Igiene orale: come lavare i denti? Bambini e adulti

Igiene orale: come lavare i denti? Bambini e adulti

Indice


Domande e risposte

 

Che cosa comprende l’igiene dentale

Avere un sorriso splendente è il desiderio di tantissime persone; tuttavia, non sempre è facile avere dei denti bianchi e perfetti. Una dentatura bianca e ben curata, infatti, non è soltanto un vantaggio a livello estetico, ma corrisponde anche ad un'accurata igiene orale che è indispensabile per la salute dei denti e delle gengive. 
Per garantirsi un’igiene orale adeguata a contribuire a prevenire alcune malattie, non basta lavarsi i denti. Dipende dagli strumenti che utilizziamo, dalla frequenza e dalla modalità con cui eseguiamo l’igiene dentale domestica; ma è importante anche non fumare e seguire un’alimentazione sana.


Consulta le Strutture Sanitarie che erogano una Visita odontoiatrica:
Dove effettuare una Visita odontoiatrica?

I problemi della scarsa igiene orale

  • Gengivite (parodontite). Con il termine parodontite (o gengivite espulsiva) ci si riferisce a una malattia infettiva di origine batterica, che interessa i tessuti della bocca che hanno il compito di mantenere i denti nella loro sede naturale. Quando l’infezione è lieve e interessa solo le gengive, provocandone l’infiammazione, si parla semplicemente di gengivite. Ce ne accorgiamo perché le gengive iniziano a sanguinare, spesso presentano tumefazione e arrossamento e assistiamo al cambiamento dei loro normali contorni. Fortunatamente, il più delle volte si tratta di un problema non grave, che dopo la visita dal dentista si risolve con una buona pulizia professionale e igiene orale, modificando abitudini sbagliate e talvolta, a seconda della causa, aiutandosi con una cura antibiotica o con antinfiammatori. La più comune è la gengivite dovuta a placca, oppure di natura infettiva. La placca dentale è la pellicola di batteri, saliva, residui di cibo e cellule morte che si deposita sui nostri denti mangiando o respirando. Quando la placca è indurita da oltre 72 ore dal suo deposito, diventa tartaro. Il motivo per cui viene il tartaro ai denti è un’igiene orale non corretta. Usando male lo spazzolino o il filo interdentale, la placca rimane lungo la linea gengivale e si accumula tra gengive e denti, oppure fra denti e otturazioni difettose, intorno ai ponti o agli apparecchi ortodontici. La placca crea delle sacche tra dente e gengiva, irritando queste ultime e permettendo ai batteri di proliferare, causando gengivite e carie nelle radici dei denti. Quando la placca diventa tartaro, quindi è indurita, non è più possibile rimuoverla semplicemente con spazzolino e filo interdentale, ma c’è bisogno di ricorrere a una pulizia professionale dal dentista.
  • Pericoronite. La pericoronite è la gengivite dovuta a un dente incluso, cioè non completamente fuoriuscito dalla gengiva ma rimasto al suo interno. È il caso, per esempio, dei denti del giudizio che non hanno spazio per fuoriuscire correttamente. In questi casi la gengiva si gonfia in corrispondenza del dente interessato. La prima soluzione è usare acqua salata e antisettici per disinfettare da residui e batteri. Se la situazione è più delicata e molto dolorosa, si procede con l’estrazione del dente, accompagnata da terapia antibiotica.
  • Infezioni. Fra le infezioni virali, spicca la gengivostomatite erpetica acuta, provocata dal virus dell’herpes, che causa piccole ulcere bianche o gialle all’interno della bocca. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, la gengivostomatite erpetica acuta passa da sola in un paio di settimane senza fare nulla. Oltre ai virus, la gengivite può essere causata anche da funghi come il mughetto (candidosi) dovuto a Candida albicans, che forma una macchia bianca o rossa. In questi casi, è bene assumere un farmaco antimicotico e avere una buona igiene orale.
  • Carie. La carie invece è la distruzione dello smalto. Non trattata, la carie arriva a colpire gli strati più profondi del dente, portando alla perdita dello stesso. La prevenzione passa da una corretta igiene orale quotidiana e regolari visite dentistiche per individuarla semmai sia in fase iniziale.

immagine che rappresenta uomo che prova dolore mentre si lava i denti con lo spazzolino

Come lavare lo spazzolino


La prima cosa da fare è assumere la buona abitudine di detergere sempre lo spazzolino da denti. Infatti, i batteri che colpiscono il cavo orale tendono a depositarsi tra le setole dello spazzolino, per questo motivo si consiglia di lavarlo spesso e in modo accurato e di riporlo in posizione verticale.

Molte persone tendono, inoltre, a coprire lo spazzolino con una mascherina di plastica, che a sua volta però potrebbe favorire la proliferazione dei batteri in quanto trattiene l'umidità. Si consiglia di lavarlo regolarmente con acqua tiepida e collutorio e di sostituirlo ogni tre mesi. È consigliabile scegliere un modello medio o morbido, dotato di setole in silicone, poiché, essendo un materiale più delicato, non si corre il rischio di danneggiare lo smalto dei denti e le gengive. Per chi porta l'apparecchio è indicato l'utilizzo di uno spazzolino ortodontico, e il monociuffo è il modello più adatto agli impianti.

Quale dentifricio scegliere?


Il dentifricio serve per aiutare a rimuovere la placca e il ph acido che rovina i denti. Il fluoro, per esempio, si utilizza perché si lega alla superficie esterna dei denti e aumenta la resistenza del dente all’erosione dovuta al ph acido. Meno consigliati sono invece i dentifrici con microgranuli, i quali possono essere eccessivamente abrasivi e a lungo andare rovinare il dente. Inoltre, ci sono i dentifrici cosiddetti salini, che hanno un effetto astringente per le gengive (per esempio se sanguinano), ma in questo caso è bene consultare il dentista per capire da dove origina il problema ed evitare il fai da te. I dentifrici esplicitamente antiplacca\antisettici includono sostanze che inibiscono la crescita batterica. Alcuni sono a base di clorexidina, un disinfettante contro batteri Gram-positivi, Gram-negativi e funghi, che andrebbero quindi usati sotto consiglio del dentista. Infine, per persone che soffrono di ipersensibilità dentale, lo specialista può consigliare dentifrici desensibilizzanti, che spesso si applicano anche come pomate sui denti doloranti.

Filo interdentale: sì o no?


Certo! Onde evitare la formazione di carie profonde o tartaro, si consiglia di ricorrere all'uso del filo interdentale una o due volte al giorno prima di procedere al lavaggio dei denti. Gli specialisti consigliano di usare 40 cm di filo, arrotolandolo al dito medio di ogni mano, lasciando qualche centimetro con cui lavorare. Tenendo il filo teso fra il pollice e l’indice, lo si inserisce fra le fessure di ogni dente, cercando di andare sotto il margine della gengiva, per togliere placca e tartaro, rimanendo però delicati per non far sanguinare le gengive. Se i denti sono molto vicini, per estrarre il filo dalla fessura è bene muoverlo avanti e indietro mentre si sale verso l’alto.

Come si lavano i denti

Assumere la buona abitudine di lavare sempre i denti quando è necessario può aiutare ad ottenere il sorriso smagliante desiderato. Anche in questo caso, però, è consigliabile seguire alcune semplici ed importanti accortezze: ad esempio, dopo aver bevuto delle bevande ricche di zuccheri, è meglio attendere un po' di tempo prima di lavare i denti, poiché gli acidi contenuti nelle bevande insieme all'azione dello spazzolino possono danneggiare lo smalto dei denti. Dunque, per favorire un rapido scioglimento degli acidi, si consiglia di bere dell'acqua oppure masticare una gomma dopo aver bevuto queste bevande specifiche.

Il processo di lavaggio dei denti dovrebbe durare almeno due minuti, con le seguenti fasi:
  1. Mettere il dentifricio sullo spazzolino, dopo averlo inumidito: ne basta una piccola quantità.
  2. Spazzolare i denti con un movimento dalle gengive al dente: con questa tecnica, detta "a rullo", lo sapzzolamento risulta garantire una pulizia più approfondita della bocca. Inoltre, secondo la tecnica di Fones, è possibile effettuare cerchi sulla superficie del dente.
  3. Ripetere questo movimento per ogni parte della bocca, per circa 15 secondi in ciascuna zona: esterna e interna del dente, occlusale, interprossimale destra, interprossimale sinistra. In particolar modo, si raccomanda di insistere negli spazi tra un dente e l'altro, dove più facilmente si deopositano i residui di cibo.
  4. Spazzolare delicatamente anche la lingua, usando o gli appositi pulisci lingua oppure anche semplicemente le setole dello spazzolino.
  5. Sciacquare per almeno 30 secondi con acqua ed eventualmente collutorio.

Per chi usa lo spazzolino elettrico, è bene assicurarsi di usare testine morbide e di non esercitare troppa pressione sul dente mentre lo si passa, perché potrebbe portare ad abrasione. Lo spazzolino elettrico si usa mantenendo ferma la testina per 3 secondi su ogni lato del dente (parte interna, parte esterna, parte occlusale), raggiungendo in tutto i 2 minuti per la pulizia di tutta la bocca.

Denti e alimentazione

La dieta non va affatto sottovalutata anche per quanto riguarda l'igiene orale. Per ottenere un sorriso smagliante, infatti, è bene essere molto attenti all'alimentazione.
Bisogna innanzitutto ridurre il consumo di zuccheri e bevande come the o caffè, che a lungo andare causano le macchie sui denti. È consigliabile invece integrare il consumo di latticini all'interno della propria dieta, poiché contribuiscono al giusto apporto di calcio e di vitamine per l'organismo. Inoltre, un'assunzione regolare di questi alimenti, riduce il rischio di sviluppare parodontiti.

immagine che rappresenta donna con denti sani che beve un bicchiere di latte

L’impatto del fumo sulla salute della bocca

Oltre alle forme di cancro del cavo orale, correlate con l’abitudine al fumo, e oltre a provocare macchie sui denti, fumare accentua notevolmente il rischio di parodontite. Fra i fumatori, i disturbi gengivali anche gravi sono molto più presenti che nei non fumatori. Il fumo rende inoltre più difficile la guarigione delle gengive. Infine, il fumo a lungo termine è una delle cause della caduta dei denti. Danneggia infatti le gengive, provocando recessioni gengivali e lasciando così scoperte le radici dei denti.
 

Lavare i denti ai neonati

immagine che rappresenta pulizia dei denti a un neonato tramite ditale di gommaPer i neonati, che non hanno ancora i denti, si possono pulire le gengive con una garza o con un ditale di gomma dotato di un lato zigrinato, per pulire facilmente sia le gengive che la lingua.

Per i bambini:
  • Da 1 a 3 anni: possono già usare lo spazzolino, ma non ancora il dentifricio. Anche se saranno ancora i genitori a pulire loro i denti, in questo modo il bambino comincerà a familiarizzare con lo spazzolino, solitamente manuale.
  • Tra i 3 e i 6 anni: a questa età, il bambino può cominciare a lavarsi i denti in autonomia, sempre sotto la supervisione di un adulto. Lo spazzolino più indicato può essere sia manuale sia elettrico, basta che presenti una testina kids (o comunque adatta alla bocca piccola). Il dentifricio dovrebbe avere una concentrazione di fluoro non superiore a 500 ppm: questa è la quantità consigliata in modo da evitare la fluorosi (degenerazione dello smalto dei denti, demineralizzazione e macchie).
  • Dai 6 anni in su: il bimbo è in grado di lavarsi i denti da solo con spazzolino manuale o elettrico. A partire da questa età, è possibile utilizzare un dentifricio per adulti al gusto preferito: inutile preoccuparsi per la quantità ingerita involontariamente perché, secondo gli studi, scende al 30% in quanto, a questa età, i riflessi di deglutizione sono già sviluppati. I bambini possono pulirsi i denti utilizzando la tecnica di Fones: essa prevede movimenti rotatori che lo aiutano a spazzolare correttamente, evitando che spazzoli i denti solo in verticale e orizzontale.

Come funziona la pulizia dei denti dal dentista

La pulizia professionale viene svolta da un igienista dentale ed è consigliata, a seconda della situazione personale, ogni 6 mesi/un anno. Per la pulizia dei denti dal dentista, si utilizzano strumenti a ultrasuoni, con punte sottili in grado di raggiungere il tartaro sotto le gengive ed eliminarlo. In un secondo momento, lo specialista utilizza una pasta lucidante o uno spazzolino particolare adatto allo smalto dei denti (airflow), per effettuare la lucidatura del dente.

A seconda delle condizioni di ognuno, l’intera pulizia dentale può durare più o meno tempo. Solitamente, dura un’ora e non è dolorosa, tranne in alcuni passaggi se il tartaro dovesse essere profondo, per esempio se è passato molto tempo dall’ultima seduta.


 
Consulta le Strutture Sanitarie che effettuano Ablazione del tartaro o igiene dentale:
Dove effettuare Ablazione del tartaro o igiene dentale?


RIFERIEMNTI BIBLIOGRAFICI
IRCCS Humanitas, Research Hospital, Carie 
Ministero della Salute, Le regole della prevenzione - In generale 
Humanitas Mater Domini, Igiene dentale 
Fondazione Umberto Veronesi, La fumatrice incallita ci rimette anche i denti (2013)  
Uppa, Come si lavano i denti ai bambini?
 

Domande e risposte

Cosa si intende per igiene orale?

Per garantirsi un’igiene orale adeguata a contribuire a prevenire alcune malattie, non basta lavarsi i denti. Dipende dagli strumenti che utilizziamo, dalla frequenza e dalla modalità con cui eseguiamo l’igiene dentale domestica; ma è importante anche non fumare e seguire un’alimentazione sana.

Come si effettua una corretta igiene orale?

Il processo di lavaggio dei denti dovrebbe durare almeno due minuti, con le seguenti fasi:

  • Mettere il dentifricio sullo spazzolino, dopo averlo inumidito: ne basta una piccola quantità.
  • Spazzolare i denti con un movimento dalle gengive al dente: con questa tecnica, detta "a rullo", lo sapzzolamento risulta garantire una pulizia più approfondita della bocca. Inoltre, secondo la tecnica di Fones, è possibile effettuare cerchi sulla superficie del dente.
  • Ripetere questo movimento per ogni parte della bocca, per circa 15 secondi in ciascuna zona: esterna e interna del dente, occlusale, interprossimale destra, interprossimale sinistra. In particolar modo, si raccomanda di insistere negli spazi tra un dente e l'altro, dove più facilmente si deopositano i residui di cibo.
  • Spazzolare delicatamente anche la lingua, usando o gli appositi pulisci lingua oppure anche semplicemente le setole dello spazzolino.
  • Sciacquare per almeno 30 secondi con acqua ed eventualmente collutorio.

Quanto costa la pulizia dei denti dal dentista?

Dipende dallo specialista, che può fissare il prezzo che crede, e dalle tempistiche richieste dalla situazione specifica di ognuno. Solitamente il range è fra i 50 e i 120 euro. 

Cosa comprende l'igiene dentale?

La pulizia professionale viene svolta da un igienista dentale ed è consigliata, a seconda della situazione personale, ogni 6 mesi/un anno. Per la pulizia dei denti dal dentista, si utilizzano strumenti a ultrasuoni, con punte sottili in grado di raggiungere il tartaro sotto le gengive ed eliminarlo. In un secondo momento, lo specialista utilizza una pasta lucidante o uno spazzolino particolare adatto allo smalto dei denti (airflow), per effettuare la lucidatura del dente.
A seconda delle condizioni di ognuno, l’intera pulizia dentale può durare più o meno tempo. Solitamente, dura un’ora e non è dolorosa, tranne in alcuni passaggi se il tartaro dovesse essere profondo, per esempio se è passato molto tempo dall’ultima seduta.

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

La riproduzione o l’utilizzazione dei contenuti pubblicati su Doveecomemicuro.it è strettamente riservata. Il riutilizzo del materiale su riviste, giornali, radiodiffusione o generica messa a disposizione al pubblico viene concesso solo previa esplicita richiesta e autorizzazione obbligatoria.

In collaborazione con

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold, giornalista freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale. Si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata - Il Sole 24 Ore e Oggiscienza. Lavora per la maggior parte su temi legati all’epidemiologia, con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 è consulente per la comunicazione social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Collabora con alcune riviste mediche più specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Nel 2019 ha messo a punto HealthCom Program, un corso di formazione online di 10 lezioni sulla comunicazione sanitaria sui social media.

Ti è piaciuto il contenuto?

Condividilo sui tuoi canali

Più letti


Leggi anche


Visite specialistiche più cercate

Trova strutture

Le migliori strutture per...