Alcol e danni sulla salute: le patologie alcol correlate

Alcol e danni sulla salute: le patologie alcol correlate

Indice


Domande e risposte


 

Quanto alcol si consuma in Europa?

L’alcol è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie croniche, anche gravi, in Italia come nel mondo, provocando disabilità e morti premature. La letteratura medica ha evidenziato molto chiaramente negli ultimi decenni che l’alcol è una sostanza tossica, cancerogena, molto calorica, che aumenta cioè il carico di calorie giornaliere, e soprattutto che il suo consumo frequente è spesso associato ad altre dipendenze.

Secondo le più recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il consumo di alcol contribuisce a 3 milioni di morti ogni anno a livello globale, nonché a una serie di disabilità e alle cattive condizioni di salute di milioni di persone. Si stima che un consumo dannoso di alcol sia responsabile del 5,1% delle patologie a livello mondiale: il 7,1% negli uomini e il 2,2% nelle donne.

L'alcol è il principale fattore di rischio di mortalità prematura e disabilità tra le persone di età compresa tra 15 e 49 anni, rappresentando il 10% di tutti i decessi in questa fascia di età.

Le popolazioni svantaggiate e particolarmente vulnerabili hanno tassi più elevati di morte e ospedalizzazione per patologie alcol correlate. Nella fascia di età 20-39 anni, il 25% dei decessi è legato a problemi alcol-correlati.

Per quanto riguarda l’Italia, nel 2020, dati ISTAT evidenziano la tendenza all’aumento nei consumi di bevande alcoliche al di fuori dei pasti, in particolare fra le donne consumatrici occasionali. La quota di donne consumatrici è passata dal 38,8% al 45,3% in dieci anni, quella delle donne consumatrici fuori dai pasti dal 14,2% al 22,4%.

Come si misura il consumo di alcol

Il carico globale di malattia e incidenti è attribuibile all’alcol e viene misurato in DALYs (Disability Adjusted Life Years), che rappresentano la somma degli anni di vita persi per mortalità prematura (Years of Life Lost - YLLs) e gli anni persi da vivere in buona salute (Years of Life lived with Disability - YLDs).

Per quanto riguarda gli indicatori, si distingue fra consumo e abuso, fra il consumo abituale e il binge drinking (in altre parole: ubriacatura).
Le unità di misura sono: le unità alcoliche consumate ogni giorno, la percentuale di persone che consumano almeno una certa quantità di alcol per periodo e il tasso di soggetti che hanno vissuto episodi di abuso nell’ultimo anno.

L’unità alcolica (UA) corrisponde a 12 grammi di etanolo, quantità approssimativamente contenuta in una lattina di birra (330 ml), in un bicchiere di vino (125 ml) o in un bicchierino di liquore (40 ml), alle gradazioni tipiche di queste bevande. Sono consumatori a rischio gli uomini che superano un consumo quotidiano di 40 g di alcol contenuti in una qualsiasi bevanda alcolica (2-3 UA) e le donne che superano un consumo quotidiano di 20 g (1-2 UA).

Si definisce binge drinking il consumo di 5 o più drink nei ragazzi (o più di 4 nelle ragazze) in poco tempo (da 15 minuti a 1-2 ore).

immagine che rappresenta due ragazzi che bevono un bicchiere di alcol

Come l’alcol danneggia la salute

I dati italiani ricavati dalle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) hanno evidenziato, nel 2020, 43.445 dimissioni ospedaliere dove era presente almeno una patologia attribuibile all’alcol, come diagnosi principale, o comunque secondaria ma presente al momento del ricovero.

Gli accessi al Pronto Soccorso con una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol sono stati 29.362,7 su 10 riguardanti maschi, di cui:

  • Il 22% con codice giallo;
  • Il 10% con codice bianco;
  • Il 2% addirittura con codice rosso.


A un accesso su otto, nel 2020, è stata attribuita una diagnosi principale di abuso di alcol.

Il Telefono Verde Alcol - 800 632000 dell’Istituto Superiore di Sanità, attraverso interventi di counselling telefonico, facilita l’incontro tra la domanda dei cittadini e l’offerta dei servizi sul territorio.

Crisi di astinenza e coma etilico: come riconoscerli e cosa fare

La sindrome o crisi di astinenza da alcol

È dovuta al fatto che l’alcol, come altre sostanze psicotrope, se assunto con frequenza e in quantità sufficienti, crea dipendenza. Si tratta di una condizione fortunatamente reversibile. Gli effetti sono simili a quelli di altre sostanze psicotrope:
  • Assuefazione;
  • Craving (bramosia ansiosa di reperire alcol);
  • Compulsività nella sua assunzione. 
Come riconoscere una crisi di astinenza in atto? I sintomi sono:


In alcuni casi rari e gravi non trattati, essa può evolvere anche in delirium tremens.
 

Il coma etilico

Il coma etilico, detto anche intossicazione acuta da alcol, si manifesta quando si raggiungono livelli eccessivi di alcool etilico nel sangue tutto in una volta.

Se non trattata, questa condizione può portare a danni molto seri al sistema nervoso. Il valore che si considera possa provocare coma etilico è pari o superiore ai 4 grammi per litro di sangue, anche se varia di molto a seconda di età e peso dell’individuo.
Negli adolescenti e nelle donne, possono essere sufficienti anche 2,5 grammi per litro di sangue.

I primi sintomi di coma etilico sono arrossamento della pelle e inizio di uno stato di incoscienza che non tende a migliorare. Nei casi più gravi, possono presentarsi anche difficoltà respiratorie e riduzione della frequenza cardiaca (brachicardia). L’alcol, inoltre, abbassa fortemente la pressione perché dilata arterie e vene. Se si sospetta un coma etilico, è necessario chiamare immediatamente un’ambulanza, il 118, coprendo nel frattempo la persona con una coperta per evitare ipotermia, voltarla su un fianco, per favorire la fuoriuscita di succhi gastrici o di altri liquidi, senza lasciarla da sola per il rischio che la fuoriuscita di liquidi non la faccia soffocare.

Patologie alcol-correlate

Oltre agli episodi acuti, il consumo troppo frequente di alcol e il suo abuso possono portare nel tempo allo sviluppo di malattie sistemiche, croniche, anche molto gravi:

  • Patologie relative all’apparato gastroenterico (esofagite, gastrite, steatosi, epatite acuta e cronica, cirrosi epatica, pancreatiti e tumori);
  • Patologie a carico del sistema nervoso centrale e periferico (atrofia cerebrale, polinevriti); 
  • Malattie cardiovascolari (infarto miocardico, tromboflebiti, vasculiti);
  • Patologie a carico dell’apparato endocrino-riproduttivo (infertilità, impotenza, diminuzione del desiderio sessuale, alterazioni ormonali).

Lo  IARC - International Agency for Research on Cancer, inserisce l’alcol nel gruppo 1, cioè fra le sostanze sicuramente cancerogene per l’uomo.

Alcuni tumori maligni sono parzialmente alcol-attribuibili:


immagine che rappresenta una donna visitata da una dottoressa per tumore alla faringe

L’effetto dell’alcol sul Fegato

Il fegato è il depuratore del nostro organismo; metabolizza l’alcol, ma per farlo produce delle tossine ancor più dannose dell’alcool stesso. Chi abusa di alcol, presenta di prassi una steatosi epatica (accumulo di grasso nel fegato) che può regredire se si interrompe l’abuso di alcol, o che al contrario finisce per peggiorare se non si interrompe il comportamento a rischio.

La steatosi affatica il fegato, che in seguito funzionerà peggio e sarà più suscettibile a infiammazioni e infezioni. Circa la metà di queste persone svilupperà un’epatite, che è un’infiammazione cronica delle cellule del fegato.

Il 25% circa svilupperà invece cirrosi epatica, condizione più grave e dalla quale non si torna indietro, perché significa la compromissione del funzionamento del fegato, anche se smettendo di bere è possibile almeno arrestare il problema.

Quanto si può bere mentre si guida?

L’Istituto Superiore di Sanità è chiaro su questo punto: non esistono quantità di alcol che possiamo considerare assolutamente sicure alla guida. Detto questo, in Italia la regola prevede che il livello di concentrazione di alcol nel sangue (alcolemia) sia di zero grammi per litro per i minori di 21 anni e per i neopatentati.

Per il resto dei patentati è richiesto un livello di alcolemia fino a 0.5g/l, per non incorrere in sanzioni o ritiro della patente, anche se raggiungere questo livello mette comunque a rischio la nostra capacità di far fronte a un imprevisto sulla strada, specie in persone di basso peso corporeo.

Questo perché, con un tasso alcolemico di 0.5g/l, il tempo di frenata raddoppia, il campo visivo si riduce e si ha una percezione tendenzialmente ridotta delle distanze e della velocità che abbiamo. 
Per abbassare il tasso alcolemico, è necessario attendere in media 2-3 ore, se a stomaco vuoto e 1-2 ore, se a stomaco pieno. Vi sono inoltre in commercio dei test fai da te per valutare il proprio tasso alcolico.

La FAS (Sindrome Alcol Fetale) 

Il 9 settembre è la Giornata mondiale della sindrome feto-alcolica e disturbi correlati. Il consumo di alcol – e di droghe - in gravidanza è estremamente dannoso per il feto e determina una serie di disturbi che la persona può portarsi avanti per tutta la vita.

Da diversi anni, questi effetti vengono studiati dalla letteratura scientifica ed è possibile ricevere una diagnosi di sindrome feto-alcolica (Fetal Alcohol Syndrome-FAS). Oltre alla FAS, l’alcol può provocare altri danni al feto come anomalie strutturali, rallentamento della crescita, disturbi dello sviluppo neurologico, portando a varie forme di disabilità. Per questo si parla di “disordini” FASD (Fetal Alcohol Spectrum Disorder).

La buona notizia è che la FAS si può prevenire al 100%, diffondendo una corretta informazione alle future mamme sul consumo di vino, birra, liquori, aperitivi alcolici o superalcolici. L’OMS dice che non esiste un valore soglia, per esempio un bicchiere di vino ogni tot tempo, di completa sicurezza per il feto.

L’Alleanza europea per la sindrome feto-alcolica raccomanda zero alcol in gravidanza, sia nel periodo in cui si sta cercando una gravidanza, che durante.

immagine che rappresenta donna in gravidanza che rinuncia a bere l'alcol

Il Piano dell’OMS 2022-2030

A maggio 2022, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato il Piano d'Azione 2022-2030 per implementare la strategia globale di riduzione dell’uso dannoso di alcol, come parte della lotta alle malattie cronico-degenerative, che rientrano fra i pilastri dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Essa prevede la riduzione del 10% del consumo rischioso e dannoso di alcol entro il 2025. L’idea è abbattere l’impatto dell’alcol sulla mortalità e sulla morbilità nella popolazione, che è ancora significativo.

Il Piano valuta le strategie e gli interventi dell’iniziativa SAFER dell’OMS, dedicata a questo aspetto, rispetto alla loro efficacia e al rapporto costo-efficacia delle diverse opzioni politiche.

 

Domande e risposte

Perché l'alcol è pericoloso?

I dati italiani ricavati dalle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) hanno evidenziato, nel 2020, 43.445 dimissioni ospedaliere con almeno una patologia attribuibile all’alcol, o come diagnosi principale di dimissione, o come una delle diagnosi secondarie, al momento del ricovero. Gli accessi al Pronto Soccorso con una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol sono stati 29.362, 7 su 10 riguardanti maschi, il 22% con codice giallo, il 10% con codice bianco e il 2% addirittura con codice rosso. A un accesso su otto nel 2020 è stata attribuita una diagnosi principale di abuso di alcol.

Qual è l’alcolico più pericoloso?

Tutti gli alcolici sono pericolosi, anche il vino. L’alcol è sempre dannoso per l’organismo: non esiste una quantità completamente sicura, anche se chiaramente, quando il consumo è saltuario e a basse dosi, non può incidere negativamente come quantità maggiori o comportamenti compulsivi. L’unità alcolica (UA) corrisponde a 12 grammi di etanolo, quantità approssimativamente contenuta in una lattina di birra (330 ml), un bicchiere di vino (125 ml) o un bicchierino di liquore (40 ml), alle gradazioni tipiche di queste bevande. Sono consumatori a rischio gli uomini che superano un consumo quotidiano di 40 g di alcol contenuti in una qualsiasi bevanda alcolica (2-3 UA) e le donne che superano un consumo quotidiano di 20 g (1-2 UA). 

Che effetti porta l'alcol?

L’alcol agisce sia provocando episodi acuti, come il coma etilico (intossicazione da alcol), sia provocando dipendenze e crisi di astinenza, che aumentano sensibilmente il rischio di malattie croniche, anche molto gravi:

  • Patologie relative all’apparato gastroenterico (esofagite, gastrite, steatosi, epatite acuta e cronica, cirrosi epatica, pancreatiti e tumori);
  • Patologie a carico del sistema nervoso centrale e periferico (atrofia cerebrale, polinevriti); 
  • Malattie cardiovascolari (infarto miocardico, tromboflebiti, vasculiti);
  • Patologie a carico dell’apparato endocrino-riproduttivo (infertilità, impotenza, diminuzione del desiderio sessuale, alterazioni ormonali).
Lo IARC - International Agency for Research on Cancer) inserisce l’alcol nel gruppo 1,cioè fra le sostanze sicuramente cancerogene per l’uomo. Alcuni tumori maligni sono parzialmente alcol-attribuibili: il tumore dell'oro-faringe, dell'esofago, del colon-retto, della laringe, del fegato e della mammella. 

Che danni provoca l'alcol al cervello?

Non sono ancora perfettamente noti tutti gli effetti dell’alcol sulle parti del nostro cervello, in particolare come agisca sui neuroni. Sappiamo che l'etanolo e il suo metabolita acetaldeide sono tossici per il cervello, sono in grado di determinare danni permanenti strutturali. L’alcol danneggia i neuroni, rallentando sensibilmente le comunicazioni tra neurotrasmettitori cerebrali.

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In collaborazione con

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold

Cristina Da Rold, giornalista freelance e consulente nell’ambito della comunicazione digitale. Si occupa di giornalismo sanitario data-driven principalmente su Infodata - Il Sole 24 Ore e Oggiscienza. Lavora per la maggior parte su temi legati all’epidemiologia, con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 è consulente per la comunicazione social media per l’Ufficio italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Collabora con alcune riviste mediche più specialistiche per Il Pensiero Scientifico Editore, con cui ha pubblicato nel 2015 il libro “Sotto controllo. La salute ai tempi dell’e-health”. Nel 2019 ha messo a punto HealthCom Program, un corso di formazione online di 10 lezioni sulla comunicazione sanitaria sui social media.

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