Acqua non potabile, inquinamento idrico: rischi e sintomi. Cosa fare?

Acqua non potabile, inquinamento idrico: rischi e sintomi. Cosa fare?

Indice


Domande e risposte


L’inquinamento idrico è un fenomeno per cui la qualità dell’acqua è compromessa da temperature troppo alte e sostanze che comportano problemi sanitari e ambientali (come nel caso delle piogge acide). L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel mondo più 2 miliardi di persone utilizzino fonti d'acqua contaminata. In particolare, 144 milioni di persone risultano disporre solo di acqua non trattata a partire da laghi, fiumi e altri corsi d'acqua.
Oltre ad avere effetti sulla salute, l'acqua contaminata comporta costi economici e sociali. Infatti, in alcuni paesi occorrono ore per procurarsi acqua bevibile, tempo che altrimenti sarebbe impiegato per attività lavorative o di studio.
Grazie agli sforzi dell'OMS, dei governi e delle organizzazioni no profit, questo problema si sta riducendo; inoltre, nei paesi industrializzati è praticamente assente, grazie agli stretti sistemi di controllo della qualità dell’acqua. Tuttavia, l’acqua può essere inquinata o contaminata in alcuni contesti ed è importante sapere cosa aspettarsi e come comportarsi per evitare i rischi.
 
Immagine che rappresenta un cartello che indica l'acqua non potabile

Acqua non potabile: definizione e conseguenze

Il Ministero della Salute definisce l'acqua come potabile quando è sicura dal punto di vista chimico e microbiologico e presenta caratteristiche organolettiche (limpidezza, assenza di odori) accettabili per chi la beve. In Italia, come in tutti i paesi industrializzati, l'acqua subisce numerosi controlli e trattamenti affinché rispetti questi standard. Per questa ragione è molto raro che possa capitarci di bere acqua inquinata o contaminata e le acque del rubinetto, nonostante siano spesso oggetto di diffidenza da parte degli Italiani, sono sicure.

Esistono 2 tipi di inquinamento dell’acqua:
  1. Biologico;
  2. Chimico.
Infatti, l’acqua non potabile contiene microrganismi patogeni (più di 100 possibili specie tra batteri, virus, protozoi e funghi) oppure sostanze chimiche (come metalli, composti dell’azoto, microplastiche, pesticidi e antibiotici), in genere provenienti da scarichi urbani o industriali. Talvolta la contaminazione non è riscontrabile a occhio nudo: l’acqua non potabile può essere limpida, incolore e inodore.

Quali sono i rischi dell’acqua contaminata?

Le tipiche conseguenze dell’acqua non potabile includono i sintomi intestinali (diarrea e mal di pancia) dati da infezioni del tratto digerente che si hanno nel 50% dei casi di ingestione di acque sporche. Più raramente l’acqua contaminata da microrganismi può provocare infezioni ad altri organi. In caso di contaminazione da agenti chimici, invece, spesso i sintomi si presentano a distanza di anni, poiché queste sostanze hanno effetti a medio-lungo termine.
 
Immagine che rappresenta uno scienziato che fa dei test per l'acqua contaminata
 

Acqua contaminata e infezioni

Generalmente, l'infezione da acqua contaminata inizia a dare i primi sintomi poche ore dopo il contatto con l'acqua e non occorre usare antibiotici: le persone si riprendono autonomamente dopo qualche giorno. Solo nei casi più gravi, come per sospetta malattia del legionario (che dà sintomi respiratori), occorre l'intervento del medico. I patogeni più comuni includono soprattutto batteri, ma anche protozoi, virus e funghi; è possibile esserne infettati per ingestione, ma anche per inalazione o per contatto diretto.
  • Giardia. Parassita che provoca la giardiasi (una forma di diarrea) si diffonde con le feci, tramite acque contaminate, alimenti e oggetti;
  • Legionella. Batterio che provoca due possibili forme di legionellosi: una grave forma di polmonite nota come malattia del legionario (che dà tosse, fiato corto, febbre, dolori alla testa e ai muscoli; in alcuni casi anche nausea, diarrea e confusione) e la febbre di Pontiac (che comporta febbre e dolori muscolari). Ci si infetta inalando o ingerendo gocce d'acqua contaminate con questo batterio, incluse fontane decorative, piscine, doccini e condizionatori;
  • Norovirus. Virus che causa nausea, dolori alla pancia, vomito e diarrea. Si assume da acqua, alimenti e superfici contaminati da feci infette;
  • Shigella. Batterio che provoca la shigellosi, infezione che comporta diarrea (spesso con sangue), febbre e dolori di stomaco;
  • Campylobacter. Batterio che comporta la campilobatteriosi, causa di diarrea accompagnata da febbre e crampi addominali, in genere derivante dall'ingestione di pollame poco cotto o acqua contaminata;
  • Salmonella. Il batterio che provoca la salmonellosi (che dà sintomi quali diarrea, febbre e crampi alla pancia);
  • Virus dell'epatite A (HAV), infezione che può durare fino a 2 mesi comportando stanchezza, nausea, dolore alla pancia e ittero (colore giallastro della pelle e della parte bianca dell'occhio dovuta a disfunzioni del fegato). Il modo migliore per prevenirla è il vaccino;
  • Cryptosporidium. Parassita che provoca una malattia diarroica chiamata criptosporidiosi, diffusa principalmente tramite acqua contaminata (ma anche tramite contatto con gli animali);
  • Escherichia coli, batterio molto diffuso che in genere non provoca malattie, ma può comportare diverse infezioni, al tratto urinario, al tratto digerente (diarrea) o a quello respiratorio.
Nei paesi meno sviluppati sono frequenti anche parassitosi da vermi intestinali e infezioni come febbre tifoide, colera, schistosomiasi, poliomielite e tracoma.

Acqua contaminata da sostanze chimiche

Le principali fonti di inquinamento idrico chimico includono scarichi urbani (da bagni o attività domestiche), scarichi industriali (scarti di lavorazione) e scarichi agricoli (fertilizzanti, pesticidi). Queste acque contaminate si possono riversare nelle falde acquifere o nei corpi idrici superficiali, come laghi e fiumi. Le sostanze inquinanti più diffuse includono composti organici e metalli.
  • Composti dell’azoto (nitrati, nitriti, ammoniaca) e fosforo. Sono rilasciati principalmente da scarichi agricoli a causa di pratiche di agricoltura non adeguate, per cui finiscono nelle acque anziché essere assorbite dalle coltivazioni. Possono causare diversi problemi di salute tra cui problemi all’apparato digerente e al sangue. Provocano anche problemi ambientali come l’eutrofizzazione (un processo per cui la presenza di eccessivo nutrimento porta all’estinzione della vita all’interno di uno specchio d’acqua);
  • Fluoro. Naturalmente presente in acqua, in minime quantità ha effetti positivi sulle ossa, ma elevate concentrazioni assunte per lungo tempo portano a disturbi ossei chiamati fluorosi dentali e ossee;
  • Arsenico. È presente naturalmente in acque sotterranee. Se ingerito in quantità superiori agli standard di qualità provoca intossicazioni gastrointestinali acute; a lungo termine può comportare cancro a diversi organi e problemi cardiovascolari;
  • PFAS (sostanze perfluoroalchiliche o acidi perfluoroacrilici) e sostanze simili come PFOA e PFOS. Sono sostanze prodotte a livello industriale che persistono nell'ambiente. Provocano alcune forme di cancro e sono interferenti endocrini;
  • Piombo. Ha effetto sul sistema nervoso, provocando problemi cardiovascolari negli adulti e comportamentali e di sviluppo nei feti se assunto da donne in gravidanza;
  • Cadmio, rame. Comportano problemi cardiovascolari, ai reni, alle ossa;
  • Cromo esavalente. Il cromo è normalmente presente in acqua poiché deriva dalle rocce e può derivare anche dagli impianti industriali. Le forme principali in cui è possibile trovarlo sono il cromo trivalente e quello esavalente; quest’ultimo può risultare tossico se in quantità superiori agli standard garantiti dalla legge (provocando sintomi quali eruzioni cutanee, indebolimento del sistema immunitario, irritazioni e problemi a tratto respiratorio, stomaco e fegato);
  • Sottoprodotti dei processi di disinfezione (come il cloroformio). Se presenti in quantità eccessive, a lungo andare possono provocare problemi riproduttivi e alcuni tipi di cancro. Sono strettamente normati e quindi devono essere presenti in quantità sicure nell’acqua con cui veniamo in contatto;
  • Amianto. In passato veniva impiegato per costruire le tubature. Se danneggiato, l’ingestione e l’inalazione provocano particolari tipi di cancro (mesoteliomi e cancro al polmone).
Non risulta, invece, che l’alluminio (naturalmente presente nelle acque) abbia effetti negativi sulla salute se ingerito.  

Le cause dell’inquinamento idrico

Immagine che rappresenta l'inquinamento idricoL’acqua può essere resa non potabile sia da fonti artificiali sia da fonti naturali.
  • Scarichi urbani. Le acque reflue sono contaminate da emissioni di autoveicoli, prodotti di erosione del manto stradale, microrganismi presenti nei residui metabolici e sostanze derivanti da attività domestiche (come alimenti, detergenti, pesticidi) e di dilavamento (quali detersivi, terriccio e altri residui vegetali);
  • Industria. Residui di lavorazione (come metalli pesanti, microplastiche, solventi, detergenti e derivati del petrolio) possono finire nei corsi d'acqua. Tra le industrie più inquinanti ci sono cartiere, raffinerie petrolifere e industrie chimiche;
  • Agricoltura e allevamento. Pesticidi e fertilizzanti prodotti in quantità eccessive non sono assorbiti dai vegetali, quindi penetrano nel terreno fino a inquinare le falde acquifere. Vi si uniscono residui vegetali e deiezioni animali, che possono essere contaminate da germi patogeni,
  • Trattamenti e distribuzione. I trattamenti dell'acqua possono rimuovere molti contaminanti ma talvolta rilasciano sostanze potenzialmente dannose. Inoltre, gli impianti di distribuzione possono essere corrosi, danneggiati o prodotti con metalli contaminanti;
  • Fonti naturali. Rocce e suolo attraversati dall'acqua possono contenere metalli pesanti o radionuclidi (sostanze radioattive), in più gli animali selvatici possono contaminare le acque con le proprie deiezioni.

Evitare l’acqua contaminata

Per evitare i rischi che derivano dall’acqua non potabile, è importante evitare di berla e usare solo acqua pulita anche in altri contesti. Ad esempio, l’acqua non potabile non deve essere usata per cucinare perché la bollitura disinfetta ma non elimina eventuali sostanze chimiche contaminanti.
È importante usare solo acqua in bottiglia o trattata quando:
  • Si cucina (che si tratti di cottura della pasta, preparazione di tisane e caffè o lavaggio di alimenti);
  • Si prepara il ghiaccio;
  • Ci si lava (denti, mani e corpo), soprattutto prima di cucinare;
  • Si lavano piatti, stoviglie, contenitori per il cibo;
  • Si pulisce la casa;
  • Anche per cani, gatti e altri animali l’acqua contaminata può comportare effetti collaterali.
Se l'acqua pulita scarseggia, si consiglia di usare detergenti a base di alcol.

Come rendere potabile l’acqua contaminata?

In casi di emergenza, è possibile far bollire l’acqua per 1 minuto per uccidere tutti i microrganismi in essa presenti. Anche candeggina, cloro e iodio possono eliminare gran parte dei microbi. Questi metodi, però, non rendono bevibile l’acqua non potabile perché non rimuovono eventuali sostanze come metalli pesanti e altri contaminanti. Altri metodi fai-da-te non sono affidabili.
Spesso, quindi, è molto complesso rendere l’acqua inquinata potabile: in genere è necessario analizzarla per capire quali elementi vanno rimossi per poter applicare le giuste tecniche. Se si sospetta la presenza di acqua contaminata, quindi, è bene fare una segnalazione all’Azienda Sanitaria Locale (ASL), che per legge è responsabile dei controlli esterni nel sistema di controllo sulle acque destinate al consumo umano.
Recuperare l'acqua contaminata o inquinata sarà una strategia particolarmente importante in futuro, poiché si stima che nel 2025 metà della popolazione vivrà in aree con scarsità d'acqua a causa dell'urbanizzazione, della crescita della popolazione umana e del cambiamento climatico. La soluzione migliore per risolvere l’inquinamento idrico è prevenire la contaminazione dell’acqua.
 
Immagine che rappresenta una persona che beve dell'acqua
 

Come risolvere l’inquinamento idrico?

Per contribuire a ridurre l’inquinamento idrico, i singoli possono effettuare dei cambiamenti nelle proprie abitudini e agire a livello di comunità.
  • Utilizzare meno prodotti. Comprare meno contribuisce a ridurre la produzione di oggetti che rilasciano sostanze tossiche nell’ambiente;
  • Acquistare solo detersivi, detergenti e cosmetici ecocompatibili. Aceto bianco, acido citrico e bicarbonato di sodio sono alternative ecologiche;
  • Evitare l’uso di disinfettanti contenenti sostanze tossiche come il cloroformio;
  • Usare l’acqua pulita solo quando necessario, ad esempio lavando le verdure a mollo in recipienti e non sotto l’acqua corrente, facendo docce brevi e chiudendo il rubinetto quando non è in uso;
  • Compostare e smaltire i rifiuti in modo corretto;
  • Usare tosaerba senza sacchi di raccolta: questo consente di sfruttare l’erba tagliata come fertilizzante e riduce il problema della concentrazione di sostanze organiche nei corsi d’acqua;
  • Eseguire controlli e manutenzioni regolari del proprio veicolo e delle proprie tubazioni;
  • Piantare più alberi ed erba;
  • Sensibilizzare sul problema dell’inquinamento idrico, condividendo le soluzioni;
  • Unirsi a organizzazioni che puliscono gli specchi d’acqua.
 
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Cosa significa inquinamento idrico?

L’inquinamento idrico è la compromissione della qualità dell’acqua che deriva dalla presenza di microrganismi, sostanze chimiche o temperature troppo alte, con conseguenze sulle forme di vita che ne dipendono.

Come può essere inquinata l'acqua?

Nell’acqua non potabile si possono trovare germi o sostanze chimiche derivanti da fonti naturali o artificiali. Un’altra forma di inquinamento idrico è quello termico, per cui l’acqua è troppo calda per essere compatibile con la vita. Le principali cause di inquinamento idrico sono gli scarichi urbani (da bagni o attività domestiche e di dilavazione delle strade), gli scarichi industriali (scarti di lavorazione) e quelli agricoli (con feci, fertilizzanti e pesticidi prodotti in quantità eccessive e che quindi non sono assorbiti dai vegetali, inquinando le falde acquifere).

Cosa contiene l'acqua non potabile?

L’acqua può essere contaminata da microrganismi (come Giardia, Legionella, Salmonella ed Escherichia coli) oppure sostanze chimiche, quali composti organici (fertilizzanti), metalli pesanti (arsenico, cadmio, piombo) e altri (come residui della disinfezione).

Cosa succede se bevo acqua sporca?

In genere, l'acqua contaminata da batteri porta sintomi gastrointestinali (nausea, dolori alla pancia, vomito, diarrea) e talvolta febbre. Più raramente può comportare infezioni al sistema respiratorio o a quello urinario. Le sostanze chimiche che contaminano l'acqua, di origine naturale o artificiale, in genere danno problemi sul medio-lungo termine. Possono dare, a seconda della sostanza, problemi di sviluppo, cardiovascolari, al sistema gastrointestinale, ai reni, al sangue, oppure alcuni tipi di cancro. 

L’acqua inquinata bollita si può bere?

L’acqua contaminata o non potabile bollita non deve essere bevuta né usata per cucinare o lavarsi, perché bollirla per 1 minuto uccide i microrganismi ma non rimuove le sostanze chimiche che può contenere.

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In collaborazione con

Jolanda Serena Pisano

Jolanda Serena Pisano

Dopo la Laurea Triennale in Scienze Biologiche e la Magistrale in Etologia, ho seguito corsi per la comunicazione a tutto campo, dalla didattica al digitale, dal podcast alla regia. Attualmente frequento il Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione Sostenibile (MaCSIS) dell'Università Milano-Bicocca e sto svolgendo un tirocinio come ricercatrice nell'ambito della comunicazione della salute presso l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
Ho un'esperienza pluriennale nell'elaborazione di contenuti online per realtà tecnologiche e del terzo settore e attualmente mi occupo di produzione di contenuti digitali e riprogettazione della comunicazione aziendale in rete. Realizzo approfondimenti a tema medico per Doveecomemicuro.it e per riviste di settore. Per BioPills redigo articoli scientifici, sono relatrice di due corsi e coautrice di un libro in via di pubblicazione. Come divulgatrice della scienza e associata al CICAP mi rifaccio solo a fonti autorevoli e documentate.

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