Gravidanza e parto: visite di controllo e prestazioni sanitarie

Gravidanza e parto: visite di controllo e prestazioni sanitarie

Indice


La gravidanza è il periodo che intercorre tra il concepimento (fusione di uno spermatozoo con un ovocita) e la nascita del nuovo individuo. 
Il parto corrisponde al momento dell’espulsione o estrazione del feto dall’organismo materno. 
L’ostetricia è la disciplina medica che si occupa dello studio della fisiopatologia di gravidanza, parto e puerperio, il periodo post-parto. Anche la ginecologia supporta e affianca l’ostetricia durante la gravidanza e il parto, e l’assistenza alla paziente durante tutte le fasi della gravidanza e del parto è solitamente fornita da un team multidisciplinare.

Le fasi della gravidanza

La gravidanza è un periodo della durata di circa 40 settimane.
La gravidanza inizia quando, in seguito al rapporto sessuale, uno spermatozoo penetra in un ovocita fecondandolo. Dopo la fecondazione, si ricostituisce così il patrimonio genetico caratteristico di tutte le cellule del corpo (cellule somatiche) a differenza dei gameti (spermatozoi e ovociti) che hanno un corredo cromosomico della metà rispetto ad una cellula somatica.
La data di inizio della gravidanza è per convenzione la data del primo giorno dopo l’ultimo ciclo mestruale. In seguito all’ovulazione, l’ovocita viene rilasciato dall’ovaio e passa nelle tube di Falloppio, dove incontra lo spermatozoo e avviene la fecondazione. Pochi giorni dopo l’ovulazione l’ovocita fecondato passa nell’utero e si impianta nella parete uterina.
Il sospetto una gravidanza in corso sorge dal ritardo del ciclo mestruale. La conferma può venire dal test di gravidanza e dalla visita ginecologica. 
Durante la gravidanza è importante seguire le indicazioni del medico anche per quanto riguarda le abitudini alimentari e lo stile di vita. È necessario infatti un supplemento di:
  • Acido folico;
  • Vitamina D;
  • Eliminazione di alcuni comportamenti come:
    • Fumo;
    • Assunzione di alcool;
    • Alcuni alimenti secondo le indicazioni dello specialista.

Nelle prime 4 settimane di gravidanza, l’embrione cresce e si sviluppa secondo successive divisioni cellulari, collegandosi con i tessuti della madre e i suoi vasi sanguigni per ottenere il nutrimento necessario alla crescita. Il tessuto attorno all’embrione si sviluppa con la formazione della placenta, che nutrirà e proteggerà il nuovo organismo in formazione fino al momento della nascita.
Intorno alla quinta settimana  di gravidanza, le strutture dell’embrione cominciano a differenziarsi, formando il sistema nervoso, i primi vasi sanguigni.
All’ottava settimana di gravidanza gli organi cominciano a formarsi ed è evidente la struttura del feto con una testa prominente. In questo periodo cominciano ad essere evidenti alcuni segnali per la donna in gravidanza, come:
  • L’ingrossamento del seno;
  • La percezione di nausea;
  • La stanchezza;
  • Cambiamenti di umore.
Alla decima settimana di gravidanza, il cuore del nascituro è formato e comincia a battere in modo autonomo e alla dodicesima settimana il feto è completamente formato.
Nelle settimane successive, con la crescita del feto, anche il peso della donna in gravidanza tende ad aumentare. È possibile vedere chiaramente le strutture del feto durante un’ecografia in questa fase. Nell’intervallo tra la settimana 17 e la 19 la donna in gravidanza può iniziare a percepire il movimento del nascituro in grembo, e intorno alla settimana 20 può essere visibile una linea di pigmentazione più scura nella parte centrale dell’addome, chiamata linea nigra. Si tratta di un fenomeno fisiologico dovuto alla stimolazione ormonale in gravidanza che causa una iperproduzione di melanina. In questa fase la pelle si distende per fare spazio alla crescita dell’addome dovuta all’ingrandimento del feto. 
Verso la settimana 22, il feto può cominciare a seguire i ritmi di veglia e sonno, non necessariamente coincidenti con quelli della mamma. Con il proseguire della gravidanza il feto continua a crescere e a muoversi sempre più spesso. Intorno alla settimana 24-25 il feto potrebbe essere in grado di sopravvivere al di fuori del corpo della mamma in caso di nascita prematura, perché i polmoni sono abbastanza sviluppati da poter consentire una respirazione, sebbene non completamente efficiente.
Intorno alla settimana 28, il nascituro è completamente formato e continuerà a crescere durante le ultime fasi della gravidanza, accumulando anche tessuto adiposo. 
Alla settimana 30 si stabilisce il riflesso di suzione ed è possibile vedere il nascituro succhiarsi un dito durante l’ecografia. 
Dalla settimana 32 il nascituro si posiziona con la testa verso il basso, nella posizione migliore per il parto. La crescita continua e lo spazio a disposizione per il movimento risulta minimo. 
Alla settimana 36 di gravidanza i polmoni sono formati e il parto naturale diventa possibile. In alcuni casi, le donne in questa fase della gravidanza possono sperimentare delle contrazioni, chiamate contrazioni di Braxton Hicks, dovute al fatto che l’utero, spontaneamente, inizia a “esercitarsi” per il movimento necessario al momento del parto. Dalla settimana 37 in poi, la gravidanza è considerata a termine e il parto può avvenire. La durata di una gravidanza varia da donna a donna, e dipende da numerosi fattori:
  • Ormonali;
  • Ambientali;
  • Precedenti gravidanze.
La gravidanza può protrarsi di qualche settimana, e in questi casi la decisione degli specialisti di ginecologia e ostetricia è fondamentale per la decisione dell’induzione del parto.


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Immagine infografica che rappresenta le fasi di sviluppo del feto in gravidanza
 

La gravidanza e le visite di controllo

La salute di madre e bambino durante la gravidanza viene presa in carico dal sistema sanitario nazionale (SSN), attraverso un servizio di monitoraggio della gravidanza e dell'accrescimento del feto. Durante questa fase di attesa, la futura mamma viene seguita nei punti nascita - presenti nelle strutture sanitarie dotate di unità operative di ginecologia e ostetricia - dove può effettuare i controlli e gli esami previsti per legge e accedere ai corsi di preparazione al parto.
Tra gli esami da effettuare durante la gravidanza, indispensabili per rilevare precocemente eventuali anomalie e malformazioni fetali, o scoprire infezioni potenzialmente nocive per madre o feto, si annoverano:
  • La prima visita ostetrico-ginecologica, da effettuare entro le prime 10 settimane di gravidanza. In questa visita, oltre a tutte le informazioni necessarie per portare avanti la gravidanza sono misurati peso e pressione arteriosa, e proposti esame delle urine con urinocoltura, esame del sangue, ecografia per valutare a quale settimana di gravidanza ci si trova, il PAP test;
  • Test di Coombs indiretto (anticorpi antieritrociti);
  • Virus della rosolia (rubeo test);
  • Virus HIV;
  • Test virus epatite C;
  • Test toxoplasmosi (toxo test);
  • Test malattie veneree (sifilide, clamidia, gonorrea);
  • L’ecografia con translucenza nucale (consigliata tra l'11ma e la 14ma settimana) per la valutazione prenatale della sindrome di Down;
  • Amniocentesi o villocentesi, che possono essere proposte dal medico in caso di sospette malformazioni o anomalie genetiche fetali, o in generale nei casi di gravidanza tardiva (dopo i 35 anni). L’amniocentesi va effettuata dopo la quindicesima settimana e consiste nel prelievo di liquido amniotico attraverso l’uso di un ago, senza toccare il feto. Il liquido amniotico prelevato contiene una certa quantità di cellule fetali, che possono essere analizzate per screening genetici.
La villocentesi può essere effettuata più precocemente, tra le settimane 9 e 13 di gravidanza, e serve per prelevare il tessuto dei villi coriali cioè la porzione del feto che contribuisce alla formazione della placenta. Anche in questo caso il prelievo avviene con un ago senza interferire con il feto e il materiale prelevato viene utilizzato per test genetici.
  • Una seconda ecografia di controllo viene effettuata a 20 settimane circa. Questa ecografia viene detta morfologica, in quanto si vanno a valutare le strutture anatomiche fetali per identificare possibili malformazioni e per misurare l’accrescimento del feto, confrontando le misure ottenute con quelle riportate nelle curve di riferimento. L’ecografia morfologica determina anche la quantità di liquido amniotico presente e lo sviluppo della placenta;
  • Analisi del sangue, delle urine e controllo della pressione arteriosa vengono effettuati in corrispondenza della visita ecografica;
  • La curva glicemica viene solitamente effettuata nel secondo trimestre per la valutazione della presenza di diabete gestazionale. Questo tipo di intolleranza al glucosio può comparire in gravidanza e scomparire spontaneamente una volta portato al termine il parto. In caso di diabete preesistente o di storia familiare positiva per il diabete, è suggerita un’attenzione particolare al fenomeno, che viene seguito e monitorato anche dopo il parto;
  • Le visite del terzo trimestre comprendono una ecografia (di solito intorno alla settimana 30) con lo scopo di valutare lo stato del feto e del suo accrescimento, la ripetizione di analisi del sangue, urine e pressione arteriosa. Durante questa visita è possibile iniziare a discutere con lo specialista i dettagli e le dinamiche del parto, valutando la posizione del feto, la sua dimensione e i consigli necessari nelle prime fasi dopo il parto. 
I nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) previsti dal SSN includono anche un prestazioni sanitarie preconcezionali di tipo diagnostico, rivolte ad entrambi i futuri genitori o ad un solo membro della coppia, al fine di accertare rischi genetici che possano influire negativamente sul buon esito della gravidanza. 

 
Immagine infografica che rappresenta l'anatomia di una sana e normale gravidanza
 

Il parto 

Il parto è l'evento conclusivo della gravidanza, del cui buon esito si occupa il personale medico e ostetrico dei punti nascita, nei quali sono presenti anche i reparti di neonatologia, che prende in consegna i bambini appena nati in buone condizioni, e di neonatologia intensiva, attrezzati per il trattamento dei neonati pretermine o con problemi alla nascita.
Il parto consiste nella separazione del bambino dalla madre e può avvenire spontaneamente per:
  • Espulsione (parto naturale);
  • Aiutato da terapie farmacologiche (parto indotto);
  • Oppure tramite estrazione, attraverso un vero e proprio procedimento chirurgico (parto cesareo).


Parto spontaneo

In caso di parto spontaneo, al termine del periodo di gravidanza (intorno alla settimana 40) l’utero inizia a contrarsi in modo sempre più frequente e con maggiore intensità. L’utero si abbassa e possono verificarsi delle fuoriuscite di materiale mucoso a livello vaginale, fino alla perdita del liquido amniotico (rottura delle acque). La perdita del liquido amniotico non avviene sempre in grosse quantità ed è bene rivolgersi allo specialista che indicherà in quale fase del parto ci si trovi. 
Prima dell’inizio del travaglio, alla futura mamma viene chiesto il consenso all’uso di procedure anestetiche per diminuire il dolore percepito durante il parto. L’epidurale consiste in una iniezione nella spina dorsale fino alla zona epidurale, cioè esternamente alla membrana che avvolge i nervi spinali. L’iniezione dell’anestetico rende insensibile la porzione inferiore del corpo della paziente e riduce quindi di molto la percezione dei dolori dovuti alle contrazioni del parto.


Parto indotto

In alcuni casi si rende necessario favorire il parto naturale. Ciò può dipendere dal prolungarsi della gestazione oltre la settimana 40 o da condizioni, patologiche o meno, come il distacco della placenta, rottura anticipata delle acque, pre-eclampsia della madre. Lo specialista valuta di caso in caso se il prolungarsi della gravidanza possa costituire un pericolo per la mamma o per il bambino e può procedere in questo caso all’induzione del parto naturale. L’induzione ha lo scopo di far raggiungere alla gestante la fase attiva del travaglio, cioè una capacità di contrazioni sufficiente all’espulsione del bambino e una buona dilatazione dell’utero. 
I metodi utilizzati per l’induzione del parto comprendono l’infusione di prostaglandine e ossitocina
Nei casi in cui l’induzione dovesse prolungarsi nel tempo, il medico può decidere di passare al parto mediante taglio cesareo.


Parto con taglio cesareo

Nei casi in cui il parto spontaneo venga giudicato a rischio per la mamma e il nascituro o quando la prosecuzione dei metodi di induzione non venga più accettata dalla paziente, si ricorre al taglio cesareo
Il taglio cesareo è una vera e propria procedura chirurgica che avviene mediante incisione dell’utero. Sebbene utile in caso di rischio per la salute di mamma e feto, non si dovrebbe esagerare nel ricorso al taglio cesareo, proprio per il carattere di operazione chirurgica con tutti le potenziali complicazioni associate alle normali procedure chirurgiche.

 
Immagine infografica che rappresenta le ragioni mediche per un taglio cesareo
 

Il parto e le prestazioni sanitarie disponibili

Tra le prestazioni sanitarie erogate nei punti nascita troviamo:
  • Assistenza al parto;
  • Induzione farmacologica al parto (prevista dopo la settimana 41 + 3 giorni);
  • Parto cesareo (programmato o d'urgenza);
  • Assistenza al puerperio;
  • Parto in acqua;
  • Analgesia epidurale gratuita H24 7 giorni/7;
  • Pronto soccorso medico di guardia ostetrico H24;
  • Raccolta sangue del cordone ombelicale;
  • Banca del latte umano (le puerpere possono donarlo o usufruire del latte donato).

La degenza per la puerpera che abbia avuto un parto fisiologico spontaneo è di 48 ore, che salgono a 72 in caso di cesareo senza complicazioni. Durante questo periodo la neomamma viene assistita dal personale ostetrico e ha la possibilità di entrare subito in contatto con il bambino nelle strutture in cui viene offerta la modalità rooming-in (neonato e neomamma nella stessa stanza). Sempre nelle prime ore di vita del bambino, è possibile effettuare il test di screening per le malattie metaboliche, utile per scoprire precocemente disfunzioni e patologie del sistema metabolico, che si esegue con un semplice prelievo di sangue dal tallone del neonato.

 
Immagine infografica che rappresenta un feto che si sviluppa nella palcenta
 

Procreazione medicalmente assistita

La gravidanza come evento fisiologico non sempre riesce a verificarsi nelle modalità naturali e nei tempi desiderati. Le coppie con problemi di infertilità possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), un insieme di procedure che comportano il trattamento dei gameti umani con lo scopo di realizzare un concepimento. La possibilità di accedere a questo tipo di servizio è garantita a tutti gli aspiranti genitori che possano dimostrare la loro incapacità riproduttiva ed è inclusa nei nuovi LEA. Le tecniche di PMA si suddividono in 1°, 2° e 3° livello a seconda del grado di invasività (senza anestesia, con anestesia locale e con anestesia generale, rispettivamente) e vengono garantite anche alle coppie sierodiscordanti (in cui uno o entrambi gli aspiranti genitori siano portatori di una malattia infettiva trasmissibile al feto). 

Con i più recenti aggiornamenti in materia legale (sentenza della Corte Costituzionale 162/2014, articoli 4, 9 e 12), è oggi possibile anche in Italia ricorrere alla donazione di gameti (sia maschili che femminili) per la fecondazione eterologa.
Tra le prestazioni di PMA disponibili per le coppie infertili si annoverano:
  • La visita per l'accesso alla PMA;
  • La donazione di gameti;
  • La crioconservazione degli embrioni;
  • La crioconservazione degli ovociti;
  • La fecondazione in vitro;
  • L’inseminazione intrauterina semplice (trasferimento di spermatozoi all'interno dell'utero);
  • Trattamento per coppie sierodiscordanti per HIV, HBV, HCV.

Consulta le migliori strutture per Fisiopatologia della Riproduzione - PMA:
Dove effettuare una Fisiopatologia della Riproduzione - PMA?


Immagine infografica che rappresenta il processo di una fecondazione medicalmente assistita
 
 
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI 

Le informazioni presenti in Doveecomemicuro.it hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

In collaborazione con

Barbara Bartolini

Barbara Bartolini

Biologa, ricercatrice per più di 10 anni nel campo della Biochimica e della Biologia Molecolare e Cellulare. Ho lavorato in laboratori internazionali di ricerca in Italia, Gran Bretagna, Svezia e Austria studiando la glicobiologia, l'aterosclerosi, l'immunologia e il cancro. Ho conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze Fisiologiche presso l'Università di Pavia e un master in Approccio Multidisciplinare ai Disturbi dell'Alimentazione e della Nutrizione presso lo stesso ateneo. Dal 2019 mi occupo attivamente di comunicazione ed educazione scientifica, supportando la stesura di articoli scientifici, di divulgazione e di materiale per insegnamento universitario. Faccio parte di Freelance Network Italia e dal 2020 collaboro con il portale Doveecomemicuro.it.

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