Lista degli interferenti endocrini: dove si trovano? Cosmetici, alimenti

Lista degli interferenti endocrini: dove si trovano? Cosmetici, alimenti

Indice


Domande e risposte


Alcune sostanze sono capaci di interferire con la normale attività del sistema endocrino, l’apparato che produce gli ormoni. Queste sostanze sono dette interferenti, perturbatori o distruttori endocrini e possono essere sia di origine artificiale sia di origine naturale. Ci veniamo in contatto spesso, attraverso la dieta, l’acqua, l’aria che respiriamo o la pelle. Poiché vi siamo esposti continuamente, è difficile quantificare gli effetti negativi di queste sostanze, tuttavia gli scienziati stanno chiarendo sempre di più la situazione. 

Dagli studi emerge che le persone più esposte a interferenti endocrini presentano più frequentemente tumori, disturbi riproduttivi (infertilità, endometriosi, abortività ecc.), immunitari e metabolici (diabete). Nei bambini, inoltre, si osservano disturbi comportamentali e dello sviluppo, in quanto gli ormoni sono essenziali per lo sviluppo cognitivo e sessuale. Anche in altre specie animali si sono osservati effetti simili. Grazie a queste indagini è sempre più facile capire come evitare il contatto con queste sostanze e agire a livello legislativo per ridurne l’utilizzo.

Cosa sono gli interferenti endocrini?

Gli ormoni sono sostanze prodotte nel sistema endocrino che regolano molte attività dell’organismo. Le EAS (sostanze attive a livello endocrino) sono molecole che possono intervenire in questi processi di produzione e regolazione. Quelle che hanno effetti negativi per la salute sono definite interferenti o distruttori endocrini. In genere provocano disturbi dello sviluppo, della riproduzione, del metabolismo e del comportamento in diverse specie animali, incluso l’uomo.
Gli interferenti endocrini possono essere sia di origine naturale sia di origine artificiale.
  • Gli interferenti endocrini naturali includono gli ormoni prodotti dall’organismo (come estrogeni e testosterone) e sostanze di origine vegetale che ne simulano l’azione, come nel caso dei fitoestrogeni. Sono talvolta impiegati nei farmaci e nei fitofarmaci, in dosi controllate, per trattare patologie a carico del sistema endocrino (ad esempio in caso di ipotiroidismo o nelle pillole anticoncezionali);
  • Gli interferenti endocrini artificiali possono essere prodotti secondari di attività umane o essere sintetizzati apposta. Quelle originatesi incidentalmente possono derivare da processi industriali e di combustione (per esempio dall’incenerimento dei rifiuti non in regola). Quelle prodotte appositamente sono usate nell’industria, per uso agricolo (come i pesticidi) o per materiali di consumo (ad esempio, plastificanti), per cui possono essere immessi nell’ambiente anche a partire dagli scarichi domestici.

Quali sono gli interferenti endocrini: la lista

Quali sono i perturbatori endocrini?

Le sostanze che possono agire come distruttori endocrini sono ancora in fase di studio. Al momento ne conosciamo circa 800. Gli interferenti endocrini più comuni, nonché i più controllati, si trovano prevalentemente in plastiche, materiali di costruzione, prodotti di combustione e pesticidi, ma sono anche prodotti naturalmente da alcuni organismi.


Principali interferenti endocrini

  • Immagine che rappresenta della plasticaBisfenolo A (BPA). Usato nella produzione di plastiche in policarbonato e resine epossidiche, è presente in bottiglie, contenitori per alimenti, carta termica degli scontrini, rivestimento di lattine e dispositivi odontoiatrici. Può alterare l'attività della tiroide, il sistema riproduttivo, il sistema nervoso e quello immunitario. Neonati e feti risultano particolarmente vulnerabili, motivo per cui l'uso di BPA è vietato in biberon e altri prodotti per neonati, oltre a essere regolamentato in generale;
  • Diossine. Derivano dalla produzione di erbicidi, dallo sbiancamento della carta, dagli incendi boschivi e dall’incenerimento dei rifiuti. Le tecnologie più moderne consentono di ridurre al minimo il rilascio di diossine nell’ambiente;
  • Ftalati. Sostanze che rendono morbide le plastiche, in particolare il PVC. Il dietilesilftalato (DEHP) ne è un esempio importante poiché si può trovare dappertutto, infatti è definito ubiquitario. Le fonti principali di ftalati sono: plastiche monouso (imballaggio, contenitori, pellicole), confezioni blister, tappi a corona, pavimenti, rivestimenti murari, cancelleria, alcuni cosmetici. Questo interferente endocrino colpisce principalmente il sistema riproduttivo, diminuendo la fertilità, e quello metabolico, predisponendo probabilmente a diabete e obesità. In Europa, il suo utilizzo è sempre più ridotto e regolamentato: ad esempio, è vietato nei giocattoli;
  • PFOS (perfluorottano sulfonato, anche detto PFAS dall’inglese) e PFOA (acido perfluoroottanoico sale ammonico) sono persistenti: ci vogliono anni affinché vengano eliminati. Ci veniamo in contatto a partire da polvere, aria e alimenti (soprattutto pesce) contaminati da oggetti contenenti perfluorocarburi, come alcune vernici, abiti antimacchia, materassi e sedili costituiti da schiuma e frammenti di alcune rocce. L'accumulo di queste sostanze nell'organismo può comportare problemi a fegato, tiroide e sistema riproduttivo;
  • PCB (policlorobifenili). Impiegati come isolanti termici ed elettrici, in particolare in materiali per costruzione, lubrificanti e plastificanti. Sono vietati nella maggior parte del mondo, ma talvolta sono ancora rilevabili in alcuni alimenti e nel latte materno perché sono persistenti, ovvero difficili da smaltire. Possono provocare infertilità maschile, problemi ai feti, cancro e diabete;
  • PBDE (polibromodifenileteri). Principalmente derivanti dai ritardanti di fiamma, si possono trovare in tendaggi, mobili, tappeti e imbottiture di poliuretano (come le schiume di materassi e sedili), contaminando anche le polveri nelle case. Alcuni sono persistenti, difficili da smaltire: si possono accumulare nell'organismo degli animali, e dunque negli alimenti. Provocano effetti negativi sulla tiroide, alterando lo sviluppo neurologico e il comportamento;
  • Idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Derivano dalla combustione, cioè una reazione all’ossigeno che produce molta energia (in genere in forma di fiamma). Si possono produrre, quindi, sia in ambito industriale (che ci espone, essenzialmente, all'inquinamento atmosferico) sia in casa, ad esempio durante la cottura degli alimenti tramite frittura, affumicatura, brace, griglia e tostatura. Esistono molti IPA, di cui circa 15 sono considerati tossici in quanto sembrano aumentare il rischio di neoplasie, soprattutto a mammella, prostata e polmone. Se vi sono esposte donne in gravidanza può comportare un basso peso alla nascita del bambino;
  • CPF (clorpirifos). Pesticida molto usato, anche se regolato. Interferisce con il sistema nervoso e con la tiroide;
  • Perclorati. Prodotti di scarto delle industrie aerospaziale, delle armi e farmaceutica nonché dei fuochi d’artificio. Si possono trovare nell’acqua e negli animali che ci vivono.


Altri interferenti endocrini comuni

  • Fitoestrogeni. Sono sostanze prodotte dalle piante che hanno una struttura simile a quella degli estrogeni, così che una volta nel nostro organismo possono avere effetti simili a questi. Alimenti contenenti fitoestrogeni (isoflavoni, cumestani e lignani) sono legumi, frutta e verdura. In particolare, ne è ricca la soia: ne contiene più di 100 diversi tipi. Dagli studi emerge che i fitoestrogeni hanno diversi effetti positivi: riducono i sintomi della menopausa e hanno un effetto protettivo per alcuni tipi di cancro. Ma può darsi che quantità eccessive di fitoestrogeni interferiscano con l'attività degli estrogeni, amplificandola o riducendola, con potenziali effetti negativi sull'organismo. Ad esempio, un eccesso di fitoestrogeni potrebbe comportare uno sviluppo sessuale precoce nelle bambine. Il fenomeno è ancora in fase di studio;
  • Triclosano o triclosan. Questa sostanza ha un'attività antimicrobica, per cui è stata a lungo impiegata in prodotti per l'igiene personale e saponi per piatti, nonché in utensili da cucina, giocattoli e tessuti. Tuttavia, presenta due aspetti negativi. Come tutti i prodotti antimicrobici, può alimentare il fenomeno dell'antibiotico-resistenza, ovvero la capacità dei batteri di sopravvivere all'azione degli antibiotici. Inoltre, il triclosano è difficile da smaltire: si accumula nelle acque e nei terreni agricoli. In diverse specie, inclusa la nostra, risulta provocare irritazioni e dermatiti da contatto, problemi al sistema riproduttivo e a quello immunitario;
  • Tiocianati. Molto presenti nel fumo di sigaretta e in alcuni vegetali, in particolare nei cavoli, possono interferire con l’azione della tiroide;
  • Composti organostannici. Derivano dai pesticidi e provocano problemi soprattutto agli organismi marini, interferendo con i loro organi riproduttivi e quindi con i loro cicli vitali;
  • DES (dietilstilbestrolo). Poiché mima l’azione degli estrogeni (ormoni femminili), fu impiegato intorno agli anni Cinquanta negli USA come antiabortivo. Tale uso fu interrotto poiché aveva gravi conseguenze in molte donne: comportava malformazioni dell’utero e del feto. Oggi viene prescritto soltanto per il trattamento di alcune malattie, come il cancro alla prostata,
  • Metalli pesanti e semimetalli. Tra questi, ad esempio, vi sono piombo, mercurio, nickel e arsenico. Di solito sono presenti in quantità minime in acqua e alimenti, ma si possono trovare anche nei vestiti.
Meccanismo d’azione degli interferenti endocriniGli interferenti endocrini possono modificare i segnali inviati normalmente dai nostri ormoni. Come mai? In genere il distruttore endocrino è una molecola simile a un ormone. I recettori funzionano come delle serrature: rispondono solo a certe forme di ormoni (chiavi). Quindi, è possibile che il recettore di un ormone si leghi con l'interferente endocrino: in questo modo, l'ormone non può avere accesso al recettore. Il perturbatore endocrino potrà, invece, "aprire la serratura" più o meno dell'ormone "naturale", determinando una maggiore o minore attivazione del normale meccanismo. In altri casi possono agire in altri punti del processo di regolazione dell’attività ormonale. 
In generale, i distruttori endocrini possono agire in diversi modi:
  • Mimano l’azione dell’ormone naturalmente prodotto dall’organismo, inducendo una risposta eccessiva o in tempi sbagliati (effetto agonistico);
  • Bloccano il recettore, ovvero impedendo all’ormone di legarvisi, così che non possa agire (effetto antagonistico);
  • Alterano la regolazione della produzione degli ormoni, agendo “a monte” sulla loro produzione; 
  • Alterano il trasporto degli ormoni a livello del sangue.

Che effetti hanno gli interferenti endocrini?

Il sistema endocrino è costituito da ghiandole, strutture che producono ormoni. Questi sono sostanze che regolano la funzione degli organi che possiedono i giusti recettori (come serrature che si aprono solo con le chiavi corrispondenti). In particolare, gli ormoni sono essenziali per lo sviluppo, per la riproduzione e per il metabolismo (l’insieme di reazioni chimiche che avvengono nel corpo, come la digestione e la sintesi di nuove cellule).
Gli ormoni agiscono in quantità piccolissime (pochi microgrammi) e regolate molto finemente. Per questo l’esposizione agli interferenti endocrini può comportare effetti anche a piccole dosi, anche se non è detto che l’effetto cresca all’aumentare della loro quantità. L’esito dipende anche dall’individuo: per esempio, le donne in gravidanza e i bambini sono molto più a rischio di altre persone. Inoltre, uno stesso interferente endocrino può dare effetti differenti secondo il sesso.


Interferenti endocrini e sistema riproduttivo

La maggior parte degli interferenti endocrini agisce sul sistema riproduttore, sia durante lo sviluppo, ritardando o anticipando la pubertà, sia in età adulta, con problemi nella riproduttività e insorgenza di tumori. L’esposizione a queste sostanze può provocare effetti anche a distanza di tempo, come nel caso del feto che avrà alterazioni della pubertà.

Nella donna, i distruttori endocrini possono comportare: Nell’uomo, gli interferenti endocrini possono provocare:
  • Malformazioni dell'apparato urogenitale (come l'ipospadia);
  • Mancata discesa dei testicoli nel sacco scrotale (criptorchidismo);
  • Aumento delle dimensioni dei testicoli (ipertrofia testicolare);
  • Aumento di volume delle mammelle (pseudo-ginecomastia o ginecomastia falsa), soprattutto nei bambini in età prepuberale;
  • Infertilità o ridotta fertilità;
  • Cancro alla prostata.


Interferenti endocrini e sistema nervoso

Gli interferenti endocrini, simulando gli ormoni sessuali, sembrano avere effetti anche sullo sviluppo neurale dei bambini. Durante la gestazione, infatti, gli ormoni sessuali influenzano lo sviluppo del feto. Così, dosi anche molto basse di distruttori endocrini alterano questo meccanismo, comportando differenze nello sviluppo del cervello. Potrebbero derivarne autismo, disturbi dell'attenzione, problemi di memoria e alterazioni del comportamento.


Interferenti endocrini, metabolismo e bilancio energetico

Alcuni distruttori endocrini, in particolare quelli detti obesogeni, aumentano il rischio di sviluppare obesità e diabete di tipo 1. Portano a ingrassare, sia direttamente, perché aumentano la formazione di cellule adipose, sia indirettamente, alterando la produzione degli ormoni che controllano il senso dell'appetito. Gli effetti dipendono anche dalle dosi, dal sesso e dal grado di sovrappeso a cui la persona già si trova.
Gli interferenti endocrini possono alterare anche il microbiota intestinale, l'insieme di microorganismi presente nel nostro corpo che ci aiuta a digerire, rinforza il nostro sistema immunitario e produce per noi vitamine e altre sostanze utili. I distruttori endocrini presenti nelle plastiche, inoltre, sembrano provocare intolleranza al glucosio e steatosi epatica (o fegato grasso, ovvero una presenza eccessiva di lipidi nel fegato).
Tali interferenti endocrini sembrano comportare anche danni transgenerazionali: gli effetti sul metabolismo potrebbero protrarsi fino alle 3 generazioni successive. Questo perché gli interferenti endocrini hanno anche effetti epigenetici, cioè modificano l’espressione del DNA senza modificarlo direttamente. Alterazioni della sua struttura che possono essere trasmesse ai figli.


Interferenti endocrini e tiroide

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla che produce ormoni importanti nella regolazione della velocità con cui l'organismo svolge processi chimici. Alcuni distruttori endocrini, come perclorati, tiocianati e CPF, interferiscono con la produzione di ormoni tiroidei. Questo può comportare ipotiroidismo e problemi dello sviluppo, soprattutto se vi sono esposti bambini o donne in gravidanza. Altri interferenti endocrini, come quelli contenuti in certi pesticidi, sembrano comportare un ingrossamento di questa ghiandola.


Interferenti endocrini cancerogeni

Dall’analisi di zone nella cui aria sono presenti diversi interferenti endocrini, sembra che alcuni di essi contribuiscano alla comparsa di tumore alla mammella, alla prostata e al testicolo. Alcuni interferenti endocrini, come i PCB, sono classificati come cancerogeni certi dall’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro); in genere, però, vi sono altri fattori in gioco. Le neoplasie, infatti, spesso derivano da molteplici cause, che includono l’esposizione a più sostanze diverse e stili di vita poco salutari (come fumo, alcol, sedentarietà, diete ricche di grassi e mancanza di screening).
L’insorgenza di cancro determinata dagli interferenti endocrini può comportare anche danni transgenerazionali. Tali effetti sono stati osservati principalmente in altre specie animali e quindi sono in fase di studio.


Interferenti endocrini e sistema immunitario

Alcuni distruttori endocrini sono stati associati allo sviluppo di malattie autoimmuni (patologie in cui l'organismo attacca se stesso, come nella tireopatia autoimmunitaria) o alla compromissione del sistema immunitario. Sembra che l'esposizione agli interferenti endocrini sia responsabile di un aumento di allergie nell'infanzia. Questi effetti dipendono dal sesso della persona.


Interferenti endocrini e problemi dello sviluppo

L’esposizione a distruttori endocrini durante la gestazione può comportare:
  • Disturbi dello sviluppo cerebrale e del sistema nervoso;
  • Problemi dello sviluppo del cuore;
  • Disturbi dello sviluppo di organi sessuali primari e secondari;
  • Problemi dello sviluppo del sistema immunitario;
  • Anomalie del tratto urinario.
Alcuni di questi effetti si possono manifestare in età adulta.


Altri effetti degli interferenti endocrini 

L’esposizione ai perturbatori endocrini sembra provocare disturbi nella funzionalità del fegato e dei reni. Ad esempio, si sono osservati problemi renali in bambini che avevano assunto latte contaminato da DEHP. Sembra inoltre che i distruttori endocrini potrebbero contribuire a un invecchiamento precoce.

Dove si trovano gli interferenti endocrini

È difficile identificare una fonte principale di interferenti endocrini nell'uomo, poiché ne esistono molti tipi e il grado di esposizione a ognuno dipende da luogo, abitudini di vita e status sociale. In generale, le sorgenti di distruttori endocrini sono molte e vi siamo esposti continuamente.


Interferenti endocrini nell’ambiente

I perturbatori endocrini contaminano sempre più il suolo, le acque e l’aria. Per questo possiamo venirvi in contatto attraverso la pelle, ingerirle e inalarle. In particolare, è prolungata l’esposizione agli interferenti endocrini persistenti (POP), come PFOS e PCB. Si accumulano anche negli organismi: in diverse specie animali, come nella nostra, si sono riscontrati problemi riproduttivi, alterazioni degli organi sessuali, malformazioni, disturbi immunitari e comportamentali.


Interferenti endocrini, alimenti e acqua

Immagine che rappresenta della carne al supermercatoIn generale, cibo, acqua e materiali destinati al contatto con essi sono soggetti a forti controlli, per cui i livelli di interferenti endocrini che vi si possono trovare sono sicuri. Ma quali sono gli alimenti che ne sono più ricchi e come possiamo prevenire?
Le principali fonti di interferenti endocrini negli alimenti sono carni (soprattutto di animali carnivori e onnivori), pesce, latticini e uova. Come mai questa prevalenza negli animali e nei loro prodotti? I distruttori endocrini più persistenti, una volta nell’ambiente, possono essere assorbiti dai vegetali e ingeriti dagli animali. A salire nella rete alimentare, gli animali mangeranno maggiori quantità di prede che hanno ingerito molti interferenti endocrini, così che si avrà un accumulo di queste sostanze.
Anche il modo in cui si cucina influisce. L’affumicatura e la carbonizzazione (come per grigliatura, arrostimento, cottura in forno) rendono il cibo più ricco di interferenti endocrini. La bollitura e la cottura al vapore non presentano questi rischi e preservano maggiormente le sostanze nutritive dell’alimento.
I distruttori endocrini si trovano anche nei vegetali, sia perché derivano dai pesticidi sia perché vi sono piante che producono naturalmente fitoestrogeni (sostanze che interferiscono con l’attività endocrina). Quindi legumi, frutta e verdura possono contenere interferenti endocrini. In particolare, sono ricchi di fitoestrogeni la soia e altri legumi, le noci, i cereali integrali e i germogli.
Alcuni materiali che vengono a contatto con i cibi contengono interferenti endocrini: vaschette, carta oleata, pellicole trasparenti, buste di plastica, lattine, cartoni delle pizze. Anche le padelle antiaderenti prodotte fuori dall’Europa possono contenerne (in generale si sconsiglia di usare padelle antiaderenti quando si usurano e di evitare quelle extraeuropee). L’acqua può essere contaminata di per sé oppure dalle bottiglie in plastica in cui è contenuta. 


Interferenti endocrini in pesticidi ed erbicidi

Alcuni pesticidi, insetticidi e funghicidi contengono interferenti endocrini che hanno effetti negativi sul sistema nervoso e soprattutto sulla tiroide. Dagli studi eseguiti sembra che, con gli attuali livelli di queste sostanze presenti nei pesticidi e negli erbicidi, l’esposizione non costituisca un pericolo nemmeno se prolungata nel tempo. Tuttavia, sono ancora in corso ricerche.


Interferenti endocrini in tessuti, vestiti

Tutti i tessuti sono trattati con sostanze chimiche durante la lavorazione, per:
  • Pulirli;
  • Sbiancarli;
  • Colorarli;
  • Proteggerli da microrganismi (con biocidi);
  • Renderli idrorepellenti;
  • Renderli più facilmente stirabili (mediante operazioni di finissaggio);
  • Far sì che siano più resistenti ad alte temperature (con ritardanti di fiamma), pieghe e macchie (con tensioattivi).
Alcuni di questi prodotti possono agire come interferenti endocrini, quali i ritardanti di fiamma (polibromurati e composti perfluoroalchilici), residui della conciatura delle pelli e biocidi. L'abbigliamento può anche contenere parti in plastica e metalli, che talvolta contengono interferenti endocrini.


Interferenti endocrini in cosmetici, creme solari e olii essenziali

Alcuni prodotti utilizzati nella cosmesi, come filtri solari e conservanti, sono stati sottoposti a indagini per verificare se avessero conseguenze negative sulla salute umana. In Europa, al momento sono 14 i potenziali interferenti endocrini sotto valutazione; il loro utilizzo è fortemente limitato o vietato, rendendo sicuro l’utilizzo dei cosmetici. Altre sostanze, come i parabeni, sono state scagionate.
Alcuni olii essenziali usati in aromaterapia e presenti in prodotti per l’igiene e la cura del corpo (saponi, shampoo, lozioni) potrebbero avere effetti negativi sul sistema endocrino. Ad esempio, l’esposizione regolare all’olio essenziale di lavanda e all’olio dell’albero del tè sembrano causare ingrandimento delle mammelle (pseudo-ginecomastia) nei bambini, che regredisce quando ne viene interrotta l’assunzione, e menarca anticipato nelle bambine.


Interferenti endocrini in farmaci, dispositivi medici e disinfettanti

In Europa, dal 2018 i detergenti “biocidi”, ovvero contenenti prodotti antimicrobici, non possono più contenere interferenti endocrini quali triclosan, ftalati e bisfenoli. Tra le sostanze disinfettanti, alcune interferiscono con il sistema endocrino. Il loro utilizzo è sconsigliabile anche per l’ambiente, in quanto contribuiscono all’antibiotico-resistenza, un fenomeno per cui i batteri sopravvivono all'azione degli antibiotici.
Diverse medicine (come alcune per l'osteoporosi o per disturbi gastrointestinali) e dispositivi medici (tra cui siringhe e gel) contengono sostanze che sono potenziali interferenti endocrini. Queste sono sotto controllo e in fase di studio.

Come evitare gli interferenti endocrini

Gli interferenti endocrini conosciuti sono regolamentati: sono vietati (come il bisfenolo A nei biberon) oppure la loro quantità è limitata a una dose almeno 10 volte inferiore a quella potenzialmente pericolosa. Quindi si può stare in sicurezza, ma è consigliato ridurre l'esposizione a queste sostanze per evitare il cosiddetto “effetto cocktail”: basse dosi di molte sostanze diverse potrebbero provocare danni. È possibile prendere una serie di precauzioni, raccomandate in particolare per le donne in gravidanza e in presenza di bambini.


Interferenti endocrini in cucina

  • Non si devono riutilizzare contenitori in plastica monouso o usurati. Occorre seguire sempre le indicazioni dei produttori quando si usano contenitori di plastica, soprattutto quando si devono scaldare degli alimenti;
  • In lavastoviglie vanno lavati solo i prodotti di plastica sulla cui etichetta è scritto che sono conformi;
  • Occorre aspettare che alimenti e bevande si siano raffreddati prima di porli in contenitori di plastica;
  • Non bisogna usare padelle antiaderenti usurate o prodotte fuori dall'Unione Europea. Nella nostra comunità, infatti, è vietato usare PFOA nella costruzione delle padelle antiaderenti, mentre non è così in alcuni paesi extraeuropei;
  • È consigliato risciacquare frutta e verdura in busta e in scatola prima di cucinarli o consumarli. Per evitare questi interferenti endocrini si possono prediligere alimenti freschi e di stagione, che saranno stati a contatto per meno tempo con queste plastiche;
  • È bene evitare di mangiare le parti carbonizzate degli alimenti; inoltre, è utile limitare i piatti affumicati, arrostiti e alla griglia, preferendo quelli bolliti e al vapore;
  • Prima della cottura, è consigliato eliminare le parti grasse dal cibo;
  • Si consiglia di usufruire di carta oleata e pellicole trasparenti secondo le indicazioni sulla confezione. Alcune potrebbero rilasciare interferenti endocrini a contatto con alimenti caldi.


Immagine che rappresenta la pulizia degli aspirapolveriInterferenti endocrini in casa

  • Occorre ricambiare l'aria frequentemente, soprattutto quando si cucina o mentre brucia qualcosa (che sia un camino, incenso o una sigaretta);
  • Si consiglia di spolverare periodicamente, pulendo i filtri e cambiando i sacchi dell'aspirapolvere;
  • È bene sostituire gli involucri rotti degli oggetti con imbottitura in schiuma, come materassi e sedili delle auto;
  • È meglio acquistare materiale per la casa, fornitura da ufficio, fasciatoi, passeggini, materassi e altri oggetti in PVC che contengano DEHP, evitando gli ftalati. Se il pavimento è in PVC, si consiglia di usare un tappeto di fibra non trattata, soprattutto in caso di presenza di bambini;
  • È bene limitare l'uso di perfluorati, contenuti in tappeti e vestiti in tessuti idrorepellenti e antimacchia, carta alimentare resistente all'olio, ritardanti di fiamma presenti nelle schiume di materassi e sedili delle auto, alcune vernici per pavimenti;
  • Prima dell’acquisto di prodotti ignifughi, si consiglia di chiedere informazioni sul tipo di ritardanti di fiamma in essi presenti, anche se contengono schiume di origine naturale come cotone o lattice;
  • In caso di cambio di moquette, è consigliato fare attenzione, isolando l'area di lavoro: il pavimento sottostante potrebbe contenere PBDE.

Regolamenti sugli interferenti endocrini

L’interesse nei confronti dei distruttori endocrini è in crescita, poiché sono considerate sostanze estremamente preoccupanti (SVHC, Substances of Very High Concern). Sempre più molecole sono sottoposte a indagini. Le metodiche di analisi sono complesse, in parte in fase di sviluppo e richiedono molto tempo, ma i regolamenti sono molto rigidi e rilasciati tempestivamente.
A oggi sono circa 300 le sostanze sospettate di interferire con il sistema endocrino. In Europa sono fortemente regolamentate a partire dal 1999, con un’implementazione nel 2012 e criteri sempre in rinnovamento. Tra i provvedimenti più importanti vi è il regolamento REACH (registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche), n. 1907/2006 e aggiornato nel 2020, che interessa produttori e importatori di sostanze chimiche

La Comunità Europea ha redatto regolamenti specifici per quanto riguarda pesticidi e biocidi, acqua, dispositivi medici, materiali che vengono in contatto con gli alimenti, cosmetici, giocattoli e protezione delle persone sul luogo di lavoro. La strategia per ridurre l’esposizione dei cittadini europei agli interferenti endocrini include sostegno alla ricerca sull’argomento, revisione delle sostanze secondo le linee guida per i metodi di indagine sugli interferenti endocrini (definite dall’OCSE, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e promozione della sostituzione dei distruttori endocrini



RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Che vuol dire endocrino?

La parola “endocrino” significa “che secerne internamente”, dal greco “endo-” (dentro) e”krínō” (secerno). In genere questo aggettivo si usa per indicare l’azione delle ghiandole e delle cellule che rilasciano sostanze (ormoni) all’interno del sangue.

Cosa vuol dire distruttore endocrino?

La definizione della Commissione Europea di distruttori o interferenti endocrini è: “sostanze che possono interferire con il sistema endocrino e, in conseguenza di ciò, produrre effetti dannosi sia per l’uomo sia per le specie selvatiche. Una varietà di sostanze, sia naturali sia artificiali, può provocare interferenze con il sistema endocrino”. 

Cosa vuol dire sospetto distruttore endocrino?

Le sostanze che interagiscono con il sistema endocrino sono divise in 3 categorie: categoria 1, "distruttori endocrini" (per sostanze che hanno mostrato avere effetti tossici in almeno una specie animale); categoria 2, "sospetti distruttori endocrini" (in caso si siano osservati effetti negativi in esperimenti su cellule); categoria 3, "sostanze attive a livello endocrino" (quando non sono stati studiati o riscontrati effetti tossici).

Quali sono gli interferenti endocrini?

Esempi di interferenti endocrini sono alcuni additivi delle plastiche (come bisfenolo A e ftalati), alcuni pesticidi, prodotti di combustione (ad esempio le diossine), prodotti industriali come PCB, PBDE e perfluorurati, metalli pesanti e alcuni semimetalli. 

Dove si trovano gli interferenti endocrini?

Gli interferenti endocrini si possono trovare in molti prodotti utilizzati giornalmente: contenitori in plastica e lattine, pellicole plastificate, ritardanti di fiamma, vestiti e altri tessuti antimacchia o idrorepellenti, prodotti di cancelleria, materiali da costruzione, cosmetici, alimenti, inquinamento atmosferico. Tuttavia, i perturbatori endocrini noti sono regolamentati in modo da essere sempre in quantità di molto inferiori ai livelli di tossicità.

Cosa causano gli interferenti endocrini?

I distruttori endocrini possono provocare cancro, problemi riproduttivi (infertilità, anomalie anatomiche), metabolici (come una maggiore probabilità di sviluppare diabete), disturbi dello sviluppo sessuale e cognitivo, problemi immunitari, tiroidei e del comportamento nell’uomo e in altre specie animali.

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In collaborazione con

Jolanda Serena Pisano

Jolanda Serena Pisano

Dopo la Laurea Triennale in Scienze Biologiche e la Magistrale in Etologia, ho seguito corsi per la comunicazione a tutto campo, dalla didattica al digitale, dal podcast alla regia. Attualmente frequento il Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione Sostenibile (MaCSIS) dell'Università Milano-Bicocca e sto svolgendo un tirocinio come ricercatrice nell'ambito della comunicazione della salute presso l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
Ho un'esperienza pluriennale nell'elaborazione di contenuti online per realtà tecnologiche e del terzo settore e attualmente mi occupo di produzione di contenuti digitali e riprogettazione della comunicazione aziendale in rete. Realizzo approfondimenti a tema medico per Doveecomemicuro.it e per riviste di settore. Per BioPills redigo articoli scientifici, sono relatrice di due corsi e coautrice di un libro in via di pubblicazione. Come divulgatrice della scienza e associata al CICAP mi rifaccio solo a fonti autorevoli e documentate.

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