Dove partorire in Friuli Venezia Giulia?

Dove partorire in Friuli Venezia Giulia?
Friuli Venezia Giulia
Ultimo aggiornamento: 13 novembre 2019

Su www.doveecomemicuro.it i dati aggiornati del Programma Nazionale Esiti 2018, la classifica nazionale e la classifica del Friuli Venezia Giulia degli ospedali che eseguono il volume maggiore di parti in un anno. 

CLASSIFICA REGIONALE STILATA PER VOLUME DI PARTI

Le strutture pubbliche o private accreditate che nella Regione effettuano parti sono 9. Il 22,2% rispetta il valore di riferimento fissato a 1.000 parti mentre l’11,1% non rispetta il valore minimo di 500 parti l’anno.

Le strutture che in Friuli Venezia Giulia effettuano un maggior numero di parti sono:
1. Azienda Ospedaliera Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine (n° parti: 1.537) (cesarei: 24,04%)
2. Materno Infantile Burlo Garofolo di Trieste (n° parti: 1.520) (cesarei: 8,61%)
3. Ospedale di Pordenone - Santa Maria degli Angeli di Pordenone (n° parti: 992) (cesarei: 18,72%)
4. Ospedale Sant'Antonio di San Daniele del Friuli di San Daniele del Friuli (UD) (n° parti: 929) (cesarei: 13,84%)
5. Ospedale di San Vito al Tagliamento di San Vito al Tagliamento (PN) (n° parti: 803) (cesarei: 9,11%)


ll regolamento del Ministero della Salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell’assistenza ospedaliera fissa i valori massimi relativi ai tagli cesarei primari al 25% (per gli ospedali che eseguono più di 1.000 parti annui) e al 15% (per gli ospedali che effettuano meno di 1000 parti annui). Perciò a rispettare la soglia ministeriale sono l’Azienda Ospedaliera Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine, il Materno Infantile Burlo Garofolo di Trieste, l’Ospedale Sant'Antonio di San Daniele del Friuli di San Daniele del Friuli (UD) e l’Ospedale di San Vito al Tagliamento di San Vito al Tagliamento (PN) (le percentuali riportate si riferiscono ai dati del PNE aggiustati*).

*Dati del PNE aggiustati: nei rapporti del PNE viene effettuato un aggiustamento degli indicatori attraverso l’utilizzo di metodi di risk adjustment, che permettono di studiare le differenze tra strutture e/o aree territoriali (espresse in termini di Rischio Relativo) “al netto” del possibile effetto confondente della disomogenea distribuzione delle caratteristiche dei pazienti. Si tiene conto, cioè, delle possibili disomogeneità esistenti nelle popolazioni studiate, dovute a caratteristiche quali età, genere, gravità della patologia in studio, presenza di comorbidità croniche, ecc., fattori che possono agire come confondenti dell’associazione tra esito ed esposizione.

(Fonte: PNE 2018)
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