Biodiversità: genetica e alimentare. Definizione e salute umana

Biodiversità: genetica e alimentare. Definizione e salute umana

Indice


Domande e risposte



Ogni sistema naturale è fondamentale: la presenza di esseri differenti e delle loro relazioni rendono possibili moltissimi processi fondamentali per la vita sul nostro pianeta, come la purificazione dell’acqua e il riciclo di nutrienti. Inoltre, hanno un ruolo anche nella prevenzione di infezioni e di alcuni disastri naturali. Per questo, la biodiversità è importantissima anche per la salute umana.
Negli ultimi anni, a causa di alterazioni degli ambienti, dovute soprattutto alla diffusione di alcune attività umane – come l’agricoltura – la biodiversità è a rischio e con essa tutto ciò che ne dipende. 

Cos’è la biodiversità: definizione

Che cos’è la biodiversità in parole semplici? In ecologia, la biodiversità (o diversità biologica) è definita come la variabilità degli organismi viventi negli ecosistemi, ovvero la varietà dei viventi e dei rapporti che intercorrono tra loro e con l’ambiente in cui vivono.

Esistono 3 tipi di biodiversità: 
  • La biodiversità genetica, ovvero la variabilità delle caratteristiche genetiche all’interno degli individui di una stessa specie;
  • La biodiversità di specie, quindi la varietà di organismi diversi in un ambiente;
  • La biodiversità di ecosistema, ovvero la presenza di diversi insiemi di entità viventi e non viventi (come acqua, suolo e clima).

Ma quanta biodiversità c’è nel mondo? A oggi, abbiamo riconosciuto e catalogato circa 1,6 milioni di specie, tra vegetali, animali, funghi, protisti e cromisti (altri due gruppi di organismi costituiti da cellule complesse), batteri e archei (gruppi di viventi dalle cellule semplici). Ma ne esistono molte di più, ancora da scoprire, poiché celate in luoghi irraggiungibili (come le profondità dei mari) o difficilmente individuabili (come l’interno di altri esseri viventi, nel caso di organismi parassiti).
Negli anni, gli scienziati hanno eseguito diverse stime per capire quante forme di vita potrebbero esistere sul nostro pianeta: secondo le più piccole, le specie di viventi sarebbero meno di 10 milioni, mentre uno studio del 2016 ha stimato che sulla Terra esisterebbero più specie di quante stelle ci siano nell’universo.

Tutti questi organismi intessono reti di rapporti tra loro: da relazioni preda-predatore, a collaborazioni strette e con l’ambiente intorno a sé (fonti d’acqua, suolo e rocce, cielo e fattori climatici, ecc.). Ogni ecosistema è il risultato di queste complesse interazioni.

Esistono circa 10 diversi tipi di ecosistema, che si possono trovare in luoghi diversi della Terra, dove ospitano specie differenti, tipiche del luogo.
Questi aspetti ci rendono difficile immaginare l’entità delle conseguenze della scomparsa di alcune specie, o lo spostamento di altre, ma sappiamo che ciò è sempre negativo, perché diminuisce la biodiversità, la quale comporta enormi benefici dal punto di vista ambientale e anche per la sopravvivenza degli esseri umani.

L’importanza della biodiversità

immagine che rappresenta fondale marino e biodiversitàLa biodiversità porta enormi benefici alla Terra (e all’umanità) perché garantisce la sopravvivenza delle forme di vita. In alcuni casi, le specie dipendono le une dalle altre per sopravvivere: ad esempio, nelle barriere coralline, la scomparsa degli squali, che regolano i predatori di medie dimensioni, può comportare la distruzione di tutto l’ecosistema. In generale, la variabilità all’interno di un gruppo riduce l’impatto negativo di eventi avversi sulla comunità, perché la diversità rende più probabile che almeno un individuo all’interno del gruppo si adatti e quindi che la vita prosegua. 

Se ne vide un esempio intorno alla metà dell’Ottocento, quando in Irlanda si diffuse la peronospora. Questa malattia infettiva, comportata da un cromista (un microrganismo), colpisce le patate, che all’epoca erano il principale alimento di gran parte degli irlandesi. La peronospora si diffuse velocemente e distrusse quasi tutti i raccolti di patate per anni, comportando milioni di morti per denutrizione. Ciò derivò anche dalla poca diversità di alimenti cui attingevano e dal fatto che le patate coltivate in Irlanda erano tutte geneticamente molto simili tra loro. Se ci fosse stata maggiore variabilità genetica tra le patate, probabilmente alcune di esse avrebbero avuto un gene con capacità di resistenza contro il microrganismo, consentendo di coltivare raccolti che sarebbero sopravvissuti all’epidemia.
  • La variabilità tra individui di una specie (biodiversità genetica) significa presenza di caratteristiche fisiche, biochimiche e comportamenti diversi, per cui, in situazioni di difficoltà, almeno qualche individuo potrebbe sopravvivere e adattarsi alla nuova situazione, per poi riprodursi e perpetuare la specie.
  • La biodiversità di specie è, a sua volta, fondamentale per la resistenza degli ecosistemi, perché ogni specie dipende dalle altre per la sua sopravvivenza. In alcuni casi, la scomparsa di una specie può determinare l’estinzione di tutto l’ecosistema. In altri casi, anche se alcune specie sono colpite da un avvenimento avverso, altre si adattano molto bene, mantenendo in vita la comunità nel suo complesso. Per questi motivi, in ecologia la biodiversità è definita come un indicatore chiave della salute ecosistemica.
  • Infine, la biodiversità degli ecosistemi garantisce la sopravvivenza di altri ecosistemi. Ciò è fondamentale perché queste comunità sono fonti insostituibili di risorse e processi, detti servizi ecosistemici:
    • Supporto alla vita. La presenza di diversità tra viventi e di diversi ecosistemi garantisce meccanismi quali produzione di ossigeno, riciclo di nutrienti e formazione del suolo, da cui dipende la maggior parte delle forme di vita terrestri;
    • Approvvigionamento. Grazie alla diversità biologica ci è possibile attingere ad acqua potabile, alimenti vari e nutrienti, materiali da costruzione e altre risorse fondamentali;
    • Regolazione dell’ambiente, ad esempio relativamente alla diffusione di alcune infezioni e del clima;
    • Valori culturali. La bellezza della natura, la sensazione di benessere che restituisce e il significato educativo e ispiratore che rappresenta, costituiscono un patrimonio per l’umanità.
Per queste ragioni, la tutela della biodiversità è un elemento fondamentale per la realizzazione di almeno 8 dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Il programma d’azione, sottoscritto da 193 paesi membri dell’ONU nel 2015, è uno sforzo globale importante per garantire la tutela delle risorse economiche e naturali per il futuro del pianeta. 

Biodiversità e salute

La biodiversità è fondamentale anche per la nostra salute, in molti modi:
  • Ci garantisce alimenti e acqua;
  • È una risorsa per lo sviluppo scientifico e tecnologico;
  • Ci consente di rifornirci di energia;
  • Aiuta a regolare il clima e, di conseguenza, la qualità dell’aria;
  • Rende possibili attività che contribuiscono al nostro benessere psicofisico.

Per questo, oggi sappiamo che la salute della natura è legata indissolubilmente alla nostra e si sta diffondendo un approccio alla salute olistico, lo One Health approach, in cui la salvaguardia della natura va di pari passo con quella della salute umana.


Biodiversità e alimentazione

immagine che rappresenta tavola ricca di vari cibi con biodiversità alimentarePer biodiversità alimentare si intende la varietà di specie commestibili (animali, vegetali, di alghe e funghi), la diversità genetica di ognuna di esse e la varietà presente nei loro ambienti. Queste ricchezze ci consentono di usufruire di risorse alimentari variegate: in questo modo, la biodiversità ci aiuta a procurarci tutti i nutrienti di cui il nostro corpo necessita per la sua costruzione e le sue funzioni. Infatti, un’alimentazione sana prevede l’assunzione di una grande varietà di alimenti, anche se le nostre diete divengono sempre più semplificate: ad esempio, frumento, mais e riso sono tra gli alimenti più consumati al mondo e ne mangiamo soltanto pochissime varietà.

La biodiversità è importante per la nostra alimentazione anche perché contribuisce alla salute e alla ricchezza del suolo, rendendo più abbondanti e nutrienti i nostri raccolti. Ad esempio, la biodiversità del suolo può influenzare significativamente la presenza di minerali e altre sostanze nutritive in uno stesso frutto. 
L’impoverimento delle diete e degli alimenti porta a problemi di salute derivanti da deficienza di micronutrienti, che variano in base alla carenza nutrizionale, ma in genere includono:
  • Stanchezza;
  • Maggiore propensione alle infezioni;
  • Problemi digestivi;
  • Problemi di memoria e di concentrazione;
  • Anemia;
  • Fragilità ossea;
  • Invecchiamento precoce.

Una dieta poco varia, inoltre, modifica il nostro microbiota intestinale, l’insieme di microrganismi che vivono nel nostro tratto digerente e che ci aiutano a metabolizzare il cibo, producendo sostanze utili e rinforzando le nostre difese immunitarie. Questa alterazione, chiamata disbiosi (o disbatteriosi), può comportare:


Biodiversità e prevenzione delle infezioni

La presenza di aree protette, in cui esiste maggiore biodiversità, è associata a una minore incidenza di alcune malattie infettive. In effetti, monocolture e grandi allevamenti di animali della stessa specie rendono più facile la diffusione di microrganismi che possono trasformarsi in patogeni e diffondersi nella specie umana. È per questo che sono in aumento le zoonosi, malattie diffuse agli esseri umani a partire da altri animali (che rappresentano il 75% delle infezioni esistenti).
La biodiversità biologica aiuta anche a migliorare la disponibilità dell’acqua potabile, di aria pulita e a limitare la presenza di parassiti e microrganismi patogeni nelle coltivazioni. 


Biodiversità, scienze mediche e innovazione

Usiamo oltre 60mila specie a scopo medicinale e molti dei medicinali di cui usufruiamo oggi sono nati grazie a prodotti della natura, ad esempio:
  • Il 25% dei farmaci che assumiamo derivano da piante tipiche delle foreste pluviali;
  • Il 70% dei farmaci contro il cancro è stato sviluppato a partire da prodotti di origine vegetale;
  • Gli antibiotici possono derivare da funghi e batteri, oltre che da sintesi artificiali.
Sono moltissime anche le risorse naturali impiegate per la ricerca scientifica in senso più ampio, che contribuisce alla salute in modo più indiretto. La biodiversità, quindi, racchiude un grande potenziale per lo sviluppo di medicinali e altre risorse utili per la salute umana. 


Biodiversità e disastri naturali

Dal momento che la varietà genetica, di specie e di habitat consentono al nostro pianeta una maggiore possibilità di adattamento difronte a eventi imprevisti, la biodiversità costituisce un aiuto anche contro la crisi climatica, limitandone gli effetti, inclusi quelli sulla salute, come infezioni, disturbi della pelle e aumento dell’incidenza di alcune malattie croniche. 
Inoltre, la biodiversità protegge popolazioni umane e altre specie da alcuni disastri naturali che derivano dal riscaldamento globale, come tempeste, alluvioni, frane, valanghe, ondate di caldo e desertificazione. Ad esempio, si stima che se le foreste di mangrovie scomparissero, le alluvioni colpirebbero quasi il 40% delle persone in più, con un conseguente aumento di traumi fisici e psicologici, di malattie infettive e, nei casi più gravi, dei decessi. 


Biodiversità e salute mentale

Le risorse naturali sono alla base di oltre la metà dell’economia mondiale: ne dipendono miliardi di persone. Inoltre, la natura fornisce anche molte risorse sfruttate come supporti per attività di svago. Quindi, la biodiversità è molto importante anche per il benessere psicologico delle persone. Peraltro, gli studi mostrano che i benefici dello stare in mezzo alla natura, come abbassamento dello stress e della pressione sanguigna, aumentano in ambienti più ricchi di biodiversità.
 

Perché la biodiversità è a rischio?

immagine che rappresenta bosco che ha subito deforestazioneLa biodiversità è in pericolo perché molte attività umane compromettono gli ecosistemi, determinando l’estinzione di alcune specie e l’alterazione dei rapporti tra organismi. Questo avviene principalmente a causa di:
  • Distruzione degli habitat;
  • Diffusione di specie invasive (cioè organismi che provocano grandi danni in ecosistemi in cui si trasferiscono);
  • Inquinamento. In particolare, l’80% delle acque reflue viene rilasciato nell’ambiente non trattato, colpendo gravemente gli organismi marini;
  • Crisi climatica;
  • Sovrasfruttamento delle risorse naturali, ad esempio a causa di pesca eccessiva, uso smisurato d’acqua e traffico illegale di specie.

L’aumento della popolazione mondiale aggrava queste situazioni – poiché aumenta la richiesta di beni e servizi e quindi lo sfruttamento delle risorse naturali – e la diffusione delle città riduce ulteriormente gli habitat naturali. Dagli anni Settanta, il consumo pro capite di risorse è aumentato di più del 15% e la Terra ha perso:
  • Un terzo della sua copertura vegetale (la foresta amazzonica è stata ridotta del 17%);
  • Il 50% delle barriere coralline;
  • L’85% delle zone umide.
Inoltre, si sono ridotte del 60% le popolazioni di vertebrati.
Oggi, oltre 1 milione di specie, solo tra animali e vegetali, sono a rischio estinzione. Tra queste, si parla di 1 specie ittica su 3 e del 13% delle piante medicinali.


Le minacce alla biodiversità

L’agricoltura è responsabile dell’80% circa della perdita di biodiversità che stiamo affrontando oggi. In effetti, le aree coltivate coprono il 40% delle terre emerse e sono in aumento a causa dell’impoverimento dei terreni (dovuto anche alla minore biodiversità) e dell’aumento della richiesta alimentare, dovuto alla crescita della popolazione mondiale.
L’agricoltura comporta l’impoverimento delle specie attraverso:
  • Cambiamento dell’uso dei suoli;
  • Deforestazione per fare spazio a nuovi terreni coltivati;
  • Monopolizzazione delle specie vegetali in estese aree;
  • Uso eccessivo e alterazione delle acque;
  • Impiego di fertilizzanti e pesticidi.

La seconda maggior minaccia alla biodiversità è l’invasione delle specie aliene, ovvero il trasferimento di animali, vegetali e altri organismi in ecosistemi in cui provocano enormi danni. Siccome non ne sono originari, non trovano predatori che ne controllino la popolazione e sfruttano le risorse riproducendosi senza controllo.

Un altro fattore importante che mette in pericolo la biodiversità nel mondo è il cambiamento climatico, che minaccia la sopravvivenza di molte specie e altera la composizione degli ecosistemi. Il riscaldamento globale, infatti:
  • Aumenta eventi climatici estremi (come alluvioni e desertificazione);
  • Riduce la biodiversità vegetale;
  • Alimenta i fenomeni di migrazione e acidifica gli oceani, riducendo la biodiversità marina, in quanto l’abbondante biossido di carbonio (CO₂) nell’atmosfera reagisce con l’acqua del mare formando un composto acido.

Una minaccia emergente per la biodiversità batterica (e quindi degli organismi che dipendono dai batteri) è l’antibiotico resistenza, ovvero la capacità dei batteri di sopravvivere all’uso di antibiotici. Questa si sviluppa a causa dell’uso eccessivo improprio degli antibiotici: ad alimentare il fenomeno è il loro impiego negli allevamenti e un frequente uso inappropriato di questi farmaci in ambito medico, in quanto talvolta sono prescritti dove non necessari, oppure il trattamento viene sospeso precocemente.
 

Come proteggere la biodiversità?

immagine che rappresenta persona che spegne la luce per risparmiare energiaPer proteggere la biodiversità è fondamentale assumere uno stile di vita più sostenibile. Questo obiettivo è raggiungibile soltanto grazie alla corretta informazione e all’impegno congiunto di istituzioni e cittadini.


Come tutelare la biodiversità

Ognuno può attivarsi per proteggere la biodiversità tramite piccole azioni quotidiane che favoriscano la presenza degli ecosistemi, inquinino meno e riducano gli sprechi e quindi il consumo di risorse naturali. 
  • Comprare solo lo stretto necessario, evitando i prodotti monouso o di bassa qualità, che si consumeranno più velocemente.
  • Compostare, riciclare e soprattutto riutilizzare, regalare o rivendere dove possibile.
  • Assumere una dieta più sana, con un aumento di verdura, legumi e frutta (anche se di aspetto meno gradevole) e una riduzione di alimenti elaborati e carni, che hanno un forte impatto ambientale;
  • Acquistare alimenti a chilometro zero e di stagione, ad esempio comprando direttamente da aziende agricole locali e coltivando in casa, anche solo con piante aromatiche in vaso;
  • Ridurre gli sprechi alimentari:
    • Regolando le porzioni e riutilizzando gli eventuali avanzi;
    • Conservando gli alimenti in modo appropriato, ad esempio separando i vegetali che con la maturazione producono etilene (come pere, pomodori, banane e pesche) e quelli che maturano in presenza di questo alcol, rischiando quindi di marcire più velocemente (come patate, mele e frutti di bosco);
    • Consumando prima ciò che risulta da consumarsi prima;
    • Compostando ciò che avanza.
  • Aumentare gli spazi verdi come possibile, ad esempio coltivando piante nei giardini o sui balconi.
  • Ridurre gli sprechi di acqua corrente e di energia elettrica (ad esempio spegnendo le luci quando non in uso e preferendo i ventilatori ai condizionatori).
  • Limitare l’inquinamento atmosferico preferendo mezzi di trasporto più sostenibili (biciclette, tram e treni piuttosto che automobili e aerei) ed evitando di usare camini, stufe e inceneritori di rifiuti. 
  • Assumere gli antibiotici solo quando necessario e senza interrompere il trattamento prima del periodo indicato dal medico.


Il ruolo delle istituzioni nella protezione della biodiversità

I governi devono avere un approccio multidisciplinare e multinazionale per un orientamento One Health, quindi a tutela della salute del pianeta e dell’umanità. A livello mondiale, gli sforzi per la tutela della biodiversità stanno aumentando: un esempio è l’Agenda 2030, documento sottoscritto da 193 paesi ONU nel 2015, che, tra le sue azioni, annovera l’Obiettivo 15 per la tutela degli ecosistemi terrestri attraverso gestioni sostenibili.

Nel mondo, le nazioni stanno iniziando a realizzare monitoraggi, pianificazioni territoriali e misure di compensazione per il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, anche se gli sforzi sono ancora insufficienti. 

Compiti principali dei governi, a tutela della biodiversità sono:
  • Promuovere la biodiversità nelle città, aumentando gli spazi verdi e collegandoli in modo da creare corridoi ecologici;
  • Facilitare il contatto con la natura, rendendo accessibili e vivibili gli spazi verdi urbani e le zone protette per le attività fisiche e ricreative;
  • Promuovere il turismo naturalistico e sostenibile;
  • Promuovere programmi di tutela e recupero delle zone protette, degli ecosistemi vulnerabili (come le zone umide e le coste) e delle specie a rischio estinzione;
  • Controllare il mercato di animali e rimuovere le specie invasive;
  • Portare alla riduzione di deforestazione e incendi boschivi;
  • Stimolare la ricerca a livello naturalistico e il monitoraggio di vettori e infezioni;
  • In agricoltura e a livello industriale, promuovere l’uso della “chimica verde” (definizione per prodotti più compatibili con la biodiversità);
  • Sfruttare più energie rinnovabili;
  • Portare a una riduzione dell’uso, a livello industriale, di distruttori endocrini, ormoni e altre sostanze che interferiscono con il sistema endocrino;
  • Facilitare l’accesso ad alimenti salutari e a chilometro zero;
  • Fare campagne di sensibilizzazione per promuovere stili di vita sani ed ecosostenibili.


La biodiversità nella Costituzione Italiana

L’8 febbraio 2022, il Parlamento Italiano ha approvato una legge che ha introdotto nella Costituzione della Repubblica Italiana la tutela della biodiversità. Grazie a questa legge, infatti, è stato modificato l’articolo 9 della Carta Costituzionale, che recitava: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. A queste parole, la riforma ha aggiunto: “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina le forme e i modi di tutela degli animali”.

Anche se nel 2006 era stato già introdotto un decreto legislativo a tema ambientale –  il Testo Unico Ambientale (D.lgs 152/2006) –  la modifica è importante perché l’articolo 9 della Carta Costituzionale appartiene ai principi fondamentali della Costituzione. Rappresenta, quindi, un importante obbligo per i legislatori, che dovranno considerare la biodiversità e l’ambiente nelle future proposte di legge. 


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Che cos'è la biodiversità è perché è importante?

In parole semplici, biodiversità significa diversità biologica, ovvero la varietà di viventi presenti sulla Terra. È una risorsa della natura, in quanto rende disponibili risorse e dinamiche da cui dipendono tutti gli esseri viventi, come il riciclo di nutrienti. 

Quali sono i tre tipi di biodiversità?

Con biodiversità si intende la varietà di specie (biodiversità di specie), la varietà genetica che esiste tra individui di una stessa specie (biodiversità genetica) e gli ecosistemi (biodiversità di ecosistemi).

Cosa distrugge la biodiversità?

Oggi, la biodiversità è a rischio a causa delle attività umane che portano all’estinzione di molte specie e consumano troppe risorse, fino a compromettere gli ecosistemi. Le principali minacce alla biodiversità sono la distruzione degli habitat, la diffusione di specie invasive (cioè specie che provocano grandi danni in ambienti in cui si trasferiscono), l’inquinamento, il cambiamento climatico e l’antibiotico resistenza.

Perché la biodiversità va difesa?

La presenza di individui, specie e ambienti molto vari migliora la possibilità di resistenza della vita in caso di eventi avversi, perché è più facile che in un gruppo eterogeneo una componente si adatti meglio alla nuova situazione, o che la comunità ammortizzi gli effetti negativi della catastrofe. La biodiversità è fondamentale anche per il funzionamento di processi e dinamiche essenziali per la vita sul nostro pianeta, come le reti alimentari, per cui la scomparsa di una specie può far scomparire un intero ecosistema. Per l’uomo, la biodiversità è anche un’importante risorsa economica perché migliora la disponibilità di risorse primarie da cui ricaviamo prodotti essenziali (come alimenti e alcuni materiali da costruzione), servizi (come impollinazione e prevenzione da alcune infezioni) e valore intrinseco (in qualità di risorsa turistica, educativa o ricreativa). 

Come la biodiversità difende la salute umana?

La salute umana può risentire di una carenza di biodiversità perché questa determina una scarsità di risorse, tra cui acqua pulita e alimenti, portando a problemi nutrizionali e, nei casi peggiori, difficoltà a sopravvivere. Questo determina crisi umanitarie e conflitti, che a loro volta mettono a rischio lo stato di salute di una popolazione. La biodiversità ha un ruolo essenziale anche nella prevenzione di molte malattie infettive e nella protezione da alcuni disastri naturali. Inoltre, a migliaia di a specie viventi (come animali, funghi e microbi) dobbiamo la scoperta e lo sviluppo di moltissimi medicinali e altre innovazioni che hanno consentito di salvare milioni di vite, per cui la perdita di biodiversità sfavorirebbe lo sviluppo scientifico e tecnologico, anche a discapito della salute.

Cosa significa preservare la biodiversità?

Preservare la biodiversità significa mettere in atto strategie che evitino la riduzione e l’estinzione delle specie e l’alterazione o la scomparsa degli ecosistemi. Quindi, tutelare la diversità biologica comporta la realizzazione di monitoraggi e recupero delle specie e dei loro habitat, la rimozione di specie invasive, la riduzione dell’inquinamento e dello sfruttamento delle risorse naturali, corrette pianificazioni territoriali che aumentino gli spazi verdi e promozione di stili di vita rispettosi della natura. 

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In collaborazione con

Jolanda Serena Pisano

Jolanda Serena Pisano

Dopo la Laurea Triennale in Scienze Biologiche e la Magistrale in Etologia, ho conseguito il Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione Sostenibile (MaCSIS) dell'Università Milano-Bicocca. Ho seguito anche brevi corsi per la comunicazione a tutto campo, dal podcast alla regia, dalla realizzazione di infografiche alla scrittura di canzoni. 
Ho un'esperienza pluriennale nell'elaborazione di contenuti online per realtà tecnologiche, del terzo settore e di divulgazione della scienza. Attualmente lavoro come medical writer e scientific copywriter per The Embassy e come freelance, sono web content manager per AAC Srl e collaboro con Doveecomemicuro.it. Mi occupo anche di ricerca nell'ambito della comunicazione sanitaria sui social in collaborazione con il laboratorio di Informatica Medica dell'Istituto Mario Negri. Come volontaria, per BioPills sono autrice, relatrice di due corsi, social media manager e recensitrice di libri divulgativi; sono co-fondatrice e social media manager delle Bionaute.

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