprannumerari.


Quali costi sono previsti? 

Immagine che rappresenta una donna che guarda l'ecografia in gravidanzaPer quanto riguarda il Centro Demetra, non sono previste spese aggiuntive per la crioconservazione e il mantenimento degli embrioni soprannumerari che vanno messe in conto invece per la procedura di scongelamento e trasferimento. Costi specifici sono previsti, invece, per la crioconservazione di ovociti e spermatozoi.


Per quanto riguarda la PMA eterologa, nel nostro Paese la donazione riguarda solo i gameti?

, ma se ci sono le indicazioni si può optare anche per la doppia donazione (sia di gameti femminili che maschili).


Dov'è il Centro Demetra e con quali regimi è possibile accedervi?

La sede operativa del Centro Demetra è a Firenze, in Toscana. I medici, però, effettuano consulenze anche a Roma, Bari, Napoli e Reggio Calabria.
Il Centro è privato-convenzionato, è quindi possibile sottoporsi a cicli di trattamento, oltre che privatamente, anche in regime convenzionato, mediante pagamento del ticket previsto dalla normativa. Le modalità di accesso cambiano da regione a regione (in quanto le normative regionali differiscono talvolta in modo sostanziale). Per avere informazioni aggiornate sulle modalità di accesso ai trattamenti di PMA in regime convenzionato è necessario contattare l’ufficio amministrativo del Centro.


Per maggiori info: centrodemetra.com

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

In collaborazione con

Michela Crippa

Michela Crippa

Giornalista professionista, da oltre dodici anni mi occupo di giornalismo medico-scientifico per le riviste e i siti del Gruppo Sfera (Rizzoli) scrivendo principalmente di salute e alimentazione. Ho lavorato come redattore presso il mensile "Donna e Mamma" e oggi curo la rubrica delle news in primo piano di "Io e il Mio Bambino" e realizzo reportage sulle strutture ospedaliere per la sezione viaggi nei centri di eccellenza. Inoltre lavoro come addetta stampa del portale Dove e Come Mi Curo.

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