Orecchio, bocca, naso e gola: il distretto “testa-collo”

Orecchio, bocca, naso e gola: il distretto “testa-collo”

Indice

Orecchio, naso, bocca, gola

Orecchio, bocca, naso e gola fanno parte del distretto “testa-collo” (o cervico-facciale) e la loro fisiopatologia è studiata da:
  • Otorinolaringoiatria;
  • Chirurgia Maxillo-facciale:
  • Odontoiatria e Stomatologia.
Orecchio, bocca, naso e gola sono organi collegati e il loro raggruppamento anatomico fa sì che anche la loro fisiologia sia spesso connessa e i disturbi di uno dei componenti possano influenzare gli altri.
Gli organi del distretto testa-collo sono la sede dei sensi dell’udito, olfatto e gusto.


Orecchio

L’orecchio è l’organo dell’udito e dell’equilibrio. Le strutture interne dell’orecchio svolgono la funzione di trasformare le onde sonore in impulsi nervosi che permettono la percezione dei suoni. La funzione dell’equilibrio permette di regolare la postura e la coordinazione tra i movimenti della testa e quelli degli occhi.
Da un punto di vista anatomico l’orecchio si divide in orecchio esterno, medio e interno.
  • L’orecchio esterno è costituito dal padiglione auricolare, canale uditivo esterno e membrana timpanica. La sua funzione è quella di convogliare il suono dall’esterno verso la porzione mediale e poi interna;
  • L’orecchio medio è costituito da una cavità stretta, riempita da aria, all’interno dell’osso temporale del cranio. È presente il timpano, una membrana ricettiva alle vibrazioni sonore, che le trasmette a un sistema di tre ossicini (martello, incudine, staffa), i quali convogliano le onde sonore dall’esterno fino alla parte più interna. La tromba di Eustachio collega l’orecchio medio al rinofaringe; la sua presenza fa sì che i normali rumori corporei (respiro, voce, battito cardiaco, deglutizione, movimenti articolari) vadano a stimolare direttamente il timpano, causando un continuo fastidio;
  • L’orecchio interno è costituito da due unità funzionali la coclea, sede delle afferenze sensoriali che costituiscono l’organo dell’udito, e l’apparato vestibolare a sua volta comprendente il vestibolo e i canali semicircolari, sede del controllo dell’equilibrio.

Immagine infografica che rappresenta la struttura dell'orecchio


Naso

Il naso è una struttura posta al centro del viso che serve per far entrare l’aria dall’esterno e svolge due principali funzioni:
  1. Quella respiratoria;
  2. Quella olfattiva.
Il naso permette un primo controllo dell’aria che entra nell’organismo, riscaldandola e pulendola dalle particelle che potrebbero poi interferire con la funzione respiratoria.
Il naso è composto da due cavità che si aprono verso l’esterno con le narici, separate da una membrana cartilaginea, il setto nasale. Le cavità nasali sono in comunicazione con quattro coppie di seni paranasali (mascellari, frontali, sfenoidali, etmoidali), protetti dalle ossa del cranio. I seni paranasali sono normalmente riempiti di aria, ma possono riempirsi di muco in seguito a raffreddore o altre infezioni delle vie aeree.  Internamente alle narici si origina il vestibolo e dopo di esso lungo le pareti, ci sono tre parti elevate per ogni fossa nasale, i turbinati, strutture ossee ricoperte da mucosa.
  • I turbinati accolgono l’aria entrate dalle narici e la condizionano, riscaldandola e ripulendola;
  • Internamente, il palato molle della parte posteriore del naso continua nel nasofaringe, la porzione nasale della gola;
  • Durante la deglutizione, quest’ultimo è premuto verso l’alto per impedire che il cibo introdotto vada a finire nella cavità nasale. 
La parte interna del naso è ricoperta da cilia per catturare le particelle che entrano con l’aria. Anche il muco che riveste l’area respiratoria interna ha la funzione di intrappolare particelle e debris ma anche batteri.
Immagine infografica che rappresenta la struttura del naso


Bocca

La bocca, o cavità orale è l’apertura posta antero-centralmente nel viso, attraverso la quale entrano aria e cibo. Verso l’esterno sono presenti le labbra e nella parte posteriore continua nella gola. Lateralmente è delimitata dalle guance e superiormente si trovano il palato duro e molle. Si può distinguere una parte anteriore costituita dal vestibolo, tra le guance e i denti, e la cavità orale vera e propria occupata per la maggior parte dello spazio dalla lingua, un muscolo ancorato al pavimento della cavità orale, dove sono disposte le papille gustative, responsabili del senso del gusto. Le papille vengono stimolate dai componenti presenti negli alimenti e trasformano il segnale biochimico in segnale nervoso, trasferendo l’informazione al cervello e permettendo la distinzione di 5 gusti: l'acido, il dolce, il salato, l'amaro e l'umami.  
I denti sono strutture dure e resistenti con la funzione di afferrare, triturare e sminuzzare il cibo. Nell’adulto i denti sono 32 mentre nel bambino sono in tutto 20, situati sulle arcate mascellari inferiore e superiore.
La cavità orale è ricoperta internamente da una mucosa con numerose ghiandole, oltre a quelle salivari, responsabili della secrezione di un fluido che lubrifica il contenuto e lo mantiene pulito. 
Nella parte posteriore, la bocca continua verso l’orofaringe. 
Oltre alla funzione respiratoria e di ingestione del cibo, la bocca e le strutture in essa presenti sono determinanti per la produzione di suoni
Immagine infografica che rappresenta la struttura della bocca


Gola

La gola si trova nella parte anteriore del collo, e contiene gli organi che mettono in comunicazione la bocca e il naso con le strutture più interne deputate alle vie digestive e respiratorie (esofago  e bronchi). Strutturalmente assomiglia ad un tubo muscolare che connette la bocca e il naso rispettivamente all’esofago e alla trachea e ai bronchi. Nella gola si trovano:
  • Le tonsille e le adenoidi, costituite da tessuto linfoide;
  • La faringe, che si collega all’esofago;
  • La laringe, con le corde vocali, che si collega alla trachea per poi confluire nei bronchi;
  • L’epiglottide, un lembo di tessuto e cartilagine situato sopra alle corde vocali che si piega per evitare il passaggio del cibo nelle vie aeree.
Immagine infografica che rappresenta la struttura della gola

Otorinolaringoiatria e prestazioni sanitarie relative

L'Otorinolaringoiatria è la specialità medica che si occupa di prevenire, diagnosticare e curare le principali malattie e disfunzioni della regione orecchio-bocca-naso-gola. Dato che naso e bocca rappresentano le prime vie aeree, anomalie e disfunzioni relative a questi organi che interessano la funzione respiratoria sono spesso trattate in coordinazione con l'unità operativa relativa al sistema respiratorio, la Pneumologia.
I principali disturbi e malattie che interessano l’orecchio dipendono da infezioni, ostruzioni o traumi.
  • Otite: infezione dell'orecchio di natura batterica, virale o fungina che può essere esterna o interna. Nei casi più seri può determinare ipoacusia (diminuzione dell'udito fino a sordità). Nei bambini le otiti sono ricorrenti;
  • Colesteatoma: malattia infiammatoria caratterizzata da una cisti nell’orecchio medio, dovuta alla produzione di cellule epiteliali e che possono danneggiarne le strutture. Spesso si origina da una otite mal curata;
  • Sordità congenite;
  • Sordità acquisite (a seguito di infezioni, malattie degenerative, traumi ecc.);
  • Neurite vestibolare o labirintite: infezione di origine virale dell'orecchio interno, in particolare dei canali semicircolari;
  • Presbiacusia: Abbassamento dell'udito in età avanzata;
  • Sindrome di Ménière: malattia di probabile natura autoimmune che colpisce l'orecchio interno e il labirinto, ove risiede il senso dell'equilibrio;
  • Acufene: fischio o ronzio che si percepisce dentro l'orecchio e che può avere cause diverse;
  • Neurinoma dell’acustico: si tratta di un tumore benigno del nervo acustico vicino alla coclea. Causa compromissione dei nervi e diminuzione della capacità uditiva;
  • Otosclerosi: aumentata e incontrollata crescita ossea nella zona dietro al timpano nell’orecchio medio, ma che può coinvolgere anche l’orecchio interno e portare alla compromissione di orecchio medio e interno e alla diminuzione dell’udito.

I disturbi e le malattie che colpiscono il naso e le sue componenti sono:
  • Poliposi: formazione di polipi (strutture a forma di goccia) all'interno delle fosse nasali o dei seni paranasali. Non si tratta di tumori ma la loro formazione è spesso conseguente a una infezione;
  • Deviazione del setto nasale congenita o acquisita;
  • Sinusite cronica: infiammazione dei seni nasali e/o paranasali che causa congestione nasale e difficoltà respiratorie;
  • Rinite: infiammazione della mucosa nasale che può avere diverse cause, dalle allergie al raffreddore comune fino alla rinite ormonale o indotta da farmaci;
  • Apnee ostruttive notturne e russamento;
  • Epistassi: sanguinamento dal naso che si origina spesso da un plesso di vasi nel setto antero-inferiore. I sanguinamenti con origine posteriore sono meno frequenti ma più gravi e colpiscono pazienti che di solito sono già a rischio di patologie emorragiche;
  • Tumori della cavità nasale e dei seni paranasali: si originano dalla mucosa e sono tumori rari, sui quali si interviene per via chirurgica o radioterapia.

Le malattie e disfunzioni della gola sono:
  • Disfagia: difficoltà nella deglutizione che può avere cause funzionali, strutturali, neurologiche o psicologiche;
  • Faringiti, laringiti, tracheiti: infiammazioni degli organi relativi di origine virale, batterica o allergica;
  • Tonsilliti acute ricorrenti: infiammazione delle tonsille, piccole ghiandole poste all'imbocco con la faringe;
  • Malattie alle corde vocali come noduli, polipi e granulomi;
  • Disturbi della voce;
  • Disturbi alle adenoidi: possono ingrossarsi e infiammarsi e rendere difficoltosa la respirazione, disturbare il sonno o causare infezioni all’orecchio. Sono disturbi ricorrenti nei bambini. In casi particolari possono essere asportate senza causare particolari conseguenze;
  • Tumori: possono svilupparsi in qualunque punto dell'area naso-faringe e sulle corde vocali.

Le prestazioni sanitarie più comuni in otorinolaringoiatria sono:
  • Visita otorinolaringoiatrica;
  • Esame audiometrico tonale;
  • Tonsillectomia;
  • Visita audiologia, visita foniatrica;
  • Fibroscopia delle fosse nasali;
  • TC (tomografia computerizzata) del massiccio facciale.
 

Chirurgia maxillo-facciale e prestazioni sanitarie relative

La chirurgia maxillo-facciale è la specialità medica afferente all'area terapeutica che riguarda il distretto testa-collo, che si occupa di diagnosticare e trattare chirurgicamente le patologie, le malformazioni, i traumi e le disfunzioni che interessano i tessuti duri e molli del cavo orale e della regione maxillo-facciale, ovvero mascella, mandibola, viso e collo
Il chirurgo maxillo-facciale studia gli interventi che possano ripristinare al meglio - sia sotto il profilo funzionale che estetico - la fisiologia e l’anatomia di queste aree del corpo. Le sue competenze rientrano quindi nella odontostomatologia e nell'otorinolaringoiatria. Da considerare anche l'aspetto psicologico che interventi di questo tipo comportano, specialmente quando demolitivi, perché una modifica dell’estetica di una persona spesso causa una variazione della percezione di sé e del modo in cui si viene percepiti dagli altri. È quindi importante valutare con attenzione sia la risoluzione della patologia che l'esito estetico dell’intervento chirurgico.
Le principali indicazioni di intervento di chirurgia maxillo-facciale sono:
  • Malocclusioni mascellari e mandibolari;
  • Difetti del palato congeniti (es. palatoschisi o labbro leporino) e acquisiti;
  • Asimmetrie delle ossa del volto congenite o acquisite (es. a seguito di traumi) che compromettono la funzione masticatoria e respiratoria;
  • Tumori dei tessuti molli (es. gengive, lingua) o delle ossa del viso (tipicamente mascellari).
La correzione delle anomalie o delle deformazioni a carico di denti e ossa craniali rientra in una specializzazione della chirurgia maxillo-facciale che è la chirurgia ortognatica. Tutti gli interventi si eseguono previa visita specialistica con studio dettagliato del caso, il che include necessariamente il supporto di una serie di esami tra cui TAC e radiografie e spesso, come nel caso della chirurgia ortognatica per problemi di malocclusione, la collaborazione con il dipartimento di odontoiatria, o con l'unità di oncologia in caso di tumori.

Odontoiatria e stomatologia e prestazioni sanitarie relative

L'Odontoiatria è una branca della medicina che ha il compito di prevenire, diagnosticare e curare le principali patologie, malformazioni e disfunzioni a carico di denti, mascelle e cavo orale. 
La bocca ha infatti un alto tasso di vulnerabilità in tutte le sue componenti, a causa della sua esposizione verso l’esterno, con la possibilità di entrare in contatto giornalmente con organismi e corpi estranei che possono in qualche modo minarne la salute. Le funzioni a cui è preposta - mangiare, respirare, bere, parlare ecc. - possono subire alterazioni o diventare fonte di pericolo. Il compito dell'odontoiatra è anche quello di fornire informazioni quanto più dettagliate possibili sui rischi connessi con le infezioni dentali e gengivali trascurate, su una scarsa o inadeguata igiene orale e sull'importanza di una corretta masticazione.
Tra le patologie trattate nelle prestazioni sanitarie odontoiatriche - rilevabili nella visita odontoiatrica di controllo spesso in assenza di sintomi - troviamo:
  • Accumulo di placca e tartaro;
  • Bruxismo (abitudine a digrignare i denti durante la notte);
  • Carie;
  • Ascessi e granulomi;
  • Gengiviti;
  • Parodontite;
  • Fratture dei denti.
L'odontoiatra può occuparsi anche di ortodonzia (applicazione di apparecchi ortodontici, soprattutto nei bambini e soggetti giovani), implantologia e protesi dentarie, odontoiatria conservativa.
La stomatologia, o medicina orale, si occupa invece delle specifiche patologie e anomalie dei tessuti molli della bocca, della zona periorale (guance, labbra) e della mucosa orale tra cui:
  • Tumori della gengiva, delle labbra o della lingua;
  • Lichen planus (lesioni della lingua o della mucosa orale precancerose);
  • Leucoplachie (lesioni croniche benigne della mucosa orale che si manifestano come macchie biancastre);
  • Stomatite ulcerosa (infiammazione della mucosa orale);
  • Glossite (infiammazione della lingua);
  • Afte (lesioni dolorose della mucosa orale);
  • Xerostomia o bocca secca, dovuto al fatto che le ghiandole salivari producono una quantità minore di saliva;
  • Micosi orali, anche a livello della lingua.
Anche in questo caso la diagnosi prevede un'accurata visita stomatologica o odontostomatologica e l'eventuale prescrizione di esami specifici tra cui TAC o anche biopsie di porzioni di tessuto per l'analisi di laboratorio in caso di sospetti tumori.


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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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In collaborazione con

Barbara Bartolini

Barbara Bartolini

Biologa, ricercatrice per più di 10 anni nel campo della Biochimica e della Biologia Molecolare e Cellulare. Ho lavorato in laboratori internazionali di ricerca in Italia, Gran Bretagna, Svezia e Austria studiando la glicobiologia, l'aterosclerosi, l'immunologia e il cancro. Ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze Fisiologiche presso l'Università di Pavia e un master in Approccio Multidisciplinare ai Disturbi dell'Alimentazione e della Nutrizione presso lo stesso ateneo. Dal 2019 mi occupo attivamente di comunicazione ed educazione scientifica, supportando la stesura di articoli scientifici, di divulgazione e di materiale per insegnamento universitario. Faccio parte di Freelance Network Italia e dal 2020 collaboro con il portale Doveecomemicuro.it.

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