Maskne o Acne da Mascherina: cura, rimedi e prodotti

Maskne o Acne da Mascherina: cura, rimedi e prodotti
Immagine che rappresenta una donna che ha la pelle irritata dalla mascherinaSecondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC, da European Centre for Disease Prevention and Control), l'uso delle mascherine in luoghi pubblici è un utile mezzo di prevenzione per ridurre la diffusione dell'infezione da virus SARS-CoV-2 nella comunità, specialmente quando si visitano spazi affollati e chiusi, come negozi alimentari e centri commerciali, o quando si utilizzano i mezzi pubblici. Le mascherine sono utili per minimizzare l'escrezione di goccioline respiratorie da individui infetti che non hanno ancora sviluppato sintomi o che rimangono asintomatici.

L'uso delle mascherine dovrebbe essere considerato come una misura complementare e non in sostituzione delle altre misure preventive stabilite come, ad esempio: Tra i molteplici cambiamenti che la pandemia di COVID-19 ha portato nella vita delle persone, indossare quotidianamente una mascherina per proteggere la salute propria e quella degli altri è un’abitudine d'indubbia utilità, non priva tuttavia di qualche possibile “effetto collaterale”, sicuramente trascurabile se consideriamo il rischio-beneficio.

Tra questi, emerge la cosiddetta “Maskne”, di cui di seguito definiamo cosa è e come trattarla e, soprattutto, conoscere alcuni accorgimenti per evitarla o affrontarla in modo efficace.
Il suo significato è facilmente deducibile: dall’inglese “mask” (mascherina) e “acne”, ossia Acne da Mascherina, la cui causa principale è proprio l’uso prolungato di questo dispositivo di protezione individuale (DPI).
La Maskne, si manifesta con la comparsa di:
  • Rossore;
  • Prurito;
  • Punti neri;
  • Micro cisti nelle zone coperte dal dispositivo e, l'esacerbarsi di eruzioni acneiche vere e proprie in persone predisposte con già una storia alle spalle di acne o comunque con una pelle grassa e/o impura.
Possiamo osservare quadri sintomatologici diversi, che variano secondo le abitudini d'utilizzo (tipo di dispositivo, tempo d'indosso più o meno protratto ecc.), delle caratteristiche della pelle e delle eventuali problematiche già presenti, che saranno trattate adeguatamente con terapie differenti, personalizzate, dagli Specialisti Dermatologi.

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Il quadro clinico cutaneo causato dalle mascherine è innescato da una serie di fattori, che comprendono:
  1. Ambiente caldo/umido derivante dagli atti respiratori, con relativa modifica del pH cutaneo, nella zona coperta dal DPI;
  2. Eccessiva proliferazione di batteri e/o lieviti (tra cui P. acnes e M. furfur) con alterazione del microbiota cutaneo;
  3. Attrito costante della mascherina sulla pelle del viso.

Naturalmente, i tre punti agiscono sinergicamente: l'occlusione permette a sporco e sebo di accumularsi, il caldo/umido induce la dilatazione dei pori che consente a germi e sporco di penetrare negli strati più profondi della pelle, favorendo la comparsa di arrossamenti e irritazioni. 

A tutto questo si può associare un possibile incremento dell’attività degli ormoni androgeni, dovuto ad ansia e stress del periodo, che possono alterare anche la produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee. 
In questa situazione, può comparire anche una Follicolite del volto, spesso confusa con la maskne con cui condivide le cause, ma che si presenta con brufoletti più ravvicinati, piccoli e superficiali.
Le sedi più colpite sono ovviamente quelle ricoperte dalla mascherina, il mento, le guance e il naso; anche il contorno delle labbra è sensibile all’uso prolungato della mascherina, perché si disidrata e lascia spazio a secchezza, sino in casi estremi alla formazione di ragadi. 

Queste condizioni possono stabilirsi a prescindere dalla tipologia di mascherina che si utilizza: mascherine chirurgiche monouso, dispositivi di protezione in individuale (FFP1, FFP2 e FFP3), mascherine di tessuto lavabile.

Immagine che rappresenta un uomo e una donna che fanno la beauty routine in bagnoIn conclusione, come suggerito dall’AAD (American Academy of Dermatology Association), 9 consigli utili per meglio prevenire i problemi da mascherina:
  1. Innanzitutto eseguire bene la routine quotidiana d’igiene: detergere e idratare il viso ogni giorno. Una cura delicata della pelle può prevenirne i problemi. La detersione deve essere fatta con delicatezza, con un detergente delicato e senza profumo, senza strofinare la pelle, usando acqua tiepida e un panno morbido per asciugarla;
  2. Applicare una crema idratante (contenente acido ialuronico o ceramidi) subito dopo aver lavato il viso, in modo da ridurre la secchezza e riequilibrare il film idrolipidico di superficie;
  3. Proteggere le labbra applicando vaselina;
  4. Evitare il trucco quando si indossa un DPI. Sotto la mascherina, è possibile che il trucco peggiori il microambiente. Usare solo prodotti etichettati come "non comedogenici";
  5. Evitare di provare nuovi prodotti: indossare un DPI, anche per un breve periodo, può rendere la pelle più sensibile. Evitare soprattutto di usare per la prima volta prodotti aggressivi, come peeling chimici, esfolianti o retinoidi, allo scopo di “ridurre” la comparsa dei brufoli;
  6. Usare meno prodotti (anche quelli che si usano abitualmente) o sospenderli temporaneamente se la pelle è irritata, soprattutto se si usano cosmetici a base di acido salicilico, retinoidi e dopobarba alcolici;
  7. Indossare la mascherina giusta. Per ridurre i problemi cutanei, utilizzare un DPI che offra:
    • Una vestibilità aderente (su naso, lati del viso e sotto il mento) ma confortevole. Se la mascherina è troppo stretta o scivola sul viso, può irritare la pelle. Ed è anche più probabile che la si tocchi con le mani sporche, trasferendo i microbi sulla maschera e sul viso;
    • Anche il tessuto è importante: evitare i tessuti sintetici, come nylon, poliestere e rayon. Preferire un tessuto morbido, naturale e traspirante come il cotone, almeno sullo strato interno a contatto della pelle.
  8. Fare una pausa levando la mascherina per quindici minuti ogni 4 ore. Ovviamente, rimuovere la maschera solo quando si è in un luogo sicuro e dopo essersi lavate le mani. Ad esempio all'aperto, quando si può stare ad almeno due metri di distanza dalle altre persone, dentro l’auto se si è soli, a casa;
  9. Lavare le mascherine di stoffa dopo ogni utilizzo. Il lavaggio rimuove, oltre allo sporco, anche il sebo e le cellule morte che si raccolgono all'interno. Le mascherine si possono lavare in lavatrice o a mano stando attenti a seguire le istruzioni di lavaggio come indicato dal fabbricante, usare un detersivo per bucato ipoallergenico senza profumo e dopo il lavaggio ricordarsi di controllare la forma della mascherina. 

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Realizzato in collaborazione con la dott.ssa Anna Cammisa, Medico Chirurgo, Specialista in Dermatologia e Venereologia, Libero Professionista, Milano.

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

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