Cervello (tumore cerebrale, aneurisma): dove operarsi in Italia?

Cervello (tumore cerebrale, aneurisma): dove operarsi in Italia?
Nazionale

Su www.doveecomemicuro.it le classifiche dei 5 ospedali più performanti per volume di interventi per tumore cerebrale, aneurisma cerebrale non rotto, rivascolarizzazione carotidea con stenting angioplastica e rivascolarizzazione carotidea con endoarterectomia.


Ai primi posti si posizionano rispettivamente l'Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, l'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano, l'Humanitas Gavazzeni di Bergamo e l'Ospedale San Raffaele di Milano. Vengono riportate, inoltre, le strutture con le percentuali più basse di mortalità a 30 giorni dal ricovero per ictus.

Il cervello è la centralina di comando di tutte le funzioni del nostro organismo. Respiro, battito cardiaco, coordinazione dei movimenti, equilibrio, linguaggio, emozioni, apprendimento... sono tutte attività coordinate da questo prezioso organo, detto più correttamente encefalo, che è suddiviso in tre aree: tronco encefalico, cervelletto e cervello vero e proprio. Come le altre parti del corpo, anch'esso può essere bersagliato da gravi patologie, quali forme tumorali, aneurismi o ictus, che possono determinare seri danni cerebrali e risultare anche fatali. La chirurgia rappresenta un'opportunità per prevenirle, curarle o quanto meno rallentarne la progressione. In caso di tumore cerebrale, l'intervento è la prima arma a disposizione per aggredire la neoplasia. In funzione preventiva contro l'ictus, invece, grave evento che comporta l'interruzione dell'apporto di sangue ossigenato al cervello a causa dell’ostruzione o della rottura di un’arteria, oltre a cambiamenti nello stile di vita (sana alimentazione, esercizio fisico, stop a fumo e all’abuso di alcol), possono rendersi necessari operazioni che ripristinino il corretto flusso sanguigno: come gli interventi di rivascolarizzazione carotidea con endoarterectomia o quelli con stenting e angioplastica.


Come scegliere l'ospedale?

Nell'eventualità di doversi sottoporre a un intervento così delicato è fondamentale orientarsi su strutture che offrano le maggiori garanzie. “I dati del PNE – Programma Nazionale Esiti gestito da Agenas – svelano quali sono i centri che eseguono il più alto numero di interventi in un anno e quali rispettano le soglie fissate dal Ministero per quanto riguarda la mortalità a 30 giorni dal ricovero. Al momento di scegliere è bene tener conto di queste informazioni e non limitarsi al passaparola o alla vicinanza a casa”, spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico di www.doveecomemicuro.it.

“Il volume di attività è un elemento chiave per capire la bontà di una struttura. Secondo quanto dimostra un'ampia letteratura scientifica, infatti, un alto numero di interventi ha un impatto positivo sull'efficacia delle cure”. Che sia imprudente basarsi solo sul passaparola non supportato da dati oggettivi risulta chiaro dall'ultimo rapporto dell'Agenas: i dati del PNE 2017, infatti, mettono in luce come solo il 12% delle 160 strutture italiane che eseguono interventi di craniotomia per tumore cerebrale rispetta i valori istituzionali riguardo alla mortalità a 30 giorni dal ricovero (che devono mantenersi minori/uguali all’1,5%).

Dei 959 ospedali che effettuano interventi per ictus, invece, solamente il 47% rispetta le soglie ministeriali riguardo alla mortalità a 30 giorni dal ricovero (che devono mantenersi minori/uguali al 10%). Solo il 30% dei 272 ospedali che eseguono interventi di rivascolarizzazione carotidea con endoarterectomia, infine, rispetta i valori fissati dal Ministero per quanto riguarda il volume di operazioni (almeno 75 interventi annui).

Altri parametri da considerare quando ci si trova a scegliere la struttura sono, inoltre, il tipo di follow up offerto dopo l'intervento e i servizi che puntano a migliorare l'umanizzazione delle cure, come quelli di psiconcologia e di psicoterapia dedicati ai pazienti affetti da tumore cerebrale.

“In tanti anni di attività, ci siamo resi conto quanto questi servizi rappresentino un importante valore aggiunto per i reparti che li offrono e di come contribuiscano ad aumentarne il livello di gradimento”, dice Guido Minghetti, Presidente e cofondatore di AITC Onlus (Associazione Italiana Tumori Cerebrali), associazione che da una decina d’anni gestisce, presso l’Istituto Neurologico Besta di Milano, un servizio di supporto dedicato ai pazienti con diagnosi di tumore cerebrale, ai loro familiari e agli operatori sanitari.

Come confrontare le performance delle strutture? Per farsi un'idea realistica della bontà dei centri, basta andare all'indirizzo https://www.doveecomemicuro.it/ , inserire nel “cerca” la parola chiave desiderata, ad esempio “cervello” o “carotide”, e selezionare la voce che interessa tra quelle suggerite (ad esempio “tumore cerebrale” oppure “Carotide - rivascolarizzazione carotidea con endoarterectomia”): in cima alla pagina dei risultati compariranno i centri più performanti per questo tipo di intervento.

Il semaforo verde indica il rispetto della soglia ministeriale mentre una barra di scorrimento mostra il posizionamento delle singole strutture nel panorama nazionale.
La valutazione viene fatta considerando indicatori istituzionali di qualità come, appunto, i volumi di attività e la mortalità a 30 giorni dal ricovero (dati validati e diffusi dal PNE - Programma Nazionale Esiti gestito dall'Agenas per conto del Ministero della Salute).


CLASSIFICHE NAZIONALI STILATE SULLA BASE DEI 4 INDICATORI

Interventi chirurgici di craniotomia per tumore cerebrale
La craniotomia è l'intervento chirurgico più diffuso nella cura dei tumori cerebrali. Consiste nell'apertura della scatola cranica in coincidenza della neoplasia (cioè della massa anomala di cellule formatasi nell’encefalo) così da poterla rimuovere.

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 160: il 48% si trova al nord, il 21% al centro e il 32% al sud. In particolare, della totalità degli interventi eseguiti il 57% è stato effettuato al nord, il 24% al centro e il 19% al sud.

Le 5 strutture che in Italia effettuano un maggior numero di interventi sono:
1. Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano (n° interventi: 802)
2. Ospedale Borgo Trento di Verona (n° interventi: 503)
3. Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma (n° interventi: 461)
4. Istituto Clinico Humanitas di Rozzano - Milano (n° interventi: 428)
5. Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna (n° interventi: 392)

Le percentuali più basse di mortalità, invece, in Italia sono dell'Ospedale San Martino di Genova (n° interventi: 78), dell'Ospedale San G. Bosco di Torino (n° interventi: 68) e del Presidio Ospedaliero Molinette di Torino (n° interventi: 292).

Le 5 strutture che rispettano la soglia di riferimento dell’1,5% e con i più alti volumi sono:
1. Istituto Clinico Humanitas di Rozzano - Milano (n° interventi: 428)
2. Presidio Ospedaliero Molinette di Torino (n° interventi: 292)
3. Ospedale M. Bufalini di Forlì Cesena (n° interventi: 212)
4. Ospedale Maggiore Policlinico di Milano (n° interventi: 159)
5. Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni (n° interventi: 137)
In Italia i valori di riferimento sono rispettati dal 14% delle strutture. Delle strutture che rispettano i valori di riferimento il 69% si trova al nord, il 23% al centro e il 8% al sud.

Interventi chirurgici di aneurisma cerebrale non rotto
L'aneurisma cerebrale è una dilatazione di un'arteria cerebrale, le cui dimensioni possono variare da pochi mm a oltre 2 cm. Gli aneurismi cerebrali non rotti vengono riscontrati occasionalmente in corso di altri accertamenti. Solo una minima parte va incontro a rottura, ma il rischio aumenta con il progredire delle dimensioni. I possibili trattamenti sono due: microchirurgico ed endovascolare. Sarà il neurochirurgo a valutare l’opportunità di ricorrervi.

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 91: il 53% si trova al nord, il 22% al centro e il 25% al sud. In particolare, della totalità degli interventi eseguiti il 61% è stato effettuato al nord, il 22% al centro e il 18% al sud.

Le 5 strutture che in Italia effettuano un maggior numero di interventi sono:
1. Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano (n° interventi: 100)
2. Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze (n° interventi: 85)
3. Azienda Ospedaliera di Perugia (n° interventi: 67)
4. Ospedale M. Bufalini di Forlì Cesena (n° interventi: 59)
5. Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano (n° interventi: 53)

Interventi chirurgici di rivascolarizzazione carotidea - stenting e angioplastica
L’angioplastica è una tecnica che consente di dilatare un vaso ostruito o significativamente ristretto (da placche aterosclerotiche, cioè accumuli di colesterolo circondati da cellule e fibrosi) utilizzando un palloncino introdotto attraverso l'arteria femorale o l'arteria radiale. Una volta dilatato il vaso, lo stent (una rete metallica) permette di mantenerlo aperto e di ripristinare il passaggio del sangue.

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 467: il 48% si trova al nord, il 24% al centro e il 28% al sud. In particolare, della totalità degli interventi eseguiti il 51% è stato effettuato al nord, il 22% al centro e il 27% al sud.

Le 5 strutture che in Italia effettuano un maggior numero di interventi sono:
1. Humanitas Gavazzeni di Bergamo (n° interventi: 827)
2. Maria Cecilia Hospital - Gruppo Villa Maria di Ravenna (n° interventi: 761)
3. Istituto Clinico Città di Brescia - Gruppo Ospedaliero San Donato (n° interventi: 663)
4. Policlinico Abano Terme di Padova (n° interventi: 598)
5. Presidio Ospedaliero G. M. Lancisi di Ancona (n° interventi: 535)

Interventi chirurgici di rivascolarizzazione carotidea - endoarterectomia
L'endoarterectomia è un'operazione che consente, attraverso una incisione chirurgica del collo e poi della parete dell’arteria carotide, di rimuovere un tratto della parete interna del vaso colpito da placche aterosclerotiche, che causano restringimenti od ostruzioni. Questa condizione implica un ridotto afflusso di sangue alle strutture cerebrali con il rischio di attacco ischemico transitorio o di ictus.
Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano questo tipo di intervento sono 272: il 51% si trova al nord, il 22% al centro e il 27% al sud. In particolare, della totalità degli interventi eseguiti il 55% è stato effettuato al nord, il 27% al centro e il 19% al sud.

Le 5 strutture che in Italia effettuano un maggior numero di interventi sono:
1. Ospedale San Raffaele - Gruppo Ospedaliero San Donato di Milano (n° interventi: 380)
2. Presidio Ospedaliero Molinette di Torino (n° interventi: 311)
3. Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze (n° interventi: 267)
4. Presidio Ospedaliero G. M. Lancisi di Ancona (n° interventi: 262)
5. Ospedale di Padova (n° interventi: 244)
In Italia i valori di riferimento (almeno 75 interventi annui eseguiti) sono rispettati dal 30% delle strutture. Delle strutture che rispettano i valori di riferimento il 56% si trova al nord, il 30% al centro e il 13% al sud.
(Fonte: PNE 2017)

Ictus
Grave evento che si verifica quando l’afflusso di sangue al cervello si interrompe all’improvviso per l’ostruzione di un’arteria o, più raramente, per la sua rottura. Necessita di un intervento tempestivo che riporti ossigeno nelle aree colpite per scongiurare conseguenze quali grave disabilità o morte.

Le strutture pubbliche o private accreditate che prestano assistenza per questo tipo di patologia in Italia sono 959. Di queste il 43% si trova al nord, il 23% al centro e il 33% al sud. In particolare, della totalità dei ricoveri effettuati, il 50% è stato effettuato al nord, il 22% al centro e il 28% al sud. Una nota di merito va al Neurological Centre of Latium - Istituto di Neuroscienze di Roma, all'Ospedale Principe di Piemonte di Senigallia e al Policlinico di Modena, che vantano le percentuali più basse di mortalità in Italia a 30 giorni dal ricovero. (Nel calcolo, vengono prese in considerazione solo le strutture che effettuano almeno 50 ricoveri l’anno).

In Italia i valori di riferimento (con percentuali di mortalità a 30 giorni dal ricovero minore o uguale al 10%) sono rispettati dal 47% delle strutture (alte performance – con percentuali minore o uguale all’8% - sono ottenute dal 28% dei centri). Delle strutture che rispettano i valori di riferimento, il 55% si trova al nord, il 25% al centro e il 20% al sud.
 
Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2018
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