Inquinamento atmosferico, Covid-19 e salute dell'uomo

Inquinamento atmosferico, Covid-19 e salute dell'uomo

Indice


Domande e risposte


Immagine che rappresenta delle fabbricheDurante la primavera del 2020 si è parlato molto di come le restrizioni dovute alla pandemia avessero diminuito l’inquinamento atmosferico: in Europa si è toccato il 17% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Oggi i livelli di inquinamento atmosferico sono tornati quasi agli stessi livelli di prima, ma la situazione pandemica ha fatto riflettere sui provvedimenti da prendere per ridurre il problema.
Come ha commentato la climatologa Corinne Le Quéré, è concreta la possibilità “di realizzare cambiamenti reali e duraturi per poter affrontare crisi future”, soprattutto per il fattore trasporti, “che rappresenta la metà della riduzione delle emissioni durante il lockdown”.

Un cambiamento che sarebbe molto positivo: l’inquinamento dell’aria è uno dei più importanti rischi per la salute a livello mondiale. Oggi, circa il 90% della popolazione mondiale vive in ambienti la cui qualità dell'aria non rispetta gli standard ottimali calcolati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
  • Si calcola che questo comporti decessi precoci in circa 3 milioni di persone l'anno.
  • All’inquinamento atmosferico si somma poi l’inquinamento dell’aria negli edifici, di cui risultano vittime quasi 4 milioni di persone.
 

Cos’è l’inquinamento atmosferico?

Per inquinamento atmosferico s’intende l’insieme di sostanze che pervadono l’aria che sono dannose per l’ambiente o per la salute degli esseri viventi. Diversamente da come spesso si crede, le sostanze inquinanti non sono solo prodotte dall’uomo: pollini, polveri e terra, lava ed erosioni di rocce, sale marino e altre componenti naturali costituiscono la maggior parte delle sostanze che inquinano l’aria.
Le sostanze inquinanti dell'aria vengono denominate globalmente come particolato. Questo viene catalogato a seconda della sua dimensione, in base alla quale può penetrare più o meno in profondità del nostro tratto respiratorio.
  • Particolato grossolano. Ha diametro superiore ai 10 micrometri (la dimensione delle cellule della cute che possiamo vedere sulle nostre mani): può penetrare soltanto la laringe in piccola misura. Esempi di particolato grossolano sono la sabbia, la cenere volante e la polvere di cemento;
  • PM10. Ha dimensione inferiore ai 10 micrometri: include pollini, muffe, polveri. Penetra nel tratto respiratorio superiore. Può provocare infiammazioni, irritazioni e altri problemi al naso e faringe;
  • PM2.5 (o particolato fine), come particelle che derivano dalla combustione e composti organici. Ha dimensione inferiore ai 2,5 micrometri, circa equivalente a quella del nucleo di una nostra cellula. Quando respiriamo, raggiunge i polmoni, provocando problemi e aggravando disturbi preesistenti al sistema respiratorio e al cuore. Secondo alcuni studi provocherebbe anche problemi di sviluppo nei bambini piccoli. Sono gli inquinanti con maggiore impatto sulla salute. Includono, ad esempio, fumo di tabacco, spore batteriche, funghi e muffe, fuliggine;
  • Particolato ultrafine e nanopolveri. Hanno dimensioni inferiori a 0,1 micrometri (più piccole dei virus), riuscendo a penetrare anche gli alveoli. Esempi di particolato ultrafine sono alcuni prodotti della combustione (sia di origine antropica, sia di origine naturale, come nel caso degli incendi spontanei e dei fulmini) e residui di gomme e asfalto.
 
Immagine infografica che rappresenta le dimensioni delle sostanze inquinanti
 

Le fonti dell’inquinamento

Possiamo suddividere le fonti dell’inquinamento in:
  1. Naturali;
  2. Antropiche.
Quelle naturali costituiscono la maggior parte (fino al 90%) delle sostanze inquinanti aeree (con percentuali inferiori nelle zone urbane). I fattori antropici, quindi, costituiscono una percentuale relativamente bassa delle sostanze che inquinano l’aria. Tuttavia, spesso hanno effetti negativi più significativi sulla salute e contribuiscono fortemente al riscaldamento globale. Inoltre, talvolta, alterano cicli e sistemi naturali, danneggiando gli esseri viventi.


Fonti di inquinamento naturali

Le cause di inquinamento di origine naturale includono:
  • Decomposizione di sostanze organiche (deiezioni animali, resti di esseri viventi, eccetera);
  • Pollini e sostanze organiche volatili rilasciate dai vegetali;
  • Sostanze rilasciate dagli oceani, come l’aerosol marino, importante contribuente delle polveri nell’aria costituito soprattutto da sali;
  • Sabbia trasportata dal vento;
  • Sostanze rilasciate dai vulcani e dagli incendi spontanei;
  • Muffe e spore;
  • Sostanze prodotte dalle reazioni chimiche scatenate dalla luce solare o dai fulmini.


Immagine che rappresenta l'estrazione del petrolioFonti di inquinamento artificiali

Le principali fonti di inquinamento antropico, il cui contributo cambia molto da paese a paese, sono:
  • Il traffico veicolare, poiché i motori bruciano sostanze rilasciando inquinanti;
  • Altri tipi di trasporti, come quello marittimo:
    • Navi e traghetti sono molto inquinanti, soprattutto se restano fermi per diverso tempo con il motore acceso;
  • Agricoltura e allevamento, che contribuiscono non soltanto con i fertilizzanti e altre sostanze impiegate per l’ottimizzazione della produzione, ma soprattutto con gli scarti animali e vegetali;
  • Produzione di energia, che spesso richiede combustione (processo chimico che porta a bruciare le sostanze) di combustibili fossili (carbone, petrolio), con rilascio di sostanze inquinanti;
  • Smaltimento dei rifiuti, in particolare per quanto riguarda gli impianti a biogas (per il trattamento dei rifiuti organici) e gli inceneritori;
  • Processi industriali;
  • Combustioni non di origine industriale, come nel caso del riscaldamento degli edifici. La combustione di biomasse (come legna e pellet) contribuisce in modo importante all’inquinamento dell’aria, soprattutto all’interno delle case;
  • Estrazione mineraria e petrolifera;
  • L’impiego di vernici, prodotti di pulizia per la casa, stampanti inquina l’aria presente negli edifici, con impatti negativi sulla salute di chi vi trascorre le giornate.

Quali sono i principali inquinanti dell'aria?

Le sostanze più monitorate, poiché provocano gli effetti negativi più gravi per la nostra salute e per l’ambiente, sono principalmente di origine antropica.
  • Monossido di carbonio. Questo gas, composto da un atomo di ossigeno e uno di carbonio, deriva principalmente da emissioni dei gas di scarico, da fuochi e da processi industriali. Se inalato può peggiorare problemi cardiocircolatori, provocare disturbi alla vista e causare problemi fisici e cognitivi lievi;
  • Ossidi di azoto. Sono sostanze composte da un atomo di azoto e due o tre atomi di ossigeno. Quando presenti nell’aria possono infiammare il tratto respiratorio. In forma gassosa, derivano principalmente dai processi di combustione per riscaldamento, produzione di energia e motori. Fanno parte del particolato 2.5 e NO2 (il diossido di azoto) è il più comune;
  • Ozono a livello del terreno. L’ozono è una molecola costituita da 3 atomi di ossigeno. Quando si trova a chilometri di altezza nell’atmosfera, assorbe parte delle radiazioni nocive per la nostra salute provenienti dal Sole. Ad altezza uomo, invece, è considerato un inquinante perché ha effetti negativi sulla nostra salute: irrita gli occhi e le vie respiratorie. Qui deriva soprattutto da reazioni fotochimiche: il Sole reagisce con altre sostanze inquinanti (come gli ossidi di azoto), producendo ozono;
  • Anidride solforosa. Questo composto, formato da 2 atomi di ossigeno e uno di zolfo, è un gas dall’odore pungente che deriva principalmente dall’uso di combustibili contenenti zolfo (in ambito domestico, di produzione energetica e trasporti). Ha diversi effetti negativi nel nostro organismo; inoltre, quando si combina con l’acqua, ad esempio quando piove, si ha il fenomeno della pioggia acida, che contribuisce al problema della deforestazione;
  • I composti organici volatili (COV o VOC, dall'inglese). Sono composti chimici che è possibile trovare in natura, infatti possono derivare sia da fonti artificiali (traffico autoveicolare e produzione di energia) sia da fonti naturali (come decomposizione di materiale organico, respirazione degli esseri viventi e gas naturale);
  • Ammoniaca. Gas prodotto dalla decomposizione di materiali organici (come l’urina), deriva principalmente dagli allevamenti e dai fertilizzanti. Oltre a essere irritante e tossica, costituisce un pericolo per la salute perché in quantità eccessive altera alcuni meccanismi ecosistemici;
  • Piombo. Metallo pesante, può finire nell'aria in seguito a processi industriali, incenerimento di rifiuti e uso di combustibili fossili. La sua inalazione comporta diversi problemi di salute, tra cui disturbi cardiocircolatori e cognitivi.

Gli effetti dell’inquinamento atmosferico

Gli inquinanti presenti nell’aria hanno effetti negativi sull’ambiente, sulla salute umana e sugli edifici, perché sono tossici oppure danno origine a una serie di fenomeni che interferiscono con le normali dinamiche naturali. 
  • L’inquinamento ambientale è responsabile delle piogge acide. Queste sono precipitazioni che acidificano l’acqua e i terreni, rendendoli non vivibili per alcuni esseri viventi, e danneggiano alberi, coltivazioni, edifici e monumenti;
  • L’eutrofizzazione consiste nella presenza eccessiva di nutrienti all’interno di uno specchio d’acqua. Provocata anche dal rilascio di inquinanti aerei, comporta una crescita anomala di alghe. La loro presenza oscura il fondale, così che le specie che vivono sul fondo non riescono a sopravvivere e l’ossigeno nell’acqua diventa troppo poco, rendendo l’ambiente dello specchio d’acqua invivibile per alcune specie;
  • Gli inquinanti dell’aria provocano anche annebbiamento e oscuramento: la visibilità e la penetrazione della luce solare vengono ridotti, interferendo con l’attività di piante, animali e altri esseri viventi. Alcune sostanze, inoltre, contribuiscono al buco nell’ozono, l’assottigliamento di uno strato dell’atmosfera che filtra raggi solari dannosi, con conseguenze negative sulla salute degli animali e sull’integrità di alcune coltivazioni particolarmente sensibili a questi raggi;
  • L’inquinamento atmosferico alimenta anche il riscaldamento globale. La Terra mantiene temperature abbastanza equilibrate (altri pianeti vedono fluttuazioni di centinaia di gradi di temperatura durante il giorno) grazie a una serie di elementi, tra cui la presenza di gas serra nella sua atmosfera. Come le serre mantengono il calore all’interno dei propri vetri, così i gas serra trattengono parte del calore solare vicino alla superficie terrestre. Si tratta di un meccanismo importante per mantenere la vita come la conosciamo. La produzione umana di gas serra, come CO2 e metano, comporta una presenza eccessiva di questi gas in atmosfera, rendendo il nostro pianeta troppo caldo. Questo ha effetti negativi sulla salute, sulle costruzioni umane e sulla vegetazione e le coltivazioni, perché provoca siccità, più disastri climatici e scioglimento dei ghiacci, con conseguente innalzamento del livello del mare;
  • Le sostanze che inquinano l’atmosfera hanno effetti negativi diretti anche sulla salute di piante, animali e altri esseri viventi: determinano problemi riproduttivi, malattie e maggiore predisposizione a infezioni e altri disturbi. Nella specie umana, l'inquinamento dell'aria è responsabile di oltre 6 milioni di morti premature l'anno, principalmente per attacchi cardiaci, infarti, diabete e malattie respiratorie
 
Immagine infografica che rappresenta il circolo della pioggia acida
 

Inquinamento dell’aria e salute umana

L'inquinamento atmosferico è un importante rischio per la salute: più di 1 decesso su 8, nel mondo, è attribuibile alla cattiva qualità dell’aria. Infatti, 9 persone su 10 respirano aria troppo inquinata. L'impatto sulla salute è particolarmente forte nei bambini, negli anziani, nelle persone con patologie preesistenti e in coloro che vivono in comunità povere, che non dispongono di servizi sanitari sufficienti.
L’OMS ha stimato che:
  • Oltre la metà (58%) dei decessi precoci da inquinamento atmosferico è dovuto a un incremento di casi di ischemia cardiaca e infarti;
  • Il 18% sarebbe dovuto a malattia polmonare ostruttiva cronica (COPD);
  • Il 6% al cancro ai polmoni.
Ma l'inquinamento atmosferico può comportare molti effetti su diverse parti del corpo umano, soprattutto quando vi si è esposti in modo cronico
  • Sistema cardiovascolare. L'inquinamento atmosferico aumenta la possibilità e la gravità di malattie cardiovascolari. Si associa, ad esempio, a:
    • Ipertensione;
    • Arterosclerosi;
    • Ictus;
    • Infarti del miocardio;
    • Insufficienza cardiaca;
  • Sistema respiratorio. Gli inquinanti aerei possono portare e aumentare problemi di diversa natura ai polmoni, a seconda delle dimensioni, della durata dell'esposizione e della predisposizione individuale. Tra questi vi sono asma, ridotta funzionalità polmonare, COPD, cancro ai polmoni, alla trachea e ai bronchi. L’esposizione a lungo termine ad alcuni inquinanti aerei aumenta il rischio di enfisema polmonare più che fumare un pacchetto di sigarette al giorno. In generale, l’inquinamento dell’aria porta irritazione e infiammazione delle vie aeree, provocando tosse e sovrapproduzione di muco, e aumenta la suscettibilità alle infezioni. Ad esempio, la COVID-19 sembra essere più grave nelle persone che respirano aria più inquinata;
  • Sistema nervoso. Gli inquinanti dell'aria aumentano l'incidenza di mal di testa e ansia e sono coinvolti nello sviluppo di morbo di Alzheimer e altre forme di demenza. Risultano avere effetti negativi sulle capacità cognitive, soprattutto nei bambini. Possono anche interferire con lo sviluppo cognitivo dei bambini, soprattutto quando penetrano l’organismo della madre in gravidanza. Inoltre sembra che l'esposizione all’inquinamento atmosferico aumenti l’incidenza di episodi psicotici;
  • Sistema digerente. L'inquinamento atmosferico può avere effetti negativi anche su fegato e milza;
  • Sistema riproduttivo. L’esposizione ad alcuni inquinanti provoca infertilità nonché patologie e problemi di sviluppo nel feto;
  • Sistema urinario. In particolare, l'inquinamento dell'aria delle abitazioni è associato a un peggioramento nell'incidenza di cancro del tratto urinario;
  • Sistema immunitario. Alcuni inquinanti, come l’ozono a livello d’uomo, risultano favorire disturbi immunitari;
  • Sistema endocrino. Sostanze inquinanti come le diossine interferiscono con l’apparato che produce ormoni. In effetti, l’inquinamento atmosferico è associato a una maggiore incidenza di diabete di tipo 2 e obesità;
  • L’inquinamento dell’aria può provocare anche infiammazioni sistemiche, irritazione e danni agli occhi, rossore e tumori della pelle e delle mucose, dolore alle articolazioni.
Il maggiore responsabile di questi problemi alla nostra salute è il particolato di medie dimensioni (PM2.5), che peggiora la salute di persone in condizioni già delicate o già compromesse (ad esempio dall'abitudine al fumo) ed è indicato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro come una delle principali cause di tumori maligni. In Europa, la maggiore concentrazione di PM2.5 è nella penisola balcanica ed è dovuta principalmente all’uso domestico di kerosene e carbone per scaldare e cucinare.
 
Immagine infografica che rappresenta effetti dello smog sulla salute umana
 

Inquinamento atmosferico e COVID-19

Immagine che rappresenta una donna con una mascherina chirurgica in cittàI lockdown del 2020 avevano ridotto, a livello mondiale, i trasporti di oltre la metà e la produzione di energia del 6%. Questo aveva portato a una riduzione importante di alcuni inquinanti: in Italia e altri paesi del mondo, la presenza di alcuni di essi era dimezzata. In altre nazioni, come gli Stati Uniti d’America, la concentrazione in atmosfera di alcuni inquinanti era invece aumentata. A livello globale, la percentuale di riduzione dell’inquinamento atmosferico nel 2020 era stata del 5% circa, in quanto i riscaldamenti e parte delle attività di produzione agricola e industriale non si erano fermati.

Oggi, i livelli di inquinamento dell’aria sono tornati a quelli che si avevano prima della pandemia, con un aumento anche fino al doppio in alcune città. Il che potrebbe avere effetti negativi anche sulla pandemia. In effetti, si è visto che città più inquinate vedono più casi gravi di COVID-19 rispetto a città meno inquinate. Gli studiosi hanno ipotizzato che questo potrebbe essere dovuto al fatto che l’inquinamento atmosferico indebolisce l’organismo, e in particolare cuore e sistema respiratorio, rendendo la persona più suscettibile ai sintomi della malattia. Non ha trovato molto supporto, invece, l’ipotesi secondo cui l’inquinamento atmosferico trasporterebbe il virus.

Le mascherine risultano alleate importanti non solo contro l’infezione da SARS-CoV-2, ma anche contro gli inquinanti ambientali di maggiori dimensioni. Mentre le mascherine di stoffa, quelle chirurgiche e quelle dotate di valvola di espirazione non sono molto utili in tal senso, le mascherine filtranti limitano fino al 98% l’inalazione del PM2.5 se indossate correttamente (devono essere perfettamente aderenti al viso). In particolare, le FFP3 sono le più efficaci, mentre le FFP2 filtrano il 92% delle particelle e le FFP1 il 78%. Quindi, le mascherine non sono efficaci contro il particolato ultrafine, ma possono contribuire, in parte, a inalare meno inquinanti. In ogni caso è consigliato frequentare il meno possibile le aree più inquinate, soprattutto nelle ore di punta.

La pandemia è diventata uno stimolo per migliorare la situazione. La sua diffusione è il sintomo del nostro rapporto insostenibile con la natura: ha evidenziato l'importanza di un approccio unico per la salvaguardia di ambiente, animali e salute umana. Una filosofia che è stata soprannominata “One Health” ed è stata abbracciata da molti paesi. Inoltre, la nostra reazione, con le sue conseguenze positive per l’atmosfera, ci ha mostrato quello che potremmo realizzare se salvaguardassimo l’ambiente. Per questo Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato: "Paradossalmente, la pandemia di COVID-19 ci sta dando un'opportunità unica". 

Migliorare la qualità dell’aria

Immagine che rappresenta le pale eolicheIn generale, nel mondo il tasso di inquinamento è in diminuzione, principalmente grazie agli interventi di riduzione di emissioni del traffico, che costituiscono circa la metà delle cause dell'inquinamento atmosferico.
Secondo la European Environment Agency, tra il 2009 e il 2018, in Europa il numero di morti premature dovute al PM2.5 è diminuito del 13% e quello da NO2 del 54%. In generale, i decessi per inquinamento atmosferico in Europa si sono dimezzati. Tuttavia, la mortalità per ozono è aumentata del 24%. Come mai?
La situazione è complicata. Si può agire direttamente sugli inquinanti primari, ovvero quelli prodotti tal quali dalle fonti di inquinamento: ridurne il rilascio ne diminuisce la concentrazione. Al contrario, quelli secondari (derivanti, cioè, da altri inquinanti tramite reazioni chimiche) dipendono anche dalle trasformazioni atmosferiche, chimiche e fisiche dell’ambiente. Inoltre, a seconda delle aree possono esservi altri possibili limiti. Un esempio è il caso della Pianura Padana: la conformazione delle montagne, che circondano la Val Padana, impedisce il ricambio dell'aria, per cui gli inquinanti si accumulano.

Per questi motivi è importante agire per ridurre l’inquinamento, sia da parte dei governi e delle industrie sia da parte dei singoli: ognuno ha un ruolo molto importante.
Per i paesi è possibile seguire linee guida che consentono di restare sotto i valori limite di inquinanti. Questi provvedimenti includono:
  • Maggiore impiego di energie pulite nelle industrie, nelle case, nella produzione di energia;
  • Migliore gestione dei rifiuti da parte di industrie, città, allevamenti, agricoltori;
  • Promozione di mezzi di trasporto più puliti tramite incentivi alla loro produzione e costruzione di strade adatte a biciclette o pedoni;
  • Migliore efficienza energetica degli edifici;
  • Maggiore diffusione e interconnessione di aree verdi e blu (laghetti, torrenti, coste).

E noi singoli cosa possiamo fare per diminuire l’inquinamento ambientale e i suoi effetti su di noi? Sono molte le strategie che possiamo mettere in atto
  • Preferire mezzi di trasporto più sostenibili, come le biciclette, o andare a piedi;
  • Compostare, riciclare, riutilizzare e rivendere o regalare dove possibile;
  • Non bruciare i rifiuti e limitare l’uso di camini e stufe a legna;
  • Usufruire di energie rinnovabili;
  • Spegnere gli oggetti elettronici e le luci non utilizzati;
  • Comprare meno e, preferibilmente, oggetti ecosostenibili;
  • Fare attenzione quando si usano materiali da costruzione, prodotti per la casa, solventi, colle e stampanti: potrebbero produrre sostanze inquinanti;
  • Usare ventilatori al posto dei condizionatori;
  • Evitare di camminare o fare attività fisica in aree più inquinate o durante le ore di punta;
  • Seguire una dieta varia ed equilibrata, ricca di antiossidanti (che sembrano combattere gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico) e povera di carne.

Grazie alle nuove tecnologie e alla sempre maggiore consapevolezza, un futuro con un’aria più pulita sembra possibile, con ottime prospettive per la nostra salute e per l’ambiente
 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Che cosa si intende per inquinamento atmosferico?

L’inquinamento atmosferico consiste nell’alterazione dell’aria da parte di particelle, gas e liquidi, di origine naturale o artificiale, che hanno effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana.

Quali sono le fonti dell’inquinamento?

L'inquinamento ambientale deriva per la maggior parte da fonti naturali (materiali organici in decomposizione, pollini, oceani, vulcani, muffe, sabbia, incendi, fulmini). Le fonti antropiche includono trasporti, industrie, agricoltura e allevamento, produzione di energia, smaltimento dei rifiuti, riscaldamento e cottura dei cibi, estrazione mineraria e petrolifera.

Qual è la causa principale dell'inquinamento atmosferico?

I trasporti, e in particolare il traffico veicolare, costituiscono il principale fattore antropico da cui derivano sostanze inquinanti dell’aria ambientale. L’uso di carbone, kerosene e legna per scaldare e cucinare, invece, è il principale responsabile dell’inquinamento dell’aria negli edifici.

Qual è la principale causa di inquinamento nelle aree urbane?

Il maggiore fattore antropico che contribuisce all’inquinamento dell’aria in città è il traffico veicolare, seguito dal riscaldamento delle case e dalle emissioni delle industrie.

Quali sono gli effetti dell'inquinamento atmosferico?

Gli inquinanti presenti nell'aria provocano e intensificano problemi cardiovascolari, respiratori e metabolici nell'organismo umano. Anche in altri esseri viventi causano malattie, problemi riproduttivi e maggior predisposizione a infezioni e altri disturbi. Contribuiscono, inoltre, a fenomeni che danneggiano l'ambiente e gli ecosistemi, come le piogge acide, l'oscuramento dei cieli, l'eutrofizzazione e il riscaldamento globale.

Come si può fare per non inquinare l'aria? 

Industrie, governi e città possono intervenire impiegando energia pulita, gestendo meglio i rifiuti, promuovendo l’uso di mezzi di trasporto ecosostenibili e rendendo gli edifici più efficienti. A livello individuale si può agire riducendo i consumi energetici, ad esempio spegnendo gli strumenti elettronici quando non in uso, evitando di usare camini e stufe, facendo la raccolta differenziata, preferendo mezzi di trasporto più sostenibili e usando energie rinnovabili.

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

In collaborazione con

Jolanda Serena Pisano

Jolanda Serena Pisano

Dopo la Laurea Triennale in Scienze Biologiche e la Magistrale in Etologia ho studiato editing presso la BioScience Writers nonché didattica della scienza, creazione di contenuti digitali e tecniche e tecnologie della comunicazione. Ho un'esperienza pluriennale nell'elaborazione di contenuti online per realtà tecnologiche e del terzo settore. Collaboro con Doveecomemicuro.it e con SciencePOD come content creator. Per BioPills redigo articoli scientifici, sono relatrice di due corsi e coautrice di un libro in via di pubblicazione. Ho in preparazione un programma televisivo prossimamente in onda. Come divulgatrice scientifica e associata al CICAP mi rifaccio solo a fonti autorevoli e documentate.

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