Cuore affaticato: dove operarsi in Abruzzo?

Cuore affaticato: dove operarsi in Abruzzo?

Su www.doveecomemicuro.it le classifiche nazionali e dell'Abruzzo degli ospedali più performanti (fonte dati: PNE 2017): al 1° posto, per numero di ricoveri per infarto miocardico acuto e per il bypass aortocoronarico, c’è il Presidio Ospedaliero SS. Annunziata di Chieti; per l’angioplastica coronarica, il Presidio Ospedaliero Spirito Santo di Pescara; non ci sono strutture che rispettano il valore di riferimento per quanto riguarda l’aneurisma dell'aorta addominale non rotto

CLASSIFICHE REGIONE ABRUZZO

Ricoveri per infarto miocardico acuto
Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di ricovero sono 18.
Le 5 strutture che in Abruzzo effettuano un maggior numero di ricoveri sono:

1. Presidio Ospedaliero SS. Annunziata di Chieti (n° ricoveri: 586)
2. Presidio Ospedaliero Spirito Santo di Pescara (n° ricoveri: 558)
3. Ospedale Mazzini di Teramo (n° ricoveri: 450)
4. Presidio Ospedaliero Avezzano Santi Filippo e Nicola (n° ricoveri: 360)
5. Ospedale San Salvatore dell'Aquila (n° ricoveri: 312)

In Abruzzo il valore di riferimento ministeriale di minimo 100 ricoveri l’anno è rispettato dal 50% delle strutture.
Il Presidio Ospedaliero Spirito Santo di Pescara oltre a vantare alti volumi mantiene anche una bassa mortalità a 30 giorni dal ricovero (che deve mantenersi inferiore all’8%) e una alta percentuale (che deve mantenersi superiore al 45%) di pazienti sottoposti a PTCA (angioplastica coronarica percutanea transluminale) entro 48 ore dal ricovero (n° interventi: 558, mortalità a 30gg: 7,93%, PTCA entro 48h: 55,89%).
È l’unica struttura a rispettare tutti e 3 questi valori di riferimento, pari al 6% delle strutture che effettuano questo tipo di ricovero.
Il 4,7% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
Il 95,3% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
Il 7% di interventi eseguiti su non residenti.

Interventi chirurgici di bypass aortocoronarico
Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 2.
Solo il Presidio Ospedaliero SS. Annunziata di Chieti rispetta il valore di riferimento di minimo 200 interventi l’anno (n° interventi: 215).
Il Presidio Ospedaliero SS. Annunziata di Chieti oltre a vantare alti volumi mantiene anche una bassa mortalità a 30 giorni dall’intervento (che deve mantenersi inferiore all’1,5%) (mortalità a 30gg: 1,09%).
In Abruzzo i valori di riferimento ministeriale sono rispettati dal 50% delle strutture che effettuano questo tipo di intervento.
Il 13,1% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
L’ 86,9% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
Il 10,2% di interventi eseguiti su non residenti.

Interventi chirurgici per aneurisma dell’aorta addominale non rotto
Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 6.
Non ci sono strutture che rispettano il valore di riferimento di minimo 60 interventi l’anno.
Il Presidio Ospedaliero Avezzano Santi Filippo e Nicola per pochi interventi non raggiunge il limite di riferimento (n° interventi: 58).
Il 15,8% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
L’ 84,2% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
Il 19% di interventi eseguiti su non residenti.

Interventi chirurgici di angioplastica coronarica
Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 9.
Le strutture che in Abruzzo effettuano un maggior numero di interventi sono:

1. Presidio Ospedaliero Spirito Santo di Pescara (n° interventi: 719)
2. Ospedale Mazzini di Teramo (n° interventi: 513)
3. Presidio Ospedaliero SS. Annunziata di Chieti (n° interventi: 324)
4. Ospedale San Salvatore dell'Aquila (n° interventi: 263)

In Abruzzo il valore di riferimento ministeriale di minimo 250 interventi l’anno è rispettato dal 44% delle strutture.
Il 12,1% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
L’ 87,9% dei residenti sceglie di farsi curarsi nella propria regione.
Il 6,1% di interventi eseguiti su non residenti.
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