Cuore affaticato: dove operarsi in Calabria?

Cuore affaticato: dove operarsi in Calabria?

Su www.doveecomemicuro.it le classifiche nazionali e della Calabria degli ospedali più performanti (fonte dati: PNE 2017): al 1° posto, per numero di ricoveri per infarto miocardico acuto e per l’angioplastica coronarica c’è l’Azienda Ospedaliera Mater Domini di Catanzaro; per il bypass aortocoronarico, la Casa di Cura Sant'Anna Hospital di Catanzaro; non ci sono strutture che rispettano il valore di riferimento per quanto riguarda l’aneurisma dell'aorta addominale non rotto.

CLASSIFICHE REGIONE CALABRIA

Ricoveri per infarto miocardico acuto
Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di ricovero sono 24.
Le 5 strutture che in Calabria effettuano un maggior numero di ricoveri sono:

1. Azienda Ospedaliera Mater Domini di Catanzaro (n° ricoveri: 759)
2. Presidio Ospedaliero Annunziata di Cosenza (n° ricoveri: 724)
3. Presidio Ospedaliero Riuniti di Reggio Calabria (n° ricoveri: 521)
4. Ospedale Pugliese di Catanzaro (n° ricoveri: 495)
5. Ospedale Civile San Giovanni di Dio di Crotone (n° ricoveri: 292)

In Calabria il valore di riferimento ministeriale di minimo 100 ricoveri l’anno è rispettato dal 54% delle strutture.
Il Presidio Ospedaliero Annunziata di Cosenza e l’Ospedale Civile San Giovanni di Dio di Crotone oltre a vantare alti volumi mantengono anche una bassa mortalità a 30 giorni dal ricovero (che deve mantenersi inferiore all’8%), rispettivamente del 7,46% e del 5,19%.
Non ci sono strutture che rispettano il valore di riferimento per cui almeno il 45% di pazienti sono sottoposti a PTCA (angioplastica coronarica percutanea transluminale) entro 48 ore dal ricovero.
Il 5,9% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
Il 94,1% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
Il 4,6% di interventi eseguiti su non residenti.

Interventi chirurgici di bypass aortocoronarico
Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 4.
La struttura che in Calabria effettua un maggior numero di interventi è:

1. Casa di Cura Sant'Anna Hospital di Catanzaro (n° interventi: 344) TERZA IN ITALIA

In Calabria il valore di riferimento ministeriale di minimo 200 interventi l’anno è rispettato dal 25% delle strutture.
La Casa di Cura Sant'Anna Hospital di Catanzaro oltre a vantare alti volumi mantiene anche una bassa mortalità a 30 giorni dall’intervento (che deve mantenersi inferiore all’1,5%) (mortalità a 30gg: 1,15%).
È l’unica struttura che rispetta entrambi questi valori di riferimento, pari al 25% delle strutture che effettuano questo tipo di intervento.
Il 24% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
Il 76% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
L’ 1,7% di interventi eseguiti su non residenti.

Interventi chirurgici per aneurisma dell’aorta addominale non rotto
Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 6.
Non ci sono strutture che rispettano il valore di riferimento di minimo 60 interventi l’anno.
Il 39,9% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
Il 60,1% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
L’ 1,5% di interventi eseguiti su non residenti.

Interventi chirurgici di angioplastica coronarica
Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 8.
Le 5 strutture che in Calabria effettuano un maggior numero di interventi sono:

1. Azienda Ospedaliera Mater Domini di Catanzaro (n° interventi: 816)
2. Casa di Cura Sant'Anna Hospital di Catanzaro (n° interventi: 749)
3. Presidio Ospedaliero Annunziata di Cosenza (n° interventi: 561)
4. Ospedale Pugliese di Catanzaro (n° interventi: 552)
5. Presidio Ospedaliero Riuniti di Reggio Calabria (n° interventi: 489)

In Calabria il valore di riferimento ministeriale di minimo 250 interventi l’anno è rispettato dal 75% delle strutture.
Il 15,9% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
L’ 84,1% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
Il 4% di interventi eseguiti su non residenti.
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