COMUNICATI STAMPA

EMILIA ROMAGNA

Problemi di cuore: dove mi curo in Emilia Romagna?

L'Ospedale di Parma, il Maria Cecilia Hospital di Cotignola, il Policlinico Sant'Orsola – Malpighi di Bologna, il Nuovo Ospedale Civile Sant'Agostino Estense di Modena e l'Arcispedale Sant'Anna di Cona sono in cima alle classifiche regionali di www.doveecomemicuro.it per volume di interventi di angioplastica coronarica, bypass, aneurisma dell'aorta addominale non rotto e di ricoveri per infarto al miocardio.

 

1) Infarto miocardico


Le strutture che effettuano un maggior numero di ricoveri sono: Il 41% delle strutture emiliano romagnole rispetta lo standard dettato dai riferimenti istituzionali per quanto riguarda i volumi (almeno 100 l'anno, soglia minima rispettata dal 51% delle strutture in Italia).
Una nota di merito va all’Arcispedale Sant'Anna, all’Ospedale degli Infermi, al Policlinico di Modena, all’Ospedale Morgagni e Pierantoni, al Nuovo Ospedale Civile Sant'Agostino Estense e all’Ospedale di Bentivoglio che rispettano anche le percentuali di mortalità (che devono mantenersi inferiori all'8%) e le percentuali di trattati con PTCA entro 48 ore dal ricovero (almeno il 45%).
Inoltre, all’Azienda Ospedaliera - IRCCS Arcispedale Santa Maria Nuova, all’Ospedale Maggiore C.A. Pizzardi, all’Ospedale Santa Maria delle Croci e all’Ospedale Guglielmo da Saliceto, che rispettano i valori di riferimento per quanto riguarda le percentuali di PTCA. E ancora: all’Ospedale di Parma, al Policlinico Sant'Orsola – Malpighi, all’Ospedale M. Bufalini, all’Ospedale Civile Nuovo Santa Maria della Scaletta e all’Ospedale Ceccarini di Riccione che rispettano quelle di mortalità.

 

2) Bypass aortocoronarico


Le strutture che rispettano lo standard ministeriale sono:
Una nota di merito va all'Ospedale di Parma, che rispetta anche i valori di riferimento per quanto riguarda le percentuali di mortalità (che devono mantenersi inferiori all'1,5%) e alla Casa di Cura Hesperia Hospital di Modena, che per soli 3 interventi non raggiunge la soglia di riferimento riguardante i volumi ma che ha una percentuale di mortalità inferiore all’ 1%.
Il 94,4 % dei residenti sceglie di farsi curare nella propria regione. Il 5,6 % dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni. Il 15,7 % di interventi eseguiti su non residenti. Il 33% delle strutture emiliano romagnole rispetta lo standard dettato dai riferimenti istituzionali (200 casi l'anno, soglia minima rispettata dal 24% delle strutture in Italia).

 

3) Aneurisma dell'aorta addominale non rotto


Le strutture che rispettano lo standard ministeriale sono:
Una nota di merito va al Nuovo Ospedale Civile Sant'Agostino Estense, al Policlinico Sant'Orsola – Malpighi, al Maria Cecilia Hospital - Gruppo Villa Maria e all’Ospedale degli Infermi, che rispettano anche i valori di riferimento per quanto riguarda le percentuali di mortalità (che devono mantenersi inferiori all'1%).
Il 95,4% dei residenti sceglie di farsi curare nella propria regione. Il 4,6% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni. Il 13,8% di interventi eseguiti su non residenti. Il 50% delle strutture emiliano romagnole rispetta lo standard dettato dai riferimenti istituzionali (almeno 60 casi l'anno, soglia minima rispettata dal 24 % delle strutture in Italia).

 

4) Angioplastica coronarica con PTCA

 
Le strutture che effettuano un maggior numero di ricoveri sono: Il 96,2 % dei residenti sceglie di farsi curare nella propria regione. Il 3,8% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni. L’ 11,6% di interventi eseguiti su non residenti. Il 39% delle strutture emiliano romagnole rispetta lo standard dettato dai riferimenti istituzionali (almeno 250 casi l'anno, soglia minima rispettata dal 57% delle strutture in Italia).
27 settembre 2017