Occhio e visione

Oculistica è la specializzazione medica che ha come campo di interesse l'area terapeutica relativa all'occhio e alla visione. Gli occhi sono organi di senso, per la precisione di quello che è sempre stato considerato il senso più importante tra tutti i 5: la vista. Perciò dalla loro salute ed efficienza dipende la nostra capacità di vedere il mondo che ci circonda, e di interpretarlo. Come funziona la facoltà della visione negli esseri umani? In questo caso gli organi coinvolti sono solo due, gli occhi, come abbiamo detto, ma c'è un terzo "attore" fondamentale che è il cervello. È a livello cerebrale che vengono elaborati gli impulsi visivi captati dagli occhi, pertanto, se è vero che l'oculistica cura la fisiopatologia di questi ultimi, a seconda del tipo di problema visivo anche la neurologia può diventare la disciplina specialistica "sorella" della prima, quando all'origine del difetto visivo vi è un danno cerebrale o del nervo oculare.

L'approccio multidisciplinare prevede infatti una maggior libertà nella collaborazione tra le diverse unità specialistiche, perché è chiaro che a beneficiarne non può che esserne il paziente. Quasi tutte le patologie che possono colpire l'organismo umano, infatti, sebbene si originino in un organo o apparato preciso, hanno origini, cause e complicanze che coinvolgono anche altri organi e apparati. Chiarito questo, torniamo agli occhi e al loro funzionamento, prima di addentrarci nelle specifiche patologie e disfunzioni.

Vediamo brevemente come sono fatti i nostri occhi e come si attua il processo della visione umana.
L'occhio è costituito da tre membrane concentriche:
  • Tonaca esterna o fibrosa, composta da sclera (la parte bianca) e cornea (la membrana più esterna, convessa e trasparente posta al centro dell'occhio).
  • Tonaca media o vascolare, detta anche uvea, composta da coroide (membrana di tessuto nervoso riccamente vascolarizzata), corpo ciliare e iride (può avere colori diversi), è una sorta di anello muscolare che circonda la pupilla, a sua volta il foro che permette alla luce di penetrare nel bulbo. L'iride è in grado di contrarsi e dilatarsi in base alla luminosità esterna sì da regolare la quantità di luce che deve essere assorbita dall'occhio).
  • Tonaca interna o nervosa, costituita dalla retina (posta nel fondo oculare, raccoglie i segnali luminosi e li converte in impulsi elettrici grazie all'azione dei suoi fotorecettori, detti coni e bastoncelli, in modo che possano arrivare al cervello tramite il nervo ottico).
La parte superficiale dell'occhio e l'interno della palpebra sono rivestite dalla congiuntiva, membrana sottile e trasparente. All'interno dell'occhio, poi troviamo altre strutture, come le tre camere (anteriore, posteriore e vitrea), tre spazi che contengono umori (rispettivamente acqueo e vitreo). La camera anteriore funge da intercapedine tra la cornea e il cristallino, una piccola lente che serve per la messa a fuoco delle immagini.

La mobilità degli occhi è poi assicurata dall'azione di potenti muscoli, quattro retti e due obliqui, che permettono al bulbo di spostarsi in tutte le direzioni e che si attivano sempre in parallelismo (non è possibile, infatti, muovere un solo occhio lasciando l'altro immobile).
 

Ma come funziona la visione?

Naturalmente grazie alla perfetta collaborazione tra tutte le parti dell'occhio che abbiamo visto, più il ruolo definitivo del cervello. Immaginiamo che i nostri occhi siano un po' come delle macchine fotografiche, perché il meccanismo è proprio lo stesso. Per vedere abbiamo bisogno di luce, infatti i raggi luminosi entrano dalla pupilla attraversando la cornea (che come abbiamo visto è trasparente), e si riflettono nel cristallino, che grazie ai suoi muscoli, è in grado di contrarsi o dilatarsi a seconda della maggiore o minore vicinanza dell'oggetto da mettere a fuoco. Da qui i raggi di luce arrivano alla retina dove appaiono proiettati al contrario, per una ulteriore messa a fuoco (rifrazione). Grazie ai coni e ai bastoncelli presenti nella retina che trasformano i segnali visivi in input elettrici, finalmente i raggi luminosi viaggiano verso il cervello attraverso il nervo ottico e arrivano nella sezione occipitale, in cui è presente l'area deputata alla elaborazione delle immagini.

Quando tutto funziona al meglio, la nostra capacità visiva è al suo massimo e l'atto della visione si realizza senza nessuna difficoltà o difetto. Ma quando questo non avviene, per una disfunzione, per una malattia, per una malformazione, per un trauma, allora è necessario sottoposi ad un controllo oculistico. Vediamo le principali patologie a carico degli e occhi e i più comuni difetti di visione, con le prestazioni sanitarie e gli esami disponibili per la diagnosi e la cura.
 

Le principali patologie oculari e le prestazioni sanitarie disponibili


La salute degli occhi è tanto preziosa quanto costantemente a rischio, e la branca della medicina che se ne occupa è l'Oculistica. Due sono i nemici principali: l'uso scorretto, o meglio, l'abuso che facciamo dei nostri occhi che non vengono più "allenati" alla buona visione come dovrebbero, e l'invecchiamento. L'ipovisione è quindi la prima conseguenza di entrambi i fattori di rischio, con un aumento esponenziale di difetti visivi anche di grado severo e in età precoce (miopia soprattutto, presbiopia, astigmatismo, ipermetropia), e di patologie ad essi collegate.

Vediamo velocemente i principali difetti della visione, per poi passare alle malattie degli occhi vere e proprie.
  • Miopia. Può essere congenita, ma nella maggior parte è acquisita, e consta in una riduzione della visione da lontano, causata da una curvatura fuori norma di cornea e cristallino, o da una lunghezza eccessiva del bulbo oculare. Si corregge con occhiali o lenti a contatto, e nelle forme più severe con l'intervento chirurgico e con il laser.
  • Astigmatismo. Difetto nella messa a fuoco (a livello di retina), che comporta una visione sfocata sia da lontano che da vicino. L'astigmatismo è provocato da una deformazione della cornea, e si corregge con l'uso di lenti a contatto o occhiali, oppure con la chirurgia tradizionale o la tecnica laser.
  • Ipermetropia. Difetto che è presente alla nascita in tutti i bambini ma che in genere regredisce spontaneamente con la crescita e solo in alcuni casi permane. Consiste in una visione sfocata con difficoltà nella messa a fuoco che comporta una grande stanchezza oculare. A causare questo difetto è una traiettoria troppo lunga dei raggi luminosi, che invece di arrivare alla retina la sorpassano andando a confluire in un punto ad essa retrostante. Si corregge con occhiali, lenti a contatto o intervento chirurgico/laser.
  • Presbiopia. Difetto della visione da vicino legata al processo di invecchiamento del cristallino. In genere si corregge con l'uso degli occhiali.
  • Daltonismo. Raro difetto congenito di natura genetica che consiste in una alterazione nella visione dei colori. Attualmente non esiste una cura.

Altri due difetti visivi sono molto comuni trai bambini e quindi rientrano nell'ambito di cura dell'oculistica pediatrica: lo strabismo (difetto nell'asse visivo dovuto ad un malfunzionamento dei muscoli oculari), e l'ambliopia (occhio pigro), in cui un occhio "lavora per due", e l'altro non viene utilizzato rischiando di diventare atrofico.

Veniamo ora alle principali patologie oculari:
  • Cataratta. Malattia molto diffusa legata all'invecchiamento, che consiste in una opacizzazione del cristallino che produce una visione sempre più annebbiata.
  • Glaucoma. Malattia grave e progressiva che se non individuata in tempo può condurre alla cecità. Si verifica quando la pressione oculare aumenta eccessivamente andando a danneggiare la retina.
  • Degenerazione maculare senile. Come facilmente intuibile, anche questa patologia è "figlia" dell'invecchiamento, non a caso in costante aumento da quando le aspettative di vita si sono allungate. Provoca una perdita costante e progressiva della visione centrale con deformazione delle immagini, a causa di un deterioramento della macula, la porzione della retina responsabile proprio della visione centrale.
  • Congiuntivite. Infiammazione della congiuntiva di natura infettiva o allergica.
  • Cheratite. Infiammazione della cornea in genere provocata da infezioni virali (tipica quella da Herpes virus), batteriche o fungine.
  • Neurite ottica. Infiammazione del nervo ottico.
  • Cheratocono. Malattia degenerativa che comporta una deformazione (curvatura anomala) della cornea.
  • Blefarite. Infiammazione della palpebra, dovuta a cause diverse: allergie, infezioni, contatto con sostanze irritanti o tossiche, diabete.
  • Calazio. Ostruzione delle ghiandole deputate alla produzione di sebo.
  • Orzaiolo. Infiammazione purulenta delle ghiandole deputate alla produzione di sebo situate in corrispondenza delle ciglia.
  • Sindrome dell'occhio secco. Non una vera malattia ma una condizione prepatologica, che comporta una riduzione del film umido che protegge l'occhio e che può aprire le porte a infezioni e irritazioni. Si verifica soprattutto in chi usi le lenti a contatto e lavori per molte ore al giorno davanti al monitor di un pc o di un table.
Infine, ecco le prestazioni sanitarie previste per le malattie degli occhi e i difetti della visione:
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